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giovedì 26 novembre 2015

La chiusura di Adam Wild


Gianfranco Manfredi, uno dei più bravi autori della scuderia Bonelli, ha annunciato che Adam Wild, la serie a fumetti che ha ideato e di cui ha scritto tutti gli episodi, chiuderà i battenti con il numero 26 (nel mese corrente è uscito il quattordicesimo albo). Il motivo della fine della collana è rappresentato dalle vendite insufficienti. La notizia, comparsa sul profilo facebook dello stesso autore, ha colto molti di sorpresa, me compreso. Adam Wild è una serie d'avventura di stampo classico, ambientata nell'Africa subequatoriale a fine Ottocento. Il protagonista è un simpatico e sfrontato ribelle, uno che odia lo schiavismo e lo combatte con tutte le proprie forze. Al suo esordio nelle edicole, trovai vitalità e freschezza nell'albo che divorai in pochi minuti. Nelle storie successive si sono alternati diversi disegnatori, molti dei quali davvero bravi e all'esordio per la Bonelli. Ma, alta qualità nelle storie e alta qualità nei disegni non sono bastati. Niente da fare. A meno di inversioni di tendenza nelle vendite, la serie chiuderà. E siamo a due: dopo Saguaro del bravo Bruno Enna, un'altra collana Bonelli che seguivo con interesse è destinata alla fine prematura. Perché? Cosa hanno di sbagliato questi personaggi? Troppo classici? Fuori tempo? Ormai vanno di moda gli effetti speciali a colori con cui nascondere la pochezza della storia (e non mi riferisco a Tex che invece brilla ancor di più a colori)? Sono più di tendenza i motion comics? Non lo so. Dopo che il nuovo corso Bonelli (annunciato attraverso una conferenza stampa che ha regalato la scena a chi l'umiltà non sa dove stia di casa) ha cominciato a dispiegarsi nel corso dell'ultimo anno, mi son sorte alcune perplessità. Rinforzate dall'estinzione di alcuni validi dinosauri. Mi viene il dubbio che dopo la morte di Sergio Bonelli qualcosa sia cambiato. Sembra che si punti di più sullo sbarco nel multimediale che sul sostegno alle serie di carta. O almeno questa è l'impressione che ne ho tratto rispetto a Saguaro e ad Adam Wild, per i quali la promozione è stata davvero inconsistente. Forse dipende anche dall'intraprendenza personale degli autori, dal fatto di sbattersi a girare l'Italia per manifestazioni e librerie e fumetterie (come sta facendo il buon Chiaverotti con Morgan Lost), ma non può dipendere solo da questo: e infatti la Bonelli ha studiato molto bene il lancio di Morgan Lost.


Probabilmente mi son fatto prendere dal pessimismo e invece la strategia editoriale della Bonelli è corretta e risulterà vincente. Ma cosa significa vincente? Vendere di più? La qualità si basa sui dati di vendita? Non credo proprio, perché, se fosse così, allora Ken Parker sarebbe uno dei peggiori fumetti mai pubblicati. E invece, nonostante le disavventure editoriali di Chemako, Sergio Bonelli lo rivolle sotto le sue ali, e ricominciò a pubblicarlo con il Magazine. Perché lo fece? Sapeva di rischiare molto, ma era sicuro del valore del personaggio e così gli diede un'altra chance. Lo stesso discorso vale per la collana Un uomo un'avventura. Economicamente non fu una buona operazione editoriale, ma oggi viene ricordata come una delle migliori intuizioni di Sergio Bonelli, e il suo valore è indiscusso. Al proposito, lo stesso Bonelli ebbe a dire:
"Una serie di volumi cartonati che è andata piuttosto male, pur potendo contare su nomi importanti come quelli di Pratt, Battaglia, Toppi, Crepax e Micheluzzi. Probabilmente era troppo in anticipo sui tempi! Comunque, anche se il bilancio economico era decisamente fallimentare, io decisi di mantenerla in vita per alcuni anni: ecco, questo è uno dei lussi che come Editore mi concedo ogni tanto, e che riservo ai fumetti che mi piacciono in modo particolare..." 
Chi mai avrebbe questo coraggio oggi? Ho detto coraggio, non boria o arroganza. Sono due cose diverse. Il primo ce l'ha chi ha una valutazione oggettiva e serena dei propri mezzi, i secondi sono propri invece di chi getta fumo negli occhi per nascondere la propria pochezza. Ma tanto, prima o poi, il fumo svanisce....

