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lunedì 24 gennaio 2011

Parlare chiaro

Durante il periodo natalizio ci eravamo abituati bene. Intendo dire che il dibattito pubblico, grazie al referendum di Mirafiori, si era sollevato dal solito ciarpame cui siamo purtroppo abituati, ovvero tette e culi ad uso del nostro presidente del consiglio. Dopo il voto dei lavoratori però, tutto è tornato come prima: i giornali si aprono con le notizie disgustose riguardanti quello spregevole borghese che ci governa. E non solo i quotidiani di casa nostra:


Questa vignetta, intitolata Favola italiana, di Joep Bertrams, disegnatore satirico olandese, è comparsa il 18 gennaio sul quotidiano di Amsterdam Het Parool, giornale fondato durante la Seconda Guerra Mondiale come voce della Resistenza. Uno dei due fondatori, Jaap Nunes Vaz, venne arrestato dalla Gestapo e morì ad Auschwitz.
Mi pare che il disegno dell'olandese renda meglio di tante parole lo squallore che ci circonda. Per questo, per non rattristarmi continuando a domandarmi quando finirà questa grama storia senza ottenere alcuna risposta, mi consolo tornando ai temi "natalizi" di cui sopra, ascoltando uno che, al di là di pensarla come lui o meno, ha il pregio di parlare chiaro e di argomenti di cui vale la pena dibattere.





mercoledì 12 gennaio 2011

D'Alema, dì una cosa di sinistra, dì una cosa anche non di sinistra, di civiltà

Da TM News:

Roma, 11 gen.  - "Non sto nè con Marchionne, nè con la Fiom, non è questo il compito di un partito". Lo dice Massimo D'Alema a Otto e mezzo replicando al sindaco di Firenze, Matteo Renzi che si è schierato apertamente con l'ad della Fiat. In vista del referendum il presidente del Copasir spiega che "si tratta di una scelta difficile: accettare un accordo che impone sacrifici gravi e discutibili oppure perdere il lavoro, perciò gli operai meritano rispetto e non si bisogna fare loro lezioni su cose fare e dire, soprattutto da parte di chi, come noi, vive condizioni molto più comode". La vicenda Fiat secondo D'Alema "è uno degli aspetti della crisi del paese. Io non sono d'accordo con la Fiom perché un sindacato negozia anche arretramenti concessioni, esuberi, a volte necessari per salvare un'azienda ma non mi convince neanche l'esltazione del caso Fiat come esempio di modernità, caso mai è emblema di arretratezza. In Germani ci sono salari più alti e automobili più competitive. La vicenda Fiat dimostra che l'assenza di una politica che investa sull'innovazione scarica su operai e aziende i costi della competitività internazionale". A chi gli fa notare che Renzi dice di stare con Marchionne, D'Alema risponde: "Io non sto né con la Fiom né con Marchionne, il compito di un partito non è questo ma questa vicenda sollecita la politica a riprendere in mano il problema della competitività perchè se la situazione è arrivata a questo punto è anche perché in questi anni non è stata fatta nessuna politica per sostenere lo sviluppo"

E quale sarebbe il compito di un partito se non esprimersi rispetto ad una questione che concerne i diritti dei lavoratori e le loro condizioni di lavoro? Nulla è cambiato dai tempi di....



Qui invece c'è qualcosa di sinistra ma, soprattutto, di civiltà....

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