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lunedì 3 dicembre 2018

La Resistenza di Zero


Son seduto su un cubo e fisso la parete di fronte a me. Lunga, alta. Più lunga che alta. E piena di immagini, di manifesti disegnati, disposti uno di fianco all'altro. Sono tutti di Zerocalcare. Sto alla mostra Scavare fossati, nutrire coccodrilli a lui dedicata 
al Maxxi di Roma. E la parete che ammiro è la cosa più bella. Raccoglie il lavoro meno conosciuto di Michele Rech, quello per cui si è attirato, per esempio, le accuse di venduto ai NoTav da parte di quelli che non lo conoscono bene. Da parte di quelli che hanno letto solo i suoi libri stravenduti ma ignorano le sue origini. Origini di ragazzo che le ha prese dalla Forestale al G8 di Genova, che frequenta i centri sociali e che mette il suo talento a servizio di quello in cui crede.


Concerti, campagne, manifestazioni. Cose che non vengono fuori sulla stampa nazionale, ma che restano confinate ad un circuito locale e alternativo. Ci devi stare per saperlo. Oppure vieni a questa mostra, ti siedi sul cubo e guardi uno ad uno i manifesti. E leggi quello che c'è scritto. E scopri che c'è un mondo, piccolo ma c'è, di gente che ci crede e che resiste. Pagando spesso un prezzo molto alto sulla propria pelle. Sproporzionato e invisibile ai più. Menomale che ci stanno quelli come Zero che cercano di farlo emergere. Menomale che ci sta questa mostra. E il catalogo che ti porti a casa. E che puoi anche comprare in edicola. Menomale che ci sta chi resiste, chi ci prova, chi fa quello che dice e dice quello che pensa. Con tante paure e sbagli anche, perché i supereroi non esistono. Ma almeno parla, dice, disegna. E ti fa riflettere. Se trova terreno fertile dall'altra parte. Se trova una condivisione di valori fondamentali. Non serve essere antagonisti dei centri sociali. Basta avere umanità, credere che tutti abbiamo gli stessi diritti ed essere antifascisti. Il minimo sindacale per vivere in uno stato veramente democratico. Anche se adesso non c'è più nemmeno il minimo.


martedì 27 gennaio 2015

L'Olocausto dei triangoli rosa: a Trieste 19 illustratori in mostra


Il triangolo rosa distingueva i deportati omosessuali all'interno dei campi di concentramento nazisti. 19 illustratori hanno lavorato su quel simbolo e su quel colore per raccontare a loro modo un aspetto dell'Olocausto spesso lasciato in secondo piano. Il risultato è visibile presso il bar Knulp di Trieste nell'ambito di "Rosa cenere", una mostra organizzata da Daydreaming Project in collaborazione con Arcigay Arcobaleno Trieste Gorizia ONLUS, Bar Libreria Knulp e Fumetetria Neopolis.
La mostra è stata inaugurata il 26 gennaio e sarà visitabile fino al 7 febbraio.




Di seguito il comunicato ufficiale.

“Rosa cenere nasce dall’urgenza del gruppo di volontari del Cassero LGBT Center, Peopall, di raccontare la memoria che, durante gli anni, ha rischiato di perdersi nelle pieghe di un silenzio imposto dalla vergogna nel mostrare le cicatrici che l’orrore nazi­ fascista aveva impresso sui corpi dei deportati omosessuali. Raccontarla mediante l’arte ci è sembrato il modo migliore per fornire un punto d’accesso diverso e non banale,
con l’intento di stimolare la riflessione e la curiosità. Istintivamenteabbiamo cercato
la collaborazione del Centro di Documentazione del Cassero, luogo fondamentale di alimentazione della memoria della “nostra” comunità, da cui abbiamo ricevuto sostegno ed entusiasmo. Lo stesso entusiasmo con il quale hanno accettato di collaborare
i diciannove artisti, coordinati da Jacopo Camagni, che generosamente hanno
messo a disposizione il loro tempo e i loro talenti.
L’obiettivo della mostra, fin dall’inizio, è stato quello di non distaccarsi dalla veridicità delle esperienze vissute dalle vittime, e le testimonianze, dirette e indirette, sono state il punto di partenza dell’intero progetto. Tra le undici storie vere illustrate alcune sono già note, come quelle di Heinz Heger e Pierre Seel che con le loro pubblicazioni hanno aperto la strada alle prime ricerche sugli omosessuali deportati, altre invece sono state recuperate negli archivi online, come quella di Henny Schermann, una delle poche donne deportate anche perché lesbica.
Graficamente il progetto ruota intorno al triangolo rosa, il marchio distintivo degli internati omosessuali, e abbiamo chiesto ai disegnatori di lavorare su questo simbolo per elaborare la loro personale lettura dell’omocausto, virando il tutto sui toni del bianco
e del nero. La scelta degli artisti è caduta, da un lato, su nomi già affermati, e dall’altro su nomi che stanno iniziando a farsi conoscere, con l’intento di fornire visibilità alle diverse realtà creative della comunità LGBT. Ognuno di loro ha scelto una biografia e da essa ha preso spunto.
Diciannove illustratori, diciassette tavole, undici storie. Questi sono solo alcuni dei numeri di un progetto che ha visto la luce nel giro di due mesi, nato perché la memoria non si perda, perché la ricerca è ancora agli inizi e i testimoni di quegli stanno scomparendo L’unico modo per rendere loro giustizia e ricordarli. E renderemo giustizia anche a chi lotta quotidianamente per i diritti delle persone gay, lesbiche e trans*.”
Giuseppe Seminario