lunedì 7 gennaio 2013

Grazie a Decio

Ad un lettore distratto degli albi Bonelli forse il nome di Decio Canzio non dice nulla. Uno un po' più attento ricorderà di averlo letto in seconda di copertina di tutte le testate Bonelli di qualche anno fa sotto la dicitura Direttore generale, ma magari non avrà riflettuto su come il lavoro che questo ruolo richiedeva si traducesse sulle pagine dell'albo che aveva fra le mani. Un appassionato lettore de Il Piccolo Ranger avrà goduto invece della seconda vita che Decio Canzio seppe infondere al personaggio, in qualità di autore e sceneggiatore delle storie. Molti altri furono i soggetti e le sceneggiature che il nostro firmò in casa Bonelli. Personalmente ricordo il volume inaugurale della collana, di cui fu anche il curatore, Un uomo un'avventura: quello splendido primo albo disegnato nientemeno che da Sergio Toppi. Saverio Ceri e Francesco Manetti riportano con completezza sul loro blog Dime Web la sua attività come autore.
Ma è per il suo lavoro prima di redattore e poi di direttore editoriale (carica che ricoprì dagli anni Ottanta fino al 2006) che noi lettori dovremmo ringraziarlo. Lo spiega bene Moreno Burattini sul suo blog e Matteo Stefanelli ci fa capire quiattraverso le parole dello stesso Canzioquale rapporto di amicizia, oltre che di lavoro, lo abbia legato per più di 40 anni a Sergio Bonelli.
D'altra parte, Mauro Marcheselli, che ricopre oggi il ruolo che fu di Canzio, lo ricorda così in un'intervista che mi ha appena concesso e che pubblicherò fra poco su Fucine Mute:

"Due giorni fa ci ha lasciato (spero lassù si sia riunito con i suoi amici Sergio e Hugo), e vorrei ricordare un uomo che mi ha insegnato praticamente tutto quello che so di questo mestiere (quando sono arrivato ero una capra) e per il quale avevo un affetto e una stima enormi. Una persona riservata e coltissima senza la quale la qualità degli albi Bonelli sarebbe stata molto più bassa."
Ecco il motivo per cui, come lettore, ringrazio Decio Canzio: curando con rigore e dedizione gli albi Bonelli ha contribuito a regalarmi delle ore magnifiche, trascorse divertendomi con intelligenza mentre leggevo delle storie di qualità.

martedì 23 ottobre 2012

La madre di tutte le avventure


“Una nuova collana di storie uniche, originali, avventurose, tutte a fumetti...” 

























Con queste parole Sergio Bonelli presentava nel 1976 la collana Un uomo un'avventura. Sono perfette oggi per introdurre la nuova serie bonelliana Le Storie, che ha esordito brillantemente nelle edicole italiane con l'albo Il boia di Parigi, scritto da Paola Barbato e disegnato da Giampiero Casertano.
La Rivoluzione Francese passerà il testimone al Giappone del periodo Edo e poi all'India coloniale di metà Ottocento: sono questi i primi tre contesti storici che fanno da sfondo alle avventure di personaggi ogni mese diversi. E' la stessa formula che contraddistinse Un uomo un'avventura.

Le Storie sono figlie di quella lontana esperienza editoriale, affascinante e coraggiosa per quei tempi, fortemente voluta da Sergio Bonelli.
Sul rapporto che lega le due collane e sulle conseguenze positive che Un uomo un'avventura ha avuto per tutto il fumetto bonelliano (e non), ho scritto un articolo che potete leggere qui, su Fucine Mute.

