lunedì 30 maggio 2011
Barbari con le bandiere rosse invadono l'Italia
La porta dell'est è stata sfondata: barbari (questa volta con bandiere rosse) sono entrati in Italia attraverso la terra che oggi si chiama Friuli Venezia Giulia. Così come fecero secoli fa gli Unni e gli Ungari, oggi orde di barbari rossi sono entrati in Padania attraverso Trieste. Dopo aver devastato Piazza Unità, hanno puntato su Milano dilagando attraverso la pianura padana. Giunti affaticati ma vittoriosi nella metropoli lombarda, si son tolti la soddisfazione di abbeverare i propri cavalli in Piazza Duomo per poi spronarli oltre l'Appennino. Magnis itineribus son giunti a Napoli, dove hanno sbaragliato l'esercito intento a eliminare montagne di spazzatura in Piazza Plebiscito. Si son imbarcati quindi alla volta di Cagliari dove si son accampati, stanchi ma felici, sulla spiaggia del Poetto.
domenica 29 maggio 2011
Ciao NonSoloLibri e grazie
| Foto di gruppo davanti a NonSoloLibri |
Festa di chiusura sabato 28 maggio per NonSoloLibri, la fumetteria che per 25 anni ha alimentato e realizzato i desideri fumettistici degli appassionati di Trieste e non solo. I signori Dario e Mariuccia Fontana sono stati circondati dall'affetto dei loro clienti contagiati a loro volta, come al solito, dall'allegria dei padroni di casa. Per noi aficionados di lungo corso che frequentiamo da tanti anni NonSoloLibri si chiude una fase: quella contraddistinta dalla presenza a Trieste di un luogo che è stato molto di più che un semplice negozio di fumetti. La competenza, ma soprattutto la simpatia e l'umanità dei signori Fontana non sarà rimpiazzabile da nessuno. NonSoloLibri è stato un posto dove trovarsi a parlare di fumetti con altri appassionati e con autori: un luogo dove eri sicuro di trovare, insieme all'albo che cercavi disperatamente, facce amiche e accoglienti, una risata e un calice di vino da bere insieme nel vicino baretto.
| Dario Fontana |
| L'ingresso di NonSoloLibri |
Ma forse il merito più grande di NonSoloLibri è stato quello di contribuire a mantenere vivo il fanciullo che c'è dentro ognuno di noi, quella parte dell'uomo che è felice e si emoziona anche solo leggendo una storia, in questo caso disegnata con le nuvolette.
| Il sottoscritto con Mariuccia e Dario Fontana |
mercoledì 25 maggio 2011
Nathan Never: a volte ritorna
Sono stato anche io un Nathanneveriano: dalla sua nascita avvenuta nel giugno 1991, l'ho seguito per nove anni esatti, fino al maggio 2000. Da "Agente speciale Alfa" a "Dalle ceneri" ho seguito le avventure di questo personaggio nato dalla felice alchimia prodotta dalla banda dei sardi: Medda, Serra e Vigna. Pur non essendo un appassionato di fatascienza, mi innamorai delle vicende dell'agente Alfa, perché trovavo che il personaggio venisse analizzato nella sua profondità di uomo, al di là delle sue avventure di "eroe" (che comunque apprezzavo molto).
Ricordo ancor oggi bellissime storie, come "La zona proibita" (dove troneggiava l'imponenete figura di Arstotele Skotos), "Gli occhi di uno sconosciuto" (un'indagine gialla sulla solitudine), "Demoni" (il demone e l'angelo dentro ciascuno di noi), "Vampyrus" (una storia sul vampirismo trattato in modo originale), "Cuore di tenebra" (uno dei più belli, il titolo è già evocativo della storia...), "Io, robot" (temi asimoviani, diritti dei robot, ora mi fa tanto pensare al recente Pluto di Naoki Urasawa), "Il canto della balena" (storia ecologista con l'esordio del bravo disegnatore triestino Mario Alberti: una splendida rivoluzione nella rappresentazione grafica di Nathan) e il secondo gigante "Odissea nel futuro" (i tecnodroidi, il Nautilus e il Nemo/Nathan del futuro, sempre per le matite di Alberti).
Poi, piano piano, la qualità conobbe un calo inevitabile e, dopo la distruzione dell'Agenzia Alfa, smisi di acquistarlo. Ora però, sedotto dal battage pubblicitario perorante l'inizio della saga della Guerra dei mondi (mi son sempre piaciute le saghe....), mi son fatto "abbindolare", e ho acquistato i due ultimi numeri: "I Pretoriani" e "Il tempio delle Telepati".
