giovedì 15 ottobre 2015

Ken Parker Classic N. 15 - "Uomini, bestie ed eroi"


È in'edicola il quindicesimo numero della collana Ken Parker Classic, la ristampa delle avventure di Lungo Fucile edita da Mondadori. Quarta ed ultima tappa dell'indimenticabile amicizia fra il personaggio creato da Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo e la giovane Pat O'Shane. Lasciare l'incontenibile Pat è molto doloroso anche per noi lettori, non solo per Ken. Perché ci siamo divertiti un sacco e ci siamo commossi con questa ragazza dai capelli rossi e con il viso punteggiato da lentiggini, impertinente e spiritosa, emotiva e simpatica, istintiva e coraggiosa, ancora bambina per certi aspetti e già donna per altri. Ma non poteva andare diversamente: Pat ha realizzato il sogno di stabilirsi in un ranch acquistato con i propri risparmi, dove sarà aiutata da due onesti lavoratori e da un giovane che le vuole bene. E Ken la ha accompagnata in questa impresa mettendoci, come al solito, tutto se stesso.
"Chiuso in un ranch mi sentirei come in prigione"
obbietta Ken a Pat che non vorrebbe lasciarlo andare via. E aggiunge:
"Ora non hai più bisogno di me. Hai messo le ali, ed è giusto che voli libera, senza pesi..."
C'è tutto Ken Parker in queste due frasi. E quello che Ken lascia nel cuore degli altri, Pat lo grida con tutto il fiato che ha in corpo mentre due lacrimoni le rigano le guance:
"Ti porterò nel cuore, Ken! Per tutta la vita!"
L'albo è celebre anche per la parte iniziale ambientata nel saloon nel quale Ken entra per cercare cowboys da ingaggiare per condurre una mandria da Doge City fino al ranch di Pat. La ricerca diventa il pretesto per far sfilare davanti al lettore e agli occhi increduli e divertiti di Ken una serie di personaggi dei fumetti e dei loro autori.


L'omaggio è a metà fra l'affettuoso e il parodistico. Ci sono anche gli stessi Berardi e Milazzo con cui Ken dialoga. Personalmente l'ho sempre considerata una trovata molto simpatica ma non quel colpo di genio che tanti lettori hanno voluto vedere. Ciò che rende memorabile questo albo non è certo il siparietto metafumettistico iniziale, bensì il commiato fra Ken e Pat. 

lunedì 12 ottobre 2015

Zerocalcare e il potere di una foto


La foto di un antico ponte romano potrebbe essere stata scattata in Italia o in Spagna, in Francia o in Grecia, in Egitto o in Palestina. Ma i Romani si spinsero anche più a Oriente, in Siria, per la precisione nell'attuale Rojava, la regione curda di Kobane. Anche lì, sulla strada che porta a Kobane da Qamishlo c'è un ponte romano. Della foto che lo ritrae e della donna che l'ha scattata Zerocalcare ci racconta la storia in Ferro & piume, il reportage giornalistico a fumetti pubblicato da Internazionale il 2 ottobre. Dopo le 42 tavole del primo servizio di graphic journalism che l'autore romano disegnò e scrisse sempre per la stessa rivista lo scorso gennaio, è ancora la guerra fra l'Isis e i curdi ad essere l'oggetto del suo racconto, vissuto in prima persona.