Sempre su Fucine Mute, segnalo questa recensione di Annamaria Martinolli che analizza la figura di Charles-Henri Sanson, il boia di Parigi, nell'umano ritratto che Paola Barbato ha restituito ai lettori.

mercoledì 17 ottobre 2012

Storie d'Avventura

Ottimo esordio per il primo numero de Le Storie, la nuova collana mensile della Sergio Bonelli Editore. Il progetto del direttore editoriale Mauro Marcheselli si è finalmente tramutato in realtà con la prima uscita, intitolata Il boia di Parigi. Paola Barbato ha scritto e sceneggiato una storia molto convincente, che vede come protagonista Charles-Henri Sanson, il boia del Re che diventa boia del Popolo. Uno sguardo molto personale su alcuni aspetti della Rivoluzione, del tutto inedito per chi è abituato al tradizionale racconto che si fa sui libri di questo fondamentale evento storico. L'uomo Sanson, i suoi pensieri, il suo animo, sono descritti con estrema sensibilità e i magistrali disegni di Giampiero Casertano, con dei chiaro-scuri affascinanti, sottolineano e accentuano il pathos della vicenda.
Sono proprio i disegni che fanno insorgere nel lettore il rimpianto di non poterli ammirare in un formato più grande, magari quello in cui erano state pubblicate circa 35 anni fa le storie d'avventura cui questa nuova collana si richiama: Un uomo un'avventura. Nello stesso editoriale presente in seconda di copertina de Il boia di Parigi, si fa riferimento al "sottile ma robusto" filo rosso che collega Le Storie a quella che è stata una delle più importanti iniziative editoriali che Sergio Bonelli realizzò.
L'Avventura è protagonista attraverso la vicenda di un uomo inserita in un ben preciso contesto storico, con la sceneggiatura di capaci e valenti scrittori e i disegni di maestri del calibro di Pratt, Battaglia, Micheluzzi, Toppi, Buzzelli, Milazzo, Manara, CrepaxTacconi, Bonvi e molti altri. Trenta pezzi in tutto, confezionati in albi cartonati grandi, alla francese, a colori e con carta patinata, distribuiti nelle edicole. Questa eccezionale collezione di "graphic novel" ante litteram (che fa impallidire per la cura e la qualità molte attuali "graphic novel" da libreria) è l'antenata della nuova serie bonelliana ora in edicola: gli ingredienti sono gli stessi, cambia solo (?!?!) il formato, ma è giusto e ovvio che sia così. Il motivo infatti della chiusura di Un uomo un'avventura fu proprio economico: gli albi costavano troppo all'editore in rapporto alle entrate.

Sergio Bonelli ha ricordato con queste parole quell'esperienza:
"La collana è stata una concessione, un regalo che mi son fatto perché mi piaceva l'idea di un'iniziativa pensata insieme a certi disegnatori che mi piacevano. Tanto è vero che ho lasciato anche una certa libertà nella gabbia della tavola. Chissà, magari Toppi quella libertà se la sarebbe concessa lo stesso, ma comunque non avevo preteso quel rigore che di solito mi caratterizza. In questo caso volevo gratificare il sottoscritto e quella generazione di grandissimi disegnatori attraverso la nostra comune passione per l'Avventura."
E il regalo, Sergio Bonelli, lo ha fatto a tutti i lettori.
Ma ritornerò ancora su Un uomo un'avventura, per sottolinearne l'importanza, non del tutto capita secondo me, che ha rappresentato per la casa editrice milanese e per il fumetto italiano in generale.

