Quando, più di ventitré anni fa, lessi Il canto della balena, mi resi conto di avere per le mani un albo che avrebbe fatto la storia di Nathan Never. Tutt'oggi, infatti, il numero 31 della serie regolare, uscito nel dicembre del 1993, è ricordato come uno degli albi imprescindibili. Per quale motivo? È presto detto: si trattò di un'avventura in cui storia e disegni sono perfettamente in armonia. Antonio Serra e Mario Alberti confezionarono un piccolo gioiello. Diciamo la verità: il soggetto era molto interessante, il tema ecologista ottimamente sviluppato e l'ambientazione suggestiva ma il plus furono i disegni. Mario Alberti, allora esordiente in Bonelli, si presentò col botto: un Nathan simile non si era mai visto. E sì che la collana di fantascienza Bonelli disponeva di ottimi disegnatori: basti pensare a Stefano Casini, Roberto De Angelis e Claudio Castellini. Eppure Mario diede qualcosa in più all'interpretazione dell'Agente Alfa: un tratto veloce, sporco che ben si adattava alle caratteristiche del personaggio e della storia. La conferma del felice connubio fra Serra e Alberti avvenne tre anni dopo con Odissea nel futuro, il secondo Nathan Never Gigante, uno dei più riusciti della collana annuale.
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sabato 20 maggio 2017
Il canto di Mario Alberti per Nathan Never
Quando, più di ventitré anni fa, lessi Il canto della balena, mi resi conto di avere per le mani un albo che avrebbe fatto la storia di Nathan Never. Tutt'oggi, infatti, il numero 31 della serie regolare, uscito nel dicembre del 1993, è ricordato come uno degli albi imprescindibili. Per quale motivo? È presto detto: si trattò di un'avventura in cui storia e disegni sono perfettamente in armonia. Antonio Serra e Mario Alberti confezionarono un piccolo gioiello. Diciamo la verità: il soggetto era molto interessante, il tema ecologista ottimamente sviluppato e l'ambientazione suggestiva ma il plus furono i disegni. Mario Alberti, allora esordiente in Bonelli, si presentò col botto: un Nathan simile non si era mai visto. E sì che la collana di fantascienza Bonelli disponeva di ottimi disegnatori: basti pensare a Stefano Casini, Roberto De Angelis e Claudio Castellini. Eppure Mario diede qualcosa in più all'interpretazione dell'Agente Alfa: un tratto veloce, sporco che ben si adattava alle caratteristiche del personaggio e della storia. La conferma del felice connubio fra Serra e Alberti avvenne tre anni dopo con Odissea nel futuro, il secondo Nathan Never Gigante, uno dei più riusciti della collana annuale.
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domenica 13 marzo 2011
Piombo rovente e manici di scopa
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| Copertina di Alias del 12 marzo 2011 |
Un'anticipazione quasi integrale della dichiarazione di intenti pubblicata su Alias era stata postata dallo stesso Voglino sul suo blog. Ora si aggiungono i nomi del cast di cartoonist che prenderanno parte a questo progetto: fra gli altri, troviamo Andrea Mutti, Stefano Casini, Luca Enoch, Michele Petrucci, Roberto Recchioni, Diego Cajelli, e Tito Faraci. Peccato che dobbiamo aspettare così tanto prima di scoprire questa nuova rivista che si preannuncia "di grande formato, con uno spazio vitale di oltre 100 pagine e la speranza di andare oltre etichette recenti e già stantie per fare quello che il fumetto ha sempre fatto meravigliosamente e con semplicità: raccontare avventure (nere, gialle, storiche, grottesche, fantascientifiche, di guerra…), facili da leggere ma non da dimenticare. Proprio come il quotidiano comunista fa da 40 anni."
Per il momento ci gustiamo questo succoso antipasto, ovvero "Piombo rovente e manici di scopa", la storia ottimamente disegnata che, in poche pagine, lancia tanti messaggi. Si presenta inizialmente come una parodia spaghetti western del ranger a fumetti più famoso d'Italia, accompagnato dal suo fedele pard.
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| Disegni di Vincenzo Sirianni |
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| Disegni di Vincenzo Sirianni |
Rex e Kidd Parsons mettono a tacere da par loro gli avanzi da galera con cui hanno a che fare ma, colpo di scena, vediamo che in realtà i personaggi non sono reali (sempre se ha un senso dire questo) ma sono interpretati da attori, interrotti improvvisamente durante la loro recitazione da un collerico regista (che ricorda qualcuno....) su un set che ricorda Cinecittà (o dovremmo dire Fumettocittà....).
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| Disegni di Vincenzo Sirianni |
Secondo colpo di scena: dopo che il cast e il bizzoso regista lasciano deserto il set del fumetto per andare a consolarsi con una buona cena, arrivano tre giovani, nascosti dentro il bidone delle pulizie spinto da un anziano custode. Questi mostra loro i teatri di scena, i camerini, gli attrezzi e i costumi con cui si realizzano i fumetti più venduti.
Ai tre vien voglia di realizzare una storia tutta loro, ma dove trovare l'ispirazione? L'anziano, che ricorda molto bene qualcuno che ha fatto la storia de Il Manifesto (e non solo), suggerisce di cercare dentro una grossa pila di vecchi giornali. Il motivo è semplice ed è lo stesso custode a spiegarlo.
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| Disegni di Vincenzo Sirianni |
Nella sua nuova vita in questo mondo dei fumetti dove "raddrizzare i torti è più semplice", il vecchietto dà una mano aggiungendo "l'amore per le cause perse...un po' di sana incazzatura e" quando può "qualche lieto fine. Tutta roba che nei fumetti fa la differenza".
I tre, prima restii, si convicono.
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| Disegni di Vincenzo Sirianni |
Il senso delle parole di Voglino è reso ancor meglio in questo fumetto, che al'inizio ti fa sorridere con i personaggi di Rex e Parsons e poi ti commuove con la figura del custode.
Se queste sono le premesse, la futura rivista promette davvero bene.
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