venerdì 5 ottobre 2012

Ricordando Sergio Bonelli: una top 11 delle sue pubblicazioni

Lunedì scorso, primo ottobre, nella sala conferenze della Biblioteca Comunale di Monfalcone, si è inaugurato il ciclo di incontri dedicato al fumetto, di cui avevo anticipato qui e qui. Lo scopo dell'iniziativa è quello di promuovere il fumetto come cultura, attraverso una serie di approfondimenti dei suoi vari aspetti e manifestazioni, in modo da avvicinare nuove persone a questa forma d'arte e di intrattenimento. Il motivo per cui la Biblioteca della Città dei Cantieri, nella persona del coordinatore delle sue attività Stefano Olivo, si premuri di organizzare una simile rassegna è anche quello di pubblicizzare i volumi ospitati nella sua ricca sezione dedicata ai comics.
E infatti, il titolo del primo incontro era: "Una biblioteca a fumetti. Le riviste, i volumi, gli autori". Roberto Franco, uno degli organizzatori dell'iniziativa, ha virtualmente condotto per mano il pubblico attraverso gli scaffali della biblioteca, mostrando immagini raffiguranti i testi a fumetti lì presenti. Io stesso son rimasto stupito della grande varietà di comics a disposizione dei frequentatori, ripromettendomi di approfondirne presto la consultazione. Roberto ha inoltre corredato la presentazione di ogni volume scelto con una disanima breve ma accurata, lasciando a Luca Lorenzon e a me il piacere di approfondire rispettivamente due temi: il fumetto argentino e il fumetto Bonelli. Di quest'ultimo parlerò con maggiore dettaglio nell'incontro del 12 novembre, ma lunedì ho già avuto modo di anticipare qualcosa.
In particolare la richiesta di Roberto era stata di condensare in 10 immagini + 1 la storia della casa editrice milanese: operazione difficilissima vista la mole di successi pubblicati dalla Sergio Bonelli Editore lungo la sua storia, ma stimolante.
Così ho prodotto questa carrellata di immagini (quasi tutte) di copertina sforzandomi di essere il più possibile oggettivo (mancano infatti alcuni personaggi che ho amato molto), consapevole che ogni decisione (anche etimologicamente parlando) comporta un taglio. Ecco quindi una top 11 possibile, non per forza la mia personale.


Sangue Navajo - Tex Gigante nn. 51-52-53, G.L. Bonelli / Galep, 01/1965 - 03/1965
E' la prima grande storia di Tex, quella in cui si apprezza il personaggio, così come lo ha impostato il suo creatore Gian Luigi Bonelli: intransigente nel difendere chi subisce un torto, intollerante nei confronti di chi abusa del proprio potere (militare o politicante che sia), risoluto nello scatenare una guerriglia indiana se questa serve a ripristinare la verità e la giustizia. Una forza della natura cui niente e nessuno può resistere.












Zagor contro il vampiro - Zagor nn. 85-86-87, G. Nolitta / G. Ferri, 07/1972 - 09/1972
Ho scelto questa storia perché la ritengo rappresentativa della contaminazione di generi che caratterizza la saga dello Spirito Con La Scure. La magia, i mondi fantastici che Guido Nolitta ha riversato nell'epopea dell'eroe di Darkwood, sono ben evidenziati in questo scontro (all'ultimo sangue!!!) fra Zagor e il barone Bela Rakosi, un vampiro venuto dalla lontana Europa a soccombere nel Nuovo Mondo durante un'alba, per lui, molto tragica.











Verso l'ignoto - Collana Rodeo - Storia del West n.1, G. D'Antonio / R. Calegari & G. D'Antonio & R. Polese, 06/1967
Straordinario l'affresco storico con cui Gino D'Antonio racconta le avventure della famiglia MacDonald attraverso l'affascinante epopea della Storia del West. Senza retorica, l'autore ci fa vivere tutti le tappe fondamentali di questa incredibile, entusiasmante e tragica storia, di cui, a far le spese, furono i Nativi Americani, già così ben raffigurati nella prima copertina della serie. Nel primo albo Brett, il capostipite della famiglia, sbarca dalla nave proveniente dall'Europa sulla costa atlantica e si imbarca con la spedizione scientifico-geografica di Lewis e Clark, che aveva l'obiettivo di esplorare le ignote terre dell'Ovest fino allo sbocco sull'Oceano Pacifico. Un viaggio affascinante e ricco di insidie. Storia del West, riedita a partire dal 1984, è l'opera della cui pubblicazione Sergio Bonelli andava più fiero.


