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giovedì 14 settembre 2017

Corto Maltese a pordenonelegge



Ieri è iniziata pordenonelegge, la festa del libro con gli autori, che, da diversi anni, anima la città del Friuli Occidentale. Anima è la parola giusta perché il centro cittadino riceve un impulso di energia vitale che percorre ogni vicolo, ogni strada, ogni piazza. Centinaia di persone affollano ciascuno degli innumerevoli incontri con gli autori che si susseguiranno fino a domenica sera. Una ventata d'aria fresca, di idee, di libertà, di divertimento e di cultura che fa bene al cervello e al cuore. Ci vuole dopo quest'estate pesante ed asfittica, piena di miasmi e di pericolose deviazioni da ciò che fino a ieri era considerato civile e umano. A Pordenone per cinque giorni si respira a pieni polmoni. E l'aria che entra arricchisce e tonifica.

domenica 14 settembre 2014

La scuola elementare intitolata a Sergio Bonelli


Domani mi piacerebbe svegliarmi, fare colazione ed uscire a fare una passeggiata per le vie del mio quartiere. Prenderei viale Gian Luigi Bonelli, ma la mia fantasia mi farebbe percorrere la main street polverosa di una cittadina del far west. Vedrei saloon al posto dei bar e stalle con i cavalli al posto dei garage con le automobili. Svolterei poi a sinistra in viale Hugo Pratt ma, chiudendo gli occhi, sentirei sulla pelle la fresca schiuma del mare che immaginerei di solcare con la mia barca. Arriverei poi in Piazza Andrea Pazienza, mi metterei esattamente al centro e comincerei a girare in tondo su me stesso senza più fermarmi: come in un film le immagini dei fumetti più belli si alternerebbero l'una dopo l'altra.



Non sto parlando di un luogo di fantasia ma del quartiere romano di Mezzocammino, dove le vie, le piazze, i parchi e le scuole sono dedicate ai personaggi dei fumetti ed ai suoi autori. Se i bimbi più piccoli sono accuditi nell'asilo nido Calimero, quelli appena un poco più grandi frequentano la scuola materna La Pimpa o La Stefi. A sei anni tutti alle scuole elementari Geronimo Stilton per poi approdare alle medie Lupo Alberto.



Ma lunedì 15 settembre il quartiere si arricchirà di una nuova scuola elementare, intitolata a Sergio Bonelli. Trovo quanto mai azzeccata l'idea di associare il nome dell'editore e autore milanese ad un'istituzione legata alla cultura, all'educazione e anche al divertimento. Come ha scritto Giancarlo Berardi poco dopo la morte di Sergio Bonelli, la casa editrice da lui diretta ha svolto dal dopoguerra fino ad oggi un'operazione culturale senza precedenti. I personaggi della Bonelli hanno infatti contribuito a formare la personalità di intere generazioni di ragazzi, e l'hanno fatto attraverso un mezzo, il fumetto, molto efficace perché veicolo di divertimento. Mi sembra quindi più che giusto intitolare alla memoria di Sergio Bonelli un luogo dove tanti altri ragazzi cominceranno a formare la propria personalità con la cultura e il divertimento.





martedì 8 novembre 2011

Bonelli e Berardi

Nella rubrica "Il Diario di Julia" dell'albo numero 158 di Julia in edicola a novembre, Giancarlo Berardi, il curatore e autore della serie che narra le avventure della criminologa, rivolge il suo personale saluto a Sergio Bonelli. In poche righe il creatore di Julia ripercorre la storia del suo rapporto con l'editore senza risultare stucchevole o retorico. E' infatti la schiettezza delle sue parole a rendere vero il ricordo, senza tralasciare gli scontri "inevitabili", fra un "sessantottino anarchico e ribelle" quale era Berardi negli anni 70, e un editore, Bonelli, che, "pur aperto e sensibile, dirigeva la sua impresa con tratto paternalistico". Fu anche grazie a questa dialettica fra Bonelli da una parte e Berardi (e Ivo Milazzo) dall'altra che Ken Parker divenne quel capolavoro che tutti i veri amanti di fumetti hanno saputo apprezzare.
Berardi ricorda anche l'uscita sua e di Milazzo dalla casa editrice milanese per creare la loro Parker Editore, con la quale pubblicarono in rivista le avventure di Lungo Fucile. Ma dice anche che poi Bonelli stesso li rivolle indietro. Penso che Sergio amasse molto quel western del tutto particolare, nato dalle teste e dalle mani della coppia ligure. Ma stimava molto anche l'autore Berardi al quale, quando si vide proposta la figura di Julia, disse: "Strano un fumetto con tanta psicologia e poca azione, ma mi fido di te. Io pubblico Berardi". Quello fu il migliore complimento che Bonelli gli fece lungo i diversi decenni della loro collaborazione, durante i quali, ogni sceneggiatura dell'autore veniva scrupolosamente letta dall'editore, "senza addolcire i giudizi".
Come ha ricordato anche in occasione dell'omaggio ufficilale che la Regione Liguria ha rivolto a Sergio Bonelli il 17 ottobre a Genova (che si può ascoltare qui), Berardi sottolinea un aspetto molto importante dell'opera dell'editore milanese. Ovvero "l'operazione culturale senza precedenti", grazie alla quale i personaggi della Bonelli hanno contribuito a formare la personalità di intere generazioni di ragazzi attraverso il fumetto, un mezzo molto efficace in quanto basato sul divertimento.

Non ci avevo riflettuto sopra più di tanto prima della morte di Sergio Bonelli ma, dapprima Patrizia Mandanici sul suo blog, e poi Berardi stesso con queste parole, mi hanno fatto pensare a quanto sia debitore il mio radicato senso di giustizia alle avventure di Tex, Mister No, Ken Parker, Zagor, Julia e di tutti gli altri "eroi di carta" bonelliani. Senza queste letture che mi hanno accompagnato divertendomi fin da ragazzino, i miei valori sarebbero meno forti e saldi di quel (poco) che sono.

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