Se ho ritrovato il novello (per me) Salomon Darver a capo della rifondata Agenzia Alfa, quante altre cose son cambiate invece!!! C'è stata una guerra tra la Terra e la Confederazione delle stazioni orbitanti (un'altra saga che però mi son perso: qui la pubblicità non è stata così efficace o io son stato molto più distratto), e la stazione orbitante Urania è caduta sulla Terra, proprio su parte della città in cui vive Nathan. Devo dire che questi due albi introduttivi mi sono piaciuti: gettano le basi politico/economiche della imminente guerra fra la Terra e Marte in modo chiaro e interessante (con molti spunti all'attualità....). I Pretoriani e le Telepati sono dei personaggi nuovi per me, veramente intriganti.
Cos'altro dire? Dopo Zagor, l'effetto pecorella smarrita ha colpito ancora? Staremo a vedere....
Ricordo ancor oggi bellissime storie, come "La zona proibita" (dove troneggiava l'imponenete figura di Arstotele Skotos), "Gli occhi di uno sconosciuto" (un'indagine gialla sulla solitudine), "Demoni" (il demone e l'angelo dentro ciascuno di noi), "Vampyrus" (una storia sul vampirismo trattato in modo originale), "Cuore di tenebra" (uno dei più belli, il titolo è già evocativo della storia...), "Io, robot" (temi asimoviani, diritti dei robot, ora mi fa tanto pensare al recente Pluto di Naoki Urasawa), "Il canto della balena" (storia ecologista con l'esordio del bravo disegnatore triestino Mario Alberti: una splendida rivoluzione nella rappresentazione grafica di Nathan) e il secondo gigante "Odissea nel futuro" (i tecnodroidi, il Nautilus e il Nemo/Nathan del futuro, sempre per le matite di Alberti).
Poi, piano piano, la qualità conobbe un calo inevitabile e, dopo la distruzione dell'Agenzia Alfa, smisi di acquistarlo. Ora però, sedotto dal battage pubblicitario perorante l'inizio della saga della Guerra dei mondi (mi son sempre piaciute le saghe....), mi son fatto "abbindolare", e ho acquistato i due ultimi numeri: "I Pretoriani" e "Il tempio delle Telepati".
Se ho ritrovato il novello (per me) Salomon Darver a capo della rifondata Agenzia Alfa, quante altre cose son cambiate invece!!! C'è stata una guerra tra la Terra e la Confederazione delle stazioni orbitanti (un'altra saga che però mi son perso: qui la pubblicità non è stata così efficace o io son stato molto più distratto), e la stazione orbitante Urania è caduta sulla Terra, proprio su parte della città in cui vive Nathan. Devo dire che questi due albi introduttivi mi sono piaciuti: gettano le basi politico/economiche della imminente guerra fra la Terra e Marte in modo chiaro e interessante (con molti spunti all'attualità....). I Pretoriani e le Telepati sono dei personaggi nuovi per me, veramente intriganti.
Cos'altro dire? Dopo Zagor, l'effetto pecorella smarrita ha colpito ancora? Staremo a vedere....
lunedì 23 maggio 2011
Guareschi e Laureni: segni dai lager
In una assolata e calda domenica di piena primavera, ho accompagnato i miei amici alla Risiera di San Sabba, l'unico campo di sterminio nazi-fascista presente sul suolo italiano. Mi avevano chiesto, i miei amici che non sono di Trieste, di vedere qualcosa che non fosse la ormai conosciuta Piazza Unità o il noto Castello di Miramare. Li ho accontentati, conducendoli in una meta tipica di scolaresche in gita, ma assai poco frequentata dai classici turisti. Ci siamo dimenticati del sole, del caldo: ci ha letteralmente avvolto un'atmosfera di morte e di dolore.
Abbiamo tutti sentito un peso sul petto, mentre guardavamo increduli le infime celle, la camera della morte, l'area in cui era collocato il forno crematorio, distrutto dai tedeschi in fuga con la vana speranza di non lasciare tracce. La vecchia pileria di riso adibita a campo prima di prigionia e transito per Auschwitz e poi di sterminio di prigionieri politici ed ebrei, di nazionalità italiana, slovena e croata, ti colpisce forte, allo stomaco e alla coscienza. C'è anche un piccolo museo annesso che, in questo periodo e fino al 2 giugno, ospita una mostra organizzata dal comune di Trieste dal titolo: "Guareschi e Laureni: segni dal lager. Testimonianze di due internati militari". Si tratta di una raccolta di disegni di Nereo Laureni e di scritti di Giovannino Guareschi, due ufficiali che condivisero la sorte di circa 650.000 militari italiani che vennero condotti in campi di prigionia e lavoro in Germania, con l'etichetta di Internati Militari Italiani. Il triestino Laureni e il parmigiano Guareschi rifiutarono, come la maggior parte dei soldati dell'esercito italiano, l'offerta dei tedeschi di aderire alla Repubblica di Salò. Rigettarono la possibilità di evitare una vita di stenti, fame, freddo, malattie e morte per conservare intatta la propria dignità di uomini. In quanto ufficiali, non furono costretti al lavoro, a differenza dei sottoufficiali e dei soldati semplici. Per cercare comunque di rimanere vivi non solo nel fisico, ma anche nell'animo, organizzarono attività culturali di ogni tipo, mostre d'arte, costruirono oggetti di utilità fino anche a dei rozzi ma funzionanti apparecchi radio, con cui captavano le frequenze libere di Radio Londra o Radio Bari. Tutti però si dimenticarono di loro, della loro Resistenza, mai ascoltarono da quegli strumenti una parola espressa in loro ricordo e tantomeno in loro onore.
