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sabato 25 febbraio 2017

"Gli Sterminatori" o del Tex di Gian Luigi Bonelli e Galep


Gli sterminatori, il quinto albo della collana dei Romanzi a fumetti di Tex, è un tributo al suo creatore grafico, Aurelio Galeppini, in arte Galep, a cent'anni dalla sua nascita. La Sergio Bonelli Editore dedica ad uno dei suoi autori imprescindibili un volume elegante e rifinito, così come lo sono stati i quattro albi che lo hanno preceduto in questa serie: formato alla francese, cartonato, a colori su carta di pregio. La differenza la fanno però gli autori della storia, ovvero i due creatori di quel personaggio che ha fatto la fortuna della casa editrice milanese. Gian Luigi Bonelli aveva scritto questa storia per i disegni di Galep quasi cinquant'anni fa e il suo editore, il figlio Sergio, la aveva dapprima destinata ad una nuova collana che non vide mai la luce. L'idea iniziale era quella di pubblicare le cinquantuno tavole di cui si compone l'avventura, in un formato alla francese, ma i tempi non erano ancora maturi per una simile soluzione editoriale. Così venne dirottata sulla serie regolare e i lettori la poterono apprezzare sul numero 134, uscito a dicembre del 1971. Oggi la ritroviamo nel formato che più le si addice e per il quale era stata concepita, impreziosita dalla raffinata colorazione di Oscar Celestini.

domenica 3 aprile 2016

Gallieno Ferri, l'Avventura non è finita


Sui suoi disegni e su quelli di Galep ho imparato a leggere. Le sue copertine di Zagor e Mister No avevano la capacità di catapultarti dentro la Foresta di Darkwood o la Giungla Amazzonica. Per 55 anni Gallieno Ferri ha firmato tutte le copertine degli albi dello Spirito con la Scure pubblicati dalla Sergio Bonelli Editore. Ha creato graficamente Zagor e Mister No, dando forma ai personaggi e alle storie partorite dalla fantasia prima di Guido Nolitta e poi di una serie lunghissima di sceneggiatori. Fra questi Moreno Burattini, l'attuale curatore di Zagor che così descrive Ferri durante un'intervista di qualche anno fa:

"Ferri è l’incarnazione di Zagor. Non conosco nessun disegnatore in grado di fare quel che fa il suo eroe, Ferri sì. Scia, va sott’acqua, fa canoa, esce in windsurf. Poi si siede al tavolo da lavoro e per primo si diverte con ciò che illustra, perché sente la bellezza, la forza, il mistero della natura. Una volta mi ha portato a fare rafting con lui e mi ha detto: «voglio che tu veda com’è davvero un fiume che scorre fra gli alberi, che potenza ha, il silenzio che c’è in certi punti e il rombo che c’è in certi altri, solo così potrai trasmettere queste sensazioni nelle storie che scrivi». Il suo talento è quello di rendere magico e affascinante quel che racconta con matita e pennello. Suscita il sense of wonder in ogni lettore."

Ieri, 2 aprile 2016, Gallieno Ferri se n'è andato all'età di 87 anni. Tutto il mondo del fumetto popolare italiano è in lutto. Io lo ricorderò sempre con affetto, immaginandolo da qualche parte, con la matita in mano, tra la Foresta di Darkwood e la Giungla Amazzonica. L'Avventura non finisce con la sua morte.

