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domenica 26 febbraio 2017

Miyazaki non molla


La notizia era nell'aria da un po' di tempo. Qualche giorno fa Toshio Suzuki, produttore dello Studio Ghibli, la ha confermata. Hayao Miyazaki è al lavoro nella stesura degli storyboard di un nuovo lungometraggio. Al suo ritiro, annunciato nel 2013, non avevo voluto credere. Non potevo accettare l'idea che l'autore di capolavori come Si alza il vento, La città incantata o La Principessa Mononoke avesse deciso di lasciare la propria matita lontana da un foglio di carta. A dir la verità Miyazaki aveva iniziato a lavorare su un cortometraggio da far proiettare all'interno del Museo del suo Studio Ghibli, una vecchia idea sorta ai tempi de La Principessa Mononoke e poi messa da parte. Ma è stata proprio questa storia, Boro il bruco, a dimostrarsi troppo importante per essere concentrata all'interno di un corto. Ed ecco quindi la decisione di farne un lungometraggio che verrà probabilmente proiettato nei cinema nel corso del 2019.
Il Regno dei Sogni e della Follia non si ferma.



martedì 5 gennaio 2016

I 75 anni di Hayao Miyazaki


Oggi Hayao Miyazaki compie 75 anni. Nonostante tanti anni di lavoro ispirato e film d'animazione incantevoli, mi guardo intorno e vedo che in Italia i cinema propongono le sue opere per pochi giorni mentre i Minions e simili te li trovi per settimane a tutte le ore. E non solo al cinema, ma anche nelle pubblicità, in TV, sui giornali.
Evidentemente l'intrattenimento fugace rende molto di più della vera emozione e della trasmissione di messaggi profondi. Dei cittadini/consumatori livellati verso il basso sono più utili e meno pericolosi di persone dotate di sensibilità e di spirito critico.
Tanti auguri Hayao.

domenica 4 ottobre 2015

Il messaggio di Nausicaa


Ci sono voluti più di trent'anni, ma alla fine Nausicaa della Valle del Vento, il film d'animazione il cui successo convinse l'autore e regista Hayao Miyazaki a dare vita al celebre Studio Ghibli, viene proiettato nelle sale cinematografiche italiane. Ma lo si potrà vedere solo per tre giorni, dal 5 al 7 ottobre, grazie all'evento speciale con cui la Lucky Red ci fa questo grande dono. Sì, perché poter apprezzare questo capolavoro al cinema non si può definire altrimenti. In questo film, infatti, è enunciata tutta la poetica che Miyazaki poi esplorerà e approfondirà nei suoi film successivi: il messaggio ecologista e il rispetto per la Natura, il ripudio della guerra, il ruolo della donna, il volo, la forza e la saggezza che proviene dai propri errori. Un messaggio laico di crescita e di tolleranza, verso gli altri e verso la Natura. 

venerdì 31 luglio 2015

Chicche su Miyazaki che in Italia non possiamo permetterci


Dal 17 novembre 2015 la Disney distribuirà in America un cofanetto contenente tutti i film di Hayao Miyazaki in blu-ray. Ma niente chicca per l’Italia, perché nel nostro paese i diritti dei doppiaggi sono detenuti dalla Lucky Red. Tuttavia su Amazon.com sarà possibile acquistare questo splendido cadeau e disporre di capolavori come Lupin III – Il castello di Cagliosto, Nausicaa della valle del vento, Laputa – Il castello nel cielo, Il mio vicino Totoro, Kiki – Consegne a domicilio, Porco Rosso, Principessa Mononoke, La città incantata, Il castello errante di Howl, Ponyo sulla scogliera e Si alza il vento. Vorrà dire che ce li ascolteremo in inglese…
Qui maggiori dettagli.

