sabato 4 giugno 2016
Maledetta balena in biblioteca
Continua Leggere tra le nuvole, la rassegna monfalconese dedicata al fumetto. Lunedì 6 giugno alle 18:00 la Biblioteca Comunale ospiterà Walter Chendi, l'autore triestino che ha regalato ai lettori la sua ultima emozionante storia, intitolata Maledetta balena, edita da Tunué. Un appuntamento da non mancare per approfondire con il fumettista, nato in un freddo mattino di Bora scura, ogni dettaglio tematico e stilistico relativo alla sua ultima opera. Ma quando scrivo ultima, scrivo bene? A giudicare dalle vignette pubblicate sul sito di Chendi, direi che c'è già in ballo un nuovo progetto: un'altra vita, un altro vecchio amore.
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mercoledì 25 maggio 2016
Ken Parker in biblioteca
Lunedì 30 maggio la Biblioteca Comunale di Monfalcone inaugura una rassegna dedicata al fumetto, intitolata Leggere tra le nuvole. Si tratta di un ciclo di tre incontri settimanali. Il primo di questi sarà suddiviso in due parti. Nella prima, intitolata Ken Parker, antieroe Bonelli, parlerò del personaggio creato da Giancarlo Berardi e da Ivo Milazzo, la cui storia si è conclusa poco più di un anno fa. Mi auguro di trasmettere al meglio lo spirito che ha contraddistinto questa figura unica e indimenticabile del fumetto italiano.
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giovedì 19 maggio 2016
Due eroi per Jack
Ho conosciuto Giacomo Jack Pueroni da NonSoloLibri, quel magnifico punto d'accumulazione fumettistica animato dai triestini Dario e Mariuccia Fontana. Là ho scoperto che quel ragazzo non solo comprava, ma anche disegnava, i fumetti. Ho iniziato così ad ammirare le sue tavole, leggendo prima Jonathan Steele e poi Nathan Never. L'ho visto poi diverse altre volte in giro per le fiere di settore, anche in qualità di ospite (vedi l'audace incontro con gli autori del primo marzo 2013 a Trieste, presso la mostra L'Audace Bonelli). L'ultima a maggio dell'anno scorso a Palmanova, quando venne ad assistere ad un incontro presso il festival Novaludica, che vedeva come protagonisti i suoi colleghi nathanneveriani Bepi Vigna e Romeo Toffanetti. Poi più nulla. Seguendo il suo blog ho capito il motivo. Giacomo si è ammalato di sclerosi laterale amiotrofica ed è stato costretto a lasciare il suo lavoro.

domenica 17 aprile 2016
La risma
Se ancora non si fosse capito a quale risma di politici appartengano Matteo Renzi o Giorgio Napolitano, questi ultimi giorni sono stati rivelatori. I due uomini che ricoprono e hanno ricoperto le più alte cariche dello Stato italiano, si sono permessi di invitare gli italiani a disertare il referendum abrogativo che si tiene oggi 17 aprile. In altre parole, due uomini che sono ed erano ai vertici di una Repubblica democratica chiedono a donne e uomini, che di quella Repubblica fanno parte, di rinunciare ad uno strumento di espressione democratica previsto dalla Costituzione democratica di quella stessa Repubblica.
A me sembra scandaloso e inaccettabile. Credo che tutti gli italiani dovrebbero invitare i due uomini politici a dimettersi dalle rispettive cariche (Napolitano è tuttora Presidente Emerito della Repubblica Italiana e senatore a vita). Anche perché la risma di politici alla quale si sono aggiunti con le loro dichiarazioni non è propriamente delle migliori: Craxi nel 1991 e Berlusconi nel 2011 fecero lo stesso, invitando gli italiani ad andare al mare piuttosto che recarsi alle urne referendarie per esprimere il proprio parere rispettivamente sulle preferenze e sul nucleare.