Nereo Laureni fu catturato dopo soli 2 giorni di servizio come ufficiale e tradotto, come tutti i prigionieri, con un misero carro bestiame in Polonia. Rimase vivo disegnando la vita nel lager, la vita fatta degli oggetti di ogni giorno, precisi nel loro realismo. A volte ritraeva una persona, un prigioniero o una guardia, ma sembravano anch'essi una natura morta. Tornato a Trieste, mise in una scatola i suoi circa 150 disegni e ricominciò a vivere, a realizzare i suoi progetti di famiglia e di lavoro. La scatola restò quasi sempre chiusa e venne aperta completamente dal figlio Umberto solo in occasione di questa mostra.
Giovannino Guareschi era più vecchio di Nereo Laureni: già scrittore e giornalista affermato, era stato richiamato al servizio militare nel 1943 e poi catturato dopo l'Armistizio. Nel lager animava gli interminabili giorni con le sue conversazioni, brevi racconti a tema, in genere sulla prigionia, che venivano letti nelle baracche e che furono poi raccolti dopo la guerra nel "Diario clandestino 1943-1945". Diresse e curò il "Bertoldo", un giornale orale del lager, ma strutturato come se fosse stampato. Scrisse anche dei racconti e diede sfogo alla sua vecchia passione del disegno, spesso di taglio umoristico.
Le immagini dei disegni della mostra che riporto di seguito sono di proprietà della famiglia Laureni. I brani di Giovanni Guareschi sono tratti dai suoi libri "Diario clandestino 1943-1945" e "Il grande diario. Giovannino Guareschi cronista del lager, 1943-1945" editi entrambi da Rizzoli. Disegni e scritti rivelano la dignità intatta dei loro autori.
domenica 15 maggio 2011
"Mammuth", o della scoperta anarchica della felicità
Un viaggio anarchico e anti-borghese nella Francia nascosta, diversa e ai margini. In sella alla sua mastodontica moto (una vecchia Munch Mammuth del '72), lo "stupido" Serge Pilardosse - Gerard Depardieu, dal fisico debordante come un elefante fuori tempo e fuori posto, riscopre la bellezza della vita e l'importanza del suo amore per la grassa moglie. Artefici del cambiamento sono la nipote ritardata e sensibile, e il dialogo interiore con la sua fidanzata di un tempo, morta in un incidente stradale avvenuto propio con la Mammuth. Lo scopo iniziale del viaggio (rintracciare dei documenti per la pensione) viene presto dimenticato. La nuova (ri)scoperta di Serge si riassume nella sua poesia finale:
“Un giorno un uccellino mi ha sussurrato
che per tutta la vita ho solamente lavorato,
tutta la vita a contare le ore,
tutta la vita a versare sudore.
Quel che in inverno riuscivo a guadagnare
lo spendevo in estate per viaggiare.
Anno dopo anno, sempre mal gestite,
sono queste le ferie retribuite.
Ho lavorato come un dannato
per dimenticare tutto il passato,
ho lavorato e mai ascoltato il mio cuore
solamente per conservare il mio amore.
Ora finalmente vi faccio una confessione:
per me il lavoro è stato un’ossessione
ma grazie alle mie muse
so che ormai il mio solo lavoro
sarà difendere l’amore
come il mio unico tesoro.”
che per tutta la vita ho solamente lavorato,
tutta la vita a contare le ore,
tutta la vita a versare sudore.
Quel che in inverno riuscivo a guadagnare
lo spendevo in estate per viaggiare.
Anno dopo anno, sempre mal gestite,
sono queste le ferie retribuite.
Ho lavorato come un dannato
per dimenticare tutto il passato,
ho lavorato e mai ascoltato il mio cuore
solamente per conservare il mio amore.
Ora finalmente vi faccio una confessione:
per me il lavoro è stato un’ossessione
ma grazie alle mie muse
so che ormai il mio solo lavoro
sarà difendere l’amore
come il mio unico tesoro.”
lunedì 9 maggio 2011
L'avevo appena conosciuto
Se n'è andato che l'avevo appena conosciuto. Prima dell'anno scorso non avevo mai letto nulla di lui. E' stato merito della rivista Animals ma sopratutto di Luca Lorenzon, grande conoscitore del fumetto argentino, che sta pubblicando a puntate sul suo blog una lunghissima intervista a Trillo, se poi ho iniziato la sua conoscenza leggendo L'eredità del colonello.
