domenica 26 febbraio 2017

Miyazaki non molla


La notizia era nell'aria da un po' di tempo. Qualche giorno fa Toshio Suzuki, produttore dello Studio Ghibli, la ha confermata. Hayao Miyazaki è al lavoro nella stesura degli storyboard di un nuovo lungometraggio. Al suo ritiro, annunciato nel 2013, non avevo voluto credere. Non potevo accettare l'idea che l'autore di capolavori come Si alza il vento, La città incantata o La Principessa Mononoke avesse deciso di lasciare la propria matita lontana da un foglio di carta. A dir la verità Miyazaki aveva iniziato a lavorare su un cortometraggio da far proiettare all'interno del Museo del suo Studio Ghibli, una vecchia idea sorta ai tempi de La Principessa Mononoke e poi messa da parte. Ma è stata proprio questa storia, Boro il bruco, a dimostrarsi troppo importante per essere concentrata all'interno di un corto. Ed ecco quindi la decisione di farne un lungometraggio che verrà probabilmente proiettato nei cinema nel corso del 2019.
Il Regno dei Sogni e della Follia non si ferma.



sabato 25 febbraio 2017

"Gli Sterminatori" o del Tex di Gian Luigi Bonelli e Galep


Gli sterminatori, il quinto albo della collana dei Romanzi a fumetti di Tex, è un tributo al suo creatore grafico, Aurelio Galeppini, in arte Galep, a cent'anni dalla sua nascita. La Sergio Bonelli Editore dedica ad uno dei suoi autori imprescindibili un volume elegante e rifinito, così come lo sono stati i quattro albi che lo hanno preceduto in questa serie: formato alla francese, cartonato, a colori su carta di pregio. La differenza la fanno però gli autori della storia, ovvero i due creatori di quel personaggio che ha fatto la fortuna della casa editrice milanese. Gian Luigi Bonelli aveva scritto questa storia per i disegni di Galep quasi cinquant'anni fa e il suo editore, il figlio Sergio, la aveva dapprima destinata ad una nuova collana che non vide mai la luce. L'idea iniziale era quella di pubblicare le cinquantuno tavole di cui si compone l'avventura, in un formato alla francese, ma i tempi non erano ancora maturi per una simile soluzione editoriale. Così venne dirottata sulla serie regolare e i lettori la poterono apprezzare sul numero 134, uscito a dicembre del 1971. Oggi la ritroviamo nel formato che più le si addice e per il quale era stata concepita, impreziosita dalla raffinata colorazione di Oscar Celestini.




La domanda che alcuni potrebbero porsi è quale sia il senso, al di là dell'omaggio a Galep, dell'aver inserito nei Romanzi a fumetti di Tex un'avventura già edita e, per lo più, fuori dalla regola che ha visto fino ad oggi pubblicate nella collana delle storie che raccontano la giovinezza e quindi la formazione del mito e della leggenda di Tex Willer. La costruzione leggermente più dinamica della tavola e qualche incastro fra le vignette non può essere l'unica risposta. Più osservo la copertina e mi soffermo sullo sguardo fiero di Tex e più mi convinco che questo albo e la sua storia, la sua sceneggiatura e i suoi disegni, rappresentino l'essenza di Tex. Nella classicità della trama c'è il nucleo di Tex: un corrotto agente indiano viola impunemente la legge consentendo ad un arrogante uomo d'affari di perpetrare una strage di bisonti nella riserva degli Utes. Le pelli degli animali sono l'unico interesse del mercante e dei suoi cacciatori, che lasciano imputridire la carne sotto il sole cocente dello Utah. Questo crimine compiuto contro gli indiani da parte di prepotenti che abusano della loro autorità non può lasciare indifferente Tex che interviene dapprima come abile stratega per bloccare la caccia, evitando inutili spargimenti di sangue e inevitabili ritorsioni nei confronti degli Utes, e poi sostituendosi alla legge, anzi esprimendola attraverso i propri cazzotti, quando si trova davanti l'agente indiano e il mercante. In quei lunghi istanti Tex incarna la legge, emette la sentenza e applica immediatamente la pena a suon di cazzotti, intimando ai due criminali di sparire da quei luoghi per evitare di finire sotto un metro di terra fresca. Questo è Tex. E solo Gian Luigi Bonelli lo sa far recitare in questo modo inimitabile, anche perché Tex e Gian Luigi sono in fonso la stessa persona. E solo Galep sa conferire al volto di Tex quell'espressione giusta e implacabile che non lascia scampo ai fuorilegge, che rassicura chi subisce un torto e che avvince i lettori.
Nei Romanzi a fumetti di Tex, la collana texiana più sperimentale, questa classica avventura rappresenta un faro che illumina i quattro albi che l'hanno preceduta e tutti quelli che la seguiranno, attraverso l'espressione chiara e genuina dei canoni con i quali si scrive e si disegna una storia di Tex Willer.

