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domenica 11 ottobre 2015

Il romanzo di Mister No


Inizialmente la formula scelta per celebrare Mister No non mi convinceva tanto: perché un romanzo e non un fumetto inedito? Ma in seguito, addentrandomi nella lettura del secondo Avventura Magazine intitolato Mister No - Come un romanzo, edito il mese scorso dalla Sergio Bonelli Editore, mi son dovuto ricredere. E sì, perché è stato un emozionante tuffo nel passato (quello di Jerry Drake e il mio) ripercorrere la vita di Mister No dalla sua infanzia a New York fino al suo arrivo a Manaus. Attraverso gli undici capitoli scritti egregiamente da Luigi Mignacco ho attraversato continenti, scenari e avventure che hanno reso Jerry Drake il personaggio che diverse generazioni di lettori hanno saputo amare lungo più di trent'anni di pubblicazioni. Probabilmente non c'era modo migliore di celebrare i quarant'anni della nascita dell'anti eroe creato da Guido Nolitta (alias Sergio Bonelli) se non quello di far raccontare in flash-back allo stesso Mister No le vicende che lo hanno condotto nella foresta amazzonica. Letti così di fila tutti gli avvenimenti precedenti all'arrivo a Manuas, si ottiene un quadro molto chiaro del personaggio. Si evidenziano i suoi tratti caratteriali e ideali attraverso le vicende vissute in prima persona.



È proprio la vita vera che ci parla e ci mostra come la violenza abbia sempre inseguito Jerry, prima sulle strade di New York insanguinate dalla lotta fra clan mafiosi e poi sui teatri di guerra di mezzo mondo. Pacifico, Italia, Ardenne: sono questi gli scenari in cui il soldato Jerry Drake affronta l'orrore della guerra, cercando di mantenere sempre viva la propria umanità e credendo sempre nel valore dell'amicizia, anche quando questo comporta gravi conseguenze per lui stesso. Insofferente verso l'insensata disciplina militare, Mister No dice sempre quello che pensa e fa quello che dice. Cerca, in altre parole, di praticare la coerenza, una virtù che è sempre meno diffusa presso gli uomini. Anche negli avvenimenti vissuti nel dopoguerra, al ritorno a casa in una nazione che guarda di traverso i reduci, Jerry si scontra con la violenza di criminali e uomini di stato. Sembra una lotta impari e crudele: Mister No non riesce a vivere in pace e con serenità se non per brevi periodi. Ma c'è anche un altro aspetto che risalta dal racconto della vita di Mister No, ed è un aspetto solare, di un uomo che, nonostante tutto, ama la vita e ama divertirsi. Le donne, il jazz, le bevute con gli amici costituiscono la parte spensierata della vita di Jerry. I suoi lettori lo amano anche per questo, per il suo lato scanzonato, per la sua capacità di stare insieme agli altri. È il compagno di bagordi che tutti vorremmo avere. Di più, è l'amico che tutti vorremmo avere.
Prima dicevo che la lettura del romanzo di Mignacco è stato anche un tuffo nel mio passato. È stato inevitabile, infatti, non ripensare ai bei momenti che ho trascorso leggendo le avventure di Mister No, anche grazie alle pagine a fumetti (colorate per l'occasione) tratte dagli albi originali e inserite lungo gli undici capitoli del magazine. Mister No è stato il primo personaggio della Bonelli di cui ho cominciato da ragazzino a raccogliere gli albi, richiedendone anche alcuni arretrati. A posteriori direi che, pur nelle straordinarie imprese che solo un personaggio dei fumetti può vivere, il fascino che lungo gli anni ha saputo esercitare su di me sia dovuto al suo realismo e al sentirlo a me vicino. Ci si immedesima più facilmente, infatti, in un uomo che crede nei propri ideali, che cerca faticosamente di mantenerli come rotta della propria vita, pur sbagliando e riprovando. Mister No ha pagato sempre in prima persona le proprie scelte, spesso scomode. Io gli ho voluto e gli voglio bene anche per questo.



L'omaggio a Mister No è stato impreziosito dalle illustrazioni di Aldo Di Gennaro che, unitamente al colore ingiallito della carta, contribuiscono a creare un'aurea nostalgica di romanzo d'avventura d'altri tempi. Al tributo all'anti-eroe creato da Guido Nolitta non potevano mancare Michele Masiero e Roberto Diso, autori della cornice a fumetti iniziale e finale che racchiude il racconto in flash-back.
Ora, dopo questo volume celebrativo, tutti i lettori di Mister No, vecchi e nuovi (e, mi auguro, che dopo questa pubblicazione ce ne saranno molti di nuovi), hanno solo un desiderio. Leggere una storia inedita a fumetti di Mister No. In Bonelli ci stanno lavorando.  

