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mercoledì 13 settembre 2017
Storia del West, 50 anni dopo
Il 1967 fu un anno importante per il fumetto italiano. A luglio cominciò l'avventura di Corto Maltese con la sua ballata del mare salato sulle pagine della rivista Sgt. Kirk. Un mese prima Sergio Bonelli pubblicò nella Collana Rodeo il primo numero della serie di cui, a posteriori, andava più fiero: Storia del West. Ma perché è così importante la serie scritta da Gino D'Antonio e disegnata insieme a Renzo Calegari, Renato Polese e Sergio Tarquinio?
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Storia del West
martedì 7 giugno 2016
Il Comandante Mark: eroe d'altri tempi e fuori dal tempo
Il terzo Avventura Magazine della Sergio Bonelli Editore è dedicato completamente alla figura del Comandante Mark. Ricorre infatti nel 2016 il cinquantesimo anniversario dell'esordio in edicola del personaggio creato dalla EsseGesse, ovvero dal sodalizio artistico costituito da Giovanni Sinchetto, Dario Guzzon e Pietro Sartoris. Il volume monografico è arricchito da interessanti redazionali (spicca quello di Luca Boschi) che inquadrano lo scenario storico della Guerra d'Indipendenza Americana, che fa da sfondo alle gesta di Mark e dei suoi ribelli, i Lupi dell'Ontario, e tracciano una breve ma chiara biografia dei tre autori. Fulcro dell'albo è la riproposizione a colori di due storie: Il Comandante Mark e La storia di Mark, rispettivamente numero 1 e 100 della Nuova Collana Araldo, stampata dalla Casa Editrice Araldo, appartenente alla famiglia Bonelli.
Erano quasi quarant'anni che non leggevo il Comandante Mark e ho fatto a fatica a terminarne la lettura. Alla fine guardavo solo le figure, tornando così indietro a quando leggevo i fumetti senza saper leggere. Ma forse è proprio questa la dimensione in cui collocare Mark: quella propria di un lettore bambino, a cui basta un eroe senza macchia e senza paura, che dimostri il suo coraggio contro dei nemici malvagi. Un eroe d'altri tempi, appunto. Un eroe fuori dal tempo.
"Il favoloso Mark, il comandante dei Lupi dell'Ontario? Oh... Quanto mi piacerebbe conoscerlo di persona! Dicono che sia alto, coraggioso e bello come un semidio!"In queste parole, pronunciate da una donna in adorazione nella terza pagina del primo numero, sta tutto Mark. Un eroe senza macchia e senza paura, osannato come un semidio, che lotta per la libertà di un popolo oppresso. C'è quanto basta per offrire ai ragazzi dell'epoca del sano e costruttivo intrattenimento all'insegna dell'Avventura più classica. Ma niente di più. Il Comandante Mark non ha sfaccettature: è monolitico nella sua purezza. Irreale. Psicologicamente piatto. Privo di sfumature. Bene e male sono nettamente separati: i ribelli americani sono buoni e coraggiosi e i soldati inglesi sono cattivi e inetti. Se non fosse per i suoi compagni Mister Bluff e Gufo Triste (e il cane Flok) mancherebbe anche il sorriso che nasce dalle gag che li vede protagonisti. Che distanza da Tex e Zagor, eroi sì dalla parte del Bene, ma con una notevole profondità psicologica (pur nelle rispettive differenze). Per non parlare di Storia del West (storia di uomini normali) e dei successivi Mister No e Ken Parker: un abisso incolmabile.
Erano quasi quarant'anni che non leggevo il Comandante Mark e ho fatto a fatica a terminarne la lettura. Alla fine guardavo solo le figure, tornando così indietro a quando leggevo i fumetti senza saper leggere. Ma forse è proprio questa la dimensione in cui collocare Mark: quella propria di un lettore bambino, a cui basta un eroe senza macchia e senza paura, che dimostri il suo coraggio contro dei nemici malvagi. Un eroe d'altri tempi, appunto. Un eroe fuori dal tempo.
lunedì 21 novembre 2011
My name is Graziano
Graziano Romani è un rocker di razza. Personalmente lo avevo scoperto sulle pagine di Buscadero, ovvero una delle poche riviste italiane di musica che parla di quel rock, blues, country e jazz che difficilmente ascolti sui media più diffusi. E se lo ascolti perché il Boss lo passano in tutte le radio (poco, ma lo passano), del Boss, sul Busca, ti scrivono storia, commenti e approfondimenti che ti lasciano dentro qualcosa. Che cosa? Innanzitutto la curiosità di riascoltare quelle canzoni del Boss che hai già fatto suonare migliaia di volte, perché, dopo la lettura del Busca, lo fai con un orecchio nuovo. Oppure la curiosità di scoprire un nuovo musicista che fino a quel momento ignoravi. Così è accaduto con Graziano Romani qualche anno fa. Scoprire poi che il cantatutore emiliano è un appassionato conoscitore di fumetti raddoppia il gusto di ascoltarlo: soprattutto se le canzoni che fai girare sul piatto sono dedicate a Tex e al suo mondo.
E sì: è una settimana che ho acquistato My name is Tex, il cd con libro allegato di cui Graziano Romani è autore ed esecutore delle canzoni (ma non solo...), ed è da una settimana che non passa giorno senza che i suoi brani mi accompagnino in ufficio (lavoro al pc e per isolarmi dal resto del mondo, un paio di cuffie con della buona musica sono fondamentali), in macchina e, soprattutto, a casa durante la lettura di Tex.
