domenica 8 giugno 2014

Pat O'Shane, il valore dell'amicizia in Ken Parker


L'ottavo volume di Ken Parker edito da Mondadori Comics ci propone l'ultima storia nella quale compare Pat O'Shane, uno dei personaggi più vitali che Giancarlo Berardi abbia mai creato. Uomini, bestie ed eroi è il titolo dell'albo originariamente uscito nelle edicole nel lontano settembre del 1978, numero 15 della serie originale di Ken Parker pubblicata dalla Cepim di Sergio Bonelli. Era il quarto episodio consecutivo nel quale la giovane vagabonda dai capelli rossi accompagnava Ken nelle sue avventure. A dire il vero sarebbe più corretto dire il contrario: è Lungo Fucile che fa da co-protagonista alle vicende ora molto tristi, ora perfino comiche della sfrontata adolescente. D'altronde questa è una caratteristica della vita di Ken: la sua empatia e la sua curiosità lo mettono continuamente alla ricerca dell'altro, al suo ascolto, a mettersi nei panni altrui. Lo dice lo stesso autore nella rubrica Berardi risponde:
"I personaggi come Pat sono i veri protagonisti della saga. E cambiano sempre di numero in numero con rare eccezioni. Ken è una figura a latere, un testimone, il fulcro attorno al quale si raduna una commedia umana lunga ottantotto episodi."
Il rapporto con le persone è basato sulla fiducia, sulla lealtà e sul rispetto. Ken non esita a rimboccarsi le maniche se l'altro ha bisogno e lo merita. Con questa attitudine Ken è anche molto vulnerabile, e infatti ne prende tante (fisicamente e psicologicamente), ma, nello stesso tempo, riesce a fare degli incontri straordinari. Già Nanuk, l'inuit simpatico e un po' filosofo, abile pescatore e compagno fedele in pericolosissime avventure nei freddi ghiacci dell'Alaska settentrionale, aveva incrociato il destino di Ken lungo tre storie indimenticabili, nelle quali era nata una vera amicizia fra i due che Berardi aveva tratteggiato con molta sensibilità.
Pat si spinge oltre: instaura con il Nostro un rapporto particolare nato da una terribile tragedia, l'assassinio del fratello maggiore che la lascia sola al mondo. Incontra Ken in una cittadina dell'Alaska meridionale in un frangente per lui molto delicato. Scambiato per un delinquente e frettolosamente condannato alla pena capitale, Ken viene aiutato ad evadere di prigione dopo che Pat si era spacciata per sua figlia. Nasce così il legame fra i due, nel quale Lungo Fucile è un po' amico, un po' fratello maggiore, un po' padre e anche un po' fidanzato.



L'albo in cui avviene la reciproca conoscenza è uno dei migliori, il numero 12 della serie originale, intitolato La ballata di Pat O'Shane. L'importanza dell'albo è duplice. Da una parte, nella sceneggiatura, Berardi abbandona definitivamente le didascalie sostituendole con il testo e lo spartito di una canzone, la ballata di Pat O'Shane appunto, scritta e musicata da lui stesso, che fa da coro alle avventure narrate nell'albo. Dall'altro, nei disegni, Ivo Milazzo ha raggiunto quella maturità nel tratto che non abbandonerà più nelle pagine di Ken: il protagonista e tutti i personaggi recitano con grande naturalezza ed espressività.
Lasciare Pat è molto doloroso anche per noi lettori, non solo per Ken. Perché ci siamo divertiti un sacco e ci siamo commossi con questa ragazza dai capelli rossi e con il viso punteggiato da lentiggini, impertinente e spiritosa, emotiva e simpatica, istintiva e coraggiosa, ancora bambina per certi aspetti e già donna per altri. Ma non poteva andare diversamente: Pat ha realizzato il sogno di stabilirsi in un ranch acquistato con i propri risparmi, dove sarà aiutata da due onesti lavoratori e da un giovane che le vuole bene. E Ken la ha accompagnata in questa impresa mettendoci, come al solito, tutto se stesso.
"Chiuso in un ranch mi sentirei come in prigione"
obbietta Ken a Pat che non vorrebbe lasciarlo andare via. E aggiunge:
"Ora non hai più bisogno di me. Hai messo le ali, ed è giusto che voli libera, senza pesi..."
C'è tutto Ken Parker in queste due frasi. E quello che Ken lascia nel cuore degli altri, Pat lo grida con tutto il fiato che ha in corpo mentre due lacrimoni le rigano le guance:
"Ti porterò nel cuore, Ken! Per tutta la vita!"