martedì 2 ottobre 2012

Ricordando Sergio Bonelli: il Tex di Guido Nolitta

Ad un anno di distanza dalla morte di Sergio Bonelli mi è venuto spontaneo leggere delle sue vecchie storie a fumetti e approfondire la sua figura attraverso la lettura di alcuni testi. La pubblicazione recentissima, da parte della Rizzoli Lizard, del primo volume degli Archivi Bonelli, dedicato a Guido Nolitta, mi ha sollecitato a riprendere in mano "El Muerto", l'affascinante storia di una vendetta di cui Tex è l'oggetto. Sto parlando di un albo storico, il 190 dell'agosto 1976, seguito da "La collina degli stivali", nel quale ha luogo il drammatico epilogo della vicenda (i disegni sono di Galep).
La storia è importante nell'evoluzione della figura del personaggio Tex Willer, in quanto rappresenta un eroe diverso da quello di Gian Luigi Bonelli, cui fino ad allora i lettori erano abituati. In verità, la prima sceneggiatura del Ranger firmata da Guido Nolitta fu "Caccia all'uomo", disegnata magistralmente da Fernando Fusco e pubblicata nel gennaio dello stesso anno. Qui troviamo un Tex completamente diverso da quello del padre. Infatti il Tex di Gian Luigi capisce se chi gli sta davanti è buono o cattivo dal solo sguardo: ha un sesto senso infallibile che gli permette di discernere il Bene dal Male. Il Ranger di Guido Nolitta invece dimostra un lato più umano, tanto che in "Caccia all'uomo" prende un abbaglio considerando Andy Wilson, il ragazzo ricercato dall'amico sceriffo Tom Kenyon, un fuorilegge. Lo insegue, lo cattura attraverso mille difficoltà ma, strada facendo, si riempie di dubbi, arrivando a convincersi che sul giovane penda una falsa accusa. Questo ripensamento tardivo, tuttavia, non è sufficiente a salvare la vita ad Andy che, giunto con un Tex malconcio ad Agua Fria, viene arrestato dal crudele sceriffo, frettolosamente processato e impiccato dallo spietato giudice Maddox. Una volta ripresosi, Tex elimina i due violenti rappresentanti di una legge del tutto personale ma ormai la frittata è fatta.
Il sesto senso di Tex ha fallito e le conseguenze, sono state pesanti. Inoltre, cosa mai successa prima, il dubbio, questa forma del pensiero così sconosciuta, ha attraversato la mente di Tex. So che all'epoca ci furono diverse discussioni fra i lettori se tale impostazione di Tex fosse corretta, accettabile o comunque coerente con le linee guida del personaggio. Secondo me, la figura dell'eroe ne giovò. Resta il fatto che la maggiore umanità di Tex introdotta da Guido Nolitta è un fattore di cui oggi gli attuali sceneggiatori (Boselli, Faraci, Manfredi e Ruju) devono tener conto, cercando di mediarlo con la figura invincibile e quasi onnisciente del Tex del padre Gian Luigi.
La coppia di albi in cui si narra di Paco Ordonez, alias El Muerto, si caratterizzano poi per una tensione via via crescente: il fuorilegge e la sua banda massacrano di botte Tiger Jack e feriscono Kit Willer al solo scopo di incattivire Tex, che viene sfidato ad un duello mortale con El Muerto sulla collina degli stivali. L'adrenalina raggiunge il massimo nella scena finale naturalmente, anche se un deciso pugno nello stomaco sono le tavole precedenti nelle quali uno spietato Tiger Jack manda all'altro mondo il disarmato Faccia Tagliata, il navajo rinnegato appartenente alla banda di Paco Ordonez, augurandogli meritatamente di "precipitare nell'inferno dei bianchi".
Ma che cosa differenzia, in questa storia, il Tex nolittiano da quello del padre? Il motivo dell'odio di El Muerto nei confronti del Ranger. Il fuorilegge, infatti, ha questo soprannome perché il suo viso è stato orrendamente sfigurato in un incendio, involontariamente provocato dal Ranger, quando questi si era presentato nel covo della banda dei fratelli Ordonez per arrestarli. I due fratelli di Paco assaggiarono fatalmente il fuoco caldo della colt di Tex che rischiò di morire fra le fiamme, sviluppatesi, nel frattempo, fino a distruggere completamente il covo dei tre banditi. Le urla di Paco furono sentite da Tex ma questi non riuscì a fare nulla, salvato in extremis dall'intervento di altri uomini. Ancora, anche se in modo meno marcato che in "Caccia all'uomo", un atto di Tex (l'incendio provocato) ha delle conseguenze nel futuro non volute ma drammatiche (il ferimento di Tiger Jack e di Kit e il difficile duello finale nel quale, a parte la ovvia morte di Ordonez, Tex si rimedia una ferita alla spalla).
Tex resta sempre un eroe invincibile, ma qualcosa di più umano si è insinuato dentro di lui in quel lontano 1976 e da allora non l'ha più abbandonato. E questo grazie a Sergio Bonelli/Guido Noliita.

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