giovedì 15 luglio 2010

Il noir di Marsiglia: Izzo e Demian


E' proprio vero: una ciliegia tira l'altra. I primi 3 numeri di Cassidy, la miniserie bonelliana di cui ho parlato qui, mi hanno entusiasmato. Sarà l'atmosfera nera anni 70, sarà il personaggio protagonista Raymond Cassidy, un fuorilegge fregato dai complici di una rapina, che lo volevano stendere per prendersi la sua parte.... Devo dire che l'autore Pasquale Ruju ha creato un soggetto interessante e, finora, delle sceneggiature convincenti.Così son ritornato un po' sui miei giudizi, forse un po' troppo affrettati, su Demian, protagonista della prima miniserie di Ruju, uscita sempre per la Bonelli a partire dal 2006. L'avevo abbandonata dopo 2 numeri perché c'era qualcosa che non mi convinceva. Mi son deciso così a ricominciare la lettura e ho apprezzato subito un aspetto che avevo tralasciato 4 anni fa: l'ambientazione a Marsiglia. D'altronde, nella rubrica in apertura del primo numero, si fa subito riferimento ad uno scrittore che ho imparato ad apprezzare l'anno scorso: Jean-Claude Izzo.


Un marsigliese, maestro del noir per molti nostri autori italiani, come Massimo Carlotto (che lo citò come fonte ispiratrice in una bella trasmissione radiofonica in cui lo scrittore ospite raccontava dei propri maestri). Del compianto Izzo (morto prematuramente nel 2010) lessi il primo romanzo della trilogia ambientata appunto a Marsiglia: Casino totale. Protagonista un perdente, Fabio Montale, poliziotto che non si sente a suo agio nella divisa, che non ha mai sparato un colpo, che fa piuttosto l'educatore nelle periferie sgangherate, piene di immigrati nordafricani e arabi, dove salvare un ragazzino dal riformatorio è una conquista. L'amicizia e l'amore sono al centro tragico della storia, ma il vero cuore è Marsiglia, coi suoi vicoli, i suoi quartieri di periferia e il suo mare che è l'unico elemento di serenità. Izzo è talmente bravo che, mentre lo leggi, ti sembra di muoverti in auto insieme a Montale, di respirare la stessa aria afosa della città, di guardare lo stesso mare.


Demian cerca di ereditare da Izzo queste atmosfere e, in parte, ci riesce. Il nostro è anche lui un uomo crivellato dai colpi della vita ma, a differenza di Montale, è un po' troppo un giustiziere che accorre veloce sulla sua moto a soccorso degli indifesi. Vedremo comunque come procederà la storia, di cui è apprezzabile anche la descrizione della mala, o meglio della criminalità organizzata e dei suoi rapporti con la politica e l'economia. Come d'altronde è ottimamente rappresentata da Izzo, di cui ora (una ciliegia tira l'altra appunto) sto leggendo il secondo romanzo della trilogia: Chourmo, dove il nostro Montale ha lasciato la polizia e vuole soltanto andare a pesca, sorseggiare un buon vino conversando con gli amici di fronte al mare. Purtroppo la città possiede anche altri aspetti: violenza e odio, che attirano Montale in un'inchiesta molto dolorosa per lui.




Sulla quarta di copertina del romanzo compare un'opinione di Izzo riguardo ai suoi romanzi, che condivido pienamente. Eccola:
"Mi dicono a volte che i miei libri sono neri e pessimisti,, ma il più bel complimento che spesso mi hanno fatto è che quando si finisce di leggerli viene una maledetta voglia di vivere".

3 commenti:

  1. Non conosco queste opere... però apprezzo molto la tua costanza e competenza.

    Ti seguo sempre... nonostante il poco tempo!

    Ciao e buona estate... ovunque tu sia.

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  2. buona estate anche a te! spero di incontrarti presto, con tutta la famiglia!

    RispondiElimina
  3. Buongiorno Alessandro,
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