Sciopero - Ken Parker n.58, G. Berardi / I. Milazzo, 04/1984
Ken Parker è stata una serie rivoluzionaria nello stile e nei contenuti. Temi come l'omosessualità, il femminismo, i diritti dei lavoratori vengono trattati con estrema naturalezza su uno scenario western realistico, ma anche poetico. La grande sensibilità di Berardi, resa dagli eleganti disegni di Milazzo, fanno della saga di Ken l'avventura di un uomo che cambia, sceglie, sbaglia pagandone le conseguenze. In questa storia Ken è una "spia", infiltrata per conto di un'agenzia investigativa all'interno di una fabbrica tessile di Boston. Deve individuare un sindacalista ma, constatando le condizioni di lavoro degli operai, capisce di aver sbagliato e si schiera dalla loro parte. La storia del vivere in un western unico, inimitabile su cui la parola fine non è ancora calata. Almeno questo è ciò che tutti i suoi vecchi lettori si augurano, visto che l'ultima storia pubblicata lo vede marcire in una squallida prigione della Florida.


L'ultimo Cangaceiro - Mister No nn.3-4-5, G. Nolitta / F. Bignotti (copertina G. Ferri), 08/1975 - 10/1975
E' Mister No, ancor prima di Ken Parker, il primo anti-eroe di casa Bonelli. Il personaggio più amato da Guido Nolitta, figlio dei suoi viaggi in Sud America e in Africa è uno scanzonato americano che si rifugia a Manuas, nel cuore dell'Amazzonia negli anni 50, in quella che allora era una frontiera fra la civiltà dell'uomo bianco e quella dei nativi. Nauseato dagli orrori della guerra e dall'ipocrisia su sui si fonda la società occidentale, Jerry Drake non è un giustiziere come Tex o Zagor, ma non si tira indietro di fronte ad un sopruso, intervenendo in favore di chi lo ha subito. E' ciò che accade in questa affascinante storia ambientata nel Nord-Est brasiliano, dove vengono rievocati i leggendari Cangaceiros, i fuorilegge che contrastavano l'arroganza e la violenza dei latifondisti. C'è subito tutto Mister No in questa storia: lo schierarsi con il più debole, i dubbi, la lealtà verso un amico.


L'uomo del Nilo - Un uomo un'avventura n.1, D. Canzio / S. Toppi, 11/1976
Per Sergio Bonelli non c'era differenza fra il lettore di fumetto d'autore e il lettore di fumetto seriale: il gusto e la potenzialità di fruizione dei due modelli di lettore sono gli stessi e, quindi, coincidono. Ecco perché portò in edicola una collana di albi cartonati grandi alla francese, con carta patinata. Roba che adesso trovi in libreria sotto il nome orribile di graphic novel. Lui invece la propose in edicola, affidando le matite a grandi nomi del disegno dell'epoca. Qui presento il numero 1 della serie, firmato da Sergio Toppi, recentemente scomparso: un'avventura lungo il Nilo durante la guerra fra inglesi e i seguaci del Mahdi per la presa di Khartoum. Il grande formato valorizza lo stile di Toppi che rompe la vignetta tradizionale, regalandoci delle tavole in cui l'attenzione del lettore è attratta da mille particolari del ricco sfondo, vero co-protagonista della narrazione, senza fargli però mai perdere il senso complessivo.


Gli Uomini in Nero - Martin Mystere n.1, A. Castelli / G. Alessandrini, 04/1982
I misteri sono una cosa seria. Vanno affrontati contestualizzandoli correttamente sia dal punto di vista scientifico che da quello storico. Beh, poi c'è la fantasia di Castelli che ci mette lo zampino, confezionandoci attorno delle avventure avvincenti e divertenti. Martin Mystere è questo, una geniale intuizione che resiste in modo spumeggiante dopo 30 anni da questo storico numero 1, dove troviamo già alcuni elementi chiave della serie: il mistero di Atlantide e la setta degli Uomini in Nero, un'organizzazione oscurantista che si oppone alla diffusione di verità nascoste e di scoperte scientifiche o storiche che minerebbero le attuali basi su cui si fonda la nostra società, compromettendone quindi l'ordine. Il Detective dell'Impossibile è un'inesauribile fonte di conoscenza e di divertimento.




