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domenica 3 aprile 2016
Gallieno Ferri, l'Avventura non è finita
Sui suoi disegni e su quelli di Galep ho imparato a leggere. Le sue copertine di Zagor e Mister No avevano la capacità di catapultarti dentro la Foresta di Darkwood o la Giungla Amazzonica. Per 55 anni Gallieno Ferri ha firmato tutte le copertine degli albi dello Spirito con la Scure pubblicati dalla Sergio Bonelli Editore. Ha creato graficamente Zagor e Mister No, dando forma ai personaggi e alle storie partorite dalla fantasia prima di Guido Nolitta e poi di una serie lunghissima di sceneggiatori. Fra questi Moreno Burattini, l'attuale curatore di Zagor che così descrive Ferri durante un'intervista di qualche anno fa:
"Ferri è l’incarnazione di Zagor. Non conosco nessun disegnatore in grado di fare quel che fa il suo eroe, Ferri sì. Scia, va sott’acqua, fa canoa, esce in windsurf. Poi si siede al tavolo da lavoro e per primo si diverte con ciò che illustra, perché sente la bellezza, la forza, il mistero della natura. Una volta mi ha portato a fare rafting con lui e mi ha detto: «voglio che tu veda com’è davvero un fiume che scorre fra gli alberi, che potenza ha, il silenzio che c’è in certi punti e il rombo che c’è in certi altri, solo così potrai trasmettere queste sensazioni nelle storie che scrivi». Il suo talento è quello di rendere magico e affascinante quel che racconta con matita e pennello. Suscita il sense of wonder in ogni lettore."
Ieri, 2 aprile 2016, Gallieno Ferri se n'è andato all'età di 87 anni. Tutto il mondo del fumetto popolare italiano è in lutto. Io lo ricorderò sempre con affetto, immaginandolo da qualche parte, con la matita in mano, tra la Foresta di Darkwood e la Giungla Amazzonica. L'Avventura non finisce con la sua morte.
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venerdì 5 giugno 2015
I quarant'anni di Mister No
Quarant'anni e non sentirli. Tanti ne sono passati da quando il personaggio creato da Guido Nolitta (alias Sergio Bonelli) esordì nelle edicole italiane nel giugno del 1975. Fu una piccola rivoluzione per la casa editrice milanese, perché per la prima volta lo scenario su cui si muoveva il protagonista non era il West dell'Ottocento bensì la giungla amazzonica e, in generale, il Sud america degli anni Cinquanta del Novecento. In realtà anche la fitta selva brasiliana era una Frontiera, così come lo era stato il selvaggio West degli Stati Uniti, con tanto di nativi che arretravano e soccombevano di fronte all'avanzata dell'uomo bianco. Scenario e tempi diversi, ma stessi gravi problemi. La differenza stava però nel personaggio protagonista. Jerry Drake era completamente diverso dai suoi predecessori Tex e Zagor, a partire proprio dal suo soprannome. Da una parte scanzonato e amante del divertimento, dall'altro incapace di sopportare ogni tipo di ipocrisia e ingiustizia. Un bastian contrario di professione che non si tirava indietro di fronte ad un sopruso così come non si faceva scappare una bella ragazza. Molti lo hanno definito il primo anti-eroe di casa Bonelli, predecessore, in questo, di quel Ken Parker, così tanto amato dal sottoscritto, che arrivò due anni dopo. I due hanno in comune la pratica del dubbio, ovvero l'abilità (perché di questo si tratta, in fondo) di mettere in discussione le proprie idee di fronte ad un punto di vista diverso.
Forse è questa la vera novità per un personaggio Bonelli, privo, fino ad allora, di ogni incertezza o esitazione, sempre pronto e sicuro di sé nel sapere cosa fare di fronte ai casi della vita. Mister No non è così. Certo, non tentenna quando deve intervenire in difesa del più debole: si butta a capofitto senza preoccuparsi delle conseguenze negative verso se stesso. Ma gli manca la capacità (quasi soprannaturale, direi) di sapere sempre quello che è giusto fare. Ogni tanto anche lui, come noi, si prende delle belle cantonate, e poi ne paga le conseguenze. Un personaggio più umano, quindi, più vicino a noi, con il quale possiamo immedesimarci più facilmente. A questo aspetto, credo sia dovuto il suo successo. E al fatto che dietro alle sue avventure troviamo sempre la presenza di Sergio Bonelli e della sua sconfinata passione per i luoghi visitati lungo i suoi viaggi. Mister No è genuino perché è creatura diretta e spontanea dell'uomo Sergio Bonelli e di quello che ha vissuto in Sud America e in Africa (affascinanti le storie di Mister No ambientate nel Continente Nero).
