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domenica 9 luglio 2017

The Game Fortress sette giorni dopo


Cosa mi resta dopo una settimana dalla chiusura di Palmanova The Game Fortress?
  1. Carlo Ambrosini: l'incontro su Napoleone e Jan Dix è stato frequentato da poche persone (ma questo è un tratto comune a tutti gli incontri con i fumettisti: in un festival dedicato al divertimento, tirano di più gli eventi con la gente vestita da Star Wars o quelli in cui si cantano le sigle dei cartoni animati) ma peggio per chi non c'era perché abbiamo parlato di arte, bellezza, coscienza, inconscio, rappresentazione, percezione, immaginazione, creatività, Io, Es e Super Io, Aristotele, Michelangelo, Cezanne, Monet, amore, morte, psiche, guerra. E poi abbiamo continuato a pranzo. L'uomo è intelligente, simpatico e alla mano.

domenica 18 giugno 2017

The Game Fortress: il blog con le interviste ai fumettisti ospiti



È nato il blog Palmanova The Game Fortress 2017, attraverso il quale io e Luca Lorenzon stiamo dando la parola ai numerosi e illustri fumettisti, ospiti della omonima manifestazione che si terrà nella città stellata dal 30 giugno al 2 luglio.
Sono già online le interviste a Lele Vianello, Matteo Alemanno e Giuseppe Palumbo. Nei giorni che ci separano dall'inizio del festival molte altre seguiranno. Rimanete sintonizzati! 

martedì 14 febbraio 2017

Le riviste di fumetto d'autore anni 80: fu vera gloria?


A Luca Lorenzon l'ardua risposta. Ci vediamo giovedì 16 febbraio, sempre presso la Sala Consiliare del Comune di Mariano del Friuli con il terzo ed ultimo appuntamento del ciclo di incontri che la Biblioteca Comunale ha dedicato al fumetto. Dopo il western e il manga, sarà di scena un modello editoriale che conobbe una breve ma intensa stagione nel panorama fumettistico italiano: le riviste d'autore.

martedì 31 gennaio 2017

Strisce western all'italiana


La Biblioteca del Comune di Mariano del Friuli ha organizzato un ciclo di incontri dedicati al fumetto italiano e internazionale. Nel primo appuntamento presenterò tre personaggi del fumetto western all'italiana, Tex, Ken Parker e Magico Vento, analizzando le loro peculiarità, ciò che li unisce e ciò che li differenzia. Ci vediamo nella Sala Consiliare, giovedì 2 febbraio alle 20:30.
Nei due giovedì successivi sarà di scena il manga, a cura di Stella Marega, e le riviste d'autore a fumetti degli Anni 80, a cura di Luca Lorenzon, ma avremo modo di parlarne più diffusamente nei prossimi giorni.

lunedì 28 marzo 2016

Maledetta balena

Due anni e mezzo fa Walter Chendi ne aveva pubblicato l'anteprima sul suo sito internet (ne diedi conto qui). Da più di un mese, finalmente, Tunué ha reso realtà il lavoro del fumettista triestino, pubblicando Maledetta balena. Ancora una volta la precisione, la cura, l'attenzione ai dettagli, concreti delle cose e astratti dell'animo umano, caratterizzano il lavoro di Chendi. Non starò qui a farvi una disanima tecnica (è sicuramente più bravo di me Luca Lorenzon a scriverla su Fucine Mute) ma vi dirò soltanto che la storia, o meglio le due storie di cui si compone il fumetto, sono un'emozione continua. Nella prima parte lo stato di attesa sospesa crea quasi un apnea nel lettore, che si scioglie nella seconda parte e nello struggente finale. Giovanni Dardini, anziano e malato sul letto di ospedale tenta una fuga disperata dalla morte verso la libertà, simile a quella provata dal giovane marinaio Giovanni Dardini insieme alla bella Liliana, in fuga dalla nave del mistero, dal ventre della maledetta balena che li aveva tenuti in amorevole ostaggio. Il presente di una camera d'ospedale e il passato di guerra: un protagonista ritratto in due tempi distanti, ma drammaticamente vicini, della propria vita e un gabbiano come trait d'union fra loro.
Maledetta balena è un fumetto che ti fa chiedere perché le case editrici non pubblichino più spesso opere simili. E poi ti rispondi che pochi autori hanno le capacità di creare storie così sublimi e quindi ti dici che, in fondo, è giusto così.

