sabato 4 gennaio 2020

La mia passione per Celestia di Manuele Fior


Celestia (edita da Oblomov Edizioni) è l'opera di Manuele Fior che più mi ha appassionato. Beninteso, non che le sue precedenti non abbiano incontrato il mio favore, tutt'altro: ce ne fossero di Manuele Fior nel panorama del fumetto italiano e internazionale. Ma questo Celestia ha, secondo me, una marcia in più. Sarà l'ambientazione tra l'onirico e il fiabesco di questa città che è Venezia ma anche non lo è (consentendo quindi a Fior di cogliere ciò che più gli piace della città e di trascurare gli aspetti che meno gli aggradano). Sarà il mistero non ancora svelato (lo sarà nel secondo volume in uscita a febbraio) di questa catastrofe causata dall'invasione che ha fatto tagliare i ponti fra la terraferma e l'isola su cui sorge Celestia. Saranno i due ragazzi protagonisti, Dora (già incontrata ne L'intervista) e Pierrot e la loro avventura nella terraferma, potenzialmente irta di pericoli. Sarà il gruppo di giovani telepati cui sembra affidarsi un'umanità nuova (la stessa Dora è una telepate, è perfino dominata dal suo potere). Sarà il contrasto tra i colori di pietra grigia e nera di Celestia e gli scintillanti colori della terraferma. Sarà l'atmosfera alla Miyazaki che pervade tutto il fumetto a renderlo una delle mie migliori letture del 2019.

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