Gli Illustratori/i protagonisti
Massimo Basili
Albrecht Becher
Flavia Biondi
Rudolf Brazda
Marco B. Bucci
Jacopo Camagni
Damiano Clemente
Sebastian Dell’Aria
Heinz Dörmer
Annette Eick
Giopota
Karl Gorath
Heinz Heger Francesco
Legramandi
Giulio Macaione
Andrea Madalena
Davide Mantovani
Mabel Morri
Vinnie Palombino
Isabel Pilo
Wally Rainbow
Roberto Ruager
Pierre Seel
Henny Schermann Michele Soma
Mattia Surroz
Luca Vanzella
Paul Gerhard Vogel Friederich-
Paul von Groszheim
Kurt von Ruffin

«Io sono la prova vivente che Hitler non ha vinto. Ne sono consapevole ogni giorno. Se non avessi raccontato la mia storia, chi conoscerebbe la verità?»
Friedrich-Paul von Groszheim

Grazie a

Cassero LGBT Center

sabato 2 marzo 2013

Gli Audaci incontri con gli autori Bonelli: eccletismo e serialità - due autori dentro/fuori la gabbia bonelliana

Giacomo Pueroni, Paolo Bacilieri e Dario Fontana
Gli attesissimi Paolo Bacilieri e Giacomo Pueroni sono stati i due autori protagonisti dell'incontro tenuto il primo marzo presso il Salone degli Incanti di Trieste nell'ambito della mostra L'Audace Bonelli - L'Avventura del fumetto italiano. Dario Fontana modera l'ultimo confronto previsto a cornice della grande esposizione sul mondo Bonelli curata da Napoli Comicon e La Cappella Underground. Domenica infatti calerà il sipario su mostra e incontri con un evento molto atteso: la proiezione del documentario Come Tex nessuno mai di Giancarlo Soldi presso l'Auditorium del Museo Revoltella alle 17.00, con la presenza dello stesso regista.
In attesa di assistere alla visione del documentario che racconta la storia editoriale della casa editrice milanese attraverso il ritratto di colui che ne è stato per decenni il timoniere, Sergio Bonelli, il pubblico si gode l'incontro del venerdì, nel quale i due ospiti iniziano a raccontarci i loro primi passi nel mondo dei fumetti, e in particolare di come arrivarono alla Sergio Bonelli Editore. Zona X e Napoleone sono state le testate nel cui staff rispettivamente Giacomo Pueroni e Paolo Bacilieri furono arruolati. Il disegnatore veronese si ritiene fortunato di essere approdato in Bonelli su una collana non di primo piano come Tex o Zagor, perché così ha avuto la possibilità di potersi esprimere più liberamente, anche grazie al positivo rapporto instaurato subito con l'autore del personaggio, Carlo Ambrosini, al punto che questi affiderà poi il compito di scrivere alcune avventure dell'insolito ex poliziotto, ora portiere di notte in un albergo ginevrino, allo stesso Bacilieri. Questi ha rivelato come la sua maniacalità nel rappresentare luoghi e scenari cittadini in cui si muovono i protagonisti dei fumetti che disegna, lo abbia portato più volte a Ginevra per vedere dal vivo, e non solo in foto, gli spazi, le strade, le piazze in cui le avventure di Napoleone si svolgevano.

Paolo Bacilieri
Pueroni, con il suo linguaggio avvolgente (lo stesso che caratterizza la prosa degli interessanti post del suo blog) ci ha spiegato di come a lui piaccia disegnare, fra gli altri, veicoli e belle donne e di come Jonathan Steele gli abbia permesso di farlo. Il sodalizio con Federico Memola, autore del personaggio, è continuato tanto nella prima serie pubblicata dalla Bonelli, quanto nella seconda edita da Star Comics. Ed è proseguito, sempre all'insegna della fantascienza, vero pallino del disegnatore torinese di nascita ma goriziano di adozione, con Harry Moon. Anjce l'interessante progetto autoprodotto con Luca Vergerio e Miriam Blasich, in cui il nostro si è misurato anche come scrittore delle storie, si è purtroppo concluso.
Strisce umoristiche, sempre a carattere fantascientifico, furono in realtà gli inizi pre-bonelliani nel mondo dei comics per Pueroni, mentre a Bacilieri toccò da sedicenne una bella fortuna: il nonno paterno abitava a poche decine di metri da Milo Manara, così fu facile per il giovane Paolo presentare i suoi disegni al maestro. Questi ne riconobbe il talento e si sviluppò una collaborazione che portò il disegnatore veronese a divenire assistente di Manara: alcune parti dei disegni del volume scritto da Enzo Biagi sulla storia del popolo russo sono opera di Bacilieri.

Giacomo Pueroni
Lo stile unico, divenuto ormai modello per altri disegnatori, i personaggi storici come Zeno Porno (la cui lettura, suggerisce l'autore, è lenta e meditata ma anche a più livelli di interpretazione, come propone Fontana), le opere più recenti, come il celebratissimo Sweet Salgari e il romanzo Bonelli, spensierato come solo la fanciulezza sa essere, Sul pianeta perduto, scritto da Antonio Serra, sono solo alcuni dei temi affrontati da Bacilieri. Uno speciale di Dampyr, scritto da Mauro Boselli, ambientato nei ghiacci dell'Islanda e un volume, intitolato Fun (se ho ben capito...) che unisce delle storie brevi uscite negli ultimi anni (e comparse ad esempio sulle riviste come Animals) ad un racconto di una trentina di pagine dedicato al mondo dei cruciverba, sono i lavori su cui si sta concentrando in questo periodo il disegnatore veronese.
Pueroni, da parte sua, dopo il successo del recente albo di Nathan Never Cielo di fuoco, in cui ha inchiostrato con molta bravura e divertimento le matite di Guido Masala, si sta cimentando con un albo di Dragonero e, ancora insieme al disegnatore sardo nel medesimo ruolo di inchiostratore, in un'avventura dell'Agente Alfa di futura pubblicazione.
Uno dei migliori incontri della rassegna triestina dedicata agli autori Bonelli si conclude con l'immancabile sessione di disegni, oggi particolarmente affollata e quindi dilatatasi ben oltre l'abituale orario (per la disperazione degli addetti alla mostra....). Ecco alcuni splendidi risultati.




domenica 24 febbraio 2013

Gli Audaci incontri con gli autori Bonelli: gli eroi non muoiono mai?