Questa volta Michele Rech ci riferisce di un particolare incontro vissuto nel giugno di quest'anno lungo la strada che portava lui e i suoi compagni della Staffetta Romana per Kobane nella città capoluogo del Rojava, a lungo contesa fra Isis e curdi. Zerocalcare fa quello che il giornalista dovrebbe fare: andare sul teatro di guerra e parlare con i protagonisti. Ma lo fa senza il cappello del giornalista, bensì con quello di un uomo che cerca di capirci qualcosa in un conflitto che i giornalisti di professione spiegano in modo parziale e di parte. Parla con i resistenti curdi per i quali sta facendo quel viaggio. Incontra Nasrin, una donna, la comandante delle unità di protezione delle donne del Rojava, le YPJ. Una donna che gli presenta tanti volti: quello pietoso del comandante militare che sa consolare i parenti dei suoi combattenti. Quello granitico della resistente politica che ti spiega il gioco sporco e stragista che la Turchia di Erdogan sta giocando sulla pelle dei curdi e dei sostenitori turchi dei curdi. E infine quello sereno di una donna che per un pomeriggio torna a vestire i panni civili da reporter di prima della guerra: imbraccia la macchina fotografica invece del fucile e scatta una bella foto ricordo ad un gruppo di ragazzi italiani su un ponte romano del Rojava, Kurdistan siriano. Il senso della resistenza di quella donna sta tutto in quel gesto: scattare una foto e lottare per poterlo ritornare a fare anche nel futuro, dopo che la guerra si sarà conclusa e i curdi avranno ottenuto la possibilità di vivere in pace, in una società democratica, in fratellanza con le altre etnie. È questo l'obiettivo dei resistenti curdi: una società egualitaria che si fonda su un nuovo patto sociale.



Ed è per questo che sono osteggiati da tutti: dai turchi in primis, ma anche da tutto il mondo occidentale che vede nel loro scopo un pericolo per la stabilità dei loro interessi. Non si spiegherebbe altrimenti il disinteresse, lo scarso appoggio o perfino l'ostilità che hanno ricevuto per la loro lotta democratica dalle potenze occidentali democratiche. Non si spiegherebbe altrimenti la scarsa informazione sulla loro battaglia, sulla loro vita e sulla loro organizzazione statale. Il comandante Nasrim era già stata in Italia qualche mese prima, ma aveva potuto raccontare la propria esperienza di resistenza solo nei circuiti associazionistici e politici di un certo tipo. La grande stampa e i mass media l'hanno ignorata. D'altro canto presentare una donna musulmana che distrugge in un solo istante tutti i pregiudizi che i mass media sono riusciti faticosamente a costruire attorno alla figura del musulmano, è pericoloso. Molto più semplice e comodo lasciarla ospite dei circuiti di informazione alternativi, che ben pochi seguono, e continuare a bombardare il cervello dei lettori/telespettatori con i soliti luoghi comuni sull'Islam. Semplificare male è la parola d'ordine, anziché spiegare la complessità. Quindi dobbiamo ringraziare Internazionale e Zerocalcare per il secondo reportage di graphic journalism sul Rojava, sulla resistenza curda e sul potere di una foto.



domenica 11 ottobre 2015

Il romanzo di Mister No


Inizialmente la formula scelta per celebrare Mister No non mi convinceva tanto: perché un romanzo e non un fumetto inedito? Ma in seguito, addentrandomi nella lettura del secondo Avventura Magazine intitolato Mister No - Come un romanzo, edito il mese scorso dalla Sergio Bonelli Editore, mi son dovuto ricredere. E sì, perché è stato un emozionante tuffo nel passato (quello di Jerry Drake e il mio) ripercorrere la vita di Mister No dalla sua infanzia a New York fino al suo arrivo a Manaus. Attraverso gli undici capitoli scritti egregiamente da Luigi Mignacco ho attraversato continenti, scenari e avventure che hanno reso Jerry Drake il personaggio che diverse generazioni di lettori hanno saputo amare lungo più di trent'anni di pubblicazioni. Probabilmente non c'era modo migliore di celebrare i quarant'anni della nascita dell'anti eroe creato da Guido Nolitta (alias Sergio Bonelli) se non quello di far raccontare in flash-back allo stesso Mister No le vicende che lo hanno condotto nella foresta amazzonica. Letti così di fila tutti gli avvenimenti precedenti all'arrivo a Manuas, si ottiene un quadro molto chiaro del personaggio. Si evidenziano i suoi tratti caratteriali e ideali attraverso le vicende vissute in prima persona.