Mister No è quindi un personaggio ancora moderno, che non stonerebbe affatto vicino agli altri presenti oggi nelle edicole, anzi, alcuni li sotterrerebbe. Si è parlato di un suo ritorno con un albo speciale a colori il prossimo settembre: me lo auguro con tutto il cuore.
PS: Per me, il volto di Mister No è quello del suo creatore grafico Gallieno Ferri. Poi vengono Franco Bignotti e Bruno Marraffa, mentre non ho mai amato il Jerry Drake disegnato da Roberto Diso.
domenica 10 febbraio 2013
Gli Audaci incontri con gli autori Bonelli: Zagor e l'infinita avventura
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| Disegno di Emanuele Barison |
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| Moreno Burattini mostra una foto di Sergio Bonelli in canoa sul Rio delle Amazzoni |
Il pordenonese Barison ha parlato della sua passione precoce per Zagor e del suo carattere che lo ha portato a cercare una professione che gli desse libertà di cambiare e affrontare sempre nuove sfide. La tendenza al cambiamento è dimostrata dai vari passaggi che la sua carriera di fumettista ha conosciuto: Disney, Diabolik, il successo nel mercato francese, un primo approccio con Sergio Bonelli per un Texone mai realizzato, e finalmente l'incontro con Zagor e Moreno Burattini.
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| Barison mentre mi disegna Zagor |
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| Burattini mentre mi disegna un simpatico Cico |
La griglia bonelliana in quanto elemento di chiarezza narrativa e segno distintivo dei fumetti Bonelli, la foresta di Darkwood, l'attualissima figura di Zagor come mediatore fra le culture, la nolittianità, un'anteprima delle tavole di Barison (che saranno pubblicate in un futuro speciale e che si possono ammirare sul blog di Francois Corteggiani qui e qui), l'unicità dell'eroe Zagor, la storia della nascita del formato Bonelli, l'inossidabile Gallieno Ferri e molto altro sono stati gli ingredienti di un incontro perfettamente riuscito, conclusosi con l'immancabile appendice dei disegni e delle dediche dei due ospiti per il loro pubblico.
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| Un rapido schizzo di Zagor di Barison |
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| La simpatica caricatura di Cico di Burattini |
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lunedì 13 febbraio 2012
Tempo da lupi, tempo di ristampe
Sabato mi son infagottato per bene e son andato all'edicola del centro per 2 motivi. Il primo è stato chiedere all'edicolante di riservarmi giovedì prossimo l'ultimo Texone a colori e il primo numero della ristampa a colori di Zagor, sempre edita da La Repubblica-L'Espresso. Sono molto ansioso di gustarmi le avventure originali a colori e in grande formato. Apprezzo sin d'ora che gli albi presenteranno le copertine originali disegnate da Gallieno Ferri: sono ancora attualissime e di sicura presa sul pubblico. La festa zagoriana del 2011 continua così anche l'anno successivo. per il momento gli albi programmati sono 30, ma spero che l'iniziativa riscuota successo in modo che se ne continui la pubblicazione.
A suo tempo, io avevo tifato per una ristampa di Ken, ma sono ugualmente contento che un personaggio della scuderia Bonelli sia riproposto in edicola. I fan di Lungo Fucile sono abituati ad aspettare....