lunedì 20 febbraio 2017

"Lo scettro di Ottokar" o della volta in cui Tintin fermò Hitler


Ho approfittato dell'interessante iniziativa con la quale La Gazzetta dello Sport sta proponendo settimanalmente in edicola le avventure di Tintin, per affrontare la lettura del personaggio a fumetti che avevo incrociato solo nella mia infanzia, attraverso la sua riduzione in cartoni animati trasmessa dalla RAI negli anni 70 all'interno di Supergulp! Fumetti in TV. Ciascuno dei ventiquattro eleganti volumi cartonati, di cui si compone la nuova collana cronologica delle vicende di Tintin, è curato in collaborazione con Rizzoli Lizard ed è preceduto da un ricchissimo apparato redazionale, finora inedito in Italia. Ne fanno parte diverse rubriche che illustrano il periodo storico nel quale Hergé scrisse la storia, le fonti dell'opera, l'analisi dei dettagli, i segreti della creazione, i personaggi, protagonisti e comparse, e le prime pagine del Petit Vingtième, ovvero il supplemento per ragazzi del quotidiano belga Le Vingtième Siècle, su cui vennero pubblicate a puntate le prime otto avventure di Tintin.



Lo scettro di Ottokar è l'ottava avventura che vede protagonista il giovane reporter, l'ultima ad essere pubblicata, fra l'agosto 1938 e l'agosto 1939, prima che la Germania invada il Belgio nel maggio 1940. L'atmosfera pesante che incombe in Europa in quegli anni rappresenta lo spunto da cui Hergé parte per creare questa vicenda molto stimolante, che vede Tintin scongiurare l'invasione dell'immaginario regno balcanico della Sildavia da parte della vicina Borduria. Una finzione perfettamente riuscita a partire da una tragica realtà. Il 1938, infatti, è l'anno in cui Hitler annette in marzo l'Austria e in settembre i Sudeti. Ancora, nel marzo 1939, le inarrestabili truppe tedesche entrano a Praga, mentre l'Europa occidentale, Francia e Inghilterra, stanno a guardare impotenti. Questi fatti storici sono la base della vicenda scritta da Hergé, che trasporta gli eventi in un pittoresco regno che potremmo collocare geograficamente all'interno della Bosnia Erzegovina, o comunqe in quei Balcani che, all'occhio dei lettori occidentali, rappresentavano un nido di cospiratori, sobillatori e bombaroli.