lunedì 20 luglio 2015

Tropical Blues - Avventura dagli echi prattiani, ma non solo


Cosa evoca questo disegno di Pasquale Frisenda? Avventure in mari lontani e pericoli in isole selvagge. Lo sguardo attento dell'uomo bianco che scruta un orizzonte esotico ma minaccioso è compensato dall'indolenza mostrata dalla sua postura. Il braccio destro quasi penzolante e dritto lungo il busto con il cappello che sembra scivolare dalla sua mano. La mano sinistra pigramente infilata nella tasca dei pantaloni. Completo candido, classico dell'uomo occidentale che frequenta luoghi tropicali, in contrasto coi numerosi colori di quegli stessi luoghi sullo sfondo. A una copertina così invitante è difficile resistere. L'acquisto de Il mare degli uomini liberi, primo dei tre albi di cui si compone Tropical blues, seconda mini-miniserie della Sergio Bonelli Editore, è matematico. Ma soddisfare le aspettative suscitate da una simile copertina potrebbe essere molto difficile. Invece Luigi Mignacco e Marco Foderà non tradiscono assolutamente le attese.
Lo sceneggiatore ligure ci trasporta lontano, in una dimensione dell'Avventura che i lettori di fumetti hanno già respirato. I richiami sono espliciti e dichiarati dallo stesso Mignacco nell'introduzione. Sono soprattutto le atmosfere di Una Ballata del Mare Salato di Hugo Pratt ad essere richiamate alla memoria. L'operazione funziona perché la trama e i personaggi sono originali, anche in quanto figli di altre dichiarate fonti di ispirazione, una fra tutte Mister No, ai cui lettori la penna di Mignacco ha saputo regalare molte emozioni.
Siamo negli Anni Venti, nel Mare degli Arafura (gli uomini liberi) davanti alle coste della Nuova Guinea. Mike Sommerset III, giovane, ricco e spericolato collezionista d'arte, è scomparso tuffandosi in quel mare davanti agli occhi del capitano Starke, reduce tedesco della Prima Guerra Mondiale. Il nonno del giovane incarica Ray Harvest, detective privato di San Francisco, di indagare sulla sua scomparsa (i romanzi di Dashiell Hammett sono stati un ulteriore suggestione che ha accompagnato Mignacco lungo la scrittura). La presentazione dei personaggi principali si completa poi con Maud Sommerset, cugina del giovane scomparso e con Fletcher Joe, il marinaio maori di Starke.
I disegni di Marco Foderà sono realistici ma evocativi allo stesso tempo e si adattano perfettamente a questa storia dagli echi prattiani, tanto nello stile quanto nel segno. Già apprezzato sui bonelliani Saguaro, Julia e Nick Raider l'artista laziale sembra assolvere con grande efficacia al compito di rappresentare una trama gialla su sfondi così classici per l'Avventura.



Fra pochi giorni uscirà nelle edicole il secondo episodio di questo romanzo a fumetti, consigliatissimo a tutti coloro che amano i racconti di Avventura. La Bonelli ha raccolto più di settant'anni fa nel campo dei fumetti l'eredità lasciata da Emilio Salgari in quello della letteratura avventurosa. Nel corso dei decenni sceneggiatori e disegnatori della Bonelli hanno onorato questa tradizione offrendo sempre creazioni originali e di qualità. Tropical Blues, per quanto ha fatto vedere nel suo albo d'esordio,è una di queste.

mercoledì 10 luglio 2013

Morte di un matematico californiano


Il paradosso di Fermi e il mistero della formula dei numeri primi. La probabilità dell'esistenza di una  civiltà extraterrestre e l'ipotesi di Riemann. Enrico Fermi che scarabocchia la sua ipotesi su un tovagliolo in mensa a Los Alamos e i radiotelescopi del SETI che ascoltano l'universo. La possibilità di decrittare facilmente l'RSA e il milione di dollari messo in palio dal Clay Mathematics Institute. Sono tutti ingredienti della storia che vede coinvolto Martin Mystère nell'albo numero 326: Il paradosso di Fermi.
Luigi Mignacco è più castelliano di Alfredo Castelli. Crea un'appassionante avventura a partire da basi scientifiche e storiche solidissime e ottimamente documentate: il marchio di fabbrica del Detective dell'Impossibile, ciò che lo ha reso unico nel panorama fumettistico italiano e che ne ha decretato il successo. E in questo caso la scienze in questione sono la fisica e la matematica, ovvero discipline che, mal presentate, possono spaventare o, peggio, annoiare, tanto chi non le conosce, quanto chi le ha studiate a lungo. Appartenendo alla seconda categoria, non posso sapere se la storia sia stata apprezzata anche da un lettore che fa parte della prima.


Posso solo dire che la vicenda che si sviluppa dalla scomparsa di Lem Staniski, il matematico e fisico (suppongo) californiano, che ha intercettato un messaggio radio extraterrestre di natura artificiale contenente la soluzione della formula dei numeri primi, non banalizza assolutamente i temi scientifici. Riesce invece a renderli attraenti, a suscitare l'interesse, a porre interrogativi importanti. Senza mai dimenticare che il fine è quello di divertire il lettore. Direi di più. Si intuisce che si è divertito anche Luigi Mignacco, facendo propria la filosofia castelliana, espressa dall'autore milanese in un'intervista:
"..diciamo che a me piace molto imparare delle cose nuove e poi ritrasmetterle agli altri tramite il mio lavoro. Martin Mystère mi permette quindi di trovare l’occasione, o meglio la scusa, di imparare qualcosa di cui magari non mi occuperei mai, e poi di trasmetterla. È questo è il vero piacere del mio lavoro."
Una storia, quindi, da non perdere, nonostante qualche eccesso negli inseguimenti e nelle sparatorie (serviva proprio inserire la mafia russa oltre agli Uomini in nero?) e i disegni di Paolo Ongaro (non proprio il mio disegnatore mysteriano preferito).

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