E poi ho acquistato il primo volume della ristampa de Il piccolo Ranger, riedito dalle Edizioni If. I pochi centimetri quadrati del mio viso esposti all'aria erano diventati insensibili ma ne era valsa la pena. Il giovane eroe ideato da Andrea Lavezzolo era stato oggetto di alcune mie letture giovanili: pochi albi perché nel febbraio 1985 Bonelli chiuse la serie, proprio quando mi stava cominciando a piacere. Non ho mai cercato gli arretrati nelle fumetterie (questione di economia e di scelte connesse), così la ristampa cade a fagiolo. Un primo commento riguarda la nuova copertina di Massimo Rotundo: non funziona, colori troppo sparati, volto del giovane Kit Teller quasi irriconoscibile, tratto troppo moderno. Nulla a che vedere con l'originale, riportato per fortuna in quarta di copertina. Ma è solo un dettaglio. Vediamo se e cosa mi stimolerà la lettura.
domenica 25 settembre 2011
Il lato B di Mister No
Questo post sarebbe dovuto essere un omaggio alla figura di Guido Nolitta, ovvero al creatore di Zagor e Mister No. Questo perché uno dei regali che mi son fatto per il mio quarantesimo compleanno riguarda proprio Sergio Bonelli, ovvero colui che realmente si cela dietro lo pseudonimo di Guido Nolitta. Complice la chiusura di NonSoloLibri, la fumetteria di Trieste che ho frequentato con affetto per anni, ho avuto l'occasione di acquistare ad un prezzo molto conveniente un sacco di arretrati di Mister No, Zagor e Tex che mi mancavano. Si tratta di albi per lo più molto vecchi dei quali, appunto, il soggettista e sceneggiatore spesso è Guido Nolitta. Così ho cominciato a sceglierne alcuni per proporne le copertine in un post. Cominciando da albi di Mister No che vanno dal 1975 al 1982 mi son accorto però che, accanto alle splendide copertine di Gallieno Ferri, anche il retro, il lato B appunto o, per meglio dire, la quarta di copertina mostrava immagini e informazioni interessanti.
Partendo dal lancio, nell'aprile del 1982, del "nuovo grande fumetto della Daim Press" ideato da Alfredo Castelli che, alcuni anni dopo, divenne il mio primo grande amore fumettistico: Martin Mystere.

L'attuale arzillo ottantenne che risponde al nome di Gallieno Ferri, tuttora copertinista (nonché autore dell'albo a colori dei 50 anni) di Zagor, già 35 anni fa sapeva creare delle copertine davvero evocative. Come altro definire le quattro qui di seguito che, sorpresa!!, hanno come lato B la presentazione del fumetto che rivoluzionò nel 1977 il mondo delle nuvole parlanti in italiano: "dalle freddi nevi del Montana giunge fino a noi con le sue avventure...Ken Parker", la creatura di Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo.
Fortuna postuma conobbe invece la coraggiosa iniziativa editoriale con la quale Sergio Bonelli portò in edicola una collana di volumi a colori in carta patinata, cartonati e dal formato francese: Un uomo un'avventura. Grandi autori e disegnatori (Pratt, Bonvi, D'Antonio, Micheluzzi, Crepax, Berardi e Milazzo, e molti altri) si alternarono, numero dopo numero, per soddisfare un desiderio, antieconomico ma di alto valore artistico, di Bonelli stesso. Le vendite di allora non furono alte, ma oggi la collana è ricercatissima. A Sergio Bonelli va dato il merito di aver tentato una diffusione capillare attraverso le edicole di un prodotto editoriale che oggi (tempo di snobistiche graphic novel) non si riterrebbe degno di essere distribuito con quella modalità.






Nell'ultimo lato B che propongo vediamo tre eroi di carta della Bonelli sommersi dalle lettere che arrivarono in casa editrice, in risposta al referendum conoscitivo ed esplorativo che la Bonelli lanciò nel 1981 per sondare i gusti dei propri lettori. Le domande comparvero in quarta di copertina degli albi di Tex, Zagor e Mister No ed erano le stesse per tutti e 3 i personaggi. Chi rispose ai quesiti, ricevette in regalo un portachiavi del personaggio cui si riferiva il questionario. Le domande di Tex erano le seguenti:
1) Cita i titoli di almeno tre albi di Tex che ti sono particolarmente piaciuti negli ultimi cinque anni
2) Cita i titoli di almeno tre albi di Tex che ti hanno deluso negli ultimi cinque anni
3) Fra i personaggi che appaiono nelle storie di Tex, amici o nemici che siano, quali vorresti vedere spesso?
4) Oltre che di Tex noi siamo gli editori di Zagor, Mister no, Piccolo Ranger, Comandante Mark e Ken Parker. Con l'esclusione di Tex, quali di questi eroi preferisci. Quale non ti interessa? E perchè?