L'alba dei morti viventi - Dylan Dog n.1, T. Sclavi / A. Stano (copertina C. Villa), 10/1986
Ecco il fenomeno: di costume ancor prima che editoriale! tanto che Sergio Bonelli deve riorganizzare la sua redazione per affrontare il successo inatteso dell'Indagatore dell'Incubo. Una serie che per molto tempo surclassa le vendite dell'imbattile (fino ad allora Tex Willer). Cose da far tremare i polsi! Come le storie horror di Dylan che riescono a fare breccia nel lettore, avvicinando alla casa editrice molti giovani e un nuovo pubblico femminile. Tiziano Sclavi entra in sintonia con le paure del lettore, facendole vivere sulla pagina. I disegni di Stano di questo primo numero sono debitori dell'influenza di Schiele, soprattutto nella rappresentazione degli zombi nudi e scarnificati, protagonisti della storia. Personaggi come l'assistente Groucho, dall'ironia demenziale e il mefistofelico dottor Xabaras entreranno nell'immaginario dei lettori proprio nell'interpretazione grafica di Stano.


Agente Speciale Alfa -Nathan Never n.1, A. Serra / C. Castellini, 06/1991
La fantascienza trova finalmente una casa stabile dentro la Sergio Bonelli Editore. Aveva fatto capolino in tante storie di altre serie: in Zagor, in Tex, in Martin Mystere, ma mai fino al giugno del 1991 era riuscita ad ottenere l'onore di una collana tutta per se. Ci pensa la cosiddetta banda dei sardi, composta dagli autori Serra, Medda e Vigna, a convincere l'editore. Nasce così Nathan Never, serie che subisce l'influenza della fantascienza adulta, quella di Arthur C. Clarke, di Isaac Asimov e di William Gibson. E subito dal primo numero entrano in scena le tre leggi della robotica di Asimov, l'irriducibile nemico Aristotele Skotos, gli androidi. Temi e personaggi che ritroveremo lungo la saga, assieme a molti altri e a tanti episodi in cui anche la sfera psicologica e la vita dell'uomo Nathan verranno analizzate, proponendolo come un personaggio non solo d'azione, ma a tutto tondo.


Gli occhi dell'abisso -Julia n.1, G. Berardi / L. Vannini (copertina Marco Soldi), 10/1998
Dopo Ken Parker, Berardi realizza una serie in cui ancora l'umanità dei personaggi è la vera protagonista. La criminologa che insegna all'università, che collabora con la polizia è solo apparentemente una donna di successo. Le sue fragilità, i suoi problemi, ma anche il suo coraggio e la sua sensibilità, in altre parole, la sua vita, accompagnano il lettore ormai da 14 anni. Insieme a Julia cerchiamo di capire, senza pregiudizi, chi è la persona che commette atti criminosi, cerchiamo di conoscere quel male che si annida anche dentro di noi. Subito nel primo numero Julia affronta un serial killer, un classico del genere giallo-noir. Fra le vittime anche una studentessa del suo corso: Julia si convince ad indagare, riaffrontando un suo vecchio incubo che pensava di aver sepolto nel suo passato.




La valle del terrore -Tex Albo Speciale n.9, C. Nizzi / R. Raviola (Magnus), 06/1996
Il "Texone" per eccellenza, il più sudato, il più atteso, il capolavoro. Sergio Bonelli attende per 7 lunghi anni che il lavoro maniacale di Magnus si compia. Il disegnatore bolognese si rinchiude nella sua casa di Castel del Rio sull'Appennino dedicando anima e corpo all'Eroe. Realizza ogni vignetta come se fosse un quadro unico e irripetibile: e i risultati lo premiano. Le scene dell'agguato nella foresta, dove ogni singola foglia è disegnata con precisione, e quelle dell'assedio al castello sotto la pioggia, rivelano l'ossessiva meticolosità con cui Magnus ha studiato ogni inquadratura. Il suo servizio reso all'Eroe non ha paragoni nella storia del fumetto Bonelli. Provoca dolore sapere che la morte ha colto Magnus pochi mesi prima della pubblicazione del suo gioiello.