domenica 15 febbraio 2015

Il mondo incantato di Hayao Miyazaki


Il vento come motivo conduttore dell'opera di Hayao Miyazaki. E' questa la tesi proposta da Valeria Arnaldi nel suo ottimo libro Hayao Miyazaki - Un mondo incantato, pubblicato da Ultra nel 2014. Da Nausicaa nella Valle del Vento a Kiki, la streghetta che deve imparare a padroneggiarne le correnti per diventare adulta, da Porco Rosso che lo sfrutta volando con il suo aereo a Sheeta che, in Laputa, ne viene sorretta dolcemente fino a posarsi a terra, da Howl e Sophie che ne fanno il luogo della prima romantica passeggiata fino a Si alza il vento, l'ultimo film del maestro nipponico. E il suo celebre studio di animazione non porta forse il nome del Ghibli, il caldo vento africano così ricco di suggestioni? Scorrendo titoli e situazioni all'interno dei suoi film, risulta quindi evidente che il vento rivesta un ruolo centrale nella poetica di Miyazaki. Le parole della Arnaldi sono chiare e colgono il segno:
"E' il vento l'elemento simbolico dell'intera carriera di Hayao Miyazaki. Vento come soffio vitale, vento come trait d'union tra fisico e metafisico, vento come premio che, nel mito, regala all'uomo l'immortalità, vento che è elemento da cui si proviene e cui si torna, ma anche emozione e abbandono. Quell'abbandono che nei giochi dell'infanzia ci fa tendere le braccia aperte per cercare di prenderlo, ci fa inventare o rintracciare delle forme nei riccioli di infinito che ci sovrasta. ... Il vento è il cuore delle anime, nel duplice significato della parola, quella proiezione del Sé al di fuori del limite di carne e carnalità, ma soprattutto è metafora del possesso del cielo, scalata all'Olimpo, che gradino dopo gradino, corrente su corrente, fa percepire l'ascesa della vetta."
L'autrice ci conduce nell'universo di Miyazaki senza tralasciare nessun aspetto. Dal racconto della sua vita al lavoro nei manga, spesso ispiratori di successivi opere d'animazione, dalle serie televisive ai film dello Studio Ghibli, analizzati con estrema cura e in stretto ordine cronologico. Non può mancare un capitolo dedicato a coloro che hanno raccolto la sua eredità all'interno dello Studio e, chicca finale, un capitolo in cui si dà spazio agli artisti che hanno omaggiato il Maestro con delle opere del tutto originali. Il libro è impreziosito inoltre da un ricchissimo contributo iconografico, costituito soprattutto da fotogrammi tratti dai film.
Il saggio della Arnaldi è un atto d'amore nei confronti di un uomo che, a partire dalla propria sensibilità e fantasia, ha saputo costruire delle storie e dei personaggi intimi ma nello stesso tempo universali. Ha saputo sempre inseguire nel mondo reale quel senso del meraviglioso che incanta un bambino e, cosa più importante, è riuscito a trasferirlo nella poesia delle sue immagini.
"Nel mio cinema si sogna molto, ma la realtà ha sempre l'ultima parola."
Hayao Miyazaki

sabato 13 settembre 2014

Si alza il vento di Miyazaki al cinema...per quattro giorni


Oggi, finalmente, esce nelle sale cinematografiche italiane Si alza il vento, l'ultimo lungometraggio di animazione di Hayao Miyazaki. Era stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia del 2013! il pubblico italiano ha dovuto attendere, quindi, più di un anno prima di poter assistere all'opera con la quale l'autore giapponese ha deciso di chiudere la sua esperienza con i film di animazione. E ora abbiamo ben quattro, no dico, quattro giorni durante i quali i cinema italiani proietteranno Si alza il vento. E te lo spacciano come un evento esclusivo!! E qui l'unico commento da fare è quello che Zerocalcare ha postato sul suo profilo facebook:
"aaah da paura! è un evento! e io che pensavo che era na distribuzione de merda!"
D'altronde si tratta solo dell'ultimo film di uno dei più grandi maestri del cinema internazionalmente riconosciuti, già vincitore di un premio Oscar per La città incantata e prossimo a ricevere l'Oscar alla carriera. A Parigi, dove di animazione e di fumetti capiscono più di noi (ma soprattutto non nutrono dei pregiudizi culturali verso questo mondo, anzi), gli stanno dedicando una mostra con 1300 disegni di layout per capire i segreti creativi all'origine delle opere uscite dallo Studio Ghibli.