Tornando a Il boia di Parigi, c'è un aspetto della storia che mi preme evidenziare. Alcuni lettori sui forum in rete hanno rimarcato come non si aspettassero di leggere una rappresentazione della Rivoluzione Francese così reazionaria. Mi pare un giudizio esagerato: Robespierre e Saint Just sono ritratti, in effetti, come cinici e spietati nei confronti dei nobili che salgono patibolo; il popolo esulta alla vista del sangue colante dalla testa mozzata. Ma questo cosa significa? Non lo sappiamo dai libri di storia che la Rivoluzione si trasformò, ad un certo punto, nel Terrore? E non è noto che la folla sfoga i peggiori istinti quando ha di fronte a sé il singolo che, un tempo forte e prepotente, ora si mostra debole e vulnerabile? Sanson fa il boia e queste sono le persone con cui si è confrontato. La Barbato lo rappresenta in modo credibile, plausibile ed onesto. Non ci sono in ballo le sorti della Rivoluzione in questa storia, ma unicamente la vicenda umana della persona.
Ritroveremo fra un mese una nuova copertina di Aldo Di Gennaro a impreziosire il secondo albo, firmato dalla coppia Recchioni - Accardi, che ci porterà nel Giappone dei samurai.

venerdì 5 ottobre 2012

Ricordando Sergio Bonelli: una top 11 delle sue pubblicazioni

Lunedì scorso, primo ottobre, nella sala conferenze della Biblioteca Comunale di Monfalcone, si è inaugurato il ciclo di incontri dedicato al fumetto, di cui avevo anticipato qui e qui. Lo scopo dell'iniziativa è quello di promuovere il fumetto come cultura, attraverso una serie di approfondimenti dei suoi vari aspetti e manifestazioni, in modo da avvicinare nuove persone a questa forma d'arte e di intrattenimento. Il motivo per cui la Biblioteca della Città dei Cantieri, nella persona del coordinatore delle sue attività Stefano Olivo, si premuri di organizzare una simile rassegna è anche quello di pubblicizzare i volumi ospitati nella sua ricca sezione dedicata ai comics.
E infatti, il titolo del primo incontro era: "Una biblioteca a fumetti. Le riviste, i volumi, gli autori". Roberto Franco, uno degli organizzatori dell'iniziativa, ha virtualmente condotto per mano il pubblico attraverso gli scaffali della biblioteca, mostrando immagini raffiguranti i testi a fumetti lì presenti. Io stesso son rimasto stupito della grande varietà di comics a disposizione dei frequentatori, ripromettendomi di approfondirne presto la consultazione. Roberto ha inoltre corredato la presentazione di ogni volume scelto con una disanima breve ma accurata, lasciando a Luca Lorenzon e a me il piacere di approfondire rispettivamente due temi: il fumetto argentino e il fumetto Bonelli. Di quest'ultimo parlerò con maggiore dettaglio nell'incontro del 12 novembre, ma lunedì ho già avuto modo di anticipare qualcosa.
In particolare la richiesta di Roberto era stata di condensare in 10 immagini + 1 la storia della casa editrice milanese: operazione difficilissima vista la mole di successi pubblicati dalla Sergio Bonelli Editore lungo la sua storia, ma stimolante.
Così ho prodotto questa carrellata di immagini (quasi tutte) di copertina sforzandomi di essere il più possibile oggettivo (mancano infatti alcuni personaggi che ho amato molto), consapevole che ogni decisione (anche etimologicamente parlando) comporta un taglio. Ecco quindi una top 11 possibile, non per forza la mia personale.


Sangue Navajo - Tex Gigante nn. 51-52-53, G.L. Bonelli / Galep, 01/1965 - 03/1965
E' la prima grande storia di Tex, quella in cui si apprezza il personaggio, così come lo ha impostato il suo creatore Gian Luigi Bonelli: intransigente nel difendere chi subisce un torto, intollerante nei confronti di chi abusa del proprio potere (militare o politicante che sia), risoluto nello scatenare una guerriglia indiana se questa serve a ripristinare la verità e la giustizia. Una forza della natura cui niente e nessuno può resistere.












