sabato 20 maggio 2017

Il canto di Mario Alberti per Nathan Never



Quando, più di ventitré anni fa, lessi Il canto della balena, mi resi conto di avere per le mani un albo che avrebbe fatto la storia di Nathan Never. Tutt'oggi, infatti, il numero 31 della serie regolare, uscito nel dicembre del 1993, è ricordato come uno degli albi imprescindibili. Per quale motivo? È presto detto: si trattò di un'avventura in cui storia e disegni sono perfettamente in armonia. Antonio Serra e Mario Alberti confezionarono un piccolo gioiello. Diciamo la verità: il soggetto era molto interessante, il tema ecologista ottimamente sviluppato e l'ambientazione suggestiva ma il plus furono i disegni. Mario Alberti, allora esordiente in Bonelli, si presentò col botto: un Nathan simile non si era mai visto. E sì che la collana di fantascienza Bonelli disponeva di ottimi disegnatori: basti pensare a Stefano Casini, Roberto De Angelis e Claudio Castellini. Eppure Mario diede qualcosa in più all'interpretazione dell'Agente Alfa: un tratto veloce, sporco che ben si adattava alle caratteristiche del personaggio e della storia. La conferma del felice connubio fra Serra e Alberti avvenne tre anni dopo con Odissea nel futuro, il secondo Nathan Never Gigante, uno dei più riusciti della collana annuale.



Più di vent'anni son trascorsi da allora e Alberti si è fatto conoscere e onorare Oltralpe e al di là dell'Oceano Atlantico. Oggi si festeggia il suo ritorno su Nathan Never con una storia a colori, sceneggiata da Alberto Ostini su un soggetto che porta la firma di entrambi gli autori. Il canto di Gaia è il modo migliore per terminare i festeggiamenti del venticinquennale della nascita della collana ideata da Michele Medda, Antonio Serra e Bebi Vigna. Una storia in cui di nuovo troviamo il tema ecologista, in cui c'è la parte di investigazione e, ovviamente, un forte impianto fantascientifico ma il lato che viene più approfondito è quello psicologico e umano dei protagonisti.
Gaia Shure è una giovane scienziata che studia il rapporto fra il suono e la vita, il legame fra onde sonore e biologia, in un remoto laboratorio isolato fra i ghiacci del nord. Nathan vi svolge una delicata missione sotto copertura per chiarire i motivi della morte di un tecnico. Ostini sviluppa molto bene il rapporto che si crea tra l'Agente Alfa e Gaia, approfondendo anche i sentimenti  che la giovane nutre nei confronti del padre scienziato, scomparso quando lei era ancora in fasce, e di cui continua le ricerche. Un rapporto complesso, di cui Nathan diventa l'acuto osservatore, portando in superficie i nodi e le ombre. A questo tema si lega anche la controversa questione della corretta applicazione delle ricerche scientifiche e degli interrogativi morali che uno scienziato deve porsi. Temi molto importanti che tuttavia non appesantiscono la lettura dell'albo, anzi lo rendono più interessante, dimostrando ancora una volta come un fumetto d'avventura, in cui non mancano scene di pura azione, inseguimenti e sparatorie, possa affrontare e sviluppare senza retorica qualsiasi argomento.
La storia però non sarebbe così godibile se non ci fossero i disegni di Alberti, magistrale tanto nelle scene di più ampio respiro all'interno della base e all'esterno durante la bufera di neve, quanto, e soprattutto, nel rappresentare le varie sfumature psicologiche sui volti di Nathan e Gaia. È questa la parte più bella di tutta la storia: il rapporto fra i due, disegnato nel loro evolversi fino al drammatico finale. Di forte impatto narrativo le otto tavole mute in cui si svolge l'epilogo, con una sequenza molto trascinante dove due scene distinte vengono rappresentate in montaggio alternato con delle vignette in progressiva rotazione.




Cosa si può chiedere di più ad un albo a fumetti, al cui buon esito contribuiscono anche la colorazione di Romina Denti e il lettering di Luca Corda? Una copertina che comunica una grande tensione emotiva. Merito di Sergio Giardo che rappresenta un drammatico urlo di Nathan e i suoi effetti. Per l'occasione è disponibile anche l'albo con la copertina variant, opera dello stesso Mario Alberti, che riproduce una parte del poster contenuto all'interno.

martedì 16 maggio 2017

"Palmanova The Game Fortress": il comunicato ufficiale dell'area fumetto


Palmanova The Game Fortress | 30 giugno-02 luglio 2017

COMUNICATO AREA FUMETTO

L’area fumetto del Festival “Palmanova The Game Fortress” intende essere spazio dedicato alla comprensione del linguaggio del fumetto nelle sue molteplici forme e rappresentazioni.