lunedì 2 giugno 2014

Renzi-Tintin, Tsipras, Le Pen e Farage sulla copertina di Internazionale


Ancora una volta il settimanale Internazionale dedica la sua copertina a Matteo Renzi, ritraendolo nella parodia disegnata con cui Makkox lo ha immortalato. Le avventure di Matteo Renzi, nelle vesti di un boys scout Tintin, lo vedono protagonista di un nuovo episodio intitolato Alla conquista dell'Europa. Il fumettista di Formia si è ispirato per l'illustrazione alla copertina de Tintin nel paese dell'oro nero, dove l'eroe creato da Hergé guida una jeep su cui siedono il dottor Muller e Dupond & Dupont.



Nel disegno di Makkox Alexis Tsipras sostituisce il terribile criminale a fianco di Renzi, mentre Marie Le Pen e Nigel Farage sono accomodati sul sedile posteriore.
Fossi nel greco leader di sinistra tirerei bruscamente il freno a mano, butterei gli altri giù dalla jeep e proseguirei da solo...

lunedì 26 maggio 2014

Trasloco concluso 2


A distanza di quattro anni scarsi, ho concluso un altro trasloco: mi son spostato ancora più vicino al confine. Qualche felino ha cercato di opporsi al nuovo cambiamento ma adesso apprezza la nuova sistemazione.



Ecco spiegato, quindi, il motivo della mia assenza dal blog. Non che adesso riprenderò a postare ai soliti ritmi, anche perche' l'adsl ancora non c'è e sto usando una traballante connessione che il 3G lo vede col cannocchiale.
Comunque è sempre una bella soddisfazione riporre i pezzi importanti dei miei fumetti nello scaffale della libreria nuova...



domenica 4 maggio 2014

Principessa Mononoke, capolavoro anche grazie ad un software italiano


Principessa Mononoke è stato il film d'animazione che mi ha fatto innamorare di Hayao Miyazaki. Me lo passò molti anni fa un collega appassionato di manga e anime. "Ha fatto il record d'incassi nella storia del cinema giapponese" aggiunse. Ricordo che allora mi stupii che un cartone animato potesse aver raggiunto simili risultati. Nella mia testa, infatti, facevo un paragone con l'Italia, riflettendo amaramente sulla nostra arretratezza culturale. Il film è del 1997, da noi uscì, toccata e fuga nelle sale, nel 2000, tagliato e doppiato malamente in modo da renderlo adatto ad un pubblico infantile. Perché questo era ed è il pregiudizio dominante nel nostro paese: cartone animato equivale a prodotto per ragazzini. Per fortuna la Lucky Red non la pensa così e, dall'otto al quindici maggio, potremo ammirare nelle sale cinematografiche italiane la versione integrale di questo capolavoro.
Pagina99, nella sua edizione settimanale cartacea pagina99we (giornale molto interessante per i suoi approfondimenti e attento al mondo del fumetto e dell'animazione) dedica nel suo ultimo numero in edicola ben due articoli al ritorno nelle sale di questa fiaba per adulti. La storia, partorita dalla fantasia e dall'ingegno del maestro Miyazaki e realizzata dallo Studio Ghibli, non è affatto un film per bambini, anzi, è perfino vietato ai minori di cinque anni. Si tratta, infatti, di un lungometraggio in cui la violenza è ben presente, ma mai gratuita. Incarna il conflitto tra natura e tecnologia, uno dei temi più cari a Miyazaki. La prima è rappresentata da Mononoke (icona della simbiosi fra uomo e natura nella sua tipica raffigurazione a cavallo di Moro, la gigantesca lupa bianca che l'ha allevata), la seconda da Eboshi, la direttrice della fabbrica i cui fumi inquinano la foresta di cui Mononoke è principessa. Ma non ci sono giudizi da parte di Miyazaki. Non c'è il bene di una parte contro il male dell'altra: il facile manicheismo lasciamolo ai film Disney. Con il cinema di Miyazaki ci si diverte, ci si appassiona e si esce dalla sala con tanti stimoli in testa, con le rotelle lubrificate.