Zagor contro il vampiro - Zagor nn. 85-86-87, G. Nolitta / G. Ferri, 07/1972 - 09/1972
Ho scelto questa storia perché la ritengo rappresentativa della contaminazione di generi che caratterizza la saga dello Spirito Con La Scure. La magia, i mondi fantastici che Guido Nolitta ha riversato nell'epopea dell'eroe di Darkwood, sono ben evidenziati in questo scontro (all'ultimo sangue!!!) fra Zagor e il barone Bela Rakosi, un vampiro venuto dalla lontana Europa a soccombere nel Nuovo Mondo durante un'alba, per lui, molto tragica.











Verso l'ignoto - Collana Rodeo - Storia del West n.1, G. D'Antonio / R. Calegari & G. D'Antonio & R. Polese, 06/1967
Straordinario l'affresco storico con cui Gino D'Antonio racconta le avventure della famiglia MacDonald attraverso l'affascinante epopea della Storia del West. Senza retorica, l'autore ci fa vivere tutti le tappe fondamentali di questa incredibile, entusiasmante e tragica storia, di cui, a far le spese, furono i Nativi Americani, già così ben raffigurati nella prima copertina della serie. Nel primo albo Brett, il capostipite della famiglia, sbarca dalla nave proveniente dall'Europa sulla costa atlantica e si imbarca con la spedizione scientifico-geografica di Lewis e Clark, che aveva l'obiettivo di esplorare le ignote terre dell'Ovest fino allo sbocco sull'Oceano Pacifico. Un viaggio affascinante e ricco di insidie. Storia del West, riedita a partire dal 1984, è l'opera della cui pubblicazione Sergio Bonelli andava più fiero.


Sciopero - Ken Parker n.58, G. Berardi / I. Milazzo, 04/1984
Ken Parker è stata una serie rivoluzionaria nello stile e nei contenuti. Temi come l'omosessualità, il femminismo, i diritti dei lavoratori vengono trattati con estrema naturalezza su uno scenario western realistico, ma anche poetico. La grande sensibilità di Berardi, resa dagli eleganti disegni di Milazzo, fanno della saga di Ken l'avventura di un uomo che cambia, sceglie, sbaglia pagandone le conseguenze. In questa storia Ken è una "spia", infiltrata per conto di un'agenzia investigativa all'interno di una fabbrica tessile di Boston. Deve individuare un sindacalista ma, constatando le condizioni di lavoro degli operai, capisce di aver sbagliato e si schiera dalla loro parte. La storia del vivere in un western unico, inimitabile su cui la parola fine non è ancora calata. Almeno questo è ciò che tutti i suoi vecchi lettori si augurano, visto che l'ultima storia pubblicata lo vede marcire in una squallida prigione della Florida.


L'ultimo Cangaceiro - Mister No nn.3-4-5, G. Nolitta / F. Bignotti (copertina G. Ferri), 08/1975 - 10/1975
E' Mister No, ancor prima di Ken Parker, il primo anti-eroe di casa Bonelli. Il personaggio più amato da Guido Nolitta, figlio dei suoi viaggi in Sud America e in Africa è uno scanzonato americano che si rifugia a Manuas, nel cuore dell'Amazzonia negli anni 50, in quella che allora era una frontiera fra la civiltà dell'uomo bianco e quella dei nativi. Nauseato dagli orrori della guerra e dall'ipocrisia su sui si fonda la società occidentale, Jerry Drake non è un giustiziere come Tex o Zagor, ma non si tira indietro di fronte ad un sopruso, intervenendo in favore di chi lo ha subito. E' ciò che accade in questa affascinante storia ambientata nel Nord-Est brasiliano, dove vengono rievocati i leggendari Cangaceiros, i fuorilegge che contrastavano l'arroganza e la violenza dei latifondisti. C'è subito tutto Mister No in questa storia: lo schierarsi con il più debole, i dubbi, la lealtà verso un amico.