La sezione dedicata è immaginata come evento culturale di riflessione sulle potezionalità del fumetto quale forma di scrittura dalle peculiarità assolutamente proprie ed indipendenti, ma allo stesso tempo quale strumento importante all’interno dei processi di valorizzazione di luoghi o di comunicazione di specifiche proposte imprenditoriali.

The Game Fortress” non sarà dunque solo sede di un evento di genere, ma occasione di incontro tra operatori del settore e tra questi ultimi e l’imprenditorialità non solo locale, alfine di permettere la maturazione di strategie comuni di valorizzazione di un’area geografica e culturale specifica di cui Palmanova risulta essere centro storicamente riconosciuto.

I temi principali per il 2017 saranno due:
- “La centralità della scrittura per l’arte sequenziale”;
- “L’utilizzo del fumetto e dell’illustrazione come strumenti di marketing”.

Per affrontarli “The Game Fortress” ha deciso di invitare a Palmanova alcuni dei principali protagonisti del fumetto d’autore italiano e internazionale, assieme ad alcuni giovani emergenti, già segnalatisi all’attenzione della critica nazionale.
Gli autori ospiti si sono contraddistinti scrivendo, sceneggiando e disegnando le proprie storie, riuscendo continuamente a garantire un significato particolare alle vicende narrate, sperimentando linguaggi o rileggendo la tradizione della cultura dell’arte sequenziale; superando spesso i confini del tutto immaginari tra fumetto d’autore e popolare.

Gli ospiti già confermati del festival sono: Gianfranco Manfredi, Daniele Brolli, Luca Enoch, Giuseppe Palumbo, Lorenzo Pastrovicchio, Carlo Ambrosini, Lele Vianello, Davide Fabbri, Matteo Alemanno, Bepi Vigna, Mario Alberti, Casty, Luca Malisan, Paolo Francescutto, Fabio Babich, Pasquale Frisenda, Matteo De Longis, Daniel Cuello, Federica Salfo.
Altri se ne stanno aggiungendo.

Gli autori saranno presenti per parlare in pubblico del proprio percorso professionale durante alcuni panel a tema, dove più voci saranno messe a confronto.
Alcuni ospiti si sono anche resi disponibili per dei workshop destinati ai giovani e al pubblico presente. A breve verranno chiarite le modalità di iscrizione.
Saranno inoltre garantite, per la gioia dei fan, delle sessioni di dediche, durante le quali il pubblico presente potrà richiede autografi o ricevere una dedica disegnata personalizzata sui volumi acquistati. Le modalità saranno comunicate a breve.

A coronare queste presenze autorevoli verrà allestita in collaborazione con il Treviso Comics Book Festival un’area dedicata alle autoproduzioni, dove si potranno visionare i lavori dei giovani autori, che presenteranno anche pubblicamente le proprie attività durante le giornate del Festival e gestiranno una sezione incontri per ilo pubblico.

La sezione fumetto di “The Game Fortress” propone inoltre un’idea di certo innovativa per conoscere a fondo le aspettative, i progetti e gli obiettivi che si pongono a margine di ogni esperienza editoriale. Ogni anno sarà ospite del festival una casa editrice per parlare delle prorie strategie editoriali e di marketing, e l’invito per il 2017 è stato rivolto alla casa editrice BAO Publishing di Milano.
BAO è una delle realtà imprenditoriali più importanti degli ultimi anni, capace di scuotere il mercato italiano di settore con una proposta comunicativa innovativa, in equilibrio tra continua trasmissione delle proprie passioni e ricerca di marketing. 
Anche per garantire ai giovani autori regionali, ma non solo, un momento importante, utile per la propria carriera nel mondo del fumetto, i responsabili della casa editrice BAO Publishing incontreranno i giovani autori dedicando a loro una Portfolio Review. La partenza delle preiscrizioni è prevista a breve.

Saranno presenti a Palmanova inoltre due importanti scuole del fumetto nazionali: la Scuola del Fumetto di Milano e il Centro Internazionale del Fumetto di Cagliari.
Le due strutture, attive ormai da anni nel campo dell’educazione alle tecniche e ai linguaggi del fumetto, si renderanno disponibili per organizzare dei workshop destinati al pubblico appassionato, ma anche solo curioso di sapere di più di come nasce e si costruisce un fumetto.