È proprio la vita vera che ci parla e ci mostra come la violenza abbia sempre inseguito Jerry, prima sulle strade di New York insanguinate dalla lotta fra clan mafiosi e poi sui teatri di guerra di mezzo mondo. Pacifico, Italia, Ardenne: sono questi gli scenari in cui il soldato Jerry Drake affronta l'orrore della guerra, cercando di mantenere sempre viva la propria umanità e credendo sempre nel valore dell'amicizia, anche quando questo comporta gravi conseguenze per lui stesso. Insofferente verso l'insensata disciplina militare, Mister No dice sempre quello che pensa e fa quello che dice. Cerca, in altre parole, di praticare la coerenza, una virtù che è sempre meno diffusa presso gli uomini. Anche negli avvenimenti vissuti nel dopoguerra, al ritorno a casa in una nazione che guarda di traverso i reduci, Jerry si scontra con la violenza di criminali e uomini di stato. Sembra una lotta impari e crudele: Mister No non riesce a vivere in pace e con serenità se non per brevi periodi. Ma c'è anche un altro aspetto che risalta dal racconto della vita di Mister No, ed è un aspetto solare, di un uomo che, nonostante tutto, ama la vita e ama divertirsi. Le donne, il jazz, le bevute con gli amici costituiscono la parte spensierata della vita di Jerry. I suoi lettori lo amano anche per questo, per il suo lato scanzonato, per la sua capacità di stare insieme agli altri. È il compagno di bagordi che tutti vorremmo avere. Di più, è l'amico che tutti vorremmo avere.
Prima dicevo che la lettura del romanzo di Mignacco è stato anche un tuffo nel mio passato. È stato inevitabile, infatti, non ripensare ai bei momenti che ho trascorso leggendo le avventure di Mister No, anche grazie alle pagine a fumetti (colorate per l'occasione) tratte dagli albi originali e inserite lungo gli undici capitoli del magazine. Mister No è stato il primo personaggio della Bonelli di cui ho cominciato da ragazzino a raccogliere gli albi, richiedendone anche alcuni arretrati. A posteriori direi che, pur nelle straordinarie imprese che solo un personaggio dei fumetti può vivere, il fascino che lungo gli anni ha saputo esercitare su di me sia dovuto al suo realismo e al sentirlo a me vicino. Ci si immedesima più facilmente, infatti, in un uomo che crede nei propri ideali, che cerca faticosamente di mantenerli come rotta della propria vita, pur sbagliando e riprovando. Mister No ha pagato sempre in prima persona le proprie scelte, spesso scomode. Io gli ho voluto e gli voglio bene anche per questo.



L'omaggio a Mister No è stato impreziosito dalle illustrazioni di Aldo Di Gennaro che, unitamente al colore ingiallito della carta, contribuiscono a creare un'aurea nostalgica di romanzo d'avventura d'altri tempi. Al tributo all'anti-eroe creato da Guido Nolitta non potevano mancare Michele Masiero e Roberto Diso, autori della cornice a fumetti iniziale e finale che racchiude il racconto in flash-back.
Ora, dopo questo volume celebrativo, tutti i lettori di Mister No, vecchi e nuovi (e, mi auguro, che dopo questa pubblicazione ce ne saranno molti di nuovi), hanno solo un desiderio. Leggere una storia inedita a fumetti di Mister No. In Bonelli ci stanno lavorando.  

venerdì 9 ottobre 2015

Ken Parker Classic N. 14 - "Ranchero!"


È in'edicola il quattordicesimo numero della collana Ken Parker Classic, la ristampa delle avventure di Lungo Fucile edita da Mondadori. Terza tappa della straordinaria amicizia fra il personaggio creato da Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo e la giovane Pat O'Shane, in una storia disegnata da Giancarlo Alessandrini che ci parla di boxe e del mondo degli incontri clandestini che le ruota attorno. Una vicenda che prelude già alla fine del rapporto fra Ken e Pat, visto che la giovane riesce nell'intento di conquistare il ranch dei suoi sogni, ovvero un posto stabile dove fermarsi. Dubitiamo che l'errabondo Ken vorrà fare altrettanto. Ma questo tema sarà materia dell'albo successivo. Nel presente il biondo trapper diventa perfino boxeur pur di volgere a proprio favore una truffa ordita ai danni suoi e della sua giovane amica, cimentandosi sul ring con un temibile avversario. Pat si dimostra più furba del coraggioso Ken che, nella tavola finale, appare pesto, dolorante e un po' filosofo. Ancora molta ironia e molto affetto fra i due protagonisti ma c'è spazio anche per farci capire meglio un aspetto del carattere e degli ideali di Ken, un uomo che cerca sempre giustizia e non vendetta.