Il caso ha voluto che proprio oggi il corriere mi abbia consegnato Le scappatelle del signor López.....
Come dice Luca, non ci sono parole...
Il caso ha voluto che proprio oggi il corriere mi abbia consegnato Le scappatelle del signor López.....
Come dice Luca, non ci sono parole...
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sabato 7 maggio 2011
L'atteso ritorno di Carlotto
Atteso da me sicuramente.... e da tutti i suoi appassionati lettori, che lo seguono lungo i suoi romanzi noir dotati di una immediatezza e di un realismo unici... Massimo Carlotto torna con un nuovo romanzo, a dieci anni da Arrivederci amore ciao, di nuovo troviamo il suo protagonista: l'agghiacciante Giorgio Pellegrini. Per l'occasione il sito web si rinnova: in realtà è stato sempre molto di più di un semplice sito di divulgazione e pubblicità dell'opera di Carlotto, perché ha saputo creare attorno a sè una comunità viva e partecipata di lettori.
Ritorna poi la collaborazione con Igort per la splendida copertina del nuovo romanzo "Alla fine di un giorno noioso", dopo l'intenso fumetto di 4 anni fa "Dimmi che non vuoi morire", con una grande storia dell'Alligatore e l'emozione di vederlo con un volto, dopo averlo tanto immaginato leggendo le sue storie.L'11 maggio alle 22 su spaziomercury Massimo Carlotto e Luca Crovi presenteranno in diretta streaming la nuova opera dell'autore padovano. Per i triestini, Carlotto sarà presente in città al Teatro a fianco di Santa Maria Maggiore (via del Collegio) venerdì 13 maggio alle 18.30, introdotto da Veit Heinichen: un appuntamento da non mancare per gli appassionati giuliani di noir.
Per quelli che ancora non conoscono Carlotto, consiglio il suo primo libro: Il fuggiasco, una ricostruzione pacata e senza recrminazioni dell'incredibile e terribile vicenda che lo portò, vittima di un errore giudiziario, vicino alla morte.
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Sergio Bonelli, l'innovatore
Se qualcuno ancora pensa che la Sergio Bonelli Editore sia una casa editrice che non sa innovarsi, pur rispettando le proprie tradizioni, seguendo nuove piste nel fumetto, lo invito a scacciare i propri dubbi leggendo qui e qui. Io, comunque, non ne ho mai avuti.....
venerdì 6 maggio 2011
Sciopero generale
Una bella giornata di democrazia a Trieste. Tanta gente che condivide l'idea di un'Italia diversa e migliore e che lo esprime in modo civile.
Naturalmente anche noi della Fiom in piazza: la freccia sull'asfalto indica la direzione giusta da seguire (punto di vista del soggetto fotografato.. :-))
Naturalmente anche noi della Fiom in piazza: la freccia sull'asfalto indica la direzione giusta da seguire (punto di vista del soggetto fotografato.. :-))
lunedì 25 aprile 2011
Il 25 Aprile in Risiera
A Trieste il 25 aprile si festeggia presso la Risiera di San Sabba, l'unico campo di sterminio nazifascista presente sul suolo italiano. Non è mai piacevole entrare in quel luogo, ti fa coraggio la folla che, per quest'occasione, lo riempie e le motivazioni che ti spingono lì.
I discorsi ufficiali passano noiosamente. Ti rimangono dentro di più le parole, anche oscure perché espresse in parte in lingua non italiana, dei riti religiosi di commemorazione: cattolico, ebraico, greco-ortodosso, serbo-ortodosso e luterano. Ma sono soprattutto i visi degli ex-deportati, contratti e commossi, che ti colpiscono.
La tensione infine si scioglie con il canto di "Bella ciao": il coro partigiano Pinko Tomazic lo intona, presto seguito da tutti.
E' un luogo difficile da raccontare: a fumetti ci ha provato Vanna Vinci, nel suo Aida al confine. Di seguito alcune tavole che trasmettono parte dell'inquietudine che ti prende quando entri in Risiera.
I discorsi ufficiali passano noiosamente. Ti rimangono dentro di più le parole, anche oscure perché espresse in parte in lingua non italiana, dei riti religiosi di commemorazione: cattolico, ebraico, greco-ortodosso, serbo-ortodosso e luterano. Ma sono soprattutto i visi degli ex-deportati, contratti e commossi, che ti colpiscono.
La tensione infine si scioglie con il canto di "Bella ciao": il coro partigiano Pinko Tomazic lo intona, presto seguito da tutti.