Il secondo articolo di Pagina99 mi sorprende perché racconta dell'azienda italiana di software che fornisce allo Studio Ghibli il suo prodotto migliore, Toonz, di computer grafica. Si tratta della Digital Video, che iniziò la collaborazione con la casa di produzione giapponese proprio con Principessa Mononoke. L'animation software licenziato dall'azienda romana riscontrò i favori e soddisfece gli alti standard qualitativi richiesti dallo Studio Ghibli. Da allora la sinergia continuò e si affinò sempre di più permettendo di mantenere quell'aspetto classico e fresco che hanno sempre i film di Miyazaki. Disegno a mano da un lato e alta tecnologia dall'altro: un connubio che rende unici anche dal punto di vista grafico i film del maestro nipponico. E per questo dobbiamo ringraziare qualche ingegnere italiano.

giovedì 1 maggio 2014

Chemako: il terzo volume Mondadori di Ken Parker


"Chemako", colui che non ricorda non va raccontato, va letto. Perché, come ho scritto qui, in questo albo c'è tutto: l'amore, la fedeltà, il tradimento, la paura, il coraggio, la viltà, l'amicizia, l'ironia, la favola, il sogno, la vigliaccheria, la maternità, la famiglia, la morte. Un capolavoro, il primo dell'umana avventura di Ken, che Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo ci hanno regalato.



Sangue sulle stelle, invece, ci propone un Ken troppo supereroe e poco umano. Indossa i panni dell'uomo di legge, ma gli stanno molto stretti: si vede che non sono fatti per lui. L'albo, quindi, come spiego qui, secondo me è deludente, anche per i disegni poco indovinati di Giancarlo Alessandrini.



Da venerdì 2 maggio nelle edicole, nelle librerie e nelle fumetterie.

mercoledì 23 aprile 2014

Venerdì 25 aprile il secondo volume Mondadori di Ken Parker


Due settimane separano l'uscita del secondo volume della collana Ken Parker edita da Mondadori Comics dall'esordio avvenuto l'11 aprile con il primo albo. Scelta saggia, quella dell'editore, di lasciare sui banchi delle edicole e sugli scaffali di librerie e fumetterie il volume numero 1, che raccoglie le prime due storie di Ken Parker: Lungo Fucile e Mine Town. I nuovi lettori hanno così avuto più tempo per conoscere il personaggio creato da Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo (grazie anche al notevole battage pubblicitario) e poter acquistare il primo pezzo di una preziosa collezione.
Ma è tempo ormai di proseguire nell'affascinante umana avventura del nostro Ken con il secondo volume della collana che sarà in vendita venerdì 25 aprile e che conterrà il terzo e il quarto episodio della serie. Troveremo così riedite le storie intitolate I Gentiluomini e Omicidio a Washington, pubblicate originariamente dalla Cepim di Sergio Bonelli rispettivamente nell'agosto e nel settembre del 1977.



Nella prima avventura Berardi ci porta a riflettere su cosa significhi onore e vigliaccheria, rispetto e perdita della dignità. Lo fa attraverso una storia di un assalto ad un treno da parte di una banda sanguinaria che ha un fine politico. Su quel treno viaggia il nostro Ken. Qui trovate un mio commento (con tanto di spoiler).



Ma è in Omicidio a Washington che Berardi e Milazzo scaricano la prima bomba della serie. Rivoluzionaria dal punto di vista grafico, la storia è importante perché conosciamo sempre meglio quello che Ken pensa. E leggiamo quello che di conseguenza dice. E osserviamo quello che coerentemente fa. E poi vediamo come gli eventi che vive lo portano a cambiare continuamente luogo: Ken non ha una base fissa, una casa cui tornare. Il suo viaggio è iniziato e lo porterà molto lontano, ad incontrare nuove persone, a sbagliare, a cadere e poi a rialzarsi, a credere in nuove idee e a combattere per queste. A vivere. E da questa splendida storia che prende veramente avvio il viaggio di Ken. Anche di questa, ne ho scritto qui, a suo tempo, un breve commento (con spoiler).