L'uomo del Nilo - Un uomo un'avventura n.1, D. Canzio / S. Toppi, 11/1976
Per Sergio Bonelli non c'era differenza fra il lettore di fumetto d'autore e il lettore di fumetto seriale: il gusto e la potenzialità di fruizione dei due modelli di lettore sono gli stessi e, quindi, coincidono. Ecco perché portò in edicola una collana di albi cartonati grandi alla francese, con carta patinata. Roba che adesso trovi in libreria sotto il nome orribile di graphic novel. Lui invece la propose in edicola, affidando le matite a grandi nomi del disegno dell'epoca. Qui presento il numero 1 della serie, firmato da Sergio Toppi, recentemente scomparso: un'avventura lungo il Nilo durante la guerra fra inglesi e i seguaci del Mahdi per la presa di Khartoum. Il grande formato valorizza lo stile di Toppi che rompe la vignetta tradizionale, regalandoci delle tavole in cui l'attenzione del lettore è attratta da mille particolari del ricco sfondo, vero co-protagonista della narrazione, senza fargli però mai perdere il senso complessivo.


Gli Uomini in Nero - Martin Mystere n.1, A. Castelli / G. Alessandrini, 04/1982
I misteri sono una cosa seria. Vanno affrontati contestualizzandoli correttamente sia dal punto di vista scientifico che da quello storico. Beh, poi c'è la fantasia di Castelli che ci mette lo zampino, confezionandoci attorno delle avventure avvincenti e divertenti. Martin Mystere è questo, una geniale intuizione che resiste in modo spumeggiante dopo 30 anni da questo storico numero 1, dove troviamo già alcuni elementi chiave della serie: il mistero di Atlantide e la setta degli Uomini in Nero, un'organizzazione oscurantista che si oppone alla diffusione di verità nascoste e di scoperte scientifiche o storiche che minerebbero le attuali basi su cui si fonda la nostra società, compromettendone quindi l'ordine. Il Detective dell'Impossibile è un'inesauribile fonte di conoscenza e di divertimento.




L'alba dei morti viventi - Dylan Dog n.1, T. Sclavi / A. Stano (copertina C. Villa), 10/1986
Ecco il fenomeno: di costume ancor prima che editoriale! tanto che Sergio Bonelli deve riorganizzare la sua redazione per affrontare il successo inatteso dell'Indagatore dell'Incubo. Una serie che per molto tempo surclassa le vendite dell'imbattile (fino ad allora Tex Willer). Cose da far tremare i polsi! Come le storie horror di Dylan che riescono a fare breccia nel lettore, avvicinando alla casa editrice molti giovani e un nuovo pubblico femminile. Tiziano Sclavi entra in sintonia con le paure del lettore, facendole vivere sulla pagina. I disegni di Stano di questo primo numero sono debitori dell'influenza di Schiele, soprattutto nella rappresentazione degli zombi nudi e scarnificati, protagonisti della storia. Personaggi come l'assistente Groucho, dall'ironia demenziale e il mefistofelico dottor Xabaras entreranno nell'immaginario dei lettori proprio nell'interpretazione grafica di Stano.


Agente Speciale Alfa -Nathan Never n.1, A. Serra / C. Castellini, 06/1991
La fantascienza trova finalmente una casa stabile dentro la Sergio Bonelli Editore. Aveva fatto capolino in tante storie di altre serie: in Zagor, in Tex, in Martin Mystere, ma mai fino al giugno del 1991 era riuscita ad ottenere l'onore di una collana tutta per se. Ci pensa la cosiddetta banda dei sardi, composta dagli autori Serra, Medda e Vigna, a convincere l'editore. Nasce così Nathan Never, serie che subisce l'influenza della fantascienza adulta, quella di Arthur C. Clarke, di Isaac Asimov e di William Gibson. E subito dal primo numero entrano in scena le tre leggi della robotica di Asimov, l'irriducibile nemico Aristotele Skotos, gli androidi. Temi e personaggi che ritroveremo lungo la saga, assieme a molti altri e a tanti episodi in cui anche la sfera psicologica e la vita dell'uomo Nathan verranno analizzate, proponendolo come un personaggio non solo d'azione, ma a tutto tondo.