Sarà contemporaneamente allestita un’importante mostra mercato di settore, dedicata ai collezionisti e agli appassionati.

Il programma definitivo è in corso di definizione.

Per informazioni e altro sugli ospiti presenti, sui workshop e sul programma si prega di consultare:

Per contatti
NOVALUDICA, Borgo Aquileia, 13 – 33057 Palmanova (UD)
+39 373-7513454




lunedì 17 aprile 2017

Ikigami o della tirannia della morte


Come si può far apprezzare il senso della vita per legge? Lo spiega Ikigami, manga scritto e disegnato da Motoro Mase, autore anche del pregevole demokratia. Dieci volumi raccontano la storia di venti ragazzi fra i diciotto e i ventiquattro anni, cui il protagonista Kenko Fujimoto consegna appunto l'ikigami, l'annuncio di morte: solo ventiquattro ore separano il destinatario dell'ikigami dalla sua dipartita da questo mondo. Fujimoto, trait d'union di queste storie personali, è un pavido impiegato statale cui tocca il compito di applicare l'ultimo atto della legge di Prosperità nazionale, l'impietosa norma che stabilisce che un giovane a caso su mille, di età compresa fra i diciotto e i ventiquattro anni, debba morire in un giorno prestabilito, ma a lui ignoto fino a ventiquattro ore prima. Il meccanismo attraverso cui si realizza il decesso è l'esplosione di una nanocapsula inoculata nell'organismo della vittima nel momento della vaccinazione eseguita il primo giorno di scuola, all'età di sei anni. Un complicato protocollo fa sì che l'informazione del predestinato venga tenuta segreta fino al giorno precedente alla morte.




Lo scopo ufficiale della legge è suscitare nei giovani l'amore per la vita attraverso il timore della morte. Motoro Mase è molto bravo a presentarci come ciascuno degli sfortunati ragazzi si prepari alla sua dipartita: alcuni reagiscono violentemente commettendo crimini e vendicandosi di coloro da cui hanno subito dei torti. Altri decidono di redimere la propria vita realizzando qualcosa di buono nelle poche ore di vita ancora a disposizione. In tutti i casi l'autore dipinge sapientemente sui volti dei protagonisti un caleidoscopio di emozioni che colpiscono il lettore nel profondo. Parallelamente alle vicende dei giovani destinati al decesso, si dipana la storia di Fujimoto e dei suoi crescenti dubbi sull'efficacia della legge di cui egli è ultimo messaggero. Mase realizza una feroce critica del sistema che condiziona la mente e la libertà dei suoi cittadini, forzandoli a subire in silenzio una legge così iniqua. Solo pochi coraggiosi vi si oppongono, perseguitati da una spietata polizia segreta. Va detto che lo stato dittatoriale in cui Fujimoto vive non è dichiaratamente il Giappone, ma un'ipotetica nazione dell'estremo oriente, vicina del paese del Sol Levante.





Lo stesso Fujimoto, spaventato dal clima di terrore in cui agisce, denuncia vigliaccamente la collega psicologa, nonostante ne sia segretamente innamorato, condannandola alla detenzione in centri segreti di riabilitazione forzata. Anche Fujimoto subirà la stessa sorte ma la conclusione della storia lo vedrà coraggioso protagonista di una ribellione, rivelando nello stesso tempo la reale origine, la meschina falsità e l'occulto interesse della legge di Prosperità nazionale.

sabato 15 aprile 2017

Antonio de Curtis: 15 febbraio 1898 - 15 aprile 1967


Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo omaggiarono l'arte di Totò in Diritto e rovescio, una delle storie più intense di Ken Parker. Per l'autore genovese l'attore napoletano rappresentava un "modello di immedesimazione totale nel personaggio", come afferma in quest'intervista.
Io lo voglio ricordare con la celebre scena tratta da I due colonelli, film del 1962 diretto da Steno: il mioTotò preferito.


martedì 11 aprile 2017

Primo Levi: 31 luglio 1919 - 11 aprile 1987



Ancora oggi è nitida nella mia mente l'immagine che mi ritrae attonito mentre, seduto a tavola all'ora di pranzo, ascolto la notizia del suicidio di Primo Levi annunciata dal telegiornale. Dalla sconfinata eredità culturale che ci ha lasciato, estraggo questo frammento di un'intervista concessa a Radio Due il 4 ottobre 1982, per ricordare, a distanza di trenta anni dalla sua morte, come il mestiere di chimico e quello di scrittore fossero indissolubilmente intrecciati.