sabato 12 aprile 2014

L'emozione di Ken Parker


Potrà forse sembrare un po' ridicolo emozionarsi per l'acquisto di un fumetto. Ma è stato questo lo stato d'animo che ho provato quando son entrato stamattina nella mia edicola di fiducia. Un'emozione ricevere nelle proprie mani il primo numero dell'edizione Mondadori delle avventure di Ken Parker. Un'emozione rimanere sorpresi dal grande formato che fino ad allora non ci si era riusciti ad immaginare. Un'emozione scartare il cellofan e apprezzare la copertina al tatto, quasi accarezzandola. Un'emozione rivedere il nome del proprio fumetto preferito, valorizzato da un bellissimo logo, campeggiare sul disegno che ornava la copertina di quel mitico numero uno che uscì nel giugno del 1977. Allora fu Sergio Bonelli a decidere che quella storia unica, scritta tre anni prima da Giancarlo Berardi e disegnata da Ivo Milazzo, aveva tutti i numeri per diventare una serie mensile.
Dopo quarant'anni Ken rivive nella sua edizione definitiva. La cura che gli autori e l'editore hanno profuso in questo nuovo progetto si vede chiaramente sfogliando questo primo volume, disponibile nelle edicole, nelle fumetterie e nelle librerie. La carta è di alta qualità e, insieme al formato di 21x26 cm, valorizza molto il disegno e rende molto più accattivante la lettura dei primi due episodi proposti. Nelle prime pagine sono ospitati un redazionale di Luca Raffaelli e alcuni interventi degli autori. Ma ho apprezzato molto la scelta di inserire subito a pagina tre e quattro una grande foto in bianco e nero dei primi del '900, raffigurante un indiano delle badlands a cavallo, che Ivo Milazzo commenta con tono amaro. L'immagine ispira allo stesso tempo fierezza e malinconia. Restituisce la consapevolezza della fine di un'epoca, il Far West, che, al di là della retorica tramandata da un certo cinema e da una certa letteratura, ha visto la sconfitta sul campo di un popolo, ma non la sua sottomissione. Questa immagine, unita alla quarta di copertina, dove campeggia la frase che il capo Cheyenne Mandan pronuncia nell'ultima tavola di Lungo Fucile, dà il senso di cosa sia Ken Parker:
"Ho impugnato il fucile per tutta la vita, eppure il mio popolo è stato distrutto, la mia sposa torturata a morte... Se mio figlio vivrà, dovrà trovare un altro modo di combattere..."
Al lettore che si accosta per la prima volta, questi segni suggeriscono di avere fra le mani un fumetto diverso. Unico, aggiungo io. Moderno oggi come quarant'anni fa. Perché, come ribadisce Berardi nella sua introduzione a pagina dieci, che riprende le parole della prefazione dell'albo del giugno 1977:
"Il West è solo una convenzione che, attraverso la metafora del passato, ci parla del presente" 
Forse il motivo di maggior felicità per questa riedizione delle storie di Ken non è il fatto di sapere che la sua umana avventura si concluderà, dopo cinquanta volumi settimanali, con un episodio inedito, che tutti i vecchi lettori di Ken aspettano da più di quindici anni. No, il motivo è un altro. Son contento perché ci saranno dei nuovi lettori che, grazie alla capillare distribuzione e alla curata veste editoriale, potranno appassionarsi ad un personaggio di carta che non è un supereroe, ma un uomo che vive cercando di seguire al meglio i propri principi. Uno che sbaglia come tutti noi e che poi corregge il tiro. Dopo pochi albi, i nuovi lettori proveranno la sensazione di aver incontrato un amico, dal quale non vorranno più separarsi.


lunedì 7 aprile 2014

Dark Zagor


Lo aveva appreso direttamente da loro in quest'occasione, l'anno scorso durante un incontro organizzato a Trieste nell'ambito della mostra L'Audace Bobelli - L'Avventura del fumetto italiano. Moreno Burattini ed Emanuele Barison promettevano scintille in un numero speciale di Zagor a cui i due autori stavano lavorando. A più di un anno di distanza possiamo dire che le promesse sono state mantenute. Lo scrittore toscano ha confezionato per il disegnatore pordenonese una storia a lui congeniale: un'avventura dalle tinte horror, intitolata Risvegli (in edicola dal 26 marzo come ventiseiesimo albo speciale), che permette a Barison di sfoderare tutto il talento di cui è capace.
Barison voleva una storia che facesse rizzare i capelli in testa a Cico dalla paura. Burattini ha fatto di più: di fronte a cadaveri che improvvisamente riprendono vita, il pancione messicano ha perso letteralmente i sensi, tale è stato lo spavento procurato da questi inauditi risvegli. Burattini ambienta una storia classica di morti che riprendono misteriosamente vita in un piccolo paese il cui nome già evoca atmosfere grigie e piovose: Cloudy Hill. E la pioggia scaricata copiosamente da nubi pesanti accompagna lo spettacolare ingresso in scena di uno Zagor strepitoso. Atletico, muscolare, scultoreo e, nello stesso tempo, agile e dinamico come non mai. La prima vignetta in cui compare, vede Zagor che si staglia nella notte come una presenza ultraterrena, sopra una roccia bagnata dalla pioggia battente. Lo Spirito con la Scure sembra un angelo vendicatore che si cala senza pietà sui due fuorilegge cui sta dando la caccia. Le scene di lotta notturna sotto la pioggia sono vorticose ma chiarissime, i rapidi movimenti dei protagonisti resi fluidamente. L'energia che sprizza Zagor è incontenibile. Il tocco in più è l'atmosfera dark che Barison regala alle scene. E non solo perché siamo durante la notte. Tutto l'albo è contraddistinto da una prevalenza di neri che è essenziale a rendere il pathos della storia.


