Dragonero
approda al numero 50 con l'albo intitolato La vendetta, e lo fa in modo che definire spettacolare è
poco. Fin dalla copertina, di Giuseppe
Matteoni, si comprende come sia un numero cruciale per la storia, e
che si concentra sul personaggio principale della saga, Ian. La
spada, Tagliatrice Crudele, che non abbandona mai il nostro scout,
qui esalta ed anticipa quello che troveremo all'interno dell’albo,
spezzando in due l’immagine, da un lato Ian come lo conosciamo,
tuttavia con la ferita della cicatrice ancora fresca, dall'altro un
volto sfigurato, quasi a rappresentare il dissidio interiore del
personaggio, ed un passato che riemerge e fa sentire tutto il suo
peso, sottolineato dagli stessi colori cupi del lato sinistro. Gli
autori decidono inoltre di regalarci un albo a colori, caratteristica
tipica, solitamente, del traguardo del numero 100, ma Dragonero è un
albo di tale successo, che questa decisione non può che essere più
che gradita.
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giovedì 13 luglio 2017
Dragonero festeggia a colori il numero 50
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lunedì 10 febbraio 2014
Saguaro batte Orfani
Quattro sono le nuove serie/miniserie che la Bonelli ci ha proposto negli ultimi 2 anni. Eccole in ordine di apparizione: Saguaro (da giugno 2012), Le Storie (da ottobre 2012), Dragonero (da giugno 2013) e Orfani (da ottobre 2013). Non me ne son perso nemmeno un albo, manco a dirlo. Ma ora basta! Son quasi urtato, anzi togliamo il quasi, dal battage pubblicitario e dal polverone sollevato attorno alla miniserie di Recchioni/Mammuccari. Il protagonismo e la fama di rockstar fumettistica che Recchioni si è creato (insieme, certamente, al culo che si è fatto girando l'Italia in lungo e in largo per promuovere la sua creatura) hanno giovato molto al buon successo di vendite di Orfani. Oltre al fatto fondamentale che si tratta della prima (mini)serie completamente a colori (e che colori!). Ma per me non è sufficiente. Dopo quattro numeri ho visto solo tanta azione, tanti spari, tanti super-uomini (e super-ragazzini): insomma tanta fuffa e poca sostanza. Dicono che arriverà, la sostanza, la speculazione tipica di un racconto fantascientifico. Troppo tardi, secondo me. L'imprinting alla serie è già stato dato. E non mi ha allettato più di tanto, nonostante il buon credito che le avevo dato. Quindi stop.
Ma c'è una cosa che mi fa incazzare ancora di più. Del grande lavoro di Bruno Enna per Saguaro nessuno, o quasi, ne parla. Eppure, mese dopo mese, l'autore sardo macina storie con trame solide e personaggi credibili. Un ottimo poliziesco ambientato nel Sud Ovest americano nei primi Settanta. Un'ambientazione neo-western con la tematica dei nativi americani sempre sullo sfondo e, alcune volte, in primissimo piano. Una continuity che si fa sempre più interessante attorno al personaggio di Thorn Kitcheyan e alla sua cerchia familiare e tribale, ma che non appesantisce affatto la lettura autonoma delle singole storie, connotate da un forte, e spesso amaro, realismo. Un difetto di Saguaro? I disegni non sempre all'altezza. Okay, io preferisco di gran lunga i generi western e poliziesco alla fantascienza, e ciò ha il suo indubbio peso nel mio giudizio. Ma, al di là di questo, quando vedo un ottimo fumetto poco riconosciuto nel suo valore accanto ad uno decisamente sopravvalutato, mi girano. E anche forte!
domenica 9 giugno 2013
Fantasy e Bonelli: una lacuna finalmente colmata grazie a Dragonero
Gli amanti del genere fantasy possono trovare in questi giorni nelle edicole italiane il primo numero di una nuova serie a fumetti: si tratta di Dragonero, il frutto di un lungo lavoro che i due autori, Luca Enoch e Stefano Vietti, hanno finalmente la soddisfazione di vedere concretizzato. Il progetto, la cui gestazione risale perfino al 1995, si è fatto realtà grazie alla caparbietà degli autori nel proporlo a Sergio Bonelli. Così Enoch si è espresso a proposito in quest'intervista:
"Quando Sergio Bonelli arrivò con la proposta per Gea, Stefano Vietti ed io stavamo proprio lavorando alla presentazione di una serie fantasy da proporre in casa editrice e si trattava appunto di Dragonero. Il progetto venne riposto nel cassetto in attesa di tempi migliori e quando, anni dopo, sempre Vietti ed io proponemmo il format dei Romanzi a fumetti, volemmo che la prima uscita fosse il nostro Dragonero. Nel frattempo, però, avevamo creato un mondo e ci dispiaceva che il tutto si esaurisse in una singola uscita, per quanto corposa. Quando l’editore, dopo l’esperienza con le varie miniserie, tornò a rivolgersi verso le serie canoniche, noi cogliemmo l’attimo e rinnovammo gli assalti alla redazione. Alla fine, forse preso per sfinimento, Sergio ci concesse di realizzare la serie. Serie che mi vedrà solo come sceneggiatore e non come disegnatore, almeno fino a quando dovrò realizzare Lilith; quindi ancora per qualche anno."Si sa che Sergio Bonelli non è mai stato un amante del genere fantasy ma, si sa pure che i suoi gusti o preferenze non sono mai stato un limite per la sua casa editrice nell'esplorazione di nuovi territori dell'Avventura. Il figlio Davide, che ha ereditato la direzione della casa editrice dopo la morte del padre, lo riconosce nella presentazione in seconda di copertina del nuovo albo. Nonostante il periodo di crisi (fumettistica e non) che stiamo attraversando, la proposta di una nuova serie mensile "a tempo indeterminato" testimonia della creatività e del coraggio che la Sergio Bonelli Editore dimostra anno dopo anno. Dopo Saguaro e Le Storie nel 2012, Dragonero è infatti la terza nuova serie che l'editore milanese propone nelle edicole e, in autunno, sarà la volta della miniserie a colori Orfani del duo Recchioni - Mammucari.
