domenica 18 giugno 2017

The Game Fortress: il blog con le interviste ai fumettisti ospiti



È nato il blog Palmanova The Game Fortress 2017, attraverso il quale io e Luca Lorenzon stiamo dando la parola ai numerosi e illustri fumettisti, ospiti della omonima manifestazione che si terrà nella città stellata dal 30 giugno al 2 luglio.
Sono già online le interviste a Lele Vianello, Matteo Alemanno e Giuseppe Palumbo. Nei giorni che ci separano dall'inizio del festival molte altre seguiranno. Rimanete sintonizzati! 

lunedì 12 giugno 2017

Lilith: la caccia è finita

La fine della caccia, diciottesimo e ultimo albo di Lilith, è in edicola. Luca Enoch ha concluso la sua grande fatica e il suo immenso piacere: questa collana scritta e disegnata interamente da lui ed edita dalla Sergio Bonelli Editore. Se non avete ancora letto quest'ultima avventura e non volete rovinarvi la sorpresa che vi riserverà il finale, terminate qui la lettura di questo post.


La caccia è finita. La caccia la ha cambiata. Il viaggio ha modificato il suo scopo. Lilith non è più la stessa donna che ha iniziato la sua missione di assassina. Lilith è un killer che viaggia nel tempo, che attraversa le epoche storiche alla ricerca dei portatori del Triacanto. Deve eliminarli in modo che il Triacanto non possa diffondersi e rigenerarsi. Deve modificare il futuro, quel futuro asettico da cui proviene la stessa Lilith: un mondo privo di natura, artificiale, bianco, ad un passo dal baratro a causa del Triacanto stesso. Ma la brunetta cattiva è stata addestrata per saperlo riconoscere e per fermarlo. Lo Scuro, un grosso felino nero, la ha accompagnata durante questo viaggio, cercando di mantenere salda la sua fede nella missione di morte. Ma la fede ha cominciato a vacillare, Lilith si è posta delle domande, sono affiorati dei dubbi. Nel frattempo i suoi grandi poteri con i quali ha fermato i portatori del Triacanto hanno anche causato delle distopie temporali gravissime. La Storia ha seguito dei corsi diversi da quelli che noi conosciamo: alcune guerre non sono scoppiate, altre sono deflagrate.Ad esempio i giapponesi hanno invaso i territori occidentali dell'America settentrionale e Luca Enoch ci ha così regalato degli scenari del West in cui, accanto a nativi dalla pelle rossa, troviamo samurai dagli occhi a mandorla. Questo è solo una delle ucronie raccontate lungo la collana, la più importante, la più affascinante, quella in cui è ambientata la storia conclusiva.
Dicevo del cambiamento di Lilith, della sua evoluzione, della sua maturazione. La bellezza di questo ultima albo sta nella decisione di Lilith di abbandonarsi completamente all'ignoto, di fidarsi ciecamente di colui che aveva sempre combattuto. Qualcosa dentro di lei le sussurra che la vita non finirà ,se prevarrà il Triacanto. O meglio, terminerà un certo tipo di vita, ma ne nascerà uno completamente nuovo. Un nuovo stadio dell'evoluzione umana, dove uomo e natura si uniranno in una dimensione di armonia prima inimmaginabile. Lilith si fida del suo Istinto, si lancia nel Vuoto e si fonde col Tutto. Le tavole finali, prima drammatiche nello scontro sanguinario e ineluttabile tra Lilith e lo Scuro, si rivestono poi di un'aurea di pace e di armonia che ti pervade il cuore. Cambiare significa morire, abbandonare ciò che si era per rinascere in un sé completamente nuovo o forse, semplicemente ignoto al sé precedente. È la falena che viene attirata dal bagliore della fiamma e si lascia consumare da essa.
Lilith è un altro importante tassello della carriera di Luca Enoch. Ne parleremo insieme il 2 luglio a Palmanova (UD), nell'ambito della manifestazione The Game Fortress.



domenica 28 maggio 2017

Mercurio Loi e le sue storie


Sono un lettore appassionato di Sherlock Holmes (le sue deduzioni sono la prova di come la fantasia sia una caratteristica della logica). Fin da ragazzino ho nutrito una profonda simpatia per la Carboneria (ammiravo il loro coraggio di pochi contro tutti). Il periodo storico del Risorgimento è sempre stato uno dei miei preferiti (istanze come libertà e giustizia finalmente cominciarono ad essere perseguite in modo organizzato e concreto anche nella nostro Paese). Ho apprezzato molto i film di Luigi Magni ambientati nella Roma papalina (precisi nella ricostruzione storica e con protagonisti ricchi di umanità). Sono un lettore di fumetti (Bonelli) fin da quando non sapevo ancora leggere (la mia scuola sono stati Tex, Zagor e Mister No).
Mi pare che gli ingredienti ci siano tutti per candidare Mercurio Loi, la nuova collana a fumetti scritta da Alessandro Bilotta ed edita dalla Sergio Bonelli Editore, come una fra quelle che seguirò con maggiore attenzione. L'esordio nelle edicole è avvenuto il 25 maggio con l'albo intitolato Roma dei pazzi, che ci (ri)presenta il mondo del professor Mercurio Loi. Si tratta di un universo urbano, la Roma papalina del 1826 e di un universo umano, popolato da una serie di personaggi molto ben caratterizzati. A parte il protagonista, uomo dall'intelligenza sopraffina che avevamo già conosciuto nel numero 28 della collana Le Storie, troviamo il suo impetuoso assistente (nonché studente) Ottone, affiliato alla Carboneria, l'ansioso maggiordomo Ercole, il muto colonello Belforte, che con le sue intime riflessioni fa da contrappunto alle parole di Mercurio, il saggio barbiere Adelchi, il mentore cui Mercurio si rivolge per guarire le sue profonde ferite, il nemico giurato Tarcisio, suo ex assistente che, per sfidare Mercurio sul piano dell'intelligenza, è disposto a lasciