domenica 18 giugno 2017

The Game Fortress: il blog con le interviste ai fumettisti ospiti



È nato il blog Palmanova The Game Fortress 2017, attraverso il quale io e Luca Lorenzon stiamo dando la parola ai numerosi e illustri fumettisti, ospiti della omonima manifestazione che si terrà nella città stellata dal 30 giugno al 2 luglio.
Sono già online le interviste a Lele Vianello, Matteo Alemanno e Giuseppe Palumbo. Nei giorni che ci separano dall'inizio del festival molte altre seguiranno. Rimanete sintonizzati! 

lunedì 12 giugno 2017

Lilith: la caccia è finita

La fine della caccia, diciottesimo e ultimo albo di Lilith, è in edicola. Luca Enoch ha concluso la sua grande fatica e il suo immenso piacere: questa collana scritta e disegnata interamente da lui ed edita dalla Sergio Bonelli Editore. Se non avete ancora letto quest'ultima avventura e non volete rovinarvi la sorpresa che vi riserverà il finale, terminate qui la lettura di questo post.


La caccia è finita. La caccia la ha cambiata. Il viaggio ha modificato il suo scopo. Lilith non è più la stessa donna che ha iniziato la sua missione di assassina. Lilith è un killer che viaggia nel tempo, che attraversa le epoche storiche alla ricerca dei portatori del Triacanto. Deve eliminarli in modo che il Triacanto non possa diffondersi e rigenerarsi. Deve modificare il futuro, quel futuro asettico da cui proviene la stessa Lilith: un mondo privo di natura, artificiale, bianco, ad un passo dal baratro a causa del Triacanto stesso. Ma la brunetta cattiva è stata addestrata per saperlo riconoscere e per fermarlo. Lo Scuro, un grosso felino nero, la ha accompagnata durante questo viaggio, cercando di mantenere salda la sua fede nella missione di morte. Ma la fede ha cominciato a vacillare, Lilith si è posta delle domande, sono affiorati dei dubbi. Nel frattempo i suoi grandi poteri con i quali ha fermato i portatori del Triacanto hanno anche causato delle distopie temporali gravissime. La Storia ha seguito dei corsi diversi da quelli che noi conosciamo: alcune guerre non sono scoppiate, altre sono deflagrate.Ad esempio i giapponesi hanno invaso i territori occidentali dell'America settentrionale e Luca Enoch ci ha così regalato degli scenari del West in cui, accanto a nativi dalla pelle rossa, troviamo samurai dagli occhi a mandorla. Questo è solo una delle ucronie raccontate lungo la collana, la più importante, la più affascinante, quella in cui è ambientata la storia conclusiva.
Dicevo del cambiamento di Lilith, della sua evoluzione, della sua maturazione. La bellezza di questo ultima albo sta nella decisione di Lilith di abbandonarsi completamente all'ignoto, di fidarsi ciecamente di colui che aveva sempre combattuto. Qualcosa dentro di lei le sussurra che la vita non finirà ,se prevarrà il Triacanto. O meglio, terminerà un certo tipo di vita, ma ne nascerà uno completamente nuovo. Un nuovo stadio dell'evoluzione umana, dove uomo e natura si uniranno in una dimensione di armonia prima inimmaginabile. Lilith si fida del suo Istinto, si lancia nel Vuoto e si fonde col Tutto. Le tavole finali, prima drammatiche nello scontro sanguinario e ineluttabile tra Lilith e lo Scuro, si rivestono poi di un'aurea di pace e di armonia che ti pervade il cuore. Cambiare significa morire, abbandonare ciò che si era per rinascere in un sé completamente nuovo o forse, semplicemente ignoto al sé precedente. È la falena che viene attirata dal bagliore della fiamma e si lascia consumare da essa.
Lilith è un altro importante tassello della carriera di Luca Enoch. Ne parleremo insieme il 2 luglio a Palmanova (UD), nell'ambito della manifestazione The Game Fortress.



domenica 28 maggio 2017

Mercurio Loi e le sue storie


Sono un lettore appassionato di Sherlock Holmes (le sue deduzioni sono la prova di come la fantasia sia una caratteristica della logica). Fin da ragazzino ho nutrito una profonda simpatia per la Carboneria (ammiravo il loro coraggio di pochi contro tutti). Il periodo storico del Risorgimento è sempre stato uno dei miei preferiti (istanze come libertà e giustizia finalmente cominciarono ad essere perseguite in modo organizzato e concreto anche nella nostro Paese). Ho apprezzato molto i film di Luigi Magni ambientati nella Roma papalina (precisi nella ricostruzione storica e con protagonisti ricchi di umanità). Sono un lettore di fumetti (Bonelli) fin da quando non sapevo ancora leggere (la mia scuola sono stati Tex, Zagor e Mister No).
Mi pare che gli ingredienti ci siano tutti per candidare Mercurio Loi, la nuova collana a fumetti scritta da Alessandro Bilotta ed edita dalla Sergio Bonelli Editore, come una fra quelle che seguirò con maggiore attenzione. L'esordio nelle edicole è avvenuto il 25 maggio con l'albo intitolato Roma dei pazzi, che ci (ri)presenta il mondo del professor Mercurio Loi. Si tratta di un universo urbano, la Roma papalina del 1826 e di un universo umano, popolato da una serie di personaggi molto ben caratterizzati. A parte il protagonista, uomo dall'intelligenza sopraffina che avevamo già conosciuto nel numero 28 della collana Le Storie, troviamo il suo impetuoso assistente (nonché studente) Ottone, affiliato alla Carboneria, l'ansioso maggiordomo Ercole, il muto colonello Belforte, che con le sue intime riflessioni fa da contrappunto alle parole di Mercurio, il saggio barbiere Adelchi, il mentore cui Mercurio si rivolge per guarire le sue profonde ferite, il nemico giurato Tarcisio, suo ex assistente che, per sfidare Mercurio sul piano dell'intelligenza, è disposto a lasciare dietro di sè una sanguinosa scia di cadaveri, il giudice dal buffo aspetto che condanna Tarcisio alla pena capitale, gli affiliati a Sciarada, la setta segreta cui appartiene lo stesso Mercurio, gli innocenti compagni di cella di Tarcisio.

La definerei quindi una storia corale, composta di molte voci (o pensieri), ricca di spunti promettenti, in cui la voce di fondo è comunque la Città Eterna, vera protagonista con le sue piazze e le sue strade attraverso le quali Mercurio si lascia condurre dal proprio istinto e dalla propria curiosità. Ogni angolo può riservare una sorpresa, alla luce del giorno o a quella della notte battezzata dalla cannonata del coprifuoco. Merito anche dei disegni di Matteo Mosca e dei colori di Francesca Piscitelli, che definiscono molto bene, con un tratto classico adatto all'ambientazione storica, tanto i volti e le movenze dei personaggi quanto e soprattutto lo sfondo urbano. La ciliegina sulla torta è rappresentata dalla copertina disegnata da Manuele Fior.

Mercurio Loi promette molto bene: Billotta non imbastisce un racconto dove i fatti della Storia soverchiano i personaggi ma l'affascinante ambientazione storica è lo sfondo sul quale si muovono i protagonisti e le loro storie e drammi personali. La collana sarà un'occasione, quindi, per parlarci di temi sui quali l'uomo si dibatte da sempre, come il Male di cui l'episodio d'esordio ci offre già un sinistro aspetto.