E' un luogo difficile da raccontare: a fumetti ci ha provato Vanna Vinci, nel suo Aida al confine. Di seguito alcune tavole che trasmettono parte dell'inquietudine che ti prende quando entri in Risiera.
lunedì 18 aprile 2011
Schegge di Liberazione
Questo bel disegno di Makkox è la copertina del nuovo volume di Schegge di Liberazione, libro di carta ma anche ebook in uscita il 25 aprile, giorno della Festa della Liberazione. Di cosa si tratta? Me l'ha spiegato il mio amico Emanuele, che vedrà inserito nell'edizione 2011 un suo racconto dedicato alla Resistenza. E insieme al suo, tanti altri, in un omaggio collaborativo e gratuito ai valori che stanno alla base di questa ricorrenza. Gli autori non sono personaggi famosi, nè scrittori affermati, ma gente comune che vuole dare il proprio contributo in termini di racconti, saggi, poesie, disegni o foto aventi come tema la Resistenza storica e/o quella quotidiana.
L'iniziativa è sicuramente interessante e utile: il patrimonio della Resistenza va infatti coltivato, protetto e diffuso, visti i tempi di revisionismo imperante che stiamo vivendo. E un modo corretto di farlo è proprio quello di raccogliere testimonianze sparse in tutto il paese che, magari, andrebbero perse se non ci fossero iniziative simili. Peccato non averlo saputo prima, perché qualche testimonianza familiare (per il momento, appunto, solo orale) l'avrei raccontata anche io.
La presentazione del libro avverrà il 25 aprile all'ex Campo di Concentramento di Fossoli: quello, per intenderci, da cui Primo Levi e molti altri detenuti ebrei e politici partirono alla volta di Auschwitz. E' un'ottima occasione per ascoltare la lettura di alcuni pezzi tratti dal nuovo libro e da quello precedente del 2010, scaricabile qui. Quale miglior modo per trascorrere questa giornata?
venerdì 15 aprile 2011
Umano e incompatibile
Dai tanti ricordi di Vittorio Arrigoni, prendo alcune frasi tratte dal pezzo che si trova integralmente su infoaut.org:
Umano: "...Confessava senza falsi pudori la paura del corpo che trema sotto i bombardamenti e l'essere afflitto cronicamente da disturbi da stress post-traumatico, la condizione normale dei/le palestinesi della Striscia...."
"Incompatibile con un mondo che permette tragedie come quelle vissute dal popolo palestinese. La sua non era una scelta morale che pretendeva d'insegnare o evangelizzare chi praticava altre forme di lotta e opposizione al crimine israeliano. Mai una volta che gli fosse scappata di bocca una condanna o un'insopportabile equidistanza".
Umano e incompatibile, per Vittorio Arrigoni, erano due condizioni inscindibili: essere coerentemente l'una comportava necessariamente l'assunzione dell'altra. Mi ricorda tanto le persone fatte così.
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Vittorio Arrigoni
lunedì 11 aprile 2011
Amici (per mezzo) di Ken Parker
L'avevo già scritto qui. Ken Parker fa nascere amicizie, o comunque rapporti molto stretti. Perché? Perché i lettori di Ken Parker condividono i valori del personaggio. Quanti di noi hanno considerato Lungo Fucile quasi fosse una persona in carne e ossa, un compagno di viaggio, un nostro amico? E quanti hanno sofferto per averlo visto in catene nel carcere della Florida? Risposta: ogni vero lettore di Ken. C'è quasi una sorta di fratellanza che ci unisce. E penso sia stata questa la spinta che ha indotto l'amico (solo virtuale per il momento) Luigi, a prepararmi una serie di immagini da usare come sfondo per il titolo del mio blog. Per lui, che fa il graphic designer e l'illustratore di professione, è stato sicuramente semplice, ma io ho apprezzato molto il suo gesto (anche perché son negato in quanto a grafica, perfino per queste cose così elementari). Quindi lo ringrazio. Userò ciclicamente tutte e 5 le immagini che mi ha confezionato cominciando con questo bellissimo acquerello di Ivo Milazzo, che ci mostra un Ken in una situazione piuttosto difficile, ma bello combattivo, con il suo Kentucky in primo piano. Son sicuro che piacerà anche agli altri amici di Ken: Marco, Chemako delle stelle e Emiliano (che è mio amico in carne ossa anche senza l'intervento di Lungo Fucile...).
PS: a proposito di Ken, qui, su Lo Spazio Bianco, trovate un'interessante intervista ad Alessandro Bilotta, l'autore di Valter Buio, la miniserie a fumetti della Star Comics appena conclusasi, avente come protagonista uno psicanalista di fantasmi. Alla domanda se il modello ispiratore fosse stato Dylan Dog, come si sarebbe potuto intuire dato il tema e il fatto che Bilotta ne è anche sceneggiatore, la risposta a sorpresa è stata:
E non basta: anche alla domanda successiva, Bilotta risponde affermando che lui, come Berardi, partecipa sentitamente delle vicende del proprio personaggio, smentendo un po' l'intervistatore che invece sottolineava un distacco di Berardi verso Ken compiuto attraverso il filtro dell'ironia (fatto che francamente non condivido: in Ken c'è molta ironia certo, ma non vedo mica così forte il "compiaciuto disincanto" di Berardi verso Lungo Fucile, al punto da prevalere sull'attaccamento.... anzi!).