Gli eroi non muoiono mai? A questa domanda retorica hanno cercato di rispondere gli ospiti del quinto incontro con gli autori bonelliani, tenuto venerdì  22 febbraio come di consueto presso il Salone degli Incanti di Trieste, dove è ospitata fino a domenica 3 marzo la mostra L'Audace Bonelli - L'Avventura del fumetto italiano, curata da Napoli Comicon insieme a La Cappella Underground.
Moderati da Dario Fontana, Tito Faraci e Lorenzo Pastrovicchio (in sostituzione dell'indisponibile Franco Devescovi, peccato...), non hanno risparmiato parole per parlare di eroi e di fumetto. I due autori hanno rinverdito il loro passato comune  presso la Disney, quando il disegnatore triestino ha reso graficamente le sceneggiature (molto ricche e dettagliate, a detta sua) dello scrittore milanese. Faraci ha confessato di non avere nessun problema ad affrontare eroi diversi fra loro: così come un pianista può facilmente passare dall'esecuzione di un brano jazz a uno di musica classica, altrettanto Faraci ha creato storie muovendosi con disinvoltura fra Topolino, Tex, Dylan Dog, l'Uomo Ragno, Brad Barron (di cui è anche il "padre"), Diabolik, Lupo Alberto, solo per citare alcuni eroi.
Lorenzo non è (ancora ???) un autore bonelliano (a differenza del fratello minore Alessandro che disegna per Saguaro): ha quindi discusso delle peculiarità del disegno umoristico, delle sue difficoltà, dei suoi autori di riferimento, del suo stile che si ispira molto al mitico Floyd Gottfredson. Ha rivelato di aver completato le matite della nuova avventura di Darkenblot, il seguito della saga, scritta da Casty, che ha visto l'anno scorso un inedito Topolino confrontarsi con molto successo con un rinnovato Macchia Nera. All'inizio dell'estate potremo leggere sulle pagine di Topolino questa nuova storia.


Molti altri sono stati i temi affrontati nel corso della simpatica serata: fra gli altri, Faraci, su mia domanda, ha rivelato che le sue storie che vedono quasi sempre agire Tex in solitaria sono ormai un fatto superato. Presto infatti vedremo delle avventure firmate dall'autore milanese dove il Ranger sarà affiancato dai celebri pards: non vedo l'ora! Faraci ha poi soddisfatto un'altra mia curiosità chiarendo che il suo Tex è debitore dei molti autori che lo hanno preceduto e che tuttora ne scrivono le avventure (vedi Mauro Boselli), ma che il suo modello di riferimento è (e non poteva essere altrimenti) il Tex di Gian Luigi Bonelli.
Il tempo è trascorso in fretta grazie anche alla simpatia dei due ospiti molto chiacchieroni e così diverse domande di Fontana sono rimaste sui suoi appunti. La serata non poteva poi concludersi se non con l'immancabile sessione di disegni cui Pastrovicchio non si è sottratto.

domenica 17 febbraio 2013

Gli Audaci incontri con gli autori Bonelli: Fumettisti in TV


I fumetti raccontati alla televisione è stato il tema del quarto incontro con gli autori, tenuto venerdì 15 febbraio nell'ambito della mostra L'Audace Bonelli - L'Avventura del fumetto italiano, ospitata a Trieste presso il Salone degli Incanti fino al 3 marzo, curata da Napoli Comicon in collaborazione con La Cappella Underground. Ospiti della serata, moderati come di consueto da Dario Fontana, sono stati Alessio Guerrini, uno degli autori, attraverso la sua FISH-EYE Digital Video Creation, del programma televisivo Fumettology - I Miti del Fumetto Italiano, Alessio Danesi, direttore editoriale della RW-Lion Comics, consulente nella realizzazione dello stesso programma e Massimilano Leonardo, in arte Leomacs, disegnatore bonelliano entrato da poco nello staff artistico di Tex Willer.

Leomacs, Alessio Danesi, Alessio Guerrini, Dario Fontana e parte del pubblico
La proiezione del primo dei dieci documentari di cui si compone il programma trasmesso su Rai 5 ogni giovedì in seconda serata ha anticipato la discussione fra gli ospiti. Abbiamo così potuto rivedere la puntata dedicata a Tex Willer, ascoltando le parole degli addetti ai lavori - sceneggiatori, disegnatori e curatori - che ci hanno spiegato le origini di questo intramontabile mito, le sue caratteristiche, i suoi comprimari, il suo mondo e le difficoltà che un autore deve affrontare ogni volta che crea una nuova storia. Il cammino nell'universo del Ranger più famoso del fumetto mondiale è stato accompagnato dalla proposizione di alcune tavole e albi che lo hanno visto protagonista, opportunamente commentati dagli addetti ai lavori ed esaltati da un montaggio e da una colonna sonora che tengono alto il ritmo. Il risultato è un piacevole viaggio di circa 30 minuti che ha soddisfatto molto i dirigenti di Rai 5 visto l'alto indice di ascolto ottenuto. Alessio Guerrini ed Alessio Danesi hanno sottolineato infatti che la media di spettatori è stata il doppio di quanto realizza la rete in prima serata: un buon auspicio per una eventuale seconda serie tutta da progettare ancora e, cosa più importante, da approvare da parte dei dirigenti Rai.