Credo che Dragonero sarà un successo. Gli ingredienti affinché lo sia ci sono tutti.
Il fantasy, come dice lo stesso Davide Bonelli nella presentazione, è un genere non più di nicchia, ma ormai di grande diffusione e di notevoli successi editoriali e cinematografici. La casa editrice lo ha riconosciuto e, schierando Dragonero a fianco degli eroi di casa Bonelli, spalanca le porte a uno dei pochi ambiti dell'Avventura che ancora non annoverava.
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| Luca Enoch e Stefano Vietti |
"Uscire dai confini nazionali e buttare l’occhio oltre lo steccato fa bene a ogni realtà professionale. Fu un momento galvanizzante; per la prima volta ci si accostava alla grande tavola francese, tutta colorata e con il suo gran numero di vignette, che permetteva anche di creare composizioni grafiche sulla doppia pagina, cosa impossibile nel formato bonelliano. È stato, quindi, un momento di crescita e di grande stimolo creativo. Vedere, inoltre, autori e disegnatori di fumetti trattati al pari degli autori della “letteratura alta” è stato immensamente gratificante."Accanto all'avvincente storia proposta dalla coppia di autori, furono proprio gli scenari affascinanti e l'eccellente colorazione che mi colpirono di quell'avventura editoriale terminata prematuramente.
Enoch è inoltre lo sceneggiatore e il disegnatore di Lilith, la viaggiatrice nel tempo che distorce la Storia con le sue ucronie: una delle proposte più originali e interessanti della Sergio Bonelli Editore.
Non sono un amante del genere fantasy, ma mi sforzo di non chiudermi mai di fronte a nuove proposte quando so che il lavoro che le ha prodotte è serio, e questa è l'ulteriore garanzia che offre la casa editrice milanese. Potrà non piacerti un genere, ma quando acquisti un fumetto uscito dalla redazione di via Buonarroti sai che la sua qualità è assicurata dall'impegno e dalla cura di tutti coloro che hanno lavorato per la sua realizzazione.
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| Vignetta di Giuseppe Matteoni, tratta dal numero 1 di Dragonero "Il sangue del drago" |
Questo primo numero riesce quindi in un'impresa non scontata: attrae l'attenzione di chi è già un appassionato del genere e, magari, conosce Dragonero avendone letto il romanzo a fumetti nel 2007. Convince, d'altra parte, chi, come me, non ama particolarmente il fantasy e non ha letto l'antefatto della storia, spiegando il retroterra con alcuni necessari flash back che non appesantiscono la trama dell'attuale avventura, anzi la valorizzano.
Infine, a contorno dell'avventura editoriale, c'è un blog, online già da tempo, che funge da diario di viaggio e una pagina facebook con cui entrare in contatto con gli autori.
Buon viaggio quindi a Dragonero.
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Volto Nascosto
lunedì 11 febbraio 2013
Intervista a Luca Enoch
"Di questo gruppo mi ha colpito la determinazione che sconfina nella ferocia, il rigore che si corrompe nel fanatismo, l’emarginazione in cui il gruppo si trovò da subito all’interno della comunità ebraica in Palestina e tra gli stessi movimenti sionisti clandestini e, infine, la determinazione con cui essi seguirono la loro utopia fino alla fine, anche quando era ormai chiaro che essa era stata sorpassata dalla Storia."Sono parole di Luca Enoch e si riferiscono ai protagonisti de La Banda Stern, il racconto a fumetti presentato allo scorso Lucca Comics & Games, scritto dallo stesso autore milanese e disegnato da Claudio Stassi. Di crepe nella Storia, di Lilith e delle sue ucronie, dell'imminente Dragonero e di molto altro, ho parlato con Luca nell'intervista che potete trovare integralmente qui, su Fucine Mute.
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