Ricordare Sergio Bonelli parlando di lui, del suo lavoro, della sua casa editrice di fronte ad un gruppo di persone interessate è stato probabilmente il modo migliore, per me, di rendergli omaggio e di ringraziarlo per tutti i sogni che mi ha regalato.

martedì 2 ottobre 2012

Ricordando Sergio Bonelli: il Tex di Guido Nolitta

Ad un anno di distanza dalla morte di Sergio Bonelli mi è venuto spontaneo leggere delle sue vecchie storie a fumetti e approfondire la sua figura attraverso la lettura di alcuni testi. La pubblicazione recentissima, da parte della Rizzoli Lizard, del primo volume degli Archivi Bonelli, dedicato a Guido Nolitta, mi ha sollecitato a riprendere in mano "El Muerto", l'affascinante storia di una vendetta di cui Tex è l'oggetto. Sto parlando di un albo storico, il 190 dell'agosto 1976, seguito da "La collina degli stivali", nel quale ha luogo il drammatico epilogo della vicenda (i disegni sono di Galep).
La storia è importante nell'evoluzione della figura del personaggio Tex Willer, in quanto rappresenta un eroe diverso da quello di Gian Luigi Bonelli, cui fino ad allora i lettori erano abituati. In verità, la prima sceneggiatura del Ranger firmata da Guido Nolitta fu "Caccia all'uomo", disegnata magistralmente da Fernando Fusco e pubblicata nel gennaio dello stesso anno. Qui troviamo un Tex completamente diverso da quello del padre. Infatti il Tex di Gian Luigi capisce se chi gli sta davanti è buono o cattivo dal solo sguardo: ha un sesto senso infallibile che gli permette di discernere il Bene dal Male. Il Ranger di Guido Nolitta invece dimostra un lato più umano, tanto che in "Caccia all'uomo" prende un abbaglio considerando Andy Wilson, il ragazzo ricercato dall'amico sceriffo Tom Kenyon, un fuorilegge. Lo insegue, lo cattura attraverso mille difficoltà ma, strada facendo, si riempie di dubbi, arrivando a convincersi che sul giovane penda una falsa accusa. Questo ripensamento tardivo, tuttavia, non è sufficiente a salvare la vita ad Andy che, giunto con un Tex malconcio ad Agua Fria, viene arrestato dal crudele sceriffo, frettolosamente processato e impiccato dallo spietato giudice Maddox. Una volta ripresosi, Tex elimina i due violenti rappresentanti di una legge del tutto personale ma ormai la frittata è fatta.
Il sesto senso di Tex ha fallito e le conseguenze, sono state pesanti. Inoltre, cosa mai successa prima, il dubbio, questa forma del pensiero così sconosciuta, ha attraversato la mente di Tex. So che all'epoca ci furono diverse discussioni fra i lettori se tale impostazione di Tex fosse corretta, accettabile o comunque coerente con le linee guida del personaggio. Secondo me, la figura dell'eroe ne giovò. Resta il fatto che la maggiore umanità di Tex introdotta da Guido Nolitta è un fattore di cui oggi gli attuali sceneggiatori (Boselli, Faraci, Manfredi e Ruju) devono tener conto, cercando di mediarlo con la figura invincibile e quasi onnisciente del Tex del padre Gian Luigi.
La coppia di albi in cui si narra di Paco Ordonez, alias El Muerto, si caratterizzano poi per una tensione via via crescente: il fuorilegge e la sua banda massacrano di botte Tiger Jack e feriscono Kit Willer al solo scopo di incattivire Tex, che viene sfidato ad un duello mortale con El Muerto sulla collina degli stivali. L'adrenalina raggiunge il massimo nella scena finale naturalmente, anche se un deciso pugno nello stomaco sono le tavole precedenti nelle quali uno spietato Tiger Jack manda all'altro mondo il disarmato Faccia Tagliata, il navajo rinnegato appartenente alla banda di Paco Ordonez, augurandogli meritatamente di "precipitare nell'inferno dei bianchi".
Ma che cosa differenzia, in questa storia, il Tex nolittiano da quello del padre? Il motivo dell'odio di El Muerto nei confronti del Ranger. Il fuorilegge, infatti, ha questo soprannome perché il suo viso è stato orrendamente sfigurato in un incendio, involontariamente provocato dal Ranger, quando questi si era presentato nel covo della banda dei fratelli Ordonez per arrestarli. I due fratelli di Paco assaggiarono fatalmente il fuoco caldo della colt di Tex che rischiò di morire fra le fiamme, sviluppatesi, nel frattempo, fino a distruggere completamente il covo dei tre banditi. Le urla di Paco furono sentite da Tex ma questi non riuscì a fare nulla, salvato in extremis dall'intervento di altri uomini. Ancora, anche se in modo meno marcato che in "Caccia all'uomo", un atto di Tex (l'incendio provocato) ha delle conseguenze nel futuro non volute ma drammatiche (il ferimento di Tiger Jack e di Kit e il difficile duello finale nel quale, a parte la ovvia morte di Ordonez, Tex si rimedia una ferita alla spalla).
Tex resta sempre un eroe invincibile, ma qualcosa di più umano si è insinuato dentro di lui in quel lontano 1976 e da allora non l'ha più abbandonato. E questo grazie a Sergio Bonelli/Guido Noliita.