Mauro Boselli parla di Tex a Fumettology
Danesi ha poi insistito sull'unicità dell'operazione: non esiste in Europa nessun programma televisivo ad aver affrontato in maniera seriale il tema del fumetto. Nemmeno in Belgio o in Francia dove la televisione ha trasmesso solo (si fa per dire) dei singoli documentari dedicati ad un personaggio o a ad un evento che riguarda il mondo della bande dessinée, ma mai, prima di Fumettology, nessuno aveva concretizzato un progetto che trattasse di fumetto in modo così strutturato e su uno spettro articolato di personaggi. Giovedì prossimo 21 febbraio andrà in onda l'ultima puntata dedicata a John Doe, ma sul sito di Rai 5 si possono rivedere tutte le vecchie puntate, per chi se le fosse perse.

Tex 615 - Corsa verso l'abisso - disegni di Leomacs - testi di Mauro Boselli
Di Tex ha parlato anche Leomacs, disegnatore che avevo già incontrato con molta soddisfazione, come lettore, sulle pagine di Magico Vento e Volto Nascosto. Massimiliano, rispondendo ad una mia domanda, ha rivelato come il suo approccio all'eroe creato da Gian Luigi Bonelli sia stato.. incosciente! Infatti l'artista romano fu chiamato a completare i disegni della storia dell'Almanacco del West 2009, lasciata incompiuta dal grande Manfred Sommer a causa della sua prematura scomparsa. Non ebbe nemmeno il tempo di rendersi conto di che cosa significasse lavorare per Tex (un personaggio che fa tremare i polsi ad ogni autore che gli si accosta per la prima volta): la sua unica preoccupazione fu quella di cercare di fare del suo meglio per terminare il lavoro di un disegnatore che ammirava così tanto. I risultati furono talmente buoni che Leomacs fu arruolato a tutti gli effetti nello staff di Tex Willer e la prima storia disegnata al 100% da Massimilano, di cui ho già parlato qui e qui, ne rivela in effetti tutto il talento: tavole ricche di dettaglio ma estremamente chiare e scorrevoli, fisionomie ben delineate e volti espressivi. Grazie anche all'ottimo soggetto e alla sceneggiatura di Mauro Boselli, l'avventura di Mondego il killer è una delle migliori dell'ultimo biennio texiano. Aspettiamo ora una prossima storia di Tex che è in fase di lavorazione sui testi di Gianfranco Manfredi, autore già noto a Massimiliano dai tempi di Magico Vento e Volto Nascosto.

Tex 615 - Corsa verso l'abisso - disegni di Leomacs - testi di Mauro Boselli
Dario Fontana ha voluto ricordare anche gli esordi di Leomacs, raccontando di aver acquistato ad una fiera fumettistica di molti anni fa ben 20 numeri 0 di Dark Side, il fumetto ideato nel 1993 dallo stesso disegnatore romano insieme ad un altro suo concittadino divenuto anch'egli celebre nel panorama italiano dei comics: Roberto Recchioni. L'acquisto di allora si rivelò poi azzeccato perché tutti gli esemplari (tranne uno tenuto per la propria collezione e mostrato venerdì allo stesso Massimiliano) furono esposti e poi venduti dallo stesso Fontana nell'indimenticabile NonSoloLibri.



Il piacevole incontro si è infine concluso con l'immancabile sessione di dediche e disegni cui Leomacs si è felicemente concesso.



domenica 10 febbraio 2013

Gli Audaci incontri con gli autori Bonelli: Zagor e l'infinita avventura

Disegno di Emanuele Barison
Venerdì 8 febbraio si è svolto a Trieste il terzo appuntamento della serie di incontri con gli autori bonelliani, nell'ambito della mostra L'Audace Bonelli - L'Avventura del fumetto italiano, ospitata presso il Salone degli Incanti della città giuliana e curata da Napoli Comicon e da La Cappella Underground. Protagonisti dell'allegra serata l'incontenibile Moreno Burattini, curatore e sceneggiatore di Zagor, e il poliedrico disegnatore e regista Emanuele Barison, new entry nello staff di artisti dello Spirito con la Scure. Il moderatore Dario Fontana, come al solito preparatissimo, e tutto il pubblico sono stati travolti dal fiume di parole e di immagini con cui Moreno Burattini ha reso la serata indimenticabile per ogni zagoriano e per ogni appassionato dei fumetti Bonelli.

Moreno Burattini mostra una foto di Sergio Bonelli in canoa sul Rio delle Amazzoni 
Lo sceneggiatore toscano ha ricordato innanzitutto il percorso che lo ha portato fino alla redazione di via Buonarroti, permettendogli di realizzare così il sogno che nutriva fin da ragazzino, ovvero quello di scrivere le storie dello Spirito con la Scure, prendendo il posto del suo mito, l'amato Guido Nolitta. Ricordare subito Sergio Bonelli con una serie di immagini commentate dallo stesso Burattini è stato il modo migliore per iniziare l'incontro, sottolineando tanto le sue doti tecniche di scrittore ed editore, quanto e soprattutto quelle umane che, ad esempio, lo portavano a cercare sempre il contatto con il lettore anche durante le occasioni pubbliche ufficiali alla presenza di autorità e altri addetti ai lavori.
Il pordenonese Barison ha parlato della sua passione precoce per Zagor e del suo carattere che lo ha portato a cercare una professione che gli desse libertà di cambiare e affrontare sempre nuove sfide. La tendenza al cambiamento è dimostrata dai vari passaggi che la sua carriera di fumettista ha conosciuto: Disney, Diabolik, il successo nel mercato francese, un primo approccio con Sergio Bonelli per un Texone mai realizzato, e finalmente l'incontro con Zagor e Moreno Burattini.