venerdì 5 ottobre 2012

Ricordando Sergio Bonelli: una top 11 delle sue pubblicazioni

Lunedì scorso, primo ottobre, nella sala conferenze della Biblioteca Comunale di Monfalcone, si è inaugurato il ciclo di incontri dedicato al fumetto, di cui avevo anticipato qui e qui. Lo scopo dell'iniziativa è quello di promuovere il fumetto come cultura, attraverso una serie di approfondimenti dei suoi vari aspetti e manifestazioni, in modo da avvicinare nuove persone a questa forma d'arte e di intrattenimento. Il motivo per cui la Biblioteca della Città dei Cantieri, nella persona del coordinatore delle sue attività Stefano Olivo, si premuri di organizzare una simile rassegna è anche quello di pubblicizzare i volumi ospitati nella sua ricca sezione dedicata ai comics.
E infatti, il titolo del primo incontro era: "Una biblioteca a fumetti. Le riviste, i volumi, gli autori". Roberto Franco, uno degli organizzatori dell'iniziativa, ha virtualmente condotto per mano il pubblico attraverso gli scaffali della biblioteca, mostrando immagini raffiguranti i testi a fumetti lì presenti. Io stesso son rimasto stupito della grande varietà di comics a disposizione dei frequentatori, ripromettendomi di approfondirne presto la consultazione. Roberto ha inoltre corredato la presentazione di ogni volume scelto con una disanima breve ma accurata, lasciando a Luca Lorenzon e a me il piacere di approfondire rispettivamente due temi: il fumetto argentino e il fumetto Bonelli. Di quest'ultimo parlerò con maggiore dettaglio nell'incontro del 12 novembre, ma lunedì ho già avuto modo di anticipare qualcosa.
In particolare la richiesta di Roberto era stata di condensare in 10 immagini + 1 la storia della casa editrice milanese: operazione difficilissima vista la mole di successi pubblicati dalla Sergio Bonelli Editore lungo la sua storia, ma stimolante.
Così ho prodotto questa carrellata di immagini (quasi tutte) di copertina sforzandomi di essere il più possibile oggettivo (mancano infatti alcuni personaggi che ho amato molto), consapevole che ogni decisione (anche etimologicamente parlando) comporta un taglio. Ecco quindi una top 11 possibile, non per forza la mia personale.


Sangue Navajo - Tex Gigante nn. 51-52-53, G.L. Bonelli / Galep, 01/1965 - 03/1965
E' la prima grande storia di Tex, quella in cui si apprezza il personaggio, così come lo ha impostato il suo creatore Gian Luigi Bonelli: intransigente nel difendere chi subisce un torto, intollerante nei confronti di chi abusa del proprio potere (militare o politicante che sia), risoluto nello scatenare una guerriglia indiana se questa serve a ripristinare la verità e la giustizia. Una forza della natura cui niente e nessuno può resistere.












Zagor contro il vampiro - Zagor nn. 85-86-87, G. Nolitta / G. Ferri, 07/1972 - 09/1972
Ho scelto questa storia perché la ritengo rappresentativa della contaminazione di generi che caratterizza la saga dello Spirito Con La Scure. La magia, i mondi fantastici che Guido Nolitta ha riversato nell'epopea dell'eroe di Darkwood, sono ben evidenziati in questo scontro (all'ultimo sangue!!!) fra Zagor e il barone Bela Rakosi, un vampiro venuto dalla lontana Europa a soccombere nel Nuovo Mondo durante un'alba, per lui, molto tragica.











Verso l'ignoto - Collana Rodeo - Storia del West n.1, G. D'Antonio / R. Calegari & G. D'Antonio & R. Polese, 06/1967
Straordinario l'affresco storico con cui Gino D'Antonio racconta le avventure della famiglia MacDonald attraverso l'affascinante epopea della Storia del West. Senza retorica, l'autore ci fa vivere tutti le tappe fondamentali di questa incredibile, entusiasmante e tragica storia, di cui, a far le spese, furono i Nativi Americani, già così ben raffigurati nella prima copertina della serie. Nel primo albo Brett, il capostipite della famiglia, sbarca dalla nave proveniente dall'Europa sulla costa atlantica e si imbarca con la spedizione scientifico-geografica di Lewis e Clark, che aveva l'obiettivo di esplorare le ignote terre dell'Ovest fino allo sbocco sull'Oceano Pacifico. Un viaggio affascinante e ricco di insidie. Storia del West, riedita a partire dal 1984, è l'opera della cui pubblicazione Sergio Bonelli andava più fiero.


