venerdì 3 marzo 2017

demokratia o dei rischi della democrazia diretta



Democrazia è un etimo derivante dal greco antico: démos (popolo) e kratos (potere), quindi potere del popolo. Dalla Atene di Pericle ai giorni nostri questa parola è stata declinata nella realtà in tante forme, più o meno fedeli all'etimo originale. Motoro Mase ne propone una versione particolare, oggi molto in voga: la democrazia diretta. Demokratia è un manga edito in Italia da Planet Manga in cinque volumi, dei quali ho letto il primo. Racconta una storia molto affascinante, in cui i protagonisti sono due giovani studenti di ingegneria, Iguma e Maezawa, e un androide, Mei, al quale la coppia ha dato, si può dire, la vita. Il primo è esperto di robotica, il secondo ha ideato un software rivoluzionario, chiamato demokratia, basato su un algoritmo che consente ad un gruppo di persone di prendere una decisione a maggioranza in modo più efficiente. La maggior efficienza è garantita dal fatto che le persone possono decidere a maggiornaza un'opzione fra cinque possibili, delle quali le prime tre sono quelle derivate dalla scelte più comuni presentate dal gruppo stesso. Le ultime due, però, e qui sta l'uovo di Colombo, sono l'esatto contrario, ovvero le due proposte uniche che provengono da due sole persone del gruppo e, in particolare, le prime che le hanno immesse. In questo modo, fra le opzioni, possono comparire anche quegli eventuali lampi di genio che vengono in mente solo ad una persona. Maezawa ha creato questo algoritmo di voto molto originale ma è Iguma che ha l'idea di applicarlo ad un software da installare in un robot, controllato da un vasto numero di utenti collegati in rete che decidono insieme il suo comportamento. L'ambizione di Iguma è di creare così l'essere umano ideale, definitivo in quanto summa della saggezza del genere umano.



La storia si dipana in modo molto accattivante. Seguiamo i primi passi di Mei nel laboratorio, le prime parole, la scelta del proprio nome e le prime sortite nel mondo esterno. Tutte azioni decise in rete dagli utenti, e monitorate dai due creatori che seguono Mei ovunque vada. La trama si intreccia ovviamente con le storie di alcuni utenti, sconosciuti nella vita reale, ma che si conoscono attraverso i loro avatar nel mondo virtuale creato dal software che controlla Mei. E cominciano a nascere i primi dilemmi di carattere morale, quando Mei, dalle sembianze di una bella ragazza, incrocia la propria strada con un giovane in crisi di lavoro e sul pericoloso crinale di una devastante crisi di nervi. Qui il gioco si fa interessante perché diventa qualcosa di molto più complesso e profondo. La democrazia diretta si esprime a maggioranza sempre scegliendo l'opzione migliore? La più giusta? Quella più eticamente valida? Domande senza tempo che risuonano nel nostro intelletto dai tempi dei filosofi presocratici, se non prima, senza però mai raggiungere una risposta certa e definitiva. Forse demokratia può fornire queste risposte? Lo saprò leggendo i volumi successivi. 

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