Barison mentre mi disegna Zagor
Burattini mentre mi disegna un simpatico Cico


















La griglia bonelliana in quanto elemento di chiarezza narrativa e segno distintivo dei fumetti Bonelli, la foresta di Darkwood, l'attualissima figura di Zagor come mediatore fra le culture, la nolittianità, un'anteprima delle tavole di Barison (che saranno pubblicate in un futuro speciale e che si possono ammirare sul blog di Francois Corteggiani qui e qui), l'unicità dell'eroe Zagor, la storia della nascita del formato Bonelli, l'inossidabile Gallieno Ferri e molto altro sono stati gli ingredienti di un incontro perfettamente riuscito, conclusosi con l'immancabile appendice dei disegni e delle dediche dei due ospiti per il loro pubblico.

Un rapido schizzo di Zagor di Barison

La simpatica caricatura di Cico di Burattini

venerdì 25 gennaio 2013

Gli Audaci incontri con gli autori Bonelli: il mondo di Nathan Never

Disegno di Romeo Toffanetti
Moderato da Dario Fontana, si è svolto oggi alle 18, preso il Salone degli Incanti di Trieste, il primo di una corposa serie di incontri con autori bonelliani, che Napoli Comicon, in collaborazione con La Cappella Underground di Trieste, ha organizzato nell'ambito de L'Audace Bonelli - L'Avventura del fumetto italiano, la ricca retrospettiva che celebra i settant'anni della casa editrice milanese.
Tutolo dell'incontro odierno: Scrivere e disegnare fantascienza in Bonelli: incontro con gli autori di Nathan Never. Ovviamente, gli ospiti erano tutti appartenenti al mondo dell'Agente Speciale Alfa.
Glauco Guardigli è il neo curatore editoriale di Nathan Never (oltre che di Shangai Devil). Succede nel delicato compito ad Antonio Serra (uno dei tre componenti, insieme a Michele Medda e Bepi Vigna, della famigerata Banda dei Sardi creatrice del personaggio) che ha lasciato l'incarico tre mesi fa. A lui l'onere, quindi, di custodire le caratteristiche dell'universo nathanneveriano (quello forse con la maggiore dose di continuity fra tutte le testate bonelliane) nel suo perenne evolversi e rifondarsi. Il caso ha voluto proprio che Glauco prendesse le redini della collana durante uno di questi reboot della serie: dopo la saga della Guerra dei Mondi, che ha tenuto incollati noi lettori per dodici mesi, l'Agenzia Alfa ha cambiato direttore, è tornata Legs, abbiamo scoperto dei segreti di Sigmund e del suo passato, Nathan è travolto dal vortice di ricordi legati alle sue donne. Insomma, si sta recuperando l'atmosfera, e non solo, dei primi albi.
Uno dei più bravi interpreti di questo restyling è Davide Rigamonti, soggettista che, a proposito di Sigmund, ha firmato una delle storie più interessanti dell'anno trascorso. Simpatico l'aneddoto raccontato dall'autore milanese inerente i suoi primi tempi in casa editrice quando, incaricato da Serra di andare a prendere degli albi in un magazzino situato alla fine di un corridoio poco frequentato, venne scambiato per un ladro da Sergio Bonelli.

Copertina di Mario Alberti
Il ricordo da parte di Rigamonti dell'editore e autore scomparso aveva seguito quello di Romeo Toffanetti, uno dei disegnatori storici di Nathan. L'artista pordenonese, che spazia tra cinema, pittura, musica, fotografia, ha espresso la sua preferenza per le storie di Nathan più intimiste e bladrunneriane, piuttosto che quelle in cui ci sono guerre galattiche piene zeppe di astronavi. Ha ironizzato simpaticamente sul proprio mestiere di disegnatore tormentato dalle richieste assurde degli sceneggiatori, auspicando che, se esiste un karma, gli sceneggiatori si reincarnino in disegnatori....
Quarto ospite dell'incontro, eroe di casa, Mario Alberti, ormai asso internazionale del fumetto. Disegnatore fra i più amati di Nathan, esordì con un albo che lasciò il segno e si distinse per un suo eccellente Gigante. La Bonelli è stato il trampolino di lancio per l'artista triestino verso i successi in Francia e Stati Uniti. Alberti ha ricordato con affetto il periodo milanese e gli amici della casa editrice e, incalzato da Fontana su un eventuale ritorno alle origini nathanneveriane, la risposta elusiva non è riuscita a nascondere un plateale sguardo d'intesa scambiato con Glauco Guardigli, molto più eloquente di tante parole.
Prossimo incontro, venerdì 1 febbraio, intitolato Le Storie e il nuovo corso della Bonelli.
Ospiti: Roberto Recchioni e Alessandro Pastrovicchio.
Programma completo: qui!

martedì 22 gennaio 2013

L'Audace Bonelli - il programma (aggiornato) degli incontri

Scopro solo oggi che, nell'ambito della mostra L'Audace Bonelli - L'Avventura del fumetto italiano, inaugurata a Trieste il 2 dicembre scorso e ospitata presso il Salone degli Incanti fino al 3 marzo, sono in programma degli interessanti incontri settimanali con autori e disegnatori della casa editrice.
Appuntamento quindi ogni venerdì alle 18, a partire dal 25 gennaio. Si chiude il 3 marzo con la proiezione del documentario Come Tex nessuno mai di Giancarlo Soldi.
Cliccare sull'immagine (aggiornata con delle correzioni) per ingrandirla.