A partire dalle pagine iniziali che portano il lettore dentro un cimitero durante un temporale notturno per assistere all'orrido risveglio di un defunto: prima una mano esce dalla terra davanti ad una croce e poi tutto il corpo emerge rivelando un volto torvo segnato da due occhi assassini. Nessuna parola viene proferita, gli unici rumori sono il forte scrosciare della pioggia e il basso rimbombo del tuono che segue il crepitio del fulmine. Poche tavole e Barison ci ha già fatto capire l'atmosfera della storia. E così sarà lungo tutta la vicenda che si snoda attraverso diversi risvegli, atroci assassinii e la razionalità e l'intuito di Zagor, per non parlare della sua forza e coraggio, che permettono di risolvere il mistero. Le scene di combattimento con i risvegliati, quella nelle acque del fiume o nel capanno sul lago preceduta dallo scontro con un enorme e aggressivo cinghiale, regalano uno Zagor in piena forma, agile e scattante e spesso ritratto in posizioni che esaltano la sua prestanza fisica. Il gioco di chiari e scuri rende ancora più dinamiche e realistiche le scene. La tensione rimane sempre alta fino al colpo di scena finale, merito dell'ottima sceneggiatura di Moreno Burattini.


Con la realizzazione di Risvegli, Barison ha coronato un sogno che nutriva fin da bambino, quando si innamorò dello Spirito con la Scure ed elesse Zagor a suo eroe preferito, cominciando a pensare di voler diventare un disegnatore di fumetti. Ha solo un grande rammarico, ovvero che Sergio Bonelli non abbia potuto leggere questa storia. La collana ideata da Guido Nolitta e oggi curata con tutti i crismi da Moreno Burattini (attento sacerdote della nolittianità) ha fatto un grande affare arruolando nel proprio staff di disegnatori già di alto livello uno del calibro internazionale di Emanuele Barison. Sappiamo già che l'artista pordenonese è al lavoro su una nuova storia dell'amato Spirito con la Scure. Ha promesso che ne vedremo delle belle e sono certo che, anche questa volta, manterrà la parola.


domenica 30 marzo 2014

La maschera e l'ombra di Nathan Never


I giorni della maschera è un albo di Nathan Never che ti riconcilia con il personaggio. Il merito è di Davide Rigamonti e di Corrado Roi, autori rispettivamente dei testi e dei disegni del primo numero della nuova collana annuale Le grandi storie di Nathan Never che sostituisce da quest'anno la serie degli albi giganti. Ci voleva proprio dopo la coppia di albi della collana regolare in cui il nostro agente speciale viene ridicolizzato in una missione sotto copertura. Si tratta dell'avventura in cui Nathan indossa le vesti di wrestler in una sperduta repubblica delle banane, riuscendo a scatenare prima un'insurrezione carceraria e poi la rivolta del pueblo unido contro la classica macchietta del dittatore sudamericano. Alla fine della lettura mi ero detto che il vero Nathan si era irrimediabilmente perso. Che aveva dato tutto. Che era stato spremuto.
Invece ecco una storia che ti restituisce il personaggio di un tempo, quello di cui ti eri tanto appassionato pur non essendo un fanatico di fantascienza. Ritrovi le storie nelle quali i temi della sci-fi erano lo sfondo e lo stimolo del viaggio interiore di Nathan, del suo travagliato percorso di vita. Il "musone" mi piacque subito proprio per questo motivo: era un eroe con un passato pesante che condizionava il presente. Un uomo forte e coraggioso, un vero agente speciale da un lato, ma dall'altro una persona fragile e tormentata. Che sbaglia, ne paga le conseguenze, impara (a volte) e cambia.