sabato 20 maggio 2017

Il canto di Mario Alberti per Nathan Never



Quando, più di ventitré anni fa, lessi Il canto della balena, mi resi conto di avere per le mani un albo che avrebbe fatto la storia di Nathan Never. Tutt'oggi, infatti, il numero 31 della serie regolare, uscito nel dicembre del 1993, è ricordato come uno degli albi imprescindibili. Per quale motivo? È presto detto: si trattò di un'avventura in cui storia e disegni sono perfettamente in armonia. Antonio Serra e Mario Alberti confezionarono un piccolo gioiello. Diciamo la verità: il soggetto era molto interessante, il tema ecologista ottimamente sviluppato e l'ambientazione suggestiva ma il plus furono i disegni. Mario Alberti, allora esordiente in Bonelli, si presentò col botto: un Nathan simile non si era mai visto. E sì che la collana di fantascienza Bonelli disponeva di ottimi disegnatori: basti pensare a Stefano Casini, Roberto De Angelis e Claudio Castellini. Eppure Mario diede qualcosa in più all'interpretazione dell'Agente Alfa: un tratto veloce, sporco che ben si adattava alle caratteristiche del personaggio e della storia. La conferma del felice connubio fra Serra e Alberti avvenne tre anni dopo con Odissea nel futuro, il secondo Nathan Never Gigante, uno dei più riusciti della collana annuale.



Più di vent'anni son trascorsi da allora e Alberti si è fatto conoscere e onorare Oltralpe e al di là dell'Oceano Atlantico. Oggi si festeggia il suo ritorno su Nathan Never con una storia a colori, sceneggiata da Alberto Ostini su un soggetto che porta la firma di entrambi gli autori. Il canto di Gaia è il modo migliore per terminare i festeggiamenti del venticinquennale della nascita della collana ideata da Michele Medda, Antonio Serra e Bebi Vigna. Una storia in cui di nuovo troviamo il tema ecologista, in cui c'è la parte di investigazione e, ovviamente, un forte impianto fantascientifico ma il lato che viene più approfondito è quello psicologico e umano dei protagonisti.
Gaia Shure è una giovane scienziata che studia il rapporto fra il suono e la vita, il legame fra onde sonore e biologia, in un remoto laboratorio isolato fra i ghiacci del nord. Nathan vi svolge una delicata missione sotto copertura per chiarire i motivi della morte di un tecnico. Ostini sviluppa molto bene il rapporto che si crea tra l'Agente Alfa e Gaia, approfondendo anche i sentimenti  che la giovane nutre nei confronti del padre scienziato, scomparso quando lei era ancora in fasce, e di cui continua le ricerche. Un rapporto complesso, di cui Nathan diventa l'acuto osservatore, portando in superficie i nodi e le ombre. A questo tema si lega anche la controversa questione della corretta applicazione delle ricerche scientifiche e degli interrogativi morali che uno scienziato deve porsi. Temi molto importanti che tuttavia non appesantiscono la lettura dell'albo, anzi lo rendono più interessante, dimostrando ancora una volta come un fumetto d'avventura, in cui non mancano scene di pura azione, inseguimenti e sparatorie, possa affrontare e sviluppare senza retorica qualsiasi argomento.
La storia però non sarebbe così godibile se non ci fossero i disegni di Alberti, magistrale tanto nelle scene di più ampio respiro all'interno della base e all'esterno durante la bufera di neve, quanto, e soprattutto, nel rappresentare le varie sfumature psicologiche sui volti di Nathan e Gaia. È questa la parte più bella di tutta la storia: il rapporto fra i due, disegnato nel loro evolversi fino al drammatico finale. Di forte impatto narrativo le otto tavole mute in cui si svolge l'epilogo, con una sequenza molto trascinante dove due scene distinte vengono rappresentate in montaggio alternato con delle vignette in progressiva rotazione.




Cosa si può chiedere di più ad un albo a fumetti, al cui buon esito contribuiscono anche la colorazione di Romina Denti e il lettering di Luca Corda? Una copertina che comunica una grande tensione emotiva. Merito di Sergio Giardo che rappresenta un drammatico urlo di Nathan e i suoi effetti. Per l'occasione è disponibile anche l'albo con la copertina variant, opera dello stesso Mario Alberti, che riproduce una parte del poster contenuto all'interno.

martedì 16 maggio 2017

"Palmanova The Game Fortress": il comunicato ufficiale dell'area fumetto


Palmanova The Game Fortress | 30 giugno-02 luglio 2017

COMUNICATO AREA FUMETTO

L’area fumetto del Festival “Palmanova The Game Fortress” intende essere spazio dedicato alla comprensione del linguaggio del fumetto nelle sue molteplici forme e rappresentazioni.

