martedì 21 dicembre 2010

Il futuro a colori di Ken Parker

Disegno di Ivo Milazzo tratto dalla copetina di "Avventure in acquarello", Parker Editore, 1993

"L'affetto dei lettori di Lungo Fucile è costante e apparentemente imperituro. Non passa mostra, conferenza o semplice incontro in cui qualcuno non mi chieda notizie del nostro scout. Per non parlare delle lettere. E tutti vorrebbero rivederlo in sella, ventre a terra, nelle Grandi Praterie. Me compreso, devo dire. Ken è un mio figlio, un fratello - persino un padre. E' sangue del mio sangue, e sarei felice di rimetterlo in scena. Scrivere alcune storie per terminare la saga, però, mi sembrerebbe riduttivo. Nelle mie intenzioni e in quelle di Ivo Milazzo, l'autore grafico del personaggio, si è fatto strada un progetto che prevede la revisione totale di tutte le storie, la loro colorazione e la conseguente ristampa. Insomma, un'edizione rivista e corretta a cui far seguire gli episodi rimasti in sospeso. Il problema, in questi tempi di congiuntura, è trovare un editore disposto a un investimento così cospicuo. D'altronde, negli ultimi quindici anni, Ken è diventato un character di culto, che merita rispetto e attenzioni particolari. A cominciare dai suoi autori.
So long."

Ivo Milazzo, prima e quarta di copertina de "La collera di Naika", numero 52 della prima serie

 Sono parole di Giancarlo Berardi, tratte dall'ultima rubrica Il Diario di Julia, ovvero il prezioso angolo della posta con cui si apre ogni albo mensile di Julia, l'intensa e affascinante serie mensile che narra le avventure dell'omonima criminologa, la cui umanità ricorda spesso il nostro Ken. Nell'albo 147 di dicembre, Berardi risponde alla domanda di un lettore di Julia, ma ancor prima di Ken Parker, che propone l'idea di creare una miniserie Bonelli con la conclusione della storia di Lungo Fucile: "L'impegno economico dell'editore sarebbe limitato nel tempo e comunque una serie di Ken non resterebbe a prender polvere in edicola, perché lo zoccolo duro è ancora numeroso e presente" afferma lo speranzoso lettore. E devo dire che, mentre leggevo queste parole, non potevo far altro che sottoscrivere pienamente la proposta, anche perché le motivazioni addotte dall'"amico" di Ken erano più che convincenti.


Ivo Milazzo, prima e quarta di copertina de "I pionieri", numero 53 della prima serie

Sbalorditiva è stata invece la risposta di Berardi: non mi sarei mai aspettato che nella testa sua e di Milazzo fosse balenata l'idea di un progetto di così ampio respiro, al cui paragone, la proposta del lettore impallidisce. Certo, noi, "zoccolo duro" di Ken, di primo acchito ci accontenteremmo di qualsiasi formato editoriale, pur di sapere come andrà a finire la saga di Lungo Fucile. Ma, a pensarci bene, è solo un progetto così "monumentale" che può rendere giustizia all'indimenticato personaggio creato dalla coppia Berardi - Milazzo. O così, o niente. Preferisco restare nel dubbio per sempre, anche se lasciare Ken a marcire in un carcere è molto doloroso....

Ivo Milazzo, prima di copertina de "Prossima fermata: Stockton", numero 51 della prima serie

 La risposta di Berardi però dà una speranza: pur nella manifesta incertezza della realizzazione del progetto, i due autori ci stanno pensando su seriamente e il riferimento alla ricerca di un editore che sarebbe disposto ad un investimento importante, sembra quasi un'esca gettata in modo evidente nel mare della stampa italiana. Perché sbilanciarsi così proprio adesso e pubblicamente in un albo venduto in edivola? Come dice lo stesso Berardi, le richieste di far rivivere Ken gli sono giunte per lettera o di persona costantemente e copiosamente. Perché parlare proprio ora? C'è già qualcosa che bolle in pentola? Mi piacerebbe, e mi rendo conto che sto fantasticando. Ma Lungo Fucile mi manca. Ho perso un amico e un compagno di viaggio, lasciandolo per giunta in una brutta situazione. Spero proprio di rivederlo presto, nel frattempo mi consolo rileggendo la sua vecchia storia.
So long.

Milazzo, Ken e Berardi in un'illustrazione di Milazzo


11 commenti:

  1. Ciao Alessandro.
    Guarda, avevo già letto di questa risposta sulla rubrica di Julia (non leggo l'albo) e ho fatto finta di niente. Al solo pensiero che Berardi possa davvero mettersi d'impegno per continuare le storie di Ken, mi sono sudate le narici. Sono scettico e perplesso, sia chiaro. Cercare un editore per un grosso progetto, cosa significa? Che a Bonelli non interesserebbe? E chi altri in Italia? Oppure che nelle intenzioni dell'autore c'è anche l'ennesima ristampa di tutto il materiale dopo quella (pulita e completa, devo dire) della Panini?

    Mah.

    E se si trattasse di albi alla francese? A colori e di grande formato? Ma così non cadrebbe un po' il discorso delle edicole?