domenica 30 settembre 2012

Monfalcone: una biblioteca a fumetti

Lunedì 1 ottobre alle 18 si inaugura il ciclo di incontri che la Biblioteca di Monfalcone dedica al fumetto. Si inizia con la presentazione dei volumi che popolano la ricca sezione che la Biblioteca riserva all'arte sequenziale.
Di seguito la locandina completa di tutti gli incontri.



mercoledì 26 settembre 2012

Saguaro: eroe Bonelli


Gli eroi Bonelli sono molto diversi fra loro e si sono evoluti nel corso dei decenni, ma ci sono dei fondamentali cui non sono mai venuti meno, alcune regole non scritte alle quali tutti sottostanno.
Saguaro, l'ultimo eroe in ordine di tempo, non fa eccezione. Del personaggio creato da Bruno Enna e delle regole dell'eroe Bonelli parlo qui, su Fucine Mute. E' il mio modo per ricordare con affetto Sergio Bonelli, ad un anno dalla sua scomparsa.

lunedì 17 settembre 2012

Sequenze urbane....reloaded

La prima edizione del 2006 era andata esaurita. Così Andrea Alberghini ha deciso di ristampare il suo prezioso saggio su Città e Fumetto intitolato Sequenze Urbane. La metropoli nel Fumetto. Con 18 euro ci si porta a casa questo interessante volume edito da Delta Comics, imprescindibile riferimento per chi voglia approfondire il tema dell'immagine della città attraverso il fumetto, analizzato mediante lo studio di oltre trenta opere.
Il lavoro di Andrea ha origine dalla sua tesi di laurea in architettura, discussa nel 1997 presso lo IUAV di Venezia ed intitolata "Visioni dell'Urbano. La Metropoli nel Fumetto": da allora il nostro non ha mai smesso di studiare l'argomento, diventandone uno dei massimi esperti anche a livello internazionale.
Il volume sarà in vendita da fine settembre e sarà già disponibile, insieme al suo autore in carne ed ossa, al Treviso Comic Book Festival del 29 e 30 settembre prossimi.
Interessante anche il making of dell'affascinante copertina, proposto dall'autore Michele Zangirolami sul suo blog.

mercoledì 12 settembre 2012

La mia estate in noir (II)

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Non c'è niente da fare: è il libraio migliore che abbia mai incontrato. E' quello che ogni estate mi consiglia autori che altrimenti non scoprirei mai. Sono scrittori noir, o per lo meno girano attorno a questa etichetta. Dei perfetti sconosciuti per me, ma non per lui che se li legge tutti. E poi me li suggerisce.

La terza tappa nera di questa mia estate è stata un'isola, fredda e inospitale, sferzata dal vento: l'isola di Lewis, nell'arcipelago delle Ebridi, a ovest della costa occidentale della Scozia. Qui è ambientato il romanzo dello scozzese Peter May, autore pubblicato per la prima volta in Italia. Einaudi si prende il merito di presentare al pubblico italiano The Blackhouse, tradotto in L'isola dei cacciatori di uccelli. Primo volume di una trilogia collocata su questa dura isola, sulla quale fa ritorno, dopo molti anni, un suo abitante, l'ispettore Fin Macleod. Lasciatosi alle spalle a Glasgow un matrimonio fallito e la morte del piccolo figlio, il poliziotto affronta di nuovo la terra e la gente da cui è scappato tanti anni prima, per indagare su un caso di omicidio. Questo è solo il pretesto che consente a May di ripercorrere attraverso lunghi e intensi flash-back, l'infanzia e la giovinezza di Fin: capitoli narrati in prima persona dal protagonista, alternati alla narrazione del presente che invece è in terza persona. La durezza della storia di Fin, dell'amore della sua vita Marsaili e del suo amico di infanzia Artair è esasperata dalla descrizione dello sfondo. L'isola è la protagonista assoluta del romanzo: la sua pioggia, il suo vento, i suoi colori che variano dal nero al grigio non sono solo elementi naturali ma fanno parte anche dell'animo delle persone che la abitano. Non c'è spazio per sorrisi, allegria e serenità su questo pezzo di terra, dove gli uomini compiono ogni anno un rito iniziatico, crudele, pericoloso e ormai inutile, che affonda le radici nel lontano passato: restare per due settimane su un piccolo e sperduto isolotto a sterminare le sule, uccelli che affollano il piccolo scoglio per nidificare. Fin compie un viaggio nel proprio passato, per scoprire i fatti terribili che la sua coscienza aveva rimosso. Sotto questo aspetto The Blackhouse è un romanzo di formazione, crescita, distruzione, fuga, oblio e ritorno con catarsi finale. L'indagine e la soluzione del caso, come ogni buon noir prevede, sono strumentali alla scoperta dell'abisso che divora il protagonista. Tuttavia May ci regala un raggio di luce, perché il romanzo ha una sottotrama importante: si può anche leggere come un'incredibile, tormentata e struggente storia d'amore. L'unico rifugio, sembra suggerire l'autore, in cui l'uomo può trovare la propria salvezza.
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martedì 11 settembre 2012