La sezione dedicata è immaginata come evento culturale di riflessione sulle potezionalità del fumetto quale forma di scrittura dalle peculiarità assolutamente proprie ed indipendenti, ma allo stesso tempo quale strumento importante all’interno dei processi di valorizzazione di luoghi o di comunicazione di specifiche proposte imprenditoriali.

The Game Fortress” non sarà dunque solo sede di un evento di genere, ma occasione di incontro tra operatori del settore e tra questi ultimi e l’imprenditorialità non solo locale, alfine di permettere la maturazione di strategie comuni di valorizzazione di un’area geografica e culturale specifica di cui Palmanova risulta essere centro storicamente riconosciuto.

I temi principali per il 2017 saranno due:
- “La centralità della scrittura per l’arte sequenziale”;
- “L’utilizzo del fumetto e dell’illustrazione come strumenti di marketing”.

Per affrontarli “The Game Fortress” ha deciso di invitare a Palmanova alcuni dei principali protagonisti del fumetto d’autore italiano e internazionale, assieme ad alcuni giovani emergenti, già segnalatisi all’attenzione della critica nazionale.
Gli autori ospiti si sono contraddistinti scrivendo, sceneggiando e disegnando le proprie storie, riuscendo continuamente a garantire un significato particolare alle vicende narrate, sperimentando linguaggi o rileggendo la tradizione della cultura dell’arte sequenziale; superando spesso i confini del tutto immaginari tra fumetto d’autore e popolare.

Gli ospiti già confermati del festival sono: Gianfranco Manfredi, Daniele Brolli, Luca Enoch, Giuseppe Palumbo, Lorenzo Pastrovicchio, Carlo Ambrosini, Lele Vianello, Davide Fabbri, Matteo Alemanno, Bepi Vigna, Mario Alberti, Casty, Luca Malisan, Paolo Francescutto, Fabio Babich, Pasquale Frisenda, Matteo De Longis, Daniel Cuello, Federica Salfo.
Altri se ne stanno aggiungendo.

Gli autori saranno presenti per parlare in pubblico del proprio percorso professionale durante alcuni panel a tema, dove più voci saranno messe a confronto.
Alcuni ospiti si sono anche resi disponibili per dei workshop destinati ai giovani e al pubblico presente. A breve verranno chiarite le modalità di iscrizione.
Saranno inoltre garantite, per la gioia dei fan, delle sessioni di dediche, durante le quali il pubblico presente potrà richiede autografi o ricevere una dedica disegnata personalizzata sui volumi acquistati. Le modalità saranno comunicate a breve.

A coronare queste presenze autorevoli verrà allestita in collaborazione con il Treviso Comics Book Festival un’area dedicata alle autoproduzioni, dove si potranno visionare i lavori dei giovani autori, che presenteranno anche pubblicamente le proprie attività durante le giornate del Festival e gestiranno una sezione incontri per ilo pubblico.

La sezione fumetto di “The Game Fortress” propone inoltre un’idea di certo innovativa per conoscere a fondo le aspettative, i progetti e gli obiettivi che si pongono a margine di ogni esperienza editoriale. Ogni anno sarà ospite del festival una casa editrice per parlare delle prorie strategie editoriali e di marketing, e l’invito per il 2017 è stato rivolto alla casa editrice BAO Publishing di Milano.
BAO è una delle realtà imprenditoriali più importanti degli ultimi anni, capace di scuotere il mercato italiano di settore con una proposta comunicativa innovativa, in equilibrio tra continua trasmissione delle proprie passioni e ricerca di marketing. 
Anche per garantire ai giovani autori regionali, ma non solo, un momento importante, utile per la propria carriera nel mondo del fumetto, i responsabili della casa editrice BAO Publishing incontreranno i giovani autori dedicando a loro una Portfolio Review. La partenza delle preiscrizioni è prevista a breve.

Saranno presenti a Palmanova inoltre due importanti scuole del fumetto nazionali: la Scuola del Fumetto di Milano e il Centro Internazionale del Fumetto di Cagliari.
Le due strutture, attive ormai da anni nel campo dell’educazione alle tecniche e ai linguaggi del fumetto, si renderanno disponibili per organizzare dei workshop destinati al pubblico appassionato, ma anche solo curioso di sapere di più di come nasce e si costruisce un fumetto.