La precisione dei dettagli fa sì che gli abitanti della Sildavia siano ritratti in modo molto definito, con abiti disegnati accuratamente, così come le divise dei militari o quella solenne del re, o gli esterni delle case o l'interno del palazzo reale. Il re, Muskar XII, raffigurato come un uomo semplice e buono, rappresenta l'unità del suo paese, e la sua legittimità si basa sul possesso dello scettro reale, appartenuto al suo antico antenato Ottokar IV. Sul trafugamento dello scettro da parte di traditori slidavi, capeggiati da Müsstler, alla guida del movimento politico slidavo sospettato di complicità con la Borduria, si fonda il nucleo della trama ideata da Hergé. Le analogie con quanto avviene realmente in Austria e nei Sudeti negli stessi mesi sono chiare e volute. La tragica differenza è che i personaggi storici corrispondenti all'immaginario Müsstler (nome che nasce dalla fusione di Mussolini e Hitler), ovvero gli uomini politici Seyss-Inquart in Austria e Henlein nei Sudeti, riescono nell'impresa di far annettere i rispettivi territori al potente vicino germanico. Complice indispensabile, ovviamente, è la violenta e implacabile determinazione di Hitler, decisamente più spietato e scaltro delle maldestre autorità della Borduria.



Il lieto fine della storia di Tintin, che risolve brillantemente il caso, accade purtroppo solo nella finzione perché la realtà subisce invece il tragico epilogo che tutti noi ben conosciamo. Dopo l'Austria, i Sudeti e la Cecoslovacchia, a settembre del 1939, nemmeno un mese dopo la fine della pubblicazione de Lo scettro di Ottokar, le truppe tedesche invadono la Polonia e l'Europa e poi il mondo intero cadono in un baratro di orrore di cui forse nessuno, all'epoca, avrebbe immaginato l'entità.

sabato 18 febbraio 2017

Giacomo Pueroni (6 gennaio 1964 - 18 febbraio 2017)

























Quando se ne va per sempre una persona che hai conosciuto e stimato, ripensi inevitabilmente ai momenti che hai trascorso con lui. Fra le tante occasioni, io ricordo Giacomo Pueroni ospite dell'incontro Audace Bonelli a Trieste, un fiume di parole e di passione per la sua professione di disegnatore di fumetti. Il successo di Jonathan Steele e di Nathan Never è figlio anche del suo lavoro.
Ciao Jack, ti ricorderò sempre con affetto.

martedì 14 febbraio 2017

Le riviste di fumetto d'autore anni 80: fu vera gloria?


A Luca Lorenzon l'ardua risposta. Ci vediamo giovedì 16 febbraio, sempre presso la Sala Consiliare del Comune di Mariano del Friuli con il terzo ed ultimo appuntamento del ciclo di incontri che la Biblioteca Comunale ha dedicato al fumetto. Dopo il western e il manga, sarà di scena un modello editoriale che conobbe una breve ma intensa stagione nel panorama fumettistico italiano: le riviste d'autore.

sabato 11 febbraio 2017

Jiro Taniguchi è lassù, oltre la vetta degli dei


Oggi il mondo del fumetto internazionale piange uno dei suoi massimi maestri. Si è spento all'eta di 69 anni Jiro Taniguchi, autore di opere indimenticabili come La vetta degli dei, L'uomo che cammina, Furari, Ai tempi di papà e molte altre.



Quanti messaggi ci lascia la sensibilità unica e delicata di Taniguchi nei suoi manga? Tantissimi, bisogna leggere le sue storie per apprezzarli. Ne ho scelto uno da Furari che ho sempre trovato risonante dentro di me:
Camminare è il movimento più importante per l’essere umano. Siamo liberi di decidere il ritmo dei nostri passi, e di percepire tutto ciò che vediamo nella sua più intima verità.

martedì 7 febbraio 2017

Manga: il fumetto del Sol Levante


Giovedì 9 febbraio Stella Marega ripercorrerà le tappe storiche, stilistiche e di costume che hanno reso il manga quella forma d'arte attraverso la quale i lettori di tutto il mondo conoscono il Giappone. L'occasione è data da Manga: il fumetto del Sol Levante, secondo dei tre appuntamenti che la Biblioteca del Comune di Mariano del Friuli dedica al fumetto.
Ci vediamo alle 20:30 presso la Sala Consiliare. A questo link tutti i dettagli.

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