KP 9: Caccia sul mare


Titolo: Caccia sul mare
Data: Febbraio 1978

Soggetto/Sceneggiatura:
Giancarlo Berardi
Disegni/Copertina:
Giancarlo Alessandrini / Ivo Milazzo





In seconda di copertina, per la rubrica "Tracce nel vento", troviamo delle sagge parole Eskimo, che introducono il grande protagonista dell'albo: il mare e il suo rapporto con l'uomo.


Questa storia è un riuscito omaggio di Berardi al "Moby Dick" di Melville. Il protagonista assoluto è il mare, la natura e lo scontro fra questa e l'uomo.
Solo poche tavole (dodici) sono ancora ambientate sulla terraferma, a San Francisco. Si svolgono tre fatti principali. Ken si separa dal suo Kentucky lasciandolo ad un armaiolo con l'incarico di modificarlo per rendere più veloce la carica. Passerà molto più tempo di quanto creda, prima di poterlo imbracciare di nuovo.


Poco dopo Dash saluta Ken per fare ritorno a casa e, infine, Ken, abbastanza ingenuamente, soccorre una donzella cinese in apparente difficoltà e, come ringraziamento, accetta di bere del sakè.... con del sonnifero.
Il risultato è raffigurato nelle vignette seguenti.


Ken si trova imbarcato, contro la sua volontà, sulla baleniera New England e inizia così l'avventura di marinaio forzato di Ken. Berardi presenta molto accuratamente i membri dell'equipaggio, a partire dal capitano e la moglie Laura: non viene taciuta la freddezza che li separa e lo stato psichicamente debole della donna.


Il nostromo Hardy sarà un personaggio centrale nella storia, distinguendosi per la sua prepotenza e violenza. Sono subito scintille fra lui e Ken: le frustate con cui il capitano punisce il nostro per l'iniziale ribellione, non sono una pena sufficiente per Hardy, che dimostra anche il suo razzismo nei confronti di Nanuk ,il marinaio inuit che accompagnerà poi Ken nelle avventure successive.


Ken, con l'aiuto dei suoi nuovi colleghi, si abitua per gradi alla vita sulla nave e Berardi ne mostra i passi fino a quando il "montanaro" non cede alla bellezza di questo aspetto della natura che non aveva conosciuto prima. Accade nella bella vignetta che segue.


L'incontro con la preda non tarda ad arrivare e Ken partecipa alla caccia come rematore della lancia dalla quale, prima Nanuk e poi il capitano, scagliano gli arpioni letali. Il pathos del confronto è ben reso da Giancarlo Alessandrini in questa tavola.


Seguono poi diverse tavole in cui, in modo forse un po' troppo didascalico, Berardi mostra il durissimo lavoro dei marinai successivo alla cattura della balena. Trascorrono quindi mesi senza avvistarne un'altra e Ken  affronta un discorso a metà fra l'ecologista e l'egualitario, aprendo gli occhi ai suoi compagni. Parole come padrone e concetti quale lo sfruttamento dei lavoratori anticipano i discorsi e la storia protagoniste del capolavoro Sciopero, l'albo che troveremo molto più avanti nella saga. L'idea di uguaglianza sembra molto più chiara e naturale all'"incivile" Nanuk, di quanto appaia ai marinai americani, pur dotati di una Costituzione che la esprime nero su bianco (da sottolineare, a riguardo, la puntualizzazione di Ken nei confronti del marinaio che, nella penultima vignetta, afferma che l'uguaglianza degli uomini viene da Dio....).


Lo scontro finale con la natura è peraltro inevitabile. Un enorme capodoglio viene avvistato: segnerà la tragica fine della vicenda...