"La chimica esteriormente mi ha fornito i mezzi per vivere; interiormente credo che mi abbia insegnato anche a scrivere in un certo modo. Ho spesso pensato che il mio modello letterario non è né Petrarca né Goethe, ma è il rapportino di fine settimana, quello che si fa in fabbrica o in laboratorio, e che deve essere chiaro e conciso, e concedere poco a quello che si chiama "il bello scrivere". Non so bene se questo mio programma e progetto si ripercuota in quello che scrivo, ma la mia intenzione è questa. Io sento il mestiere di scrivere come un servizio pubblico che deve funzionare: il lettore deve capire quello che io scrivo, non dico tutti i lettori, perché c'è il lettore quasi analfabeta, ma la maggior parte dei lettori, anche se non sono molto preparati, devono ricevere la mia comunicazione, non dico messaggio, che è una parola troppo aulica, ma la mia comunicazione. Deve essere un telefono che funziona il libro scritto; e penso che la chimica mi abbia insegnato queste due doti della chiarezza e della concisione."

giovedì 16 marzo 2017

Svelato il manifesto di "Palmanova The Game Fortress"


Romeo Toffanetti è l'autore del manifesto ufficiale della seconda edizione del festival dedicato alla creatività, al gioco e alla narrazione, denominato Palmanova The Game Fortress, organizzato dall'associazione NovaLudica. La manifestazione avrà un ampio spazio dedicato al fumetto e si terrà nell'affascinante città stellata di Palmanova (UD) dal 30 giugno al 2 luglio 2017. La prima edizione del 2015 ebbe un ampio successo di pubblico e le premesse per ottenere risultati ancora migliori ci sono tutte. Basta avere un po' di pazienza e consultare nei prossimi giorni il sito dell'associazione per conoscere quali saranno gli ospiti, i concerti, gli spettacoli e le mostre che faranno di Palmanova il centro del divertimento del Nord Est. 

lunedì 13 marzo 2017

Da Corto a Topo (Maltese)


Chi ha amato Una ballata del mare salato di Hugo Pratt non può lasciarsi sfuggire l'omaggio che Topolino gli ha dedicato a cinquanta anni dalla sua prima apparizione sulle pagine della rivista Stg. Kirk. Sul numero 3198, tuttora in edicola, del settimanale edito dalla Panini Comics si può leggere la seconda parte di Topo Maltese e una ballata del topo salato, la storia sceneggiata da Bruno Enna per i pennelli di Giorgio Cavazzano. Sono cinquanta anche gli anni che separano l'artista veneziano dalla sua prima esperienza di disegnatore per la Disneynon poteva esserci modo migliore per festeggiare questa importante ricorrenza. La coppia di autori restituisce in toto l'atmosfera della ballata originale di Pratt, accentuando ovviamente la parte umoristica presente nell'opera originale (vedi il dialetto veneziano parlato dai cannibali). Enna è rimasto molto fedele al fumetto prattiano, riproponendo spesso le inquandrature originali ritenute imprescindibili (a partire dala tavola inziale).



Lo scrittore sardo ha anche azzeccato le trasposizioni dei personaggi a cominciare dal protagonista, TopolinoTopo Maltese, avventuroso, scaltro e romantico come Corto, per passare a Gambadilegno - Gambadirasputin, il cui rapporto con Topolino ricorda molto quello di amore e odio fra Corto e Rasputin. Il migliore, secondo me, resta però Pippo - Pippotarao, ritratto in intimo, genuino e fanciullesco contatto con la natura, al punto che Enna gli conferisce la capacità di parlare con gli animali (il pescecane-guida prattiano Mao diventato Bau-Miao o la piovra gigantesca con problemi di ipertensione). Enna ha privolegiato le assonanze caratteriali fra i personaggi della ballata prattiana e quelli disneyani, rispetto alle similitudini fisiche: Topolino è basso di statura e quindi non si può apprezzare appieno la vestibilità della giacca e dei pantaloni di Corto (è forse questo l'unico piccolo difetto dell'intera storia) e Gambadilegno ha una stazza più ingombrante dell'ossuto Rasputin.



Ai pochi che non avessero ancora assaporato le esotiche atmosfere dei mari del sud narrate da Hugo Pratt, Topo Maltese e una ballata del topo salato stuzzicherà sicuramente l'appetito. I molti lettori che invece già conoscono la ballata originale, si divertiranno un mondo con questa  spiritosa e fedele parodia-omaggio a un'opera ed a un personaggio entrati nella storia del fumetto mondiale.

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