domenica 4 ottobre 2015

Il messaggio di Nausicaa


Ci sono voluti più di trent'anni, ma alla fine Nausicaa della Valle del Vento, il film d'animazione il cui successo convinse l'autore e regista Hayao Miyazaki a dare vita al celebre Studio Ghibli, viene proiettato nelle sale cinematografiche italiane. Ma lo si potrà vedere solo per tre giorni, dal 5 al 7 ottobre, grazie all'evento speciale con cui la Lucky Red ci fa questo grande dono. Sì, perché poter apprezzare questo capolavoro al cinema non si può definire altrimenti. In questo film, infatti, è enunciata tutta la poetica che Miyazaki poi esplorerà e approfondirà nei suoi film successivi: il messaggio ecologista e il rispetto per la Natura, il ripudio della guerra, il ruolo della donna, il volo, la forza e la saggezza che proviene dai propri errori. Un messaggio laico di crescita e di tolleranza, verso gli altri e verso la Natura. 

venerdì 2 ottobre 2015

Ken Parker Classic N. 13 - "La città calda"


È in'edicola il tredicesimo numero della collana Ken Parker Classic, la ristampa delle avventure di Lungo Fucile edita da Mondadori. Continua la straordinaria amicizia fra il personaggio creato da Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo e la giovane Pat O'Shane, in una crime story disegnata da Giorgio Trevisan. Una storia corale, ricca di protagonisti fra i quali spicca Pat e il suo rapporto con Ken, in un alternarsi di momenti ora comici, ora affettuosi.
I due giungono a Rapid City per cercare la madre della ragazza ma vengono coinvolti, loro malgrado, nella rapina che un folto numero di malviventi sta organizzando. Fra questi una donna che, durante una lunga notte passata da sola in compagnia di Pat, instaura un rapporto di intima confidenza con l'adolescente, fino a farla (e a farci) dubitare della sua vera identità. Inutile dire che il racconto del modo in cui si sviluppa questo legame fra le due donne è magistrale.

domenica 27 settembre 2015

Il ritorno di Magico Vento: quattro domande a Gianfranco Manfredi

Disegno di Pasquale Frisenda
È passato già un lustro da quando abbiamo salutato con molto rammarico la conclusione di una delle migliori serie a fumetti edite dalla Sergio Bonelli Editore negli ultimi venticinque anni: Magico Vento. La collana western, ideata da Gianfranco Manfredi, ha conquistato gli apprezzamenti della critica e del pubblico grazie ad un sapiente miscela di filoni narrativi. L’autore, infatti, ha innestato nel classico genere western, supportato da solide e documentate basi storiche, tematiche tratte dall'universo poetico e soprannaturale delle tradizioni dei nativi americani, dal genere gotico di ispirazione lovecraftiana e dal torbido mondo politico e spionistico che gravita attorno a Washington. Dopo 131 albi la parola fine sembrava essere calata in modo irreversibile. Invece, l'otto settembre scorso, Gianfranco Manfredi ha annunciato sul proprio profilo facebook di aver iniziato a scrivere una nuova storia di Magico Vento, un nuovo ciclo suddiviso in quattro puntate. Ci vorrà del tempo prima di vederlo uscire in edicola, così non ho resistito alla curiosità di porre quattro semplici domande all'autore.