Programma disponibile anche sul sito del Napoli Comicon.

sabato 15 dicembre 2012

MOREisnotLESS apre i battenti


Oggi alle 18 si inaugura alla galleria Comunale d'Arte Contemporanea di Monfalcone la mostra MOREisnotLESS, mostra di segni e segnali, che ruota attorno al tema dell'arte grafica, intesa come strumento di comunicazione, di scambio di idee, di volano di libere riflessioni.
Succoso antipasto ieri sera, nella medesima sede, dove i quattro protagonisti, Silvia Ziche, Massimiliano Gosparini, Flavio Massarutto e Vanna Vinci hanno intavolato un dialogo a più voci anticipando alcuni contenuti della mostra stessa, curata dalle associazioni locali ARTeFUMETTO e Centro Culturale Tranquillo Marangoni. Tanti gli spunti e le idee emerse durante la conversazione. Nel mucchio ne estraggo alcune.
Massarutto, esperto e critico di jazz e sceneggiatore di fumetti, ha parlato delle similitudini fra jazz e fumetto: dello sforzo performativo che il fruitore di entrambe le espressioni artistiche è chiamato a fare mentre ne gode. Inoltre, a lui interessa molto anche la performance dell'artista, jazzista o fumettista che sia.
Gosparini, pittore, disegnatore di fumetti e illustratore, ha svelato quanto ami lavorare in ambienti oscuri, cantine sporche e fredde, della sua collaborazione (ormai la terza) con Massarutto e della sua creatura di carta Ferrage, il robot nato da un operaio metalmeccanico, che deve continuamente rifornirsi di metallo per non morire.
La Ziche ha svelato le fonti di ispirazione del suo celebre personaggio Lucrezia, caratterizzato dal suo sguardo disincantato sulla realtà umana e sulle sue contraddizioni. Ha raccontato dei dialoghi senza senso delle telenovelas che era costretta ad ascoltare, spalle alla tv nella cucina di casa a Thiene, mentre faceva i compiti del liceo e di come questa scuola televisiva sia stata inconsapevolmente di aiuto anni dopo nella stesura della storia Zio Paperone e il mistero del papero del mistero.
La Vinci ha raccontato come nasce La bambina filosofica e il suo nichilismo, rappresentato perfettamente dal suo gorilla di peluche Lillo. Ha svelato come Aida al confine, il racconto a fumetti ambientato a Trieste, le sia sgorgato dentro arrivando per la prima volta nella città giuliana dalla strada costiera, colpita dal paesaggio, dal contesto e da qualcosa di difficilmente descrivibile a parole.
La mostra sarà visitabile fino al 20 gennaio 2013; il programma l'avevo già postato qui.

domenica 2 dicembre 2012

Giuseppe Palumbo a Monfalcone

Disegno di Giuseppe Palumbo, Copyright Astorina

Presso la Biblioteca Comunale di Monfalcone, lunedì 3 dicembre 2012, alle 17.30, si presenta la mostra “MOREisnotLESS. Segni e segnali contemporanei”, alla presenza dell’Assessore alla Cultura Paola Benes e dei curatori. Alle 18.00 al via l’ultimo degli incontri della fortunata rassegna “La cultura del fumetto” con Giuseppe Palumbo, disegnatore della testata Diabolik.

Giuseppe Palumbo
, disegnatore di Diabolik, è l’ultimo ospite del ciclo “La cultura del fumetto” proposto dall’Assessorato alla Cultura in Biblioteca Comunale: l’incontro con il disegnatore (ore 18) – che non mancherà di omaggiare il pubblico con disegni e dédicaces – è preceduto alle 17.30 dalla presentazione della mostra “MOREisnotLESS. Segni e segnali contemporanei”, in Galleria d’Arte Contemporanea dal prossimo 15 dicembre. Alla presentazione interviene l’assessore alla Cultura, prof. Paola Benes, che qui commenta il successo della scelta di coinvolgere il fumetto fra le proposte culturali del monfalconese.

Monfalcone,  novembre 2012. “È un vero piacere constatare come un’arte così raffinata e complessa come quella del disegno d’autore riesca a convogliare un pubblico così attento e fidelizzato. Seguire gli incontri è servito innanzitutto a svelare molti aspetti dell’arte sequenziale: ne abbiamo scoperto una storia molto antica e ricca, e lo abbiamo riconosciuto come un modo di leggere la realtà cosciente e profondo, oltre che altamente estetico. Crediamo, dunque, che sia giusto proseguire su questa strada, iniziata con passione e volontà dal personale della Biblioteca sostenuto da ARTeFUMETTO. La mostra MOREisnotLESS che presenteremo lunedì è un’ulteriore prova di come il fumetto non sia uno strumento superficiale e di come esso si coniughi in armonia anche con altre modalità artistiche. Musica jazz, video, scenografie, sessioni d’ascolto saranno infatti al centro della mostra, accanto alle vignette di due autrici apprezzatissime come Vanna Vinci e Silvia Ziche. Un’esposizione del tutto nuova nel suo genere e rivolta al pubblico più eterogeneo, dunque, quella che andiamo a presentare”.

