sabato 17 marzo 2012

Animali senza diritti

Oggi a Trieste si è svolta una partecipata manifestazione per protestare contro la ristrutturazione e l'ampliamento dello stabulario dell'Università cittadina. Cos'è uno stabulario? Non lo sapevo fino a qualche giorno fa: è un luogo dove si eseguono esperimenti su animali, vivi. Vivisezione quindi.
Ho partecipato convinto al corteo che si è snodato per le vie centrali di Trieste per esprimere la mia netta indignazione nei confronti di un'istituzione così crudele, e inutile, e sulla quale c'è una diffusa ignoranza.
Ma la crudeltà è l'aspetto peggiore. E l'ignoranza della gente che pensa che la vivisezione sia utile.
"la vivisezione si fa per la ricerca sulle malattie!"
 ti obiettano quelli che pensano di sapere... Prima palla: la maggior parte degli esperimenti su animali sono condotti per prodotti cosmetici...

"sì, ma gli esperimenti fatti per studiare e sconfiggere le malattie dell'uomo sono necessari"
continuano ad obiettarti... Seconda palla: un numero crescente di scienziati e ricercatori afferma invano che i test sugli animali sono inutili, fuorvianti e quindi pericolosi, perché inducono a legalizzare medicinali che poi si rivelano pericolosi per l'uomo. E' già successo moltissime volte nel passato, ma i mezzi di comunicazione di massa preferiscono parlare d'altro. Siamo di fronte quindi ad un grosso errore scientifico.

Ma il motivo per cui dovremmo tutti dire a no alla vivisezione è il seguente: in questi giorni è in corso di recepimento dal nostro Parlamento la Direttiva 2010/63/UE sulla vivisezione. Tale direttiva rende possibile:

  • riutilizzare più volte lo stesso animale, anche in procedure che gli provocano intenso dolore, angoscia e sofferenza (articolo 16)
  • praticare l'apertura del torace e altri interventi ad animali inermi senza far uso di analgesici o anestesia (articolo 14, allegato VIII)
  • sperimentare su cani e gatti randagi (articolo 11)
  • tenere in isolamento totale per lunghi periodi animali socievoli come i cani e i primati (allegato VIII)
  • costringere gli animali al nuoto forzato o altri esercizi fino al sopraggiungere della morte  (allegato VIII)
  • somministrare scosse elettriche fino a indurre l'impotenza  (allegato VIII)
  • sperimentare per la ricerca di base sui primati non umani (che vengono catturati nel loro ambiente naturale e venduti ai laboratori di tutto il mondo nel numero di 100.000 all'anno) a totale discrezione dei ricercatori (articoli 5,8,55)
A me tutto questo ricorda gli esperimenti di Mengele nei lager nazisti.....

Qui e qui c'è un po' di documentazione...

La striscia in alto è di Patrick McDonnell, l'autore di Mutts. Fautore dei diritti degli animali, McDonnel ha creato una serie speciale dei Mutts, "Shelter Stories" (storie del rifugio), per diffondere la consapevolezza sulla situazione difficile degli animali nei canili e per promuovere l'adozione degli animali domestici. Nel 2002 ha concesso alla LAV l'onore di pubblicare le strisce all'interno di un albo speciale della rivista Piccole impronte. Il sottotitolo dell'albo è: "I fumetti dalla parte degli animali"


martedì 13 marzo 2012

Sweet Salgari di Paolo Bacilieri

"...Perché Salgari infatti fu il primo nel nostro paese a dedicarsi con impegno totale alla letteratura di Avventura, dando vita ad una sterminata schiera di personaggi e storie affascinanti. Ma, a dispetto di tanta prolificità e successo presso il pubblico, per lo più giovane, di fine Ottocento e inizio Novecento, i nobili nomi della letteratura ufficiale lo confinarono sempre ai margini, in un limbo senza dignità artistica. C’è una stretta analogia tra questa distanza forzosa e ingiusta fra letteratura nobile e la “fiction” e quella che oggi tanti pongono tra arte e fumetto, considerando il secondo alla stregua di mero banale intrattenimento. Opere come Sweet Salgari sono la dimostrazione concreta che quella distanza non esiste...."
È questo uno stralcio delle mie impressioni che trovate per intero qui, su Fucine Mute, sul fumetto Sweet Salgari di Paolo Bacilieri.

sabato 10 marzo 2012

Gir e Moebius

Sono i due pseudonimi di Jean Giraud, i due volti di uno stesso artista: Gir esplora i territori del fumetto western  classico e hollywoodiano rispettando i codici del fumetto tradizionale, Moebius si aggira in universi onirici e fantascientifici, trasgredendo le convenzioni del racconto. Da poche ore siamo orfani di questo grande autore francese di fumetti, amato in tutto il mondo. Ogni appassionato ricorderà di lui un'opera o un personaggio particolare. Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo potrà ricordare anche le sue qualità di uomo e artista. Giancarlo Alessandrini, il creatore grafico di Martin Mystere, ha avuto questa fortuna e oggi ha scritto su facebook che
"per me non se ne è andato anche perchè è sempre stato qui vicino a me sul mio tavolo da disegno come punto di riferimento e ci rimarrà sempre"