Ma guarda un po' dove vai a pescare lo zampino del nostro Ken... in uno psicanalista di fantasmi...anche lui nostro amico a questo punto...
PS: a proposito di Ken, qui, su Lo Spazio Bianco, trovate un'interessante intervista ad Alessandro Bilotta, l'autore di Valter Buio, la miniserie a fumetti della Star Comics appena conclusasi, avente come protagonista uno psicanalista di fantasmi. Alla domanda se il modello ispiratore fosse stato Dylan Dog, come si sarebbe potuto intuire dato il tema e il fatto che Bilotta ne è anche sceneggiatore, la risposta a sorpresa è stata:
".... il mio riferimento principale per scrivere Valter Buio è stato Ken Parker..."
E non basta: anche alla domanda successiva, Bilotta risponde affermando che lui, come Berardi, partecipa sentitamente delle vicende del proprio personaggio, smentendo un po' l'intervistatore che invece sottolineava un distacco di Berardi verso Ken compiuto attraverso il filtro dell'ironia (fatto che francamente non condivido: in Ken c'è molta ironia certo, ma non vedo mica così forte il "compiaciuto disincanto" di Berardi verso Lungo Fucile, al punto da prevalere sull'attaccamento.... anzi!).
Ma guarda un po' dove vai a pescare lo zampino del nostro Ken... in uno psicanalista di fantasmi...anche lui nostro amico a questo punto...
sabato 9 aprile 2011
Cultura di pace
Mi son fidato: ho fatto l'abbonamento e ho comprato il primo numero. Non ci ho pensato su, mi ha convinto subito. Sto parlando di E il mensile, la nuova rivista in edicola dal 6 aprile, voce di Emergency. Bella, onesta e intelligente: così la definiscono Gino Strada e Gianni Mura, il suo direttore.
E fanno bene.
Perché?
Perché c'è bisogno di carta stampata scritta bene e con belle immagini che diffonda una cultura di pace.
Perché ci sono rubriche che non trovi su altri giornali, come l'elenco mensile dei morti sul lavoro, o quello delle donne uccise dai loro uomini, o quello delle morti dovute ai conflitti nel mondo (per difetto ovviamente).
Perché ti raccontano il mondo arabo e le sue tensioni attraverso le parole delle donne.
Perché c'è l'anteprima di un fumetto: Moby Prince, la notte dei fuochi, di Andrea Vivaldo e a cura di Fabrizio Colarieti, in occasione dei 20 anni della "più vergognosa e impunita tragedia della marineria italiana".
Perché son quelli che in Afghanistan curano tutti, e non solo gli amici.
Perché credono che non viviamo nel paese dell'Isola coi culi di fuori e del bunga bunga.
Perché sanno che c'è bisogno di partecipazione e di diffusione di idee e valori quali la solidarietà.
Perché non vogliono un paese che scarica ai paesi vicini, come fossero pacchi postali, i disperati che arrivano sulle sue coste.
Perché anche io credo in tutto questo.
Dal Giappone
Ho ricevuto via mail da un amico questo messaggio di denuncia da parte di un piccolo sindacato giapponese sulla realtà della situazione nel paese del Sol Levante dopo il terremoto dell'11 marzo. Ormai la notizia è già finita in fondo alle pagine dei giornali nostrani, ma la situazione è sempre drammatica, soprattutto nelle zone più colpite dallo tsunami. Il fatto che più mi fa paura è la disinformazione riguardo ai reali danni alla salute e all'ambiente provocati dalla fuga di materiale radioattivo nella centrale di Fukushima: ormai ce ne stiamo quasi dimenticando.
L'appello, al riguardo, è invece molto esplicativo e lo posto perché nei giornali italiani non ho trovato una simile chiarezza. Penso che l'attenzione dovrebbe essere sempre mantenuta ad un livello molto alto e spero che, da questa terribile tragedia osservata da lontano, gli italiani sappiano come votare al referendum di giugno sul nucleare.
L'appello, al riguardo, è invece molto esplicativo e lo posto perché nei giornali italiani non ho trovato una simile chiarezza. Penso che l'attenzione dovrebbe essere sempre mantenuta ad un livello molto alto e spero che, da questa terribile tragedia osservata da lontano, gli italiani sappiano come votare al referendum di giugno sul nucleare.
Fratelli e sorelle in tutto il mondo!