    Che pazienza.
    Negli anni ci siamo sempre attaccati con speranza ad ogni parola di Berardi, come ad un filo sottile. Speriamo che abbiano davvero belle intenzioni, lui e Milazzo, e che se ne sappia qualcosa più a breve.
    Speriamo :)

    p.s.: che in effetti, a pensarci solo ora, Milazzo è un po' che non si vede in giro. Uhm. L'ultimo suo albo, credo, risale ad un vecchio Magico Vento.

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  2. Ciao Luigi,
    Berardi dice chiaramente che lui e Milazzo intendono ristampare di nuovo tutte le vecchie storie, rivedute e corrette, e a colori. Uno sforzo notevole quindi... e non è scontatao che la Bonelli lo possa fare... Anche a me è venuto il dubbio dell’albo alla francese.. ma, come dici tu, non si venderebbe in edicola, e i costi sarebbero alti: quanti albi uscirebbero? E quanto costerebbe tutta l’avventura passata (oltre che la futura) in grandi albi cartonati e colorati? Non sarebbe un’operazione accessibile a tutti....
    Insisto però che l’uscita “pubblica” di Berardi, peraltro su un suo albo come Julia, qualcosa vuole dire....
    Lo spero almeno
    Un saluto
    Alessandro

    PS: l’ultima fatica di Milazzo mi risulta essere “Uomo Faber”, uscita con La repubblica (http://chemako-comics.blogspot.com/2010/02/fabrizio-de-andre-visto-da-ivo-milazzo.html)

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  3. Ah, ecco.
    Speriamo bene, comunque. La ristampa a colori con gli acquerelli di Milazzo sarebbe un bel colpaccio davvero.

    P.S.: Pensavo si trattasse
    della ristampa di un vecchio lavoro. Peccato. Pensavo fosse già segretamente al lavoro sulla questione Ken.

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  4. Gran bella notizia...anche se semi-ufficiale.
    All'italiana o alla francese poco importa, credo sarebbe comunque un gran bel lavoro.

    Se son rose...

    P.S.: Non riesco a capire, da volgare lettore, come non possa interessare a Bonelli, riprendere e RIvendere Ken Parker.

    Ciao

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  5. ciao Emiliano, penso che Bonelli sia sicuramente interessato.. poi si sa, bisogna trovare un accordo fra autori ed editore e questo non è scontato. Anche io tifo per Bonelli!!!

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  6. ...e i volumi della Panini, li butto via? :)

    Certo, una ristampa che sia filologica dal punto di vista degli autori, tipo quella iniziata anni fa da L'Isola Trovata non sarebbe male, soprattutto se a colori e come "antipasto" al gran finale, ma la vedo dura.

    Forse sbaglio, ma mi pare che il Ken Parker Magazine di Bonelli chiuse perchè vendeva poco quindi purtroppo Ken Parker (con storie nuove che vanno pagate come tali) non è automaticamente garanzia di rientro economico e nemmeno di raggiungimento della linea di pareggio.

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  7. Per me è inspiegabile.

    Sembra impossibile che Ken Parker non venda.

    Viviamo in tempi in cui ci si riempie la bocca con la parola "QUALITA'" e poi...ci si volta e si fa altro...

    ...mah!

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  8. ciao Luca e Emiliano, Ken Parker Magazine vendette poco e chiuse, così come chiusero le riviste a fumetti Orient Express o Comic Art per lo stesso motivo. La qualità non è purtroppo certezza di vendite, questo è un dato acquisito purtroppo... Quindi un editore ci pensa su 1000 volte prima di affrontare un progetto... ci vorrebbe qualcuno che ragioni anche un po' con il cuore e faccia delle scelte coraggiose....
    Speriamo...

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  9. Beh, le riviste di fumetti d'Autore anni '80 e Ken Parker Magazine erano prodotti molto diversi, ma il discorso sulla qualità tutto sommato si può applicare a entrambi (anche se Comic Art non era affatto tra le mie preferite...).

    Nello specifico, però, bisogna dire che le due che citi, Orient Express e Comic Art, sono a loro volta dei casi particolari: fecero scelte assai poco oculate, e la prima in effetti ragionava col cuore mentre la seconda forse sarebbe ancora in vita se non fosse stato per il tracollo della Comic Art come editore. E forse se avesse resistito magari adesso che siamo in epoca di riflusso venderebbe più delle 5000 copie scarse del suo declino.

    Più che col cuore secondo me bisognerebbe ragionare con un business plan ben chiaro e soprattutto a lungo/lunghissimo termine, come fece la Rizzoli Milano Libri con Corto Maltese che, aldilà dei contenuti, stravendeva grazie alla pubblicità. Quando venne chiusa nel 1993 poteva vantare un pubblico di oltre 10000 acquirenti al mese, cifra che avrebbe fatto la felicità di molti (o almeno avrebbe garantito la sopravvivenza dei più) ma che al colosso Rizzoli la faceva passare per un ramo secco da tagliare...

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  10. Certo, KP Magazine era diversa dale altre 2 riviste, ma le ho messe nello stesso calderone perche’ tutte presentavano fumetti di autori diversi (anche KP Magazine) e articoli di approfondimento. Vedo che sei molto aggiornato su numeri, storia delle riviste, eccetera. Son d’accordo sul business plan, ma non svincolato dal cuore.. :-)

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  11. solo l'idea che la storia possa aggiungere qualche altro capitolo è un "bel regalo di natale" fumettistico!

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