Le parole dell’Assessore alla Cultura del Comune di Monfalcone, prof. Paola Benes, anticipano le attività del pomeriggio del prossimo lunedì 3 dicembre, presso la Sala Conferenze della Biblioteca Comunale di Monfalcone.
Alle 17.30 la stessa prof. Benes accoglierà la presentazione alla stampa e al pubblico della mostra “MOREisnotLESS”, accanto ai curatori: l’architetto Roberto Franco per ARTeFUMETTO e Massimiliano Marangoni per il Centro Culturale Tranquillo Marangoni.
La mostra,
organizzata dal Comune di Monfalcone, con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, propone le strisce a fumetti de La bambina filosofica di Vanna Vinci e la sua visione nichilista del mondo e le vignette di Silvia Ziche con Lucrezia, dallo sguardo disincantato sulle contraddizioni dell’universo umano. Accanto alle disegnatrici altre opere che implicano il rapporto tra musica e fumetto con i lavori di Flavio Massarutto, il video Visioni di Davide Toffolo e con le grandi tele pittoriche e i materiali preparatori del fumetto Ornithology disegnati da Massimiliano Gosparini e commentati da una percorso sonoro parallelo. Nel corso della presentazione si parlerà anche dei tanti eventi collaterali che arricchiranno l’esposizione (musica, performance, incontri…).
Per il programma completo vedi qui.


Alle 18 al via l’attesissimo incontro (ultimo del ciclo “La cultura del fumetto”) con uno dei disegnatori assoluti del panorama nazionale e internazionale: Giuseppe Palumbo, disegnatore di Diabolik e – tra le altre mansioni – anche responsabile della comunicazione di Palazzo Strozzi di Firenze. Palumbo parlerà della Cultura underground del fumetto: un’esperienza di comunicazione attraverso il fumetto. Una testimonianza fondamentale per chi opera nel settore e ha una concezione a tutto tondo dell’arte sequenziale. Palumbo è nato a Matera nel 1964 e pubblica i suoi fumetti dal 1986. Per le riviste Frigidaire e Cyborg crea il suo personaggio più noto, Ramarro. Nel 1992 entra nello staff di Martin Mystère della Sergio Bonelli Editore e nel 2000 in quello di Diabolik della Astorina; per queste due serie disegna numerose storie speciali, tra cui il remake de Il re del terrore, primo numero della collana Diabolik. Dal 2000 coordina l’attività dello studio Inventario, Invenzioni per l’editoria di Bologna, dove ha convogliato il suo lavoro di illustratore per l’editoria scolastica (Paravia, Zanichelli), copertinista (Mondadori, Einaudi, Feltrinelli), illustratore redazionale (Pulp, Ventiquattro, L’Unità). Pluripremiato nei festival di settore, ha pubblicato in Giappone, Grecia, Spagna e Francia. Lavora da alcuni anni alla comunicazione delle attività della Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze, collaborando con il suo direttore James Bradburne.

Tutte le iniziative sono a ingresso libero.

sabato 1 dicembre 2012

Il più bel regalo per Sergio Bonelli

"Questa mostra sarebbe il più bel regalo di compleanno per mio padre che, se fosse ancora in vita, domani compirebbe 80 anni"
Sono queste le parole con cui un emozionato Davide Bonelli ha inaugurato oggi a Trieste la mostra "L'Audace Bonelli - L'Avventura del fumetto italiano", la grande esposizione che celebra la storia della grande casa editrice milanese. Dopo i brevi interventi di Roberto Cosolini, sindaco di Trieste, di Mauro Marcheselli, direttore editoriale della Sergio Bonelli Editore, e di Claudio Curcio, direttore del Napoli COMICON che ha curato questa mostra insieme al Trieste Science+Fiction Festival, sono state le parole del giovane Bonelli a toccare il pubblico, sollecitando un applauso spontaneo che, nel pensiero e nel cuore di ciascuno di noi, era rivolto alla figura del compianto Sergio. Sciolta l'emozione, abbiamo avuto accesso ai duemila metri quadri di cui si compone il sontuoso Salone degli Incanti (fino a pochi anni fa la pescheria di Trieste), cornice splendida per le oltre duecento tavole originali che accompagnano il visitatore lungo la storia più che settantennale della casa editrice, dai tempi de L'Audace pubblicato durante la Seconda Guerra Mondiale fino ai giorni nostri. Un'avventura che ha attraversato la storia italiana e quella personale di intere generazioni di italiani.
Per un bonelliano come me è inutile sottolineare l'entusiasmo e l'emozione di avere nella mia città per ben tre mesi una mostra dedicata ai personaggi e agli autori che amo di più. La serata è stata particolarmente interessante per la presenza di alcuni professionisti di casa Bonelli. Ho avuto la possibilità di parlare amabilmente, oltre che con Davide Bonelli e Mauro Marcheselli, anche con Luca Enoch e Giacomo Pueroni. Non potevano mancare ovviamente i disegnatori triestini al cui lavoro l'esposizione dà un particolare rilievo: Mario Alberti, Alessandro Pastrovicchio e il simpaticissimo Franco Devescovi. Per festeggiare i 30 anni di Martin Mystère spicca un'intera sezione della mostra a lui dedicata, ricca di molte tavole (ma non solo) firmate dai diversi disegnatori che il Detective dell'Impossibile può vantare (Devescovi in primis, oltre ad Alessandrini ovviamente).
Di seguito alcune mie foto, della cui scarsa qualità, non disponendo minimamente della dote del buon fotografo, chiedo umilmente venia.