25 marzo 2011
Doro-Chiba (Sindacato dei ferrovieri di Chiba)
Abbiamo incominciato una nuova lotta
A Tokyo, il 20 marzo 2011 abbiamo organizzato una manifestazione con circa 1'500 partecipanti, sfogando il nostro dispiacere e la nostra rabbia per la situazione seria causata dal recente terremoto a Tohoku (Giappone orientale). È stata l’unica azione di protesta, perché le vie di comunicazione sono state infrante non solo nella zona di Tohoku colpita dal terremoto, ma anche a Tokyo e Kanto. Inoltre, il governo sta mettendo pressione per non fare organizzare delle azioni indipendenti nelle attuali circostanze. Lo scopo per cui abbiamo fatto appello a manifestare è stato quello di organizzare la rabbia della gente contro l’atroce e brutale realtà, per smascherare la politica bugiarda del governo e per chiedere la divulgazione dei fatti sull’intero sviluppo del disastro.
Alla manifestazione è stata portata una grande quantità di materiale d'aiuto, fra cui parecchi quintali di riso, centinaia di bombole a gas e altri articoli di prima necessità. Questi materiali sono stati immediatamente spediti nelle zone colpite, assieme ad abbondanti donazioni di sussidio. Alla manifestazione è stato lanciato un appello ad una lotta a livello nazionale contro i licenziamenti di massa e ad una campagna a livello mondiale per la chiusura immediata di tutte le centrali nucleari.
La gente sta morendo ancora adesso
Il numero ufficiale dei morti si sta avvicinando alle 10'000 e nessuno sa di quanto questa cifra aumenterà ancora. Va notato che soltanto poca gente è stata uccisa dal terremoto. La causa principale per le vite perse è stata lo tsunami in seguito, perché non erano state prese delle misure efficaci per evitare il disastro. Nel bilancio dello Stato erano previsti centinaia di miliardi di yen per la costruzione di argini in aree pericolose. Questi soldi sono stati tagliati dall’amministrazione del Partito Democratico, come dai precedenti governi liberal-democratici. Il disastro è la colpa degli uomini, è stato causato dalla logica del capitale.
Molte zone colpite sono ancora abbandonate a se stesse. Da qualche giorno, solo per una parte degli alloggi d'emergenza il governo ha eccezionalmente fornito dei sussidi. La gente è destinata a morire negli alloggi d'emergenza e negli ospedali dove non hanno ricevuto forniture alimentari o trattamenti medici. Nella maggior parte degli ospedali, i pavimenti sono pieni di pazienti. La mancanza di possibilità di trasporto impedisce che i malati negli alloggi d'emergenza vengano portati all’ospedale per le cure necessarie.
Non solo le zone costiere sono affette da devastanti danni, ma anche le città dell’entroterra si trovano in condizioni terribili, senza cibo e senza carburante, come Sendai nella prefettura di Miyagi. La situazione non è causata dalla mancanza di materiali necessari o mezzi di trasporto. La ragione è l’inerzia delle imprese interessate che temono costi supplementari per causa delle strade rotte che suscitano allungamenti di strada. E il governo rimane indifferente. Molte persone vengono uccise per l’inattività e l’incapacità del governo. Questa è la realtà dell’economia di mercato.
Inoltre, il governo ha dato ordine che il materiale d'aiuto non venga – individualmente o privatamente – portato direttamente negli alloggi d'emergenza. Invece dev'essere portato prima agli uffici governativi o comunali che, in seguito, si occupano del trasporto.
Fratelli e sorelle in tutto il mondo!
È stato riferito che in una parte delle zone colpite il rifornimento idrico è stato ripreso. Ma la brutta notizia è che nella prefettura di Fukushima i materiali radioattivi nell’acqua superano i valori normali e che è vietato bere l’acqua. A Tohoku e nella zona di Kanto, diversi tipi di verdura e il latte non vengono più venduti per la paura di contaminazione radioattiva.
Giorno e notte, le centrali nucleari distrutte stanno emettendo materiali radioattivi di alto livello e gli abitanti dei paesi vicini vivono in un crescente timore. Ieri è uscito un fumo nero dal reattore. Il recupero della corrente elettrica per il raffreddamento del reattore è stato impedito. Ripetute esplosioni hanno causato l’esposizione delle barre di combustibile usate. È ancora impossibile valutare le condizioni attuali del nucleo radioattivo. Il caso peggiore si sta avvicinando.
Di fronte a questa grave situazione, il governo – temendo di creare panico – ha completamente smesso di prendere necessari ed efficaci provvedimenti per l’evacuazione della gente. Non vengono date informazioni su ciò che potrebbe accadere domani e la gente è costretta a vivere in una terribile paura. Ma la gente sta combattendo il disastro e facendo ogni sforzo per sopravvivere. Per gli operai, contadini e pescatori non c’è nessun posto per fuggire. Sta crescendo la rabbia e l’odio contro l’amministrazione e le autorità interessate che avevano promosso la costruzione di centrali nucleari, insistendo sul fatto che l’energia nucleare sia assolutamente sicura.