Continua qui su Fucine Mute.

sabato 26 settembre 2015

L'indimenticabile Sergio Bonelli

Il modo migliore per ricordare Sergio Bonelli a quattro anni di distanza dalla sua morte è guardare questa video-gallery confezionata ad hoc dalla redazione della Sergio Bonelli Editore. Una carrellata che ripercorre alcune fra le sue indimenticabili storie, scritte nei panni di Guido Nolitta, e che testimonia il suo sconfinato amore per i fumetti.


giovedì 24 settembre 2015

La guerra dei maghi - 1. Berlino


Ci ho messo due secondi a decidere sulla base degli elementi a disposizione: il disegno di copertina con una bandiera nazista che sventola da un lampione, Berlino (il titolo e, presumibilmente, l'ambientazione della storia) e Trillo, Dal Prà e Mandrafina (i nomi degli autori). L'acquisto del volume cartonato a colori si è quindi compiuto nei due secondi successivi. Mi son portato a casa, per la modica cifra di nove euro e novanta, un ottimo fumetto, prima parte de La guerra dei maghi, storia scritta da Roberto Dal Prà, su soggetto del compianto Carlos Trillo, e disegnata da Domingo Mandrafina, pubblicata in Francia da Delcourt nel 2011, e in Italia da Editoriale Aurea (prima a puntate sulla rivista Skorpio e da settembre finalmente in volume).
Si tratta di una cupa spy story ambientata nella capitale tedesca degli anni Trenta. Berlino è raffigurata con molta precisione da Mandrafina: strade, palazzi e piazze vivono davanti a noi grazie al tratto pittorico dell'artista argentino. L'abilità di "Cacho" si dimostra anche nelle espressioni quasi grottesche con cui rappresenta i volti degli sgherri nazisti, intenti a manganellare ebrei e oppositori. Politica e magia si mescolano in questa avventura che ha per protagonisti Bob e Charly, due ex detective di Scotland Yard un po' avanti con gli anni, sulle tracce di una famosa maga, Lili, ex amante di entrambi prima della Grande Guerra. I due inglesi (ebrei per giunta) non sono gli unici a cercare la donna: dietro di loro si muovono gli agenti (a dir la verità alquanto imbranati) della Gestapo. I destini dell'imminente e inevitabile guerra, infatti, nonché della sorte del Terzo Reich sembrano dipendere dal controllo di Lili e del suo potere. Ma Lili non è l'unica maga in gioco: un ruolo importante nell'azione è ricoperto dalla figlia, la doppiogiochista Greta, maga anch'essa, e disposta a servire le tenebre del nazismo.



La tragicità della storia è un po' alleviata dalle gag che nascono fra i due ex ispettori, originate dalla loro passata rivalità in amore e dal trascorso lavoro che consisteva nello scovare ciarlatani e falsi maghi. Ora si ritrovano insieme per rintracciare la loro comune ex-amante, dovendosi fidare dell'aiuto di sedicenti maghi. La storia fila scorrevolissima fino all'ultima tavola, grazie anche ai superbi disegni di Mandrafina.
Ora sono in trepidante attesa del secondo volume, intitolato Londra, già uscito a puntate in Italia su Skorpio e in volume nel 2013 in Francia, sempre per Delcourt.


"Le guerre e la magia sono sempre state legate, in qualsiasi epoca.Hitler e Churchill in persona si sono rivolti a veggenti e maghiprima di prendere decisioni di importanza capitale.Da qui a immaginare una guerra i cui fili sono tiratida dei maghi, il passo è breve."
Parola di Carlos Trillo

mercoledì 23 settembre 2015

Ken Parker Classic N. 12 - "La ballata di Pat O'Shane"


È in'edicola il dodicesimo numero della collana Ken Parker Classic, la ristampa delle avventure di Lungo Fucile edita da Mondadori. Dopo Chemako, colui che non ricordaGiancarlo Berardi e Ivo Milazzo confezionano il secondo capolavoro della serie. Dopo quella con l'inuit Nanuk, troviamo ancora una grande storia di amicizia che si protrarrà nell'arco di ben quattro albi, facendoci conoscere l'indimenticabile Pat O'Shane, uno dei personaggi più vitali mai concepiti dalla fantasia di Berardi.
È la giovane vagabonda dai capelli rossi la vera protagonista dell'albo, mentre Ken è il testimone delle vicende ora molto tristi, ora perfino comiche della sfrontata adolescente. D'altronde questa è una caratteristica della vita di Ken: la sua empatia e la sua curiosità lo mettono continuamente alla ricerca dell'altro, al suo ascolto, a mettersi nei panni altrui. Lo ha detto lo stesso Berardi:
"I personaggi come Pat sono i veri protagonisti della saga. E cambiano sempre di numero in numero con rare eccezioni. Ken è una figura a latere, un testimone, il fulcro attorno al quale si raduna una commedia umana lunga ottantotto episodi."
Il rapporto con le persone è basato sulla fiducia, sulla lealtà e sul rispetto. Ken non esita a rimboccarsi le maniche se l'altro ha bisogno e lo merita. Con questa attitudine Ken è anche molto vulnerabile, e infatti ne prende tante (fisicamente e psicologicamente), ma, nello stesso tempo, riesce a fare degli incontri straordinari. Già Nanuk, l'inuit simpatico e un po' filosofo, abile pescatore e compagno fedele in pericolosissime avventure nei freddi ghiacci dell'Alaska settentrionale, aveva incrociato il destino di Ken lungo tre storie indimenticabili, nelle quali era nata una vera amicizia fra i due che Berardi aveva tratteggiato con molta sensibilità.