Sciopero - Ken Parker n.58, G. Berardi / I. Milazzo, 04/1984
Ken Parker è stata una serie rivoluzionaria nello stile e nei contenuti. Temi come l'omosessualità, il femminismo, i diritti dei lavoratori vengono trattati con estrema naturalezza su uno scenario western realistico, ma anche poetico. La grande sensibilità di Berardi, resa dagli eleganti disegni di Milazzo, fanno della saga di Ken l'avventura di un uomo che cambia, sceglie, sbaglia pagandone le conseguenze. In questa storia Ken è una "spia", infiltrata per conto di un'agenzia investigativa all'interno di una fabbrica tessile di Boston. Deve individuare un sindacalista ma, constatando le condizioni di lavoro degli operai, capisce di aver sbagliato e si schiera dalla loro parte. La storia del vivere in un western unico, inimitabile su cui la parola fine non è ancora calata. Almeno questo è ciò che tutti i suoi vecchi lettori si augurano, visto che l'ultima storia pubblicata lo vede marcire in una squallida prigione della Florida.


L'ultimo Cangaceiro - Mister No nn.3-4-5, G. Nolitta / F. Bignotti (copertina G. Ferri), 08/1975 - 10/1975
E' Mister No, ancor prima di Ken Parker, il primo anti-eroe di casa Bonelli. Il personaggio più amato da Guido Nolitta, figlio dei suoi viaggi in Sud America e in Africa è uno scanzonato americano che si rifugia a Manuas, nel cuore dell'Amazzonia negli anni 50, in quella che allora era una frontiera fra la civiltà dell'uomo bianco e quella dei nativi. Nauseato dagli orrori della guerra e dall'ipocrisia su sui si fonda la società occidentale, Jerry Drake non è un giustiziere come Tex o Zagor, ma non si tira indietro di fronte ad un sopruso, intervenendo in favore di chi lo ha subito. E' ciò che accade in questa affascinante storia ambientata nel Nord-Est brasiliano, dove vengono rievocati i leggendari Cangaceiros, i fuorilegge che contrastavano l'arroganza e la violenza dei latifondisti. C'è subito tutto Mister No in questa storia: lo schierarsi con il più debole, i dubbi, la lealtà verso un amico.


L'uomo del Nilo - Un uomo un'avventura n.1, D. Canzio / S. Toppi, 11/1976
Per Sergio Bonelli non c'era differenza fra il lettore di fumetto d'autore e il lettore di fumetto seriale: il gusto e la potenzialità di fruizione dei due modelli di lettore sono gli stessi e, quindi, coincidono. Ecco perché portò in edicola una collana di albi cartonati grandi alla francese, con carta patinata. Roba che adesso trovi in libreria sotto il nome orribile di graphic novel. Lui invece la propose in edicola, affidando le matite a grandi nomi del disegno dell'epoca. Qui presento il numero 1 della serie, firmato da Sergio Toppi, recentemente scomparso: un'avventura lungo il Nilo durante la guerra fra inglesi e i seguaci del Mahdi per la presa di Khartoum. Il grande formato valorizza lo stile di Toppi che rompe la vignetta tradizionale, regalandoci delle tavole in cui l'attenzione del lettore è attratta da mille particolari del ricco sfondo, vero co-protagonista della narrazione, senza fargli però mai perdere il senso complessivo.


Gli Uomini in Nero - Martin Mystere n.1, A. Castelli / G. Alessandrini, 04/1982
I misteri sono una cosa seria. Vanno affrontati contestualizzandoli correttamente sia dal punto di vista scientifico che da quello storico. Beh, poi c'è la fantasia di Castelli che ci mette lo zampino, confezionandoci attorno delle avventure avvincenti e divertenti. Martin Mystere è questo, una geniale intuizione che resiste in modo spumeggiante dopo 30 anni da questo storico numero 1, dove troviamo già alcuni elementi chiave della serie: il mistero di Atlantide e la setta degli Uomini in Nero, un'organizzazione oscurantista che si oppone alla diffusione di verità nascoste e di scoperte scientifiche o storiche che minerebbero le attuali basi su cui si fonda la nostra società, compromettendone quindi l'ordine. Il Detective dell'Impossibile è un'inesauribile fonte di conoscenza e di divertimento.




L'alba dei morti viventi - Dylan Dog n.1, T. Sclavi / A. Stano (copertina C. Villa), 10/1986
Ecco il fenomeno: di costume ancor prima che editoriale! tanto che Sergio Bonelli deve riorganizzare la sua redazione per affrontare il successo inatteso dell'Indagatore dell'Incubo. Una serie che per molto tempo surclassa le vendite dell'imbattile (fino ad allora Tex Willer). Cose da far tremare i polsi! Come le storie horror di Dylan che riescono a fare breccia nel lettore, avvicinando alla casa editrice molti giovani e un nuovo pubblico femminile. Tiziano Sclavi entra in sintonia con le paure del lettore, facendole vivere sulla pagina. I disegni di Stano di questo primo numero sono debitori dell'influenza di Schiele, soprattutto nella rappresentazione degli zombi nudi e scarnificati, protagonisti della storia. Personaggi come l'assistente Groucho, dall'ironia demenziale e il mefistofelico dottor Xabaras entreranno nell'immaginario dei lettori proprio nell'interpretazione grafica di Stano.