Facciamo appello a tutti gli amici nel mondo: Non lasciate “loro” ripetere la stessa catastrofe! Ci impegniamo a lottare per sopravvivere e ad affrontare decisamente qualunque pericolo che ci sovrasta. Alziamoci insieme per impedire una volta per tutte centrali nucleari e armi atomiche! Appelliamo a lottare per scacciare quelli che promuovono la costruzione di impianti nucleari, cercando soltanto interessi capitalistici a scapito della gente che lavora.
Ora siamo minacciati da una disoccupazione altissima
Non solo le zone colpite, ma anche l’intera regione del Giappone orientale si trova di fronte a licenziamenti di massa e disoccupazione. Decine di migliaia di posti di lavoro nelle zona di Tohoku e Kanto sono stati colpiti e immobilizzati dal terremoto e dallo tsunami. In tutto il Giappone, un gran numero di fabbriche è costretto ad interrompere il lavoro. I più importanti produttori di auto e macchinari elettrici – dopo aver promosso l’outsourcing – dipendono da subappaltatori che forniscono i pezzi necessari e che in molti casi si trovano nella zona del disastro. Pertanto, sono colpiti non solo i posti di lavoro nelle zone del disastro, ma indirettamente anche quelli nelle altre regioni, producendo – temporaneamente o permanentemente – un enorme numero di perdite di posti di lavoro. Un gran numero di operai senza contratto fisso viene buttato fuori dal lavoro quotidiano, senza alcuna assicurazione o indennità. Il numero di possibili disoccupati va oltre ogni valutazione. Nessun aiuto viene offerto o progettato per questi operai. Una delle conseguenze del terremoto è che il Giappone sta per diventare una penisola di grande disoccupazione.
Siamo ora testimoni di una rapida crescita dello yen. Questo è causato dai capitalisti speculatori che cercano di ottenere profitti tramite transazioni finanziarie, approfittando come iene avide del disastro. Per affrontare questa avversità, la Banca del Giappone ha deciso di pompare 80 miliardi nei mercati. Che cosa significa tutto ciò? Per loro, il disastro offre un opportunità per fare soldi. È questo che sta facendo la classe dirigente dei capitalisti. Qualcosa è fondamentalmente sbagliato in questa società.
Combattiamo per sopravvivere!
Quello che è accaduto e sta ancora accadendo attualmente supera di molto le nostre possibilità. Abbiamo bisogno di sviluppare le nostre forze, stabilendo legami stretti con le crescenti voci di rabbia di un gran numero di lavoratori, per affrontare la orribile situazione davanti a noi.
Il 16 marzo, Doro-Chiba, insieme al Centro di Coordinamento nazionale dei Sindacati, ha costituito il Centro Popolare per le Vittime del terremoto. Siamo decisi di radunare con determinazione tutte le forze per le attività di soccorso, chiamando tutti i lavoratori per “unirsi e combattere per sopravvivere” in una campagna nazionale per la gente che soffre nella zona di Tohoku.
Facciamo appello a tutti i fratelli e a tutte le sorelle in tutto il mondo per inviare le loro donazioni e la loro solidarietà all'indirizzo seguente.
Conto bancario in Giappone per ricevere donazioni
Alcuni o tutti i dati seguenti da 1 a 9 sono richiesti per effettuare un invio di denaro in Giappone. Per favore indicare come motivo della rimessa: sollievo delle vittime del terremoto in Giappone attraverso il Sindacato Nazionale dei Ferrovieri di Chiba (in breve, Doro-Chiba).
In inglese: remittance is made for relief to the earthquake in Japan through the National Railway Motive Power Union of Chiba (for short, Doro-Chiba).
Nota: Si prega di inviare una rimessa in contanti tramite versamento bancario e non mandano assegni per posta.
1. Nome della banca: The Chiba Bank, Ltd
2. Codice bancario in Giappone: 0134
3. Nome della succursale: Chuo Branch
4. Codice della succursale in Giappone: 001
5. Indirizzo della succursale: 2-5-1 Chuo, Chuo-ku, Chiba City, Chiba 260-0013, Japan
6. Tipo di indirizzo: Ordinary deposit
7. Numero del contocorrente: 4177605, indirizzo del contocorrente: 2-8 Kaname-cho, Chuo-ku, Chiba City, Chiba 260-0017, Giappone,
numero di telefono del contocorrente: +81-43-222-7207
8. Intestato a: Kokutetsu Chiba Doryokusha Rodokumiai
Nota: Deve essere scritto il nome completo in giapponese di Doro-Chiba.
9. Indirizzo SWIFT: CHBAJPJT 001 4177605
Nota: È necessario uno spazio tra codice del succursale (001) e numero del contocorrente (4177605).
DORO-CHIBA (DC): National Railway Motive Power Union of CHIBA
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