Pertanto accorrette numerosi all'evento in esclusiva per soli quattro giorni! Ma state tranquilli: per i cinepanettoni natalizi avrete a disposizione settimane e settimane.

domenica 4 maggio 2014

Principessa Mononoke, capolavoro anche grazie ad un software italiano


Principessa Mononoke è stato il film d'animazione che mi ha fatto innamorare di Hayao Miyazaki. Me lo passò molti anni fa un collega appassionato di manga e anime. "Ha fatto il record d'incassi nella storia del cinema giapponese" aggiunse. Ricordo che allora mi stupii che un cartone animato potesse aver raggiunto simili risultati. Nella mia testa, infatti, facevo un paragone con l'Italia, riflettendo amaramente sulla nostra arretratezza culturale. Il film è del 1997, da noi uscì, toccata e fuga nelle sale, nel 2000, tagliato e doppiato malamente in modo da renderlo adatto ad un pubblico infantile. Perché questo era ed è il pregiudizio dominante nel nostro paese: cartone animato equivale a prodotto per ragazzini. Per fortuna la Lucky Red non la pensa così e, dall'otto al quindici maggio, potremo ammirare nelle sale cinematografiche italiane la versione integrale di questo capolavoro.
Pagina99, nella sua edizione settimanale cartacea pagina99we (giornale molto interessante per i suoi approfondimenti e attento al mondo del fumetto e dell'animazione) dedica nel suo ultimo numero in edicola ben due articoli al ritorno nelle sale di questa fiaba per adulti. La storia, partorita dalla fantasia e dall'ingegno del maestro Miyazaki e realizzata dallo Studio Ghibli, non è affatto un film per bambini, anzi, è perfino vietato ai minori di cinque anni. Si tratta, infatti, di un lungometraggio in cui la violenza è ben presente, ma mai gratuita. Incarna il conflitto tra natura e tecnologia, uno dei temi più cari a Miyazaki. La prima è rappresentata da Mononoke (icona della simbiosi fra uomo e natura nella sua tipica raffigurazione a cavallo di Moro, la gigantesca lupa bianca che l'ha allevata), la seconda da Eboshi, la direttrice della fabbrica i cui fumi inquinano la foresta di cui Mononoke è principessa. Ma non ci sono giudizi da parte di Miyazaki. Non c'è il bene di una parte contro il male dell'altra: il facile manicheismo lasciamolo ai film Disney. Con il cinema di Miyazaki ci si diverte, ci si appassiona e si esce dalla sala con tanti stimoli in testa, con le rotelle lubrificate.



Il secondo articolo di Pagina99 mi sorprende perché racconta dell'azienda italiana di software che fornisce allo Studio Ghibli il suo prodotto migliore, Toonz, di computer grafica. Si tratta della Digital Video, che iniziò la collaborazione con la casa di produzione giapponese proprio con Principessa Mononoke. L'animation software licenziato dall'azienda romana riscontrò i favori e soddisfece gli alti standard qualitativi richiesti dallo Studio Ghibli. Da allora la sinergia continuò e si affinò sempre di più permettendo di mantenere quell'aspetto classico e fresco che hanno sempre i film di Miyazaki. Disegno a mano da un lato e alta tecnologia dall'altro: un connubio che rende unici anche dal punto di vista grafico i film del maestro nipponico. E per questo dobbiamo ringraziare qualche ingegnere italiano.

domenica 5 maggio 2013

Kiki o del diventare adulti


Della serie: meno siamo, meglio stiamo. Nella piccola sala del cinema eravamo solo in undici, ma peggio per quelli che non son entrati ad assistere ad uno spettacolo delizioso: Kiki - Consegne a domicilio, il lungometraggio che il maestro Hayao Miyazaki realizzò nel 1989, ma che esce nelle sale italiane solo ora, distribuito dalla Lucky Red.
La streghetta Kiki si reca in una città (che ricorda molto quelle del Nord Europa affacciate sul mare) per compiere il suo anno di apprendistato. Deve trovare una casa in cui vivere e metter alla prova il proprio talento. E' una tappa prevista nella sua crescita, come strega e come donna. Sperimenterà le prime difficoltà e le prime vere amicizie. E capirà che il sangue del mago conta come quello del pittore e come quello del fornaio. Una storia deliziosa su cosa significa diventare grandi, sulla valorizzazione dei propri talenti, sull'acquisizione della maturità e dell'autonomia. Un film consigliato a tutti gli adulti che pensano di avere ormai la vita impostata lungo una strada già segnata, priva di sogni e di legittime ambizioni.
Quando si sono accese le luci, i volti degli altri dieci spettatori erano sereni e in pace. Chissà cosa avranno pensato del mio?