Pat si spinge oltre: instaura con il Nostro un rapporto particolare nato da una terribile tragedia, l'assassinio del fratello maggiore che la lascia sola al mondo. Incontra Ken in una cittadina dell'Alaska meridionale in un frangente per lui molto delicato. Scambiato per un delinquente e frettolosamente condannato alla pena capitale, Ken viene aiutato ad evadere di prigione dopo che Pat si era spacciata per sua figlia. Nasce così il legame fra i due, nel quale Lungo Fucile è un po' amico, un po' fratello maggiore, un po' padre e anche un po' fidanzato.
L'importanza di questo albo è duplice. Da una parte, nella sceneggiatura, Berardi abbandona definitivamente le didascalie sostituendole con il testo e lo spartito di una canzone, la ballata di Pat O'Shane appunto, scritta e musicata da lui stesso, che fa da coro alle avventure narrate nell'albo. Dall'altro, nei disegni, Ivo Milazzo ha raggiunto quella maturità nel tratto che non abbandonerà più nelle pagine di Ken: tutti i personaggi recitano con grande naturalezza ed espressività.

lunedì 21 settembre 2015

Come è nato il mito di Tex


Cresce l'attesa per il 25 settembre, giorno in cui uscirà Frontera!, il secondo albo dei Romanzi a fumetti di Tex, collana cartonata, di grande formato e a colori. Dopo il primo memorabile numero, scritto e disegnato da Paolo Eleuteri Serpieri, la Sergio Bonelli Editore ha incaricato il curatore di Tex, Mauro Boselli, di scrivere una sceneggiatura che si adattasse alla penna di Mario Alberti. Il disegnatore triestino, grazie alla sua notevole esperienza internazionale, è stato considerato la persona giusta per rendere al meglio questa storia che vede protagonista un Tex trentenne, coadiuvato da un non ancora brizzolato Kit Carson. In questa intervista, apparsa sul sito della casa editrice, Boselli rivela quali siano le finalità di questa collana, dopo il primo volume di Serpieri, considerato quasi come un numero zero.
In una parola si possono sintetizzare con libertà. Libertà grafica di poter esprimersi su un grande formato, a colori e senza i vincoli della gabbia bonelliana (ed ecco perché la scelta di Alberti che, del fumetto d'Oltralpe, è un protagonista, grazie a serie come Morgana o Cutting Edge) che coincide poi con la libertà narrativa, sempre grazie al grande formato, che consente un ritmo diverso e soluzioni non praticabili sulla serie mensile. E ancora, libertà di temi: Boselli scrive che ci saranno altri sceneggiatori che si cimenteranno su questa collana narrando storie del giovane Tex: ovvero le avventure che hanno consentito la nascita del mito del Ranger di carta più famoso del mondo.



Ed ecco che la collana trova quindi il suo senso, tanto per l'elegante veste editoriale (volumi cartonati che seguono lo standard francese, con storie di 46 pagine a colori in grande formato), quanto per il filone di soggetti che la caratterizzerà (la formazione di un mito).
Nell'attesa del 25 settembre, segnalo anche questa interessante intervista rilasciata da Mario Alberti al quotidiano triestino Il Piccolo, in occasione dell'uscita di Frontera!.