Il concept album dedicato al ranger a fumetti più famoso del mondo è l'ideale colonna sonora per la lettura delle sue avventure. I brani originali di Romani, così come i traditional proposti, hanno la capacità di calarti nelle atmosfere polverose del deserto dell'Arizona, di farti cavalcare insieme a Tex e ai suoi pards. Ma i four brave riders non sono gli unici protagonisti delle ballate dal ritmo country del rocker: trovano spazio anche i suoi nemici, da Mephisto a El Muerto, ai quali sono dedicate due canzoni. Per non parlare dello struggente brano in cui Tex canta la perduta Lilyth. O del pezzo dal sapore molto intimista, intitolato Quien sabe hombre?, in cui l'autore immagina di incontrare Tex e di mettersi a parlare con lui della vita e del destino. Dopo il disco del 2009 Zagor King of Darkwood dedicato allo Spirito con la Scure e al suo mondo imperniato sulla fantastica foresta di Darkwood, Graziano Romani ci regala un altro concept album dall'animo rock. E non c'è solo il cd. Allegato al disco infatti ho trovato un libretto con dei piccoli saggi di approfondimento sulle canzoni e i suoi personaggi, sul west a fumetti e sulla musica del west ad opera di Mauro Boselli, Moreno Burattini, Luca Boschi e Graziano Romani: senza dimenticare la sentita introduzione di Sergio Bonelli. Tre brevi fumetti a colori disegnati da Giovanni Ticci, di cui uno inedito, impreziosiscono il libro.
Ed è proprio l'inedito di due tavole che mi ha fatto chiudere il volume con un sorriso sulle labbra da cui spuntava un pizzico di commozione. La storia sceneggiata da Graziano Romani stesso vede realizzarsi quasi un incontro tra Aquila della Notte e lo Spirito con la Scure: dico quasi perché il tramite fra i due è in realtà un Guitar Jim ormai invecchiato, che siede presso un solitario bivacco notturno nel deserto e offre a Tex una tazza di caffè caldo. Il cantastorie vagabondo non perde occasione per intonare, accompagnato dalla sua inseparabile chitarra, una ballata dedicata a Zagor, stimolando la curiosità di Tex su un personaggio che, come lui, ha un nome indiano. Ma Carson lo sta aspettando e Tex deve scappare via, non prima però di sentire dalla voce di Jim che un giorno ci sarà una canzone dedicata anche a lui.
In effetti la profezia di Guitar Jim si è avverata, e lo dobbiamo a Graziano Romani.
E sì: è una settimana che ho acquistato My name is Tex, il cd con libro allegato di cui Graziano Romani è autore ed esecutore delle canzoni (ma non solo...), ed è da una settimana che non passa giorno senza che i suoi brani mi accompagnino in ufficio (lavoro al pc e per isolarmi dal resto del mondo, un paio di cuffie con della buona musica sono fondamentali), in macchina e, soprattutto, a casa durante la lettura di Tex.
Il concept album dedicato al ranger a fumetti più famoso del mondo è l'ideale colonna sonora per la lettura delle sue avventure. I brani originali di Romani, così come i traditional proposti, hanno la capacità di calarti nelle atmosfere polverose del deserto dell'Arizona, di farti cavalcare insieme a Tex e ai suoi pards. Ma i four brave riders non sono gli unici protagonisti delle ballate dal ritmo country del rocker: trovano spazio anche i suoi nemici, da Mephisto a El Muerto, ai quali sono dedicate due canzoni. Per non parlare dello struggente brano in cui Tex canta la perduta Lilyth. O del pezzo dal sapore molto intimista, intitolato Quien sabe hombre?, in cui l'autore immagina di incontrare Tex e di mettersi a parlare con lui della vita e del destino. Dopo il disco del 2009 Zagor King of Darkwood dedicato allo Spirito con la Scure e al suo mondo imperniato sulla fantastica foresta di Darkwood, Graziano Romani ci regala un altro concept album dall'animo rock. E non c'è solo il cd. Allegato al disco infatti ho trovato un libretto con dei piccoli saggi di approfondimento sulle canzoni e i suoi personaggi, sul west a fumetti e sulla musica del west ad opera di Mauro Boselli, Moreno Burattini, Luca Boschi e Graziano Romani: senza dimenticare la sentita introduzione di Sergio Bonelli. Tre brevi fumetti a colori disegnati da Giovanni Ticci, di cui uno inedito, impreziosiscono il libro.
Ed è proprio l'inedito di due tavole che mi ha fatto chiudere il volume con un sorriso sulle labbra da cui spuntava un pizzico di commozione. La storia sceneggiata da Graziano Romani stesso vede realizzarsi quasi un incontro tra Aquila della Notte e lo Spirito con la Scure: dico quasi perché il tramite fra i due è in realtà un Guitar Jim ormai invecchiato, che siede presso un solitario bivacco notturno nel deserto e offre a Tex una tazza di caffè caldo. Il cantastorie vagabondo non perde occasione per intonare, accompagnato dalla sua inseparabile chitarra, una ballata dedicata a Zagor, stimolando la curiosità di Tex su un personaggio che, come lui, ha un nome indiano. Ma Carson lo sta aspettando e Tex deve scappare via, non prima però di sentire dalla voce di Jim che un giorno ci sarà una canzone dedicata anche a lui.
In effetti la profezia di Guitar Jim si è avverata, e lo dobbiamo a Graziano Romani.
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