sabato 7 gennaio 2012

Miyazaki alla Befana


E dopo Laputa, questi giorni di festa mi hanno regalato anche un altro lungometraggio di Hayao Miyazaki: I sospiri del mio cuore o meglio Drizzando le orecchie, stando alla traduzione letterale dal giapponese. Un'opera del 1995 sceneggiata dal fondatore dello Studio Ghibli e diretta da Yoshifumi Kondo, presentata in dvd in Italia da poco meno di un mese. In questo caso nessun posto fantastico e nessun pericolo (grave) per la protagonista del film, Shizuku, una ragazzina delle medie appassionata lettrice di romanzi. Lo sfondo è la vita quoridiana della studentessa in una periferia di una grande città, ma il tocco poetico di Miyazaki è sempre presente.
La magia non manca, questa volta nelle vesti di un gatto un po' "stregato", e il mondo fantastico nemmeno, anche se confinato nella testa di Shizuku. E' un film sulla scoperta e la valorizzazione dei propri talenti, verso i quali dobbiamo drizzare le orecchie, per trovare la nostra strada. Un messaggio che vale a tutte le età.
Da sottolineare nella colonna sonora la presenza della canzone Country roads di John Denver. Il pezzo non fa solo da sfondo musicale ma entra nella trama in quanto è sulla traduzione del suo testo che la giovane Shizuku, futura scrittrice, si arrovella lungo tutta la prima parte del film. Ed è grazie a questi versi, scritti su un foglio dimenticato su una panchina, che avviene l'incontro con Seiji, il ragazzo amante della musica e futuro liutaio, che avrà un ruolo importante nelle scelte della giovane.

domenica 1 gennaio 2012

Miyazaki a Natale

Immagine tratta da Ponyo sulla scogliera
La vigilia di Natale mi sono piacevolmente sorpreso a constatare che la Rai avesse programmato in prima serata Ponyo sulla scogliera, l'ultimo lungometraggio animato diretto da Hayao Miyazaki, e non il solito polpettone firmato Disney. Certo, la rete scelta non era una delle tre ammiraglie della televisione pubblica ma Rai4, sulla quale la maggior parte del pubblico non ha ancora l'abitudine di sintonizzarsi. Tuttavia spero che molti bambini e adulti si siano gustati il film del maestro giapponese, restando affascinati dalla sua poesia e dalla sua sincerità, qualità ormai quasi scomparse dai prevedibili film animati disneyani e loro derivati, dove la trama scontata, i luoghi comuni e la retorica di fondo ti addormentano il cervello. Per non parlare degli effetti speciali computerizzati con i quali si cerca di sopperire alla mancanza di contenuti.

Locandina di Laputa - Castello nel cielo
Qualche giorno dopo ho guardato Laputa - Castello nel cielo, il lungometraggio del 1986, prima opera dell'allora neonato Studio Ghibli, costituito da Miyazaki dopo il successo di Nausicaa nella Valle del Vento. Non è un film facile da trovare: come Porco rosso ha avuto una vita editoriale molto difficile, non ancora risolta. In ogni caso è stato un vero piacere farsi trasportare dai due giovani protagonisti Sheeta e Pazu in questa storia fantastica con un forte messaggio ecologista e antimilitarista alla base. Penso che diversi passaggi di questo film valgano molto più di tante parole, perché sanno comunicare con la nostra parte più intima, tanto se lo spettatore è un ragazzino, quanto se si tratta di un adulto. Anche se, in questo secondo caso, i filtri razionali e caratteriali che la vita ha costruito attorno come una corazza possono renderlo impenetrabile ai messaggi di Miyazaki. Sono tali filtri che spingono i distributori cinematografici a relegare questi film in orari pomeridiani, considerandoli non appetibili da un pubblico adulto. Ed è proprio per questo motivo se lo scorso autunno mi son perso Arrietty, l'ultima produzione dello Studio Ghibli che è stata distribuita in Europa.
Ma lasciamoci trasportare nel mondo di Miyazaki, con queste immagini tratte da Laputa.









giovedì 14 luglio 2011

Porco Rosso avrà un seguito?