La maschera fisica che ricopre mezzo volto di Nathan e la maschera psicologica dietro cui il suo io si nasconde sono i protagonisti della nuova storia di Rigamonti. Ancor di più centrale in questa avventura è un'altro concetto psicologico:  l'ombra, ovvero quella parte di sé che è rifiutata, quel lato oscuro che non viene accettato e che si proietta al di fuori, negandolo, attribuendogli un'origine estranea, diversa, altra da sé. Integrare l'ombra, calare la maschera e mostrare il proprio volto, quello autentico. Questa è una (la) missione della vita. E un passo in questa direzione prova a muoverlo Nathan nella presente storia.
Si sa che le buone idee per un soggetto e una sceneggiatura rimangono solo idee finché non arriva un bravo disegnatore che le sa realizzare. Rigamonti deve ringraziare Corrado Roi per il successo di questo albo. Penso che solo lui poteva incarnare con tanta efficacia le idee dell'autore milanese, grazie a quel suo bianco e nero che fa recitare così realisticamente le emozioni di Nathan e degli altri personaggi. Era da tanto tempo che non vedevo un Nathan così vero nella sua sofferenza; un volto (e una maschera) così preciso, così vero, così bello.
E dopo che l'hai ammirato, non vorresti più smettere e ti auguri che questa sia solo la prima di una lunga serie di avventure di Nathan disegnate da Corrado Roi.



venerdì 28 marzo 2014

Ken Parker in edicola venerdì 11 aprile


Segnatevi la data! Venerdì 11 aprile uscirà in edicola, libreria e fumetteria il primo numero della nuova collana settimanale di Ken Parker targata Mondadori Comics.
L'intramontabile saga creata da Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo sarà riproposta in volumi di 200 pagine, di formato 21 x 26 cm. Il primo albo al prezzo lancio di 1,90 euro e i successivi a 7,99 euro.
Bellissimo il nuovo logo!
Ulteriori dettagli a questo link!
Da segnalare anche l'intervista a Giancarlo Berardi che Mondadori Comics ha appena realizzato e che propone sul suo sito! Io vi ripresento la mia lunga chiacchierata di un anno fa con l'autore genovese, pubblicata su Fucine Mute!

domenica 23 marzo 2014

Lukas: nuovi contenuti e nuovi formati in casa Bonelli


Nuovi contenuti e nuovi formati. Sono parole di Davide Bonelli, direttore generale della Sergio Bonelli Editore, estratte dall'editoriale con cui si apre il primo numero di Lukas, la nuova miniserie della casa editrice milanese, che ha esordito in edicola il 21 marzo. I termini usati si riferiscono alla strategia editoriale degli ultimi anni e si adattano perfettamente anche a questa nuova collana ideata da Michele Medda e da Michele Benevento.
Nuovi contenuti perché la "miscela di horror, mistero e azione che qualcuno ha voluto avvicinare al cosiddetto urban fantasy" (per citare di nuovo Davide Bonelli), sono una novità assoluta per la casa editrice di Dylan Dog e Dampyr. In effetti nessun'altra serie Bonelli ha mai associato un tema classico dell'horror come i morti che ritornano in vita ad un'ambientazione cittadina da giungla d'asfalto e ad un protagonista che non ricorda nulla del suo passato ma che ha coscienza del suo stato di ridestato. Lukas si sveglia in una città che non conosce, si sceglie un nome guardando l'insegna di una pizzeria, indossa un guanto ad una mano segnata da una terribile ustione, ha un breve flashback in cui rivede un profilo di una donna.



Segni di un passato che verrà gradatamente svelato lungo il dispiegarsi di questa miniserie che si svilupperà attraverso nuovi formati: due stagioni di dodici numeri ciascuna.
Medda ci fa capire subito che Lukas non è un uomo comune: viene travolto da un auto ma si rialza incolume e, poche pagine dopo, riceve una coltellata all'addome ma guarisce all'istante. L'autore sardo tratteggia molto accuratamente la psicologia di un personaggio smarrito che cerca risposte e che, per trovarle, non teme di affrontare situazioni pericolose e criminali. L'espressione dura del volto e lo sguardo segnato da una vena di tristezza sono il riflesso dell'animo di questo personaggio, reso con assoluto realismo dalle matite di un sontuoso Michele Benevento. Il disegnatore di Putignano è abile tanto nel delineare le fattezze dei vari personaggi di contorno rendendoli con molto dinamismo, quanto nel rappresentare lo sfondo metropolitano delle avventure. E' infatti la città la vera co-protagonista di questo primo albo. Una città cupa e ostile, come sono tante nostre città contemporanee. Un posto dove un cantiere edile non si ferma di fronte ad un grave incidente sul lavoro capitato ad un operaio assunto in nero. Questo accade in Deathropolis, la prima storia di Lukas, e questo accade nella realtà quotidiana.