PS. Aggiornamento del 22 settembre: sul sito della Bonelli è apparsa anche l'intervista a Mario Alberti, che sottolinea come la libertà grafica e narrativa, tipica di un albo alla francese, sia stata la bussola tanto di Boselli quanto di Alberti stesso, nella realizzazione del volume.

venerdì 18 settembre 2015

Ken Parker Classic N. 11 - "Il popolo degli uomini"


È in'edicola l'undicesimo numero della collana Ken Parker Classic, la ristampa delle avventure di Lungo Fucile edita da Mondadori. Il personaggio ideato da Giancarlo Berardi e da Ivo Milazzo è protagonista di un'estate divertente trascorsa in un villaggio inuit nel nord dell'Alaska. Si rafforza la splendida amicizia con Nanuk, conosciuto nella baleniera salpata da San Francisco e scampato insieme a Ken nel naufragio successivo. Berardi ci regala una storia dai toni comici e, nello stesso tempo, documentaristici. Impariamo molto della vita, cultura e filosofia di un popolo molto lontano dall'uomo bianco. Kablunak (appunto uomo bianco) è il soprannome che Chemako riceve dagli abitanti di questo villaggio, fra i quali si integra benissimo, assistendo a storie d'amore, con tanto di fuga degli amanti. Il finale dell'albo, egregiamente disegnato dal compianto Bruno Marraffa, è amaro e tragico, quando si entra in contatto con la cultura dei bianchi. Da questo drammatico evento nascerà una delle storie più belle dell'intera saga di Ken Parker. Ma questo sarà materia del prossimo albo.


venerdì 11 settembre 2015

Ken Parker Classic N. 10 - "Le terre bianche"


È in'edicola il decimo numero della collana Ken Parker Classic, la ristampa delle avventure di Lungo Fucile edita da Mondadori. Il personaggio ideato da Giancarlo Berardi e da Ivo Milazzo è protagonista di una storia drammatica di lotta per la vita. Disperso fra i ghiacci dell'Alaska, Ken combatte contro l'uomo e contro la forza della Natura. Un albo splendidamente disegnato dal compianto Bruno Marraffa, abilissimo nel rappresentare le terre bianche del grande nord e, in particolare, lo scatenarsi di neve e vento sui fuggitivi. Prosegue e matura in questa storia l'amicizia fra l'inuit Nanuk e Ken. Sarà proprio questo intenso rapporto fra i due che permetterà loro di portarsi in salvo quando ormai ogni speranza sembra perduta. Berardi alterna il tono avventuroso a quello documentaristico, illustrandoci un mondo diverso e iniziando a presentare una filosofia di vita, quella degli inuit, da cui l'uomo occidentale ha tanto da imparare. Ma questo tema sarà ancor di più sviluppato nell'albo successivo.



domenica 6 settembre 2015

L'abisso




C'è un abisso etico, culturale e sportivo fra le due coppie, a svantaggio di quella più recente. Ecco perché non me ne frega più nulla di quello che fa la nazionale italiana di calcio. Almeno fino a quando sarà rappresentata da gente del genere.

giovedì 3 settembre 2015

Ken Parker Classic N. 9 - "Caccia sul mare"


È in'edicola il nono numero della collana Ken Parker Classic, la ristampa delle avventure di Lungo Fucile edita da Mondadori. Potete trovare qui un mio approfondimento sulla storia che porta il personaggio ideato da Giancarlo Berardi e da Ivo Milazzo a vivere una indimenticabile esperienza di marinaio in una baleniera. Esplicito e riuscito l'omaggio di Berardi al Moby Dick di Herman Melville, anche grazie ai disegni di Giancarlo Alessandrini, molto bravo a rappresentare con vivido realismo le scene drammatiche della caccia al cetaceo. Anche in questa storia l'autore ci presenta una varietà umana molto interessante. Spicca su tutti Nanuk, l'inuit con cui Ken condividerà forti esperienze tra i ghiacci dell'Alaska, tali da suggellare fra i due una straordinaria amicizia.


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