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domenica 14 aprile 2013

Il buco nero


Il primo weekend di primavera non può far altro che spingerti fuori. A respirare a pieni polmoni. A farti accarezzare dal tepore del sole. Ti guardi intorno, ammiri la natura che si sta svegliando. Inizi il fine settimana con une bel film il venerdì sera al cinema, quando ancora fuori la pioggia sta battendo, ma con una intensità via via sempre più debole. L'orizzonte infatti è nitido e sai che il giorno dopo sarà luminoso. Programmi anche una gita al mare per la domenica. Insomma, ti senti rinascere.
Ma non puoi prevedere tutto. La notizia ti fulmina all'improvviso. Un sms di un vecchio amico che non vedi da molti anni ti avvisa che un comune compagno di studi non c'è più. La luce scompare, si fa di nuovo buio. Ma il buio diventa un buco nero quando scopri che lui si è tolto la vita.
C'è tanto sole quando lo salutiamo per l'ultima volta, ma la luce non riesce ad illuminare l'abisso tetro in cui siamo precipitati. Nessuna parola ha senso. C'è solo tanto nero.

martedì 3 aprile 2012

Io sono un centauro

Sono due sentimenti contrastanti quelli che sorgono dentro di me ogni volta che ascolto la voce di Primo Levi. Da un lato sono travolto da una profonda tristezza, non solo per il pensiero della sua tragica esperienza ad Auschwitz ma anche per la sua morte, per come è avvenuta, 25 anni fa, con quel lancio nel vuoto della tromba delle scale del palazzo in cui viveva ed era nato. L'altro sentimento che nasce dentro di me è del tutto opposto. E' una grande fiducia nella vita, nella sua complessità, è un desiderio di ricerca, di analisi, di approfondimento, è una grande curiosità. Un uomo che si è suicidato, che ha rifiutato di continuare a vivere, è riuscito a comunicare tutto questo a chi lo ha ascoltato, visto, letto. A chi ha letto quell'insieme di opere per cui Primo Levi è meno noto, come i racconti ad esempio. Il chimico, il tecnico più che lo scienziato, come lui amava definirsi (e che piace anche a me come definizione visto che tecnico lo sono anche io) induce una miriade di spunti di riflessione: curiosi, strani, simpatici, profondi, mai banali. Pieni di vita. Quella di cui però si è privato l'11 aprile di 25 anni fa, della cui notizia ho un ricordo ancora oggi chiaro come può essere solo un'immagine che si staglia netta nel cervello: dove io, tornato dal liceo, sto pranzando seduto a tavola con mia madre in piedi alle mie spalle mentre è intenta a preparare qualcosa, e il telegiornale che annuncia freddamente la notizia. Freddo: è la sensazione associata a quell'immagine, freddo capace di spegnere la luce e il caldo di quella primavera.
Rai Radio 3 ricorda Primo Levi attraverso la sua voce, e quella di molti altri che ne parlano. Lo fa riproponendo lo speciale che Marco Belpoliti realizzò nel 2007: Io sono un centauro. Vita e opere di Primo Levi. Dieci puntate da ascoltare che ci fanno ri-scoprire l'universo di Primo Levi attraverso dieci temi.

I PUNTATA: Il lager (ospiti: Ferdinando Sessi e Mario Porro)
II PUNTATA: Il viaggio (ospiti: Andrea Cortellessa e Davide Ferrario)
III PUNTATA: La letteratura (ospiti: Ernesto Ferrero e Massimo Rizzante)
IV PUNTATA: La curiosità (ospiti: Stefano Bartezzaghi e Daniele Giglioli)
V PUNTATA: La chimica (ospiti: Piero Bianucci e Mario Porro)
VI PUNTATA: Il lavoro (ospiti: Nicola Tranfaglia e Alberto Papuzzi)
VII PUNTATA: L'ebraismo (ospiti: Gad Lerner e Alberto Cavaglion)
VIII PUNTATA: La memoria (ospiti: Sergio Luzzatto, Pietro Barbetta, Mario Barenghi)
IX PUNTATA: La zona grigia (ospiti: Walter Barberis e Luigi Zoja)
X PUNTATA: La poesia (ospiti: Massimo Raffaeli e Fabio Pusterla)

Inoltre, il programma radiofonico Ad alta voce, sempre di Rai radio 3, sta proponendo proprio in questi giorni la lettura de La tregua.

sabato 10 marzo 2012

Gir e Moebius

Sono i due pseudonimi di Jean Giraud, i due volti di uno stesso artista: Gir esplora i territori del fumetto western  classico e hollywoodiano rispettando i codici del fumetto tradizionale, Moebius si aggira in universi onirici e fantascientifici, trasgredendo le convenzioni del racconto. Da poche ore siamo orfani di questo grande autore francese di fumetti, amato in tutto il mondo. Ogni appassionato ricorderà di lui un'opera o un personaggio particolare. Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo potrà ricordare anche le sue qualità di uomo e artista. Giancarlo Alessandrini, il creatore grafico di Martin Mystere, ha avuto questa fortuna e oggi ha scritto su facebook che
"per me non se ne è andato anche perchè è sempre stato qui vicino a me sul mio tavolo da disegno come punto di riferimento e ci rimarrà sempre"

Io, che di Jean Giraud, ammiro soprattutto il volto di Gir, posso dire che rimarrà per sempre in primo piano sulla mia libreria insieme alla collezione del tenente Blueberry. Insieme ai vari Bonelli, il tenente indisciplinato e ribelle dell'esercito americano è uno dei personaggi western che più amo. Gir lo battezzò nel 1962 insieme all'autore dei testi Jean-Michel Charlier e lo portò avanti, anche dopo la morte di quest'ultimo, fino al 2007. Penso che sia il character che abbia accompagnato la vita artistica di Giraud per più tempo, e lo si può apprezzare anche dall'evoluzione del tratto: da un po' naif e incerto del primo numero Fort Navajo alla perfetta linea chiara degli ultimi episodi. Di Blueberry ho sempre apprezzato l'aspetto un po' crepuscolare, al limite della tristezza, che si annidava nell'animo di questo tenente che sprigionava anche una forte energia, quasi animalesca.


So long Gir!


domenica 12 febbraio 2012

Whitney


Era il 1987, stavo guardando il Festival di Sanremo con i miei. Arriva il momento dell'ospite internazionale. Sale sul palco una ragazza, bellissima. Whitney Houston. Non l'avevo mai sentita nominare prima di allora.
Comincia a cantare un brano: All at once. Rimango senza parole a fissare il televisore. Resto ammaliato dalla voce, dal suo sorriso, dalla sua bellezza. Canta dal vivo, cosa non scontata per quei tempi. Il pubblico è in delirio, standing ovation e richiesta del bis. Io invece non riesco ad alzarmi dalla sedia. Whitney riesegue il brano, ed è ancora più bello di prima.
Me ne innamoro.
Compro l'album, il suo primo, non appena disponibile nei negozi. E così tutti i suoi successivi.
The bodyguard è il primo film che guardo al cinema insieme a mia moglie, pochi giorni dopo che siamo diventati morosi, tanti anni fa. Era la seconda volta che lo andavo a vedere.
Ho seguito molto tristemente tutta la sua vicenda personale.
Oggi non ho parole, come la prima volta che l'ho vista. Ma non avrei mai voluto che andasse a finire così...


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