Gli occhi dell'abisso -Julia n.1, G. Berardi / L. Vannini (copertina Marco Soldi), 10/1998
Dopo Ken Parker, Berardi realizza una serie in cui ancora l'umanità dei personaggi è la vera protagonista. La criminologa che insegna all'università, che collabora con la polizia è solo apparentemente una donna di successo. Le sue fragilità, i suoi problemi, ma anche il suo coraggio e la sua sensibilità, in altre parole, la sua vita, accompagnano il lettore ormai da 14 anni. Insieme a Julia cerchiamo di capire, senza pregiudizi, chi è la persona che commette atti criminosi, cerchiamo di conoscere quel male che si annida anche dentro di noi. Subito nel primo numero Julia affronta un serial killer, un classico del genere giallo-noir. Fra le vittime anche una studentessa del suo corso: Julia si convince ad indagare, riaffrontando un suo vecchio incubo che pensava di aver sepolto nel suo passato.




La valle del terrore -Tex Albo Speciale n.9, C. Nizzi / R. Raviola (Magnus), 06/1996
Il "Texone" per eccellenza, il più sudato, il più atteso, il capolavoro. Sergio Bonelli attende per 7 lunghi anni che il lavoro maniacale di Magnus si compia. Il disegnatore bolognese si rinchiude nella sua casa di Castel del Rio sull'Appennino dedicando anima e corpo all'Eroe. Realizza ogni vignetta come se fosse un quadro unico e irripetibile: e i risultati lo premiano. Le scene dell'agguato nella foresta, dove ogni singola foglia è disegnata con precisione, e quelle dell'assedio al castello sotto la pioggia, rivelano l'ossessiva meticolosità con cui Magnus ha studiato ogni inquadratura. Il suo servizio reso all'Eroe non ha paragoni nella storia del fumetto Bonelli. Provoca dolore sapere che la morte ha colto Magnus pochi mesi prima della pubblicazione del suo gioiello.




Ricordare Sergio Bonelli parlando di lui, del suo lavoro, della sua casa editrice di fronte ad un gruppo di persone interessate è stato probabilmente il modo migliore, per me, di rendergli omaggio e di ringraziarlo per tutti i sogni che mi ha regalato.

martedì 21 agosto 2012

L'uomo del fumetto

Oggi se n'è andato un uomo che sapeva creare tavole come queste...

"L'uomo del Nilo" - Un uomo un'avventura - volume 1

"L'uomo del Nilo" - Un uomo un'avventura - volume 1

"L'uomo del Messico" - Un uomo un'avventura - volume 7

"L'uomo del Messico" - Un uomo un'avventura - volume 7

"L'uomo delle paludi" - Un uomo un'avventura - volume 17

"L'uomo delle paludi" - Un uomo un'avventura - volume 17



Sergio Toppi (1932 - 2012)


domenica 25 settembre 2011

Il lato B di Mister No

Questo post sarebbe dovuto essere un omaggio alla figura di Guido Nolitta, ovvero al creatore di Zagor e Mister No. Questo perché uno dei regali che mi son fatto per il mio quarantesimo compleanno riguarda proprio Sergio Bonelli, ovvero colui che realmente si cela dietro lo pseudonimo di Guido Nolitta. Complice la chiusura di NonSoloLibri, la fumetteria di Trieste che ho frequentato con affetto per anni, ho avuto l'occasione di acquistare ad un prezzo molto conveniente un sacco di arretrati di Mister No, Zagor e Tex che mi mancavano. Si tratta di albi per lo più molto vecchi dei quali, appunto, il soggettista e sceneggiatore spesso è Guido Nolitta. Così ho cominciato a sceglierne alcuni per proporne le copertine in un post. Cominciando da albi di Mister No che vanno dal 1975 al 1982 mi son accorto però che, accanto alle splendide copertine di Gallieno Ferri, anche il retro, il lato B appunto o, per meglio dire, la quarta di copertina mostrava immagini e informazioni interessanti.
Partendo dal lancio, nell'aprile del 1982, del "nuovo grande fumetto della Daim Press" ideato da Alfredo Castelli che, alcuni anni dopo, divenne il mio primo grande amore fumettistico: Martin Mystere.






