Berardi sfodera qui il suo talento narrativo, proponendo diverse tavole in cui si alternano le scene della lotta fra i marinai e il capodoglio con quelle dello stupro perpetrato da Hardy nei confronti di Laura. Un montaggio che lascia sgomento e senza fiato il lettore.



Alessandrini dà il meglio in queste tavole molto dinamiche e drammatiche: ci fa salire direttamente sulle lance insieme ai marinai, condividendone il terrore.



Straordinaria la tavola seguente (anche se la didascalia non era necessaria...).

Tutto è perduto, o quasi... La New England sta per affondare, le lance sono state rovesciate dal capodoglio e i marinai sono dispersi: solo Ken, Nanuk e il capitano riescono a salvarsi su una delle imbarcazioni. Ken, quindi, si dimostra molto coraggioso (forse un po' troppo supereroe...) nel proiettarsi sulla nave per salvare Laura, dopo aver ucciso Hardy in un feroce duello che il nostro sognava fin dall'episodio iniziale delle frustate.
Ecco il nostro eroe mentre trae in salvo la donzella e mentre nuota come un pesce nei corridoi sommersi della nave alla ricerca, ahimè vana, di altri superstiti.



Nell'ultima tavola, i quattro naufraghi avvistano terra dopo che il capitano ha rivelato la causa degli strani comportamenti di Laura: la perdita del figlio durante la gravidanza. L'eccessiva carica melodrammatica del primo piano del capitano, viene stemperata dalla serenità dei volti di Ken e Nanuk alla vista dell'altrettanto sereno paesaggio che si prospetta davanti a loro.


Caccia sul mare è un buon albo, riuscito nelle parti di vita marinara e soprattutto nelle fasi della caccia, dove si respira il pathos del confronto fra uomo e natura. Poco attinenti, secondo me, le parti che riguardano la presunta pazzia di Laura. Infine, la prova di Giancarlo Alessandrini è decisamente migliorata rispetto alla precedente: spettacolari le scene di lotta con il capodoglio, ancora qualche incertezza nella rappresentazione del volto di Ken.

lunedì 10 settembre 2012

Roba seria


Spesso la qualità non è apprezzata, soprattutto se è roba seria....
Walter Chendi si distingue sempre per il suo tocco ironico e fabiesco, che spiazza e affascina allo stesso tempo...

venerdì 7 settembre 2012

La mia estate in noir (I)

Non c'è niente da fare: è il libraio migliore che abbia mai incontrato. E' quello che ogni estate mi consiglia autori che altrimenti non scoprirei mai. Sono scrittori noir, o per lo meno girano attorno a questa etichetta. Dei perfetti sconosciuti per me, ma non per lui che se li legge tutti. E poi me li suggerisce.

Ferdinand von Schirach
Così ho scoperto quel gioiello intitolato Il caso Collini, di Ferdinand von Schirach edito da Longanesi, che ha suscitato le forti emozioni già raccontate qui, e di cui ho scritto una breve recensione qui. Il migliore romanzo dell'anno, senza dubbio: grande nella sua semplicità, potente nella sua verità.
Il testimone è passato quindi ad un autore misterioso, Shane Stevens. Misterioso non solo perché il nome è uno pseudonimo, ma soprattutto per il fatto che fece perdere le proprie tracce a partire dagli anni Ottanta rimanendo nell'anonimato fino alla morte avvenuta nel 2007. Questo aspetto ha accresciuto la sua fama, che si deve essenzialmente e con merito ad un vecchio romanzo del 1979, Io ti troverò, pubblicato in Italia appena nel 2010 e considerato il capostipite del genere del serial killer. Un libro idolatrato da altri scrittori americani del calibro di Stephen King e James Ellroy per la sua capacità di descrivere il male perfetto.

Il libraio però mi ha indicato un altro suo romanzo, L'ora della caccia, edito da Fazi Editore, motivando il suo suggerimento con il fatto che il tema mi sarebbe sicuramente piaciuto. E non si è sbagliato. Come potrebbe infatti deludermi una caccia ai nazisti? Soprattutto poi se a condurla nella Parigi del 1975 è un ispettore ebreo francese, César Dreyfus, unico superstite di una famiglia sterminata ad Auschwitz. La testardaggine del poliziotto nell'andare oltre alle apparenze di un caso di suicidio, lo portano a scoprire trame complesse che lo riportano indietro di 30 anni. Al periodo in cui l'Europa stava uscendo dal baratro nel quale le follie naziste l'avevano catapultata. Un esito sporco di tanto sangue e di tanti colpevoli sfuggiti alla giustizia grazie ad una rete di salvataggio che permise la fuga di numerosi criminali. Dreyfus fa una caccia spietata a Dieter Boch, il killer nazista, sollevando imbarazzo nelle alte sfere della polizia, della politica e dei servizi segreti francesi e tedeschi di entrambe le Repubbliche, la Federale e la Democratica. Lui, che convive con quel terribile e ingiusto senso di colpa che assale i sopravvissuti all'Olocausto, vuole solo la verità, lo deve alla sua famiglia, vuole svelare la rete che ha concesso una nuova vita impunita agli assassini dei suoi genitori e di tanti altri innocenti. Si scontrerà con tutti quelli che preferiscono lasciare le cose come stanno per interesse, per soldi, per quieto vivere o per razzismo. Stevens tesse una trama molto complessa e ricca di colpi di scena, dove la fanno da padrone due elementi. Da una parte il ritmo, l'azione quasi rocambolesca a volte. Dall'altra il fine e testardo ragionamento dell'ispettore ebreo che finisce con l'immedesimarsi nella psiche del sicario nazista per comprenderne le motivazioni e le mosse. Un'identificazione dolorosissima ma necessaria.
Continua qui

martedì 4 settembre 2012

La cultura del fumetto...a Monfalcone



La Biblioteca di Monfalcone in collaborazione con l’Associazione Culturale ETRA e con il contributo organizzativo dell’Associazione Culturale ARTeFUMETTO, dell’Associazione Daidaloi e con il Centro Giovani comunale proporrà a partire da lunedì 1° ottobre il ciclo “La cultura del fumetto” una serie di incontri dedicati all’”arte sequenziale”, condotti da esperti del settore. Ciascuna serata sarà dedicata ad un tema specifico o ad una specifica scuola internazionale o alternativamente ospiterà delle letture sceniche concepite e condotte dal gruppo Daidaloi. 

La rassegna, rivolta a studenti ed appassionati, si svolgerà 
ogni lunedì dal 1° ottobre al 3 dicembre 2012 presso la sala conferenze della biblioteca di Monfalcone alle ore 18:00 secondo il seguente programma:


Data
Titolo
Curatore
1 ottobre
Una biblioteca a fumetti. Le riviste, i volumi, gli autori
a cura di Artefumetto
8 ottobre
Lettura scenica
a cura del Gruppo Daidaloi
15 ottobre
Scrittura e fumetto: dal testo alle immagini
Con Walter Chendi
22 ottobre
Le bande dessinee. Il caso irripetibile del fumetto franco-belga)
Con Matteo Alemanno
autore e disegnatore
29 ottobre
Manga (fumetto giapponese)
Con Stella Marega
5 novembre
Lettura scenica
a cura del Gruppo Daidaloi
12 novembre
Fumetto popolare e fumetterie
Con Alessandro Olivo e Dario Fontana
19 novembre
Editoria e fumetto
Con Giovanni Mattioli sceneggiatore e editor per varie case editrici nazionali
26 novembre
Dal fumetto popolare al fumetto d’autore. La cultura Underground nel fumetto.
Con Giuseppe Palumbo
disegnatore per la testata Diabolik
3 dicembre
Lettura scenica
a cura del Gruppo Daidaloi

giovedì 30 agosto 2012

Shanghai Devil: intervista a Gianfranco Manfredi

"...cercare di raccontare le varie sfumature, i diversi significati dell'assumere una Maschera mi pareva un tema interessante da trattare. Ugo Pastore se lo pone così: fa davvero differenza indossare la maschera oppure no? Ci si può emancipare dalla Maschera?" 
Questo è solo un brevissimo estratto dall'intervista che Gianfranco Manfredi mi ha rilasciato per Fucine Mute e che potete trovare integralmente qui! L'oggetto della conversazione è la mini-serie a fumetti Shanghai Devil, nella quale il giovane Ugo Pastore intreccia la sua vicenda personale con quella storica della rivolta dei Boxer nella Cina del 1900. Ancora una volta Avventura e Storia sono le protagoniste di un fumetto avvincente, giunto a due terzi del suo cammino editoriale. L'autore discute con la consueta passione di vari temi, senza lesinare alcune anticipazioni sui progetti futuri che si prospettano davvero interessanti. A ridosso del primo anniversario della morte, non può mancare poi un ricordo di Sergio Bonelli e del suo contributo al fumetto italiano.

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