L'inquietudine con cui ci si ritrova alla conclusione della lettura non nasce certo dalla raffigurazione dei morti viventi che si nutrono di carne umana: Viene invece dalla constatazione di come la vita quotidiana degli abitanti delle moderne metropoli sia segnata da frustrazione, sfruttamento e fragilità. Medda ci parla anche di questo e, come scrive ancora Davide Bonelli nel suo editoriale, "tutto ciò accade senza snaturare l'originale comandamento bonelliano: l'Avventura prima di tutto".
Lukas, quindi, si preannuncia come una collana molto suggestiva. Confido che Medda non deluderà le attese che ha fatto nascere con questo primo albo. D'altronde da uno che ha (co)creato un personaggio come Nathan Never, scrivendone le storie più belle, e che ha ideato Caravan, ovvero la miniserie più originale e fra le meglio riuscite di casa Bonelli, è naturale attendersi dei fumetti che ti appassionano.

mercoledì 12 marzo 2014

Ken Parker director's cut

Mondadori Comics ha svelato oggi sul suo blog ulteriori dettagli della nuova edizione delle avventure di Ken Parker. Si tratterà di una collana settimanale che inizierà nella prima metà di aprile. Albi di grande formato che riproporranno due o più episodi delle vicende di Lungo Fucile in rigoroso ordine cronologico. Carta pregiata, alta qualità di stampa, ricchi redazionali.
Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo hanno voluto rivedere i testi e il posizionamento dei baloon di ogni episodio, andando inoltre ad "ottimizzare" i primi episodi, più acerbi dal punto di vista stilistico e narrativo.
Una vera e propria edizione da director's cut, questa della Mondadori, che ha il pregio anche di riproporre, all'interno della collana e non in numeri speciali, gli episodi a colori nella loro versione originale e nella loro precisa collocazione cronologica.
Un'edizione definitiva, quindi. Anche perché, alla fine, ci sarà la storia definitiva, quella che porrà la parola fine alle avventure di Ken. La stiamo aspettando da anni. Questa edizione di alto livello servirà a portarci nel modo giusto a salutare Chemako con serenità e pace nel cuore, e non con la tristezza che aveva contraddistinto la sua ultima uscita di scena.
I dettagli della Mondadori a questo link.

martedì 11 marzo 2014

Ma è proprio necessario lo spin-off samurai de Le Storie?


Le Storie è un'interessante serie della casa editrice Bonelli ideata e fortemente voluta dal suo direttore editoriale Mauro Marcheselli. Ha esordito nelle edicole italiane nel mese di ottobre del 2012 e la sua peculiarità è che non esiste un protagonista fisso. No, perché ogni albo è scritto e disegnato da autori diversi che hanno tirato fuori dal cassetto quella storia che custodivano gelosamente e che, magari, non avevano avuto ancora il coraggio o l'opportunità di presentare. Della genesi di questa serie atipica Marcheselli mi parlò durante questa intervista di un anno fa nella quale si analizzò il passato, il presente ma soprattutto il futuro della casa editrice milanese.




Il fatto di non proporre un protagonista costante poteva costituire il punto debole della serie ma io trovo, invece, che la sua forza risieda proprio in questo: ogni mese sai che non c'è il vincolo storico e geografico che ha delimitato l'avventura del mese precedente; ogni mese sai che c'è uno sceneggiatore e un disegnatore che ti stupiscono con la loro creatività unica e irripetibile.
In realtà non è sempre vera questa regola: a distanza di mesi alcuni autori si sono ripetuti ma con soggetti completamente diversi e con risultati sempre di alto livello (penso alle due prove di Paola Barbato, La pazienza del destino disegnata da Giovanni Freghieri e Il Boia di Parigi disegnata da Giampiero Casertano, e a quelle di Alessandro Billotta, Il lato oscuro della luna e Friedrichstrasse disegnate da Matteo Mosca e Nobody disegnata da Pietro Vetrano che rappresentano, per me, l'apice della serie).