Io, che di Jean Giraud, ammiro soprattutto il volto di Gir, posso dire che rimarrà per sempre in primo piano sulla mia libreria insieme alla collezione del tenente Blueberry. Insieme ai vari Bonelli, il tenente indisciplinato e ribelle dell'esercito americano è uno dei personaggi western che più amo. Gir lo battezzò nel 1962 insieme all'autore dei testi Jean-Michel Charlier e lo portò avanti, anche dopo la morte di quest'ultimo, fino al 2007. Penso che sia il character che abbia accompagnato la vita artistica di Giraud per più tempo, e lo si può apprezzare anche dall'evoluzione del tratto: da un po' naif e incerto del primo numero Fort Navajo alla perfetta linea chiara degli ultimi episodi. Di Blueberry ho sempre apprezzato l'aspetto un po' crepuscolare, al limite della tristezza, che si annidava nell'animo di questo tenente che sprigionava anche una forte energia, quasi animalesca.


So long Gir!


mercoledì 7 marzo 2012

Listen to Wrecking Ball!


È uscito ieri! Non l'ho ancora acquistato ma si può ascoltare online sul sito del Boss: qui! Immagino solo ancora per qualche giorno o ora! Andate e ascoltate questa bomba!! E poi c'è anche Land of Hope and Dreams!! Con un sax...

sabato 3 marzo 2012

L'amico della tigre


Intenso e commovente. E' l'unico commento che mi sento di fare dopo una prima lettura del tanto atteso Sweet Salgari di Paolo Bacilieri. Poi verranno tutte le analisi sul testo e i disegni, a mente fredda.... ma per il momento c'è questo...
Peccato non poter essere oggi o domani a Bologna a BilBOlBul per complimentarsi di persona con l'autore.

venerdì 2 marzo 2012

La Gnognointervista a Dree Venier

I Gnognosaurs sono un successo che viene da lontano: Andrea "Dree" Venier mi racconta, in questa intervista pubblicata su Fucine Mute, la genesi dei simpatici e un po' tonti dinosauri a fumetti che si esprimono in lingua friulana. La chiacchierata ripercorre diverse tappe della carriera di Dree: dagli altri fumetti creati dalla sua fervida fantasia al blog Il furlanist, dalle opere multimediali alla direzione di uno storico mensile friulano.
Quale è stato il comune denominatore ad ogni impresa che ha affrontato? L'impegno nel realizzare un buon lavoro, come egli stesso afferma:

"Io quando faccio un lavoro non mi chiedo come sia meglio diffondere la lingua friulana, ma voglio fare un bel lavoro in assoluto. Il fatto che sia in friulano è perché io lo adopero naturalmente come qualsiasi altra lingua."

Tutti i gnognofan ringraziano. Mandi Dree!!

venerdì 24 febbraio 2012

Planetes


Ho appena concluso la lettura di uno dei manga più belli che mi sia capitato fra le mani. Capitato è la parola giusta, perché ho ricevuto i 4 volumi, di cui si compone l'opera, per sbaglio in ufficio. Immaginate la mia sorpresa per il regalo inaspettato: durata comunque poco perché mi son accorto quasi subito che erano diretti in realtà ad un mio collega. In ogni caso li ho avuti in prestito poco dopo e mi son deliziato con le avventure dei quattro astronauti protagonisti. Si tratta di un manga che attrae per due aspetti. Da una parte rappresenta in modo molto realistico e tecnologicamente documentato il mondo spaziale: astronavi, basi, equipaggiamento sono descritti accuratamente e senza appesantire la lettura.
L'aspetto più interessante è comunque la delicata introspezione psicologica con cui Makoto Yukimura entra nell'animo dei 4 giovani raccoglitori di detriti spaziali (space debris). Tanto più è grande e smisurato lo spazio da esplorare, tanto più insondabile e misterioso è l'animo dell'uomo. Hachimaki desidera con tutto se stesso partecipare alla prima missione che porterà degli uomini su Giove, ma la sua smisurata ambizione è fredda e senza sentimento. Solo dopo un tormentato percorso interiore e grazie all'amore di Ai, capirà cosa è veramente importante nella sua vita. Fee d'altra parte ritrova il rapporto con il figlioletto raccoglitore di cani randagi sulla Terra, ritrovando quella sensibilità che, intuisce, è una virtù che quasi tutti perdono crescendo. Yuri, il quarto astronauta, trova la pace con se stesso e con il cosmo dopo aver risolto dentro di sé il suo rapporto con la moglie morta anni prima.
Alla fine Hachimaki, al quale spetta l'onore di rivolgere il primo discorso ufficiale da Giove in diretta spaziale, stupisce tutti esprimendo con parole prive di retorica tutto il suo amore per il precedente lavoro di raccoglitore di debris e per i suoi tre compagni, annunciando loro che tornerà presto a lavorare insieme.
Non vedo l'ora di guardare l'anime che so essere non una mera trasposizione del manga, bensì una sua rielaborazione pur senza perdere lo spirito originale.
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