Il sindaco Roberto Cosolini, Claudio Curcio del Comicon e Mauro Marcheselli della SBE

Claudio Curcio a sinistra, Mauro Marcheselli al microfono e, sulla destra un po' coperto, Davide Bonelli

La navata sinistra e parte di quella centrale del Salone degli Incanti

La navata destra e parte di quella centrale del Salone degli Incanti

Statuina di Ken Parker

Grande poster pendente di Ken Parker

Albi a striscia di Tex (tra cui il numero 1 Il totem misterioso in alto a destra)

Grande poster pendente di Tex

All'ingresso del Salone degli Incanti, lato destro

La macchina da scrivere di Gian Luigi Bonelli

Sceneggiatura e storyboard di Alfredo Castelli

Sceneggiatura e storyboard di Guido Nolitta

Sceneggiatura di Gian Luigi Bonelli

Sceneggiatura e storyboard di Guido Nolitta

martedì 27 novembre 2012

MOREisnotLESS. Segni e segnali contemporanei

La città di Monfalcone si conferma come una delle più attive sul territorio del Friuli Venezia Giulia per il fervore con cui organizza eventi culturali collegati al fumetto. Infatti, la rassegna di incontri dedicati all'arte sequenziale che la Biblioteca Comunale ha tenuto lungo questo autunno, passa il testimone ideale nella giornata di lunedì prossimo 3 dicembre, quando, prima dell'ultimo incontro con l'autore Guseppe Palumbo programmato per le 18, verrà presentata alle 17.30 MOREisnotLESS, una mostra di fumetto e grafica ricca di interessanti eventi collaterali.
Dal 14 dicembre 2012 fino al 20 gennaio 2013 la Galleria Comunale d'Arte Contemporanea della città dei cantieri ospiterà opere di Vanna Vinci, Silvia Ziche, Massimiliano Gosparini e Flavio Massarutto.
Nel ricco programma di eventi collegati segnalo l'incontro del 29 dicembre con Eugenio Belgrado, il giovane autore pordenonese che presenterà il suo racconto a fumetti Torri di fumo. Una storia di Trieste, ambientato nella città giuliana durante la tragica occupazione nazista.

Di seguito comunicato ufficiale e programma completo.

MOREisnotLESS è una mostra sull’arte grafica e sul suo valore comunicativo, organizzata dal Comune di Monfalcone, con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e curata dalle associazioni culturali monfalconesi ARTeFUMETTO e Centro Culturale Tranquillo Marangoni.

Volontà dei curatori è sottolineare il ruolo centrale della grafica contemporanea, genericamente intesa, quale veicolo di trasmissione per contenuti plurimi, anche di rilevanza sociale; ciò nella convinzione di non voler selezionare i materiali a disposizione, ma giustapporli affinché sia l’utente finale a stabilire per affinità un proprio percorso culturale specifico nella fruizione di quanto proposto. Con queste finalità fumetto, disegno, grafica, accostati a video e musica sono posti quindi al centro della mostra.

MOREisnotLESS, ospitata alla Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, apre con due eventi:
venerdì 14 dicembre gli autori protagonisti si incontrano e si confrontano con il pubblico; sabato 15 la mostra inaugura ufficialmente alla presenza degli artisti e con un’avvincente performance live dell’artista Luca Grizzo.


Per il fumetto gli autori esposti sono Vanna Vinci, con le strisce a fumetti de La bambina filosofica e la sua visione nichilista del mondo e Silvia Ziche con le vignette del suo personaggio Lucrezia, per uno sguardo disincantato sulle contraddizioni dell’universo umano.
Il rapporto tra arte pittorica, fumetto e musica è invece al centro dei lavori di Flavio Massarutto, con il video Visioni di Davide Toffolo e con le grandi tele pittoriche e i materiali preparatori del fumetto Ornithology disegnati da Massimiliano Gosparini.
A corredo della mostra vengono proposti una serie di incontri, presentazioni di libri, concerti e live painting.
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero.

Il programma completo di MOREisnotLESS è su www.facebook.com/artefumetto.

INFO: moreisnotless.monfalcone@gmail.com – cell. +39 338 4543975




PROGRAMMA

Comune di Monfalcone
con il Contributo di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato alla Cultura
ideazione e cura di Associazione Culturale ARTeFUMETTO e Centro Culturale Tranquillo Marangoni

MOREisnotLESS. Segni e segnali contemporanei
Monfalcone, Galleria Comunale d’Arte Contemporanea
14 dicembre 2012 _ 20 gennaio 2013


3 dicembre (anteprima / presentazione mostra e incontro)
Biblioteca Comunale di Monfalcone, Sala Conferenze
ore 17.30: presentazione della mostra e degli eventi collaterali alla stampa e al pubblico
ore 18.00: incontro con l’autore Giuseppe Palumbo

Galleria Comunale d’Arte Contemporanea
14 dicembre / preview
ore 20.30, Incontro con gli artisti presenti alla mostra:
Vanna Vinci,
Silvia Ziche,
Massimiliano Gosparini,
Flavio Massarutto

15 dicembre / inaugurazione
ore 18, alla presenza degli artisti (Vanna Vinci, Silvia Ziche, Massimiliano Gosparini, Flavio Massarutto) e delle autorità
ore 18.30, performance live di Luca Grizzo sulla base di un’animazione originale di Winsor McCay

22 dicembre / evento / concerto aperitivo                       
ore 18, Humpty Duo (chitarra e contrabbasso) in concerto

29 dicembre / evento / incontro
ore 18, presentazione del volume Torri di fumo. Una storia di Trieste, Lavieri editore. Incontro con l’autore Eugenio Belgrado

19 gennaio / evento / concerto finissage
ore 18, Giorgio Pacorig (tastiere) e Giorgio Malusà Magno (chitarra) in concerto; Massimiliano Gosparini live painting.

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