Agente Speciale Alfa -Nathan Never n.1, A. Serra / C. Castellini, 06/1991
La fantascienza trova finalmente una casa stabile dentro la Sergio Bonelli Editore. Aveva fatto capolino in tante storie di altre serie: in Zagor, in Tex, in Martin Mystere, ma mai fino al giugno del 1991 era riuscita ad ottenere l'onore di una collana tutta per se. Ci pensa la cosiddetta banda dei sardi, composta dagli autori Serra, Medda e Vigna, a convincere l'editore. Nasce così Nathan Never, serie che subisce l'influenza della fantascienza adulta, quella di Arthur C. Clarke, di Isaac Asimov e di William Gibson. E subito dal primo numero entrano in scena le tre leggi della robotica di Asimov, l'irriducibile nemico Aristotele Skotos, gli androidi. Temi e personaggi che ritroveremo lungo la saga, assieme a molti altri e a tanti episodi in cui anche la sfera psicologica e la vita dell'uomo Nathan verranno analizzate, proponendolo come un personaggio non solo d'azione, ma a tutto tondo.


Gli occhi dell'abisso -Julia n.1, G. Berardi / L. Vannini (copertina Marco Soldi), 10/1998
Dopo Ken Parker, Berardi realizza una serie in cui ancora l'umanità dei personaggi è la vera protagonista. La criminologa che insegna all'università, che collabora con la polizia è solo apparentemente una donna di successo. Le sue fragilità, i suoi problemi, ma anche il suo coraggio e la sua sensibilità, in altre parole, la sua vita, accompagnano il lettore ormai da 14 anni. Insieme a Julia cerchiamo di capire, senza pregiudizi, chi è la persona che commette atti criminosi, cerchiamo di conoscere quel male che si annida anche dentro di noi. Subito nel primo numero Julia affronta un serial killer, un classico del genere giallo-noir. Fra le vittime anche una studentessa del suo corso: Julia si convince ad indagare, riaffrontando un suo vecchio incubo che pensava di aver sepolto nel suo passato.




La valle del terrore -Tex Albo Speciale n.9, C. Nizzi / R. Raviola (Magnus), 06/1996
Il "Texone" per eccellenza, il più sudato, il più atteso, il capolavoro. Sergio Bonelli attende per 7 lunghi anni che il lavoro maniacale di Magnus si compia. Il disegnatore bolognese si rinchiude nella sua casa di Castel del Rio sull'Appennino dedicando anima e corpo all'Eroe. Realizza ogni vignetta come se fosse un quadro unico e irripetibile: e i risultati lo premiano. Le scene dell'agguato nella foresta, dove ogni singola foglia è disegnata con precisione, e quelle dell'assedio al castello sotto la pioggia, rivelano l'ossessiva meticolosità con cui Magnus ha studiato ogni inquadratura. Il suo servizio reso all'Eroe non ha paragoni nella storia del fumetto Bonelli. Provoca dolore sapere che la morte ha colto Magnus pochi mesi prima della pubblicazione del suo gioiello.




Ricordare Sergio Bonelli parlando di lui, del suo lavoro, della sua casa editrice di fronte ad un gruppo di persone interessate è stato probabilmente il modo migliore, per me, di rendergli omaggio e di ringraziarlo per tutti i sogni che mi ha regalato.

lunedì 17 ottobre 2011

Scherzo transcontinentale


Mi son un po' consolato quando ho visto che non sono stato l'unica vittima dello scherzo di quel buontempone di Luca Lorenzon, al quale nè i confini italiani, tantomeno quelli continentali, sono sufficienti a soddisfare la sua indole un po' da Amici miei. Infatti anche Alejandro Aguado, un ricercatore universitario che vive in Patagonia ed è appassionato di fumetti, ha creduto di aver ricevuto in regalo un originale di Ivo Milazzo, inserito nel pacco di fumetti editi in Italia, ma scritti o disegnati da argentini, che Luca gli aveva spedito. Alejandro è un grande estimatore di Ken Parker e non ha creduto ai suoi occhi quando si è visto Lungo Fucile disegnato con tanto di dedica milazziana. Con Alejandro, però, Luca è stato più benevolo, perché gli ha svelato subito lo scherzo, rispondendo al messaggio di posta elettronica pieno di entusiasti ringraziamenti che il ricercatore della Patagonia gli aveva inviato.
Alejandro si è fatto due risate raccontando il tutto qui sul suo blog.