Se chi fa parte delle istituzioni di uno Stato non crede negli strumenti democratici che quello Stato prevede per consentire l'espressione della volontà del popolo, allora lo Stato stesso e le sue istituzioni sono in una profonda crisi. E non serve a nulla riformare lo Stato cambiando la legge elettorale con premi di maggioranza del tutto anti-democratici e trasformando il Senato in una "cameretta" consultiva. Nelle elezioni politiche, votiamo una casta di persone che sceglie al proprio interno chi presentare come candidati, seppur suddivisi in fazioni teoricamente in contrapposizione fra loro. Questa è democrazia apparente. E per di più, le briciole di democrazia diretta, come i referendum, vengono boicottati dai vertici della casta.
Questa è la risma di persone che occupa i vertici di uno Stato dalla bellissima Costituzione e dalla nobile nascita (la guerra partigiana). Ma se persino chi, come Napolitano, pur essendo abbastanza anziano da ricordare di essere nato sotto un regime in cui il voto non contava nulla, ora invita a rinunciare ad una conquista costata tanto sangue, beh, allora, la nostra indignazione non è sufficiente. Non basta lamentarsi a parole e continuare a subire.
Un primo passo concreto, quindi, è andare a votare oggi 17 aprile. Perché altrimenti anche noi dimostreremmo di far parte della stessa risma cui appartengono Renzi, Napolitano, Berlusconi e Craxi. E io non ne voglio assolutamente far parte.
mercoledì 6 aprile 2016
Ancora Bruce
Evviva le nevrosi!
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domenica 3 aprile 2016
Gallieno Ferri, l'Avventura non è finita
Sui suoi disegni e su quelli di Galep ho imparato a leggere. Le sue copertine di Zagor e Mister No avevano la capacità di catapultarti dentro la Foresta di Darkwood o la Giungla Amazzonica. Per 55 anni Gallieno Ferri ha firmato tutte le copertine degli albi dello Spirito con la Scure pubblicati dalla Sergio Bonelli Editore. Ha creato graficamente Zagor e Mister No, dando forma ai personaggi e alle storie partorite dalla fantasia prima di Guido Nolitta e poi di una serie lunghissima di sceneggiatori. Fra questi Moreno Burattini, l'attuale curatore di Zagor che così descrive Ferri durante un'intervista di qualche anno fa:
"Ferri è l’incarnazione di Zagor. Non conosco nessun disegnatore in grado di fare quel che fa il suo eroe, Ferri sì. Scia, va sott’acqua, fa canoa, esce in windsurf. Poi si siede al tavolo da lavoro e per primo si diverte con ciò che illustra, perché sente la bellezza, la forza, il mistero della natura. Una volta mi ha portato a fare rafting con lui e mi ha detto: «voglio che tu veda com’è davvero un fiume che scorre fra gli alberi, che potenza ha, il silenzio che c’è in certi punti e il rombo che c’è in certi altri, solo così potrai trasmettere queste sensazioni nelle storie che scrivi». Il suo talento è quello di rendere magico e affascinante quel che racconta con matita e pennello. Suscita il sense of wonder in ogni lettore."
Ieri, 2 aprile 2016, Gallieno Ferri se n'è andato all'età di 87 anni. Tutto il mondo del fumetto popolare italiano è in lutto. Io lo ricorderò sempre con affetto, immaginandolo da qualche parte, con la matita in mano, tra la Foresta di Darkwood e la Giungla Amazzonica. L'Avventura non finisce con la sua morte.
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lunedì 28 marzo 2016
Maledetta balena
Maledetta balena è un fumetto che ti fa chiedere perché le case editrici non pubblichino più spesso opere simili. E poi ti rispondi che pochi autori hanno le capacità di creare storie così sublimi e quindi ti dici che, in fondo, è giusto così.