5) Nel caso volessimo iniziare una nuova serie di avventure a fumetti, tu preferiresti il western la fantascienza o il genere poliziesco? O altro?
6) Se in uno dei prossimi albi, oltre al consueto numero di pagine, trovassi delle pagine in più dedicate alla pubblicità saresti ugualmente soddisfatto?
Anche da queste risposte la casa editrice milanese trasse delle conclusioni che portarono alla nascita delle nuove serie degli anni 80: Martin Mystere e Dylan Dog su tutte.
Partendo dal lancio, nell'aprile del 1982, del "nuovo grande fumetto della Daim Press" ideato da Alfredo Castelli che, alcuni anni dopo, divenne il mio primo grande amore fumettistico: Martin Mystere.

L'attuale arzillo ottantenne che risponde al nome di Gallieno Ferri, tuttora copertinista (nonché autore dell'albo a colori dei 50 anni) di Zagor, già 35 anni fa sapeva creare delle copertine davvero evocative. Come altro definire le quattro qui di seguito che, sorpresa!!, hanno come lato B la presentazione del fumetto che rivoluzionò nel 1977 il mondo delle nuvole parlanti in italiano: "dalle freddi nevi del Montana giunge fino a noi con le sue avventure...Ken Parker", la creatura di Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo.
Come ha raccontato lo stesso Sergio Bonelli nelle rubriche dei primi numeri di Tex Speciale a colori in corso di pubblicazione dal quotidiano La Repubblica, non tutte le serie proposte in quegli anni conobbero la stessa fortuna di Chemako o del BVZM. Fu questo infatti il triste destino di Judas, il western cinico e amaro dei fratelli Ennio e Vladimiro Missaglia che chiuse dopo 16 numeri.
Fortuna postuma conobbe invece la coraggiosa iniziativa editoriale con la quale Sergio Bonelli portò in edicola una collana di volumi a colori in carta patinata, cartonati e dal formato francese: Un uomo un'avventura. Grandi autori e disegnatori (Pratt, Bonvi, D'Antonio, Micheluzzi, Crepax, Berardi e Milazzo, e molti altri) si alternarono, numero dopo numero, per soddisfare un desiderio, antieconomico ma di alto valore artistico, di Bonelli stesso. Le vendite di allora non furono alte, ma oggi la collana è ricercatissima. A Sergio Bonelli va dato il merito di aver tentato una diffusione capillare attraverso le edicole di un prodotto editoriale che oggi (tempo di snobistiche graphic novel) non si riterrebbe degno di essere distribuito con quella modalità.






Nell'ultimo lato B che propongo vediamo tre eroi di carta della Bonelli sommersi dalle lettere che arrivarono in casa editrice, in risposta al referendum conoscitivo ed esplorativo che la Bonelli lanciò nel 1981 per sondare i gusti dei propri lettori. Le domande comparvero in quarta di copertina degli albi di Tex, Zagor e Mister No ed erano le stesse per tutti e 3 i personaggi. Chi rispose ai quesiti, ricevette in regalo un portachiavi del personaggio cui si riferiva il questionario. Le domande di Tex erano le seguenti:
1) Cita i titoli di almeno tre albi di Tex che ti sono particolarmente piaciuti negli ultimi cinque anni
2) Cita i titoli di almeno tre albi di Tex che ti hanno deluso negli ultimi cinque anni
3) Fra i personaggi che appaiono nelle storie di Tex, amici o nemici che siano, quali vorresti vedere spesso?
4) Oltre che di Tex noi siamo gli editori di Zagor, Mister no, Piccolo Ranger, Comandante Mark e Ken Parker. Con l'esclusione di Tex, quali di questi eroi preferisci. Quale non ti interessa? E perchè?
5) Nel caso volessimo iniziare una nuova serie di avventure a fumetti, tu preferiresti il western la fantascienza o il genere poliziesco? O altro?
6) Se in uno dei prossimi albi, oltre al consueto numero di pagine, trovassi delle pagine in più dedicate alla pubblicità saresti ugualmente soddisfatto?
Anche da queste risposte la casa editrice milanese trasse delle conclusioni che portarono alla nascita delle nuove serie degli anni 80: Martin Mystere e Dylan Dog su tutte.
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