Da qui riporto la notizia dei rumors riguardo al possibile sequel di Porco Rosso, il lungometraggio animato, capolavoro di Hayao Miyazaki. Sembra che il settantenne autore di indimenticabili opere d'animazione quali La principessa Mononoke, Conan, Il castello errante di Howl, La città incantata e molti altri stia lavorando ad un progetto che avrebbe già un nome: Porco Roso: The last Sortie.
Personalmente la notizia mi fa molto piacere: spero che sia vera, perché vedere rinnovato in un secondo film lo spirito di libertà che anima Porco Rosso mi fa trepidare per la sua uscita, prevista da IMdb già nel 2012.
E poi come dimenticare la celebre frase che Miyazaki fa pronunciare all'asso dell'aviazione trasformato in un maiale:

Meglio maiale che fascista

 

venerdì 31 dicembre 2010

Il mio 2010

Oggi è inevitabilmente tempo di bilanci. Mi guardo indietro e vedo in ordine sparso un po' di cose...

La prima, in realtà, non devo neanche sforzarmi troppo di cercarla perché sta proprio davanti agli occhi. E' questo blog, il cui primo post risale a gennaio di quest'anno grazie allo spunto inconsapevole di due miei cari amici appassionati di fumetti, Andrea ed Emiliano, i cui blog mi avevano incuriosito, divertito e stimolato. Quindi mi son detto: "Perché no?". E ho scoperto un nuovo mondo, prima del tutto sconosciuto, quello dei blogger appunto, grazie al quale ho imparato tante cose, ho conosciuto nuove persone ed approfondito tanti temi a me cari.


C'è stato poi in aprile un cambiamento importante per le mie abitudini e non solo. Io e mia moglie siamo diventati vegetariani. Il motivo? Non lo sappiamo con precisione ma, probabilmente, due fattori hanno giocato un ruolo importante. Il primo sono le due micie che vivono con noi dall'anno scorso, Cassie e Juno.

Cassie

Juno guardata alle spalle da Tex

Il secondo è stata la lettura di un libro, dopo il quale non sono stato più lo stesso di prima.


Un altro importante cambiamento delle mie abitudini è stato il trasloco in un appartamento più grande, con una libreria atta a contenere molti (ma non tutti, sigh) dei miei fumetti, e in un posto ancor più di confine.....sul Carso, fuori dalla città, a maggior contatto con la natura



e con un passato non così lontano...




E' stato anche un anno ricco di letture di molti fumetti. E di saluti a collane che ho amato molto: soprattutto ringrazio Gianfranco Manfredi per l'irripetibile Magico Vento


e Michele Medda per l'originale Caravan


Sergio Bonelli ci ha regalato comunque una promettente miniserie dai toni neri: Cassidy di Pasquale Ruju.



Nella mia personalissima classifica dei migliori fumetti del 2010, metto al primo posto La porta di Sion di Walter Chendi



Non ho dubbi: la delicatezza e la profondità con cui l'autore triestino affronta un tema importante come la persecuzione degli ebrei, le leggi razziali, l'antisemitismo attraverso gli occhi di un adolescente che scopre l'amore nello stesso periodo, sono unici in quanto privi di retorica. L'opera è stata fra l'altro insignita a Lucca 2010 del premio Gran Guinigi 2010 per la migliore storia lunga.

La piazza d'onore spetta a Logicomix, opera unica nel suo genere che si presta a molteplici livelli di lettura. A me è piaciuta soprattutto perché parla di passioni.



Assegno infine il terzo posto a Quaderni ucraini di Igort, un fumetto sulle rimozioni della storia, su una tragedia dimenticata: un documentario grafico di grande impatto.


Il 2010 è stato anche un anno di musica: di concerti vissuti con entusiasmo




di altri persi per il rotto della cuffia


e di altri visti comodamente sul divano


Al cinema non ci son stato molto, mi è rimasto comunque impresso Porco Rosso di Hayao Miyazaki. Lo ricorderò perché è uno straordinario inno alla libertà e per una splendida frase pronunciata da Porco:

Meglio maiale che fascista

                                         
Il calcio mi ha riservato solo note tristi. Un signore ha lasciato la mia amata Viola


mentre un altro se n'è andato per sempre


In altri campi le cose non vanno meglio: come ha detto Slavoj Zizek, il potere dello stato è esercitato direttamente da uno spregevole borghese che lo sfrutta apertamente e senza scrupoli per proteggere i suoi interessi



e i diritti del lavoro si stanno progressivamente erodendo


Nonostane tutto guardo con fiducia al 2011 e, nel frattempo, saluto il 2010 alla Ken Parker: So long


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