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sabato 12 marzo 2016
Voglia di realtà
Dopo non so nemmeno io quanti anni (forse decenni) mi son limitato all'acquisto di un unico albo Bonelli: Julia, l'unico fumetto della casa editrice che, a ben guardare, sia ambientato nel tempo presente e che sia immerso nella realtà vera. Nessun incubo, nessuno zombie, nessun mistero. Realtà cruda, vera. Giancarlo Berardi ci porta ogni mese in un viaggio dentro le nostre nevrosi e dentro i problemi della nostra società. E lo fa quasi sempre con originalità, tatto e realismo, Avventura? Ovviamente c'è sempre il plot giallo che dà struttura alla storia, ma è solo lo scheletro di un corpo in cui la parte interessante è tutto il resto. Julia è quindi il fumetto meno avventuroso (secondo i canoni classici del termine) e più veristico (Berardi è un grande estimatore di Giovanni Verga) della Bonelli. E adesso è l'unico che mi interessi.
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lunedì 29 febbraio 2016
Painted Tex, ma non basta
Painted desert, il terzo volume della collana bonelliana I romanzi a fumetti di Tex è in edicola. Il terzo Tex alla francese, cartonato a colori e in grande formato, purtroppo non convince. Angelo Stano firma disegni e colori della storia scritta da Mauro Boselli. Dopo Mohawk River, la coppia torna ma non graffia allo stesso modo. Il motivo della delusione non risiede né nella storia tanto meno nei disegni o nei colori, perché alla fine i due autori confezionano un volume gradevole. Il punto è che manca qualcosa. Il primo volume della collana, L'eroe e la leggenda, realizzato in toto da Paolo Eleuteri Serpieri, aveva colpito per i disegni (ogni tavola una piccola opera d'arte) e soprattutto per la storia: un episodio del giovane Tex, raccontato da un vecchio Carson ad un cronista, che fa sorgere il dubbio se Tex sia solo una leggenda o una persona realmente esistita. Il secondo volume, Frontera!, scritto da Mauro Boselli vedeva protagonista ancora un giovane Tex questa volta disegnato con una estrema libertà grafica da Mario Alberti in un'interpretazione della tavola che costituiva una vera rivoluzione per i lettori di Tex.
Se quindi libertà grafica e libertà narrativa avevano caratterizzato i primi due volumi de I romanzi a fumetti di Tex, non altrettanto si può dire di Painted desert, dove non c'è traccia né dell'una né dell'altra. Tex, infatti, vive un'avventura che potrebbe benissimo figurare nella serie mensile, perché non getta alcuna luce sul suo passato. I disegni di Stano sono precisi sì, ma molto statici: il grande formato non viene sfruttato per la libertà che potrebbe concedere. Solo i colori sono sontuosi, questo sì, e il grande formato ci aiuta ad apprezzarli in tutta la loro luminosità. Ma è una motivazione piuttosto modesta per giustificare un volume che, dopo le grandi soddisfazioni dei due che lo hanno preceduto, appare alquanto deludente.
domenica 28 febbraio 2016
Ken e Bruce? Anche basta
Ho smesso di acquistare Ken Parker Classic, la ristampa delle avventure di Ken Parker. Non ho acquistato nessun biglietto dei tre concerti che Bruce Springsteen terrà quest'estate in Italia. Perché? Perché mi voglio bene. Perché non voglio più indulgere in abitudini maniacali, in piccole nevrosi che mi allontanano dalla realtà. Ken è tuttora il fumetto che preferisco ma ho già tutto e in duplice copia. Quindi basta. Soldi e tempo per altri fumetti o libri. E Bruce è grande, unico e inimitabile ma l'ho già visto quattro fantastiche volte e il biglietto dei concerti costa uno sproposito. Quindi basta. Soldi e tempo per altra musica. Semplice, chiaro e sano. Potevo anche pensarci prima ma nessuno è perfetto. Figuriamoci io.
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sabato 20 febbraio 2016
Harper Lee: il coraggio dell'umanità
"Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare egualmente e arrivare sino in fondo, qualsiasi cosa succeda. È raro vincere, in questi casi, ma qualche volta succede."