Eccezione a questa eccezione alla regola è costituita dalla coppia Andrea Accardi ai disegni e Roberto Recchioni ai testi con le due storie di samurai (La redenzione del samurai e I fiori del massacro) aventi in comune un personaggio. Ho appreso con molto stupore da quest'intervista pubblicata su Fumettologica che i due albi avranno un seguito, non all'interno de Le Storie, ma addirittura in una nuova miniserie Bonelli organizzata (alla Orfani) su dodici albi. Scrivo "con molto stupore" perché le due avventure con i samurai mi hanno profondamente deluso. Non per i disegni di Accardi, che sono stupendi, ma per la pochezza delle storie scritte da Recchioni. Luoghi comuni, cose già viste e già lette, tanta azione, molta forma e poca sostanza. Non è il genere di fumetto che mi piace. Ma non solo di fumetto: di romanzo, di cinema, di serie televisiva.



Un aspetto della vicenda che mi ha fatto drizzare i capelli in testa è stata una frase di Recchioni rilasciata durante l'intervista:
"La mia idea è quella di scrivere una mia interpretazione del tutto libera di Tex. Con le katane."
Ovvero, prendo da Tex soltanto l'aspetto più stereotipato (quello di implacabile e infallibile uccisore di fuorilegge) tralasciando quello più autentico (l'umanità e gli ideali che lo sostanziano e che motivano i suoi gesti violenti) e lo trasferisco nel Giappone feudale, dove, al posto dei funambolici colpi sparati dalle Colt, sostituisco i fendenti delle micidiali katane.
Non vedo, quindi, la necessità di progettare questa nuova miniserie premiando i due albi meno riusciti de Le Storie. Staremo a vedere, comunque.
Non vedo l'ora, invece, di leggere il primo albo di Lukas, la nuova miniserie Bonelli ideata da Michele Medda e da Michele Benevento, che sarà disponibile in edicola fra pochi giorni, il 21 marzo. Fumettologica propone a questo link un'interessante intervista all'autore che svela alcuni retroscena del nuovo personaggio e delle sue storie di creature straordinarie in un mondo ordinario.
Ecco: a uno come Medda, che ha creato Nathan Never (insieme a Vigna e Serra) e Caravan, si affida ad occhi chiusi una nuova serie...


Lukas, disegno di Michele Benevento

domenica 9 marzo 2014

Ken Parker ritorna ad aprile

Non servono squilli di tromba per annunciare la data del ritorno di Ken Parker.
Mondadori Comics lo fa con lo stile che si addice a Lungo Fucile e ai suoi creatori Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo. Persone, di carta il primo e in carne e ossa i secondi, che badano più alla sostanza che alla forma.
A questo link il trailer che invita tutti gli amici di Ken a sellare i cavalli per il mese di aprile.

domenica 2 marzo 2014

Ma quanto fa figo leggere un graphic novel acquistato in libreria anziché un fumetto comprato in edicola


Pagina99 è un nuovissimo quotidiano (ha esordito l'11 febbraio), molto interessante e curato, innovativo tanto nella forma quanto nella sostanza: il suo come e il suo perché sono ben spiegati qui. Non voglio comunque parlare di questa nuova esperienza giornalistica, alla quale auguro tanto successo, ma prendere spunto da un articolo della corposa edizione weekend dell'1-2 marzo che riferisce di una mostra.
Si tratta di Valvoline Story, la retrospettiva dedicata al trentennale del progetto Valvoline Motorcomics, inaugurata oggi, primo marzo, a Bologna. Sappiamo della carica sperimentale con cui il gruppo costituito da Igort, Lorenzo Mattotti, Daniele Brolli, Giorgio Carpinteri, Marcello Jori e Jerry Kramsky sferzò il fumetto italiano. Ma non è nemmeno di questo che voglio parlare. Voglio solo sottolineare alcune parti dell'articolo scritto da Valentina Manchia.
A cominciare dal sottotitolo: 
"A Bologna negli anni in cui si ripensava il comic book. E nasceva il graphic novel"
Poi, poco dopo la metà:
"L'obiettivo (del gruppo) è scardinare i meccanismi del comic book, dell'intrattenimento puro, di consumo e di massa, e trasformarlo dall'interno."
Ed infine, la roboante conclusione:
"L'immaginario di Valvoline, in rottura con il fumetto di massa, ha aperto la via a quello che oggi si chiama graphic novel. E che finalmente, come è giusto, trova posto nella narrativa, anche in libreria."
Ma che palle! Ancora questa assurda contrapposizione tra fumetto di massa e fumetto d'autore, tra comic book e graphic novel? Ancora il pregiudizio che il primo sia privo di qualità mentre il secondo ne abbia da vendere? Ancora il concetto che il fumetto d'edicola è per la massa mentre in libreria entra solo quello d'elite? Ma basta! Ma parlate italiano e usate la parola fumetto: l'unica che sia onesta e che abbia senso! 

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