Dal pacco di historietas ricevute dall'Italia, Alejandro ha poi tratto spunto per scrivere un interessante articolo sul'opera dei fumettisti argentini nel nostro paese, che si può trovare sul blog La Duendes. In verità, La Duendes, gestito dal nostro kenparkeriano d'oltreoceano insieme all'altro blog Historieta Patagonica, è molto più di un sito web perché pubblica anche fumetti vecchi e nuovi in versione cartacea. Ma di questo, prima o poi, ci scriverà sopra Luca.

venerdì 16 settembre 2011

Uno scherzo perfettamente riuscito, pure troppo...

È proprio vero che, se si vuole credere fortemente ad una cosa, allora si ignora ogni elemento concreto che la smentisce: la cieca volontà è più forte della razionalità. E questo può portare anche a gravi conseguenze in determinati contesti... Il mio caso, per fortuna, è molto più lieve e simpatico. E denota, ancora una volta, come io abbocchi agli scherzi facilmente, oserei dire, come un pollo...
Il caso risale a pochi giorni fa e l’avevo riportato su un post, opportunamente cancellato per la vergogna. Riguarda una busta gialla di formato A4 a me indirizzata e ricevuta in ufficio. Il contenuto era un disegno ritraente Ken Parker che io ho attribuito a Ivo Milazzo, realizzato in realtà da un mio amico. Gli indizi per capire che si trattava di uno scherzo c’erano tutti, ma io non li ho voluti vedere.... L’ho capito solo quando l’Ivo Milazzo vero mi ha scritto via email, rispondendo ad una mia di ringraziamenti, che lui non ne sapeva nulla... così ho fatto anche una bella figura col Maestro...
Comunque, come ho detto, gli indizi oggettivi che avrebbero potuto farmi nascere dei dubbi, c’erano tutti. Innanzitutto, come aveva scovato Ivo Milazzo il nome dell’azienda in cui sono impiegato? Ho verificato che, cercando in Internet il mio nome e associandolo a Trieste (grazie all’intervista che mi ha concesso qualche mese, il Maestro conosceva queste informazioni), si trova in effetti traccia di dove lavoro: linkedin parla chiaro....
Il secondo era l’indirizzo del mittente: Ivo Milazzo, via dell’Omicidio a Washington 5, San Canzian di Chiavari. Io ho pensato che l’avesse scritto con ironia, anche se “Omicidio a Washington” è il numero 4, e non il 5, della prima serie: il Maestro non si sarebbe sbagliato... E poi, San Canzian di Chiavari non esiste.... Esiste Chiavari, dove abita Milazzo, e San Canzian d’Isonzo, un paese in provincia di Gorizia, vicino a Trieste. Ho pensato che il Maestro si fosse divertito a creare una cittadina immaginaria prendendo il nome di un paese a me vicino e il suo... Ingenuo vero? Sì....
E, infine e soprattutto, il disegno....Non mi aveva convinto, a dir la verità, ma siccome il biglietto recitava che si trattava di un rapido schizzo, l’ho preso per buono.... Ancor di più ingenuo.... Quando Milazzo mi ha fatto notare la mano poco milazziana dell’autore dello scherzo mi son sentito un po’ un imbecille. Ma non così imbecille come quando ho ripreso in mano la busta e mi son accorto che il francobollo di posta prioritaria portava il nome dell’ufficio postale di San Canzian d’Isonzo. Ok, era proprio uno scherzo, e ho capito anche chi era stato....Luca Lorenzon, un amico fumettofilo che, nonostante la magra figura che mi ha fatto fare, ringrazio per il pensiero e per aver architettato il diabolico scherzo. Devo dire, fra l’altro, che il suo Ken mi piace proprio....

Questo disegno NON è di Ivo Milazzo, ma di Luca Lorenzon!!!!

lunedì 9 maggio 2011

L'avevo appena conosciuto

Se n'è andato che l'avevo appena conosciuto. Prima dell'anno scorso non avevo mai letto nulla di lui. E' stato merito della rivista Animals ma sopratutto di Luca Lorenzon, grande conoscitore del fumetto argentino, che sta pubblicando a puntate sul suo blog una lunghissima intervista a Trillo, se poi ho iniziato la sua conoscenza leggendo L'eredità del colonello.
Il caso ha voluto che proprio oggi il corriere mi abbia consegnato Le scappatelle del signor López.....
Come dice Luca, non ci sono parole...

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