L'attuale arzillo ottantenne che risponde al nome di Gallieno Ferri, tuttora copertinista (nonché autore dell'albo a colori dei 50 anni) di Zagor, già 35 anni fa sapeva creare delle copertine davvero evocative. Come altro definire le quattro qui di seguito che, sorpresa!!, hanno come lato B la presentazione del fumetto che rivoluzionò nel 1977 il mondo delle nuvole parlanti in italiano: "dalle freddi nevi del Montana giunge fino a noi con le sue avventure...Ken Parker", la creatura di Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo.







Come ha raccontato lo stesso Sergio Bonelli nelle rubriche dei primi numeri di Tex Speciale a colori in corso di pubblicazione dal quotidiano La Repubblica, non tutte le serie proposte in quegli anni conobbero la stessa fortuna di Chemako o del BVZM. Fu questo infatti il triste destino di Judas, il western cinico e amaro dei fratelli Ennio e Vladimiro Missaglia che chiuse dopo 16 numeri.

 
























Fortuna postuma conobbe invece la coraggiosa iniziativa editoriale con la quale Sergio Bonelli portò in edicola una collana di volumi a colori in carta patinata, cartonati e dal formato francese: Un uomo un'avventura. Grandi autori e disegnatori (Pratt, Bonvi, D'Antonio, Micheluzzi, Crepax, Berardi e Milazzo, e molti altri) si alternarono, numero dopo numero, per soddisfare un desiderio, antieconomico ma di alto valore artistico, di Bonelli stesso. Le vendite di allora non furono alte, ma oggi la collana è ricercatissima. A Sergio Bonelli va dato il merito di aver tentato una diffusione capillare attraverso le edicole di un prodotto editoriale che oggi (tempo di snobistiche graphic novel) non si riterrebbe degno di essere distribuito con quella modalità.



























































































































































Nell'ultimo lato B che propongo vediamo tre eroi di carta della Bonelli sommersi dalle lettere che arrivarono in casa editrice, in risposta al referendum conoscitivo ed esplorativo che la Bonelli lanciò nel 1981 per sondare i gusti dei propri lettori. Le domande comparvero in quarta di copertina degli albi di Tex, Zagor e Mister No ed erano le stesse per tutti e 3 i personaggi. Chi rispose ai quesiti, ricevette in regalo un portachiavi del personaggio cui si riferiva il questionario. Le domande di Tex erano le seguenti:
1) Cita i titoli di almeno tre albi di Tex che ti sono particolarmente piaciuti negli ultimi cinque anni
2) Cita i titoli di almeno tre albi di Tex che ti hanno deluso negli ultimi cinque anni
3) Fra i personaggi che appaiono nelle storie di Tex, amici o nemici che siano, quali vorresti vedere spesso?
4) Oltre che di Tex noi siamo gli editori di Zagor, Mister no, Piccolo Ranger, Comandante Mark e Ken Parker. Con l'esclusione di Tex, quali di questi eroi preferisci. Quale non ti interessa? E perchè?
5) Nel caso volessimo iniziare una nuova serie di avventure a fumetti, tu preferiresti il western la fantascienza o il genere poliziesco? O altro?
6) Se in uno dei prossimi albi, oltre al consueto numero di pagine, trovassi delle pagine in più dedicate alla pubblicità saresti ugualmente soddisfatto?
Anche da queste risposte la casa editrice milanese trasse delle conclusioni che portarono alla nascita delle nuove serie degli anni 80: Martin Mystere e Dylan Dog su tutte.


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