Sarà contemporaneamente allestita un’importante mostra mercato di settore, dedicata ai collezionisti e agli appassionati.

Il programma definitivo è in corso di definizione.

Per informazioni e altro sugli ospiti presenti, sui workshop e sul programma si prega di consultare:

Per contatti
NOVALUDICA, Borgo Aquileia, 13 – 33057 Palmanova (UD)
+39 373-7513454




lunedì 17 aprile 2017

Ikigami o della tirannia della morte


Come si può far apprezzare il senso della vita per legge? Lo spiega Ikigami, manga scritto e disegnato da Motoro Mase, autore anche del pregevole demokratia. Dieci volumi raccontano la storia di venti ragazzi fra i diciotto e i ventiquattro anni, cui il protagonista Kenko Fujimoto consegna appunto l'ikigami, l'annuncio di morte: solo ventiquattro ore separano il destinatario dell'ikigami dalla sua dipartita da questo mondo. Fujimoto, trait d'union di queste storie personali, è un pavido impiegato statale cui tocca il compito di applicare l'ultimo atto della legge di Prosperità nazionale, l'impietosa norma che stabilisce che un giovane a caso su mille, di età compresa fra i diciotto e i ventiquattro anni, debba morire in un giorno prestabilito, ma a lui ignoto fino a ventiquattro ore prima. Il meccanismo attraverso cui si realizza il decesso è l'esplosione di una nanocapsula inoculata nell'organismo della vittima nel momento della vaccinazione eseguita il primo giorno di scuola, all'età di sei anni. Un complicato protocollo fa sì che l'informazione del predestinato venga tenuta segreta fino al giorno precedente alla morte.




Lo scopo ufficiale della legge è suscitare nei giovani l'amore per la vita attraverso il timore della morte. Motoro Mase è molto bravo a presentarci come ciascuno degli sfortunati ragazzi si prepari alla sua dipartita: alcuni reagiscono violentemente commettendo crimini e vendicandosi di coloro da cui hanno subito dei torti. Altri decidono di redimere la propria vita realizzando qualcosa di buono nelle poche ore di vita ancora a disposizione. In tutti i casi l'autore dipinge sapientemente sui volti dei protagonisti un caleidoscopio di emozioni che colpiscono il lettore nel profondo. Parallelamente alle vicende dei giovani destinati al decesso, si dipana la storia di Fujimoto e dei suoi crescenti dubbi sull'efficacia della legge di cui egli è ultimo messaggero. Mase realizza una feroce critica del sistema che condiziona la mente e la libertà dei suoi cittadini, forzandoli a subire in silenzio una legge così iniqua. Solo pochi coraggiosi vi si oppongono, perseguitati da una spietata polizia segreta. Va detto che lo stato dittatoriale in cui Fujimoto vive non è dichiaratamente il Giappone, ma un'ipotetica nazione dell'estremo oriente, vicina del paese del Sol Levante.





Lo stesso Fujimoto, spaventato dal clima di terrore in cui agisce, denuncia vigliaccamente la collega psicologa, nonostante ne sia segretamente innamorato, condannandola alla detenzione in centri segreti di riabilitazione forzata. Anche Fujimoto subirà la stessa sorte ma la conclusione della storia lo vedrà coraggioso protagonista di una ribellione, rivelando nello stesso tempo la reale origine, la meschina falsità e l'occulto interesse della legge di Prosperità nazionale.

sabato 15 aprile 2017

Antonio de Curtis: 15 febbraio 1898 - 15 aprile 1967


Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo omaggiarono l'arte di Totò in Diritto e rovescio, una delle storie più intense di Ken Parker. Per l'autore genovese l'attore napoletano rappresentava un "modello di immedesimazione totale nel personaggio", come afferma in quest'intervista.
Io lo voglio ricordare con la celebre scena tratta da I due colonelli, film del 1962 diretto da Steno: il mioTotò preferito.


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