Ci ho messo più di venticinque anni per leggere, lo scorso Natale, Il buio oltre la siepe, ovvero il romanzo che si è rivelato essere uno dei libri più belli della mia vita. E non mi spiego il motivo per cui ho atteso tanto da quando, ancora ragazzo, vidi Gregory Peck interpretare Atticus Finch nell'omonimo film e, soprattutto, Mary Badham nei panni della piccola Scout, l'io narrante di questa indimenticabile storia che parla di tolleranza e pregiudizio, di empatia e odio, di coraggio e meschinità, di giustizia e arbitrio. Ma nonostante i temi drammatici, tanto il romanzo quanto il film conservano l'aria lieve dello sguardo di una bambina, che mi ha divertito e commosso con la sua simpatia e innocenza. È questa la chiave che ha aperto il mio cuore, così come quello di milioni di altri lettori.
Ieri, 19 febbraio, è morta all'età di 89 anni, Harper Lee, l'autrice di questa storia.
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mercoledì 17 febbraio 2016
Italiani a Kobane

Due italiani a Kobane: Zerocalcare e Karim Franceschi. Non so se si conoscano, ma entrambi hanno scritto due libri su Kobane, la città curda nella regione siriana del Rojava che ha respinto l'assalto dell'Isis.
Zerocalcare (al secolo Michele Rech) ha usato il linguaggio che conosce bene, il fumetto, per comporre un diario del viaggio tra Turchia, Siria e Irak, condotto insieme al Rojava Calling. Ragazzi dei centri sociali, che portano aiuti umanitari alle popolazioni curde.
Dai centri sociali viene anche Karim Franceschi. E anche lui è andato a Kobane per consegnare aiuti umanitari. Solo che poi ha fatto un passo in più. Si è unito ai combattenti e ha difeso la città con il kalashnikov. Preparazione zero. Motivazione tanta. Un ragazzo che, giunto sul posto, ha sentito dentro di sé il bisogno di compiere una scelta chiara e irrevocabile: diventare un partigiano, come fece il padre più di settant'anni prima su altre montagne, contro nemici molto diversi, ma, nello stesso tempo, molto simili.
L'effetto sperato di questi due libri è informare. Far conoscere ad un pubblico anestetizzato la la lotta dei curdi. Una lotta per realizzare una società partecipata, democratica e governata dal basso. Una rivoluzione egualitaria. Che fa paura a tutti: ai fascisti dell'Isis, ai turchi, agli americani e a tutte le pseudo-democrazie occidentali che si fondano su principi ben diversi dalla distribuzione paritaria delle ricchezze, dal rispetto della natura e dall'eguaglianza concreta fra uomo e donna. I curdi del Rojava ci stanno provando ma hanno tutti contro. Quasi tutti: Michele e Karim sono dalla loro parte.
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lunedì 15 febbraio 2016
Cambio
Questo blog è nato sei anni fa sull'onda dell'emulazione. Due miei amici avevano dei blog sui quali scrivevano di fumetti e io mi son detto "perché no?". E così ho iniziato l'avventura virtuale, dedicando molti dei miei post a Ken Parker, il mio fumetto preferito. L'anno scorso Ken ha trovato finalmente la sua fine editoriale e, pur non essendo stato l'unico tema dei miei ragionamenti, oggi mi ritrovo a domandarmi: "che fare?". Da aprile ho pensato più di una volta all'eventualità di chiudere il blog. Non l'ho fatto. Ancora. Ma può darsi che lo farò, a meno che non cambi e che non trovi un'altra motivazione. Forse non più i fumetti. Non lo so. Ci sto pensando, ma neanche tanto. La vita è altrove, non su questi bit.
lunedì 1 febbraio 2016
Ken Parker Classic N. 30 - "Casa dolce casa"
È in'edicola il trentesimo numero della collana Ken Parker Classic, la ristampa delle avventure di Lungo Fucile edita da Mondadori. In questo episodio il personaggio creato da Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo fa ritorno a casa dopo otto anni. Uno degli albi capolavoro della serie, per soggetto, sceneggiatura e disegni. Molte ragioni rendono unica questa storia, fra tutte scelgo la delicatezza con cui Berardi racconta l'ingresso di Ken nella sua vecchia casa. L'affettuoso scherzo riservato alla madre, le legna che cascano dalle braccia dell'incredulo padre sono immagini così vere che commuovono, senza retorica. Per non parlare della precedente sosta di Ken presso la tomba del fratello Bill: due tavole mute che ti tolgono il respiro. Nonostante i dialoghi perfetti, in questo albo i disegni di Milazzo parlano da soli, grazie anche allo stile molto cinematografico della sceneggiatura.
sabato 30 gennaio 2016
"Lo scultore" di Scott McCloud: un capolavoro sulle domande fondamentali della vita
A quasi un anno dalla sua uscita in Italia per la Bao Publishing ho letto Lo scultore, fumetto scritto e disegnato da Scott McCloud. L'americano che ci ha spiegato cosa sia il fumetto attraverso un saggio a fumetti ha creato una storia che racchiude in sé una forza dirompente, che ho avvertito in ben pochi altri fumetti letti recentemente. Lo scultore ti colpisce per la sua sincerità, per il saper mettere a nudo i sentimenti e le idee del protagonista, David Smith, in un modo realistico e immediato. E per il tema, ovviamente, che ti fa riflettere a lungo, dopo che hai girato l'ultima pagina del volume.
David Smith è un giovane scultore in piena crisi artistica e di vita. Spiantato, senza un soldo e con un solo amico, non sa dove sbattere la testa. Ma in suo aiuto accorre un vecchio zio che, durante una lunga ed animata conversazione in una tavola calda, lo porta a riflettere sulla sua condizione. Alla fine del dialogo David si convince a stringere un patto faustiano con il suo parente, che altri non è se non la Morte. Il giovane riceverà il dono di plasmare qualunque materia con le proprie mani per duecento giorni, trascorsi i quali morirà. Ciò che David non può prevedere è che nell'arco di questo periodo conoscerà una ragazza di cui si innamorerà e questo, ovviamente, cambierà tutto. L'Arte è, per David, sopra ogni cosa, la vita trova senso solo nell'espressione della sua anima attraverso la scultura. Ma non solo l'espressione, anche la conseguente comprensione da parte degli altri. L'accoglienza del pubblico, il giudizio altrui è un forte bisogno che, nonostante il dono, non riesce comunque a soddisfare. E da qui si rafforza una frustrazione logorante, accentuata dal tempo che fugge inesorabile. Anche se non capisci nulla di Arte, ti senti preso da questo vortice e vivi insieme a David il suo dramma, il suo soffocante bisogno di vincere l'Oblio.
Lo spiraglio di luce arriva inaspettatamente con l'ingresso di una ragazza, Meg, nella vita di David. Meg è una donna complicata, con la quale è difficile convivere. Anche lei è animata da una forte tensione interiore, dalla necessità di trovare un'affermazione nella propria vita. Il rapporto fra i due è molto contrastato e dolce allo stesso tempo. David però riesce ad arrivare fino al fondo di questo percorso tortuoso e accidentato che è la loro storia d'amore. E ci riesce condividendo il suo segreto. Meg è il mezzo e il fine attraverso cui l'arte e la vita di David trovano il loro senso.
La risposta di McCloud all'eterna domanda "Cosa lasciamo dopo la nostra morte? Quale è la nostra eredità" ad alcuni è parsa banale e scontata. La ritengo invece l'unica possibile, in quanto vera e concreta, in quanto la sola che connoti la nostra specie, ovvero ciò che ci distingue, senza peraltro renderci superiori, agli altri esseri viventi. Non dico di più perché voglio lasciare intatta ai futuri lettori la gioia e la commozione che nascono dalle ultime tavole.
Aggiungo ancora che le quasi cinquecento pagine della storia sono disegnate con uno stile grafico molto coinvolgente: al bianco e nero di base si aggiungono tante tonalità di blu con le quali McCloud ombreggia, riempie, conferisce tono, spessore e sentimento al disegno. Le anatomie dei personaggi sono semplici ma espressive, mentre la città, gli edifici, le strade e le sculture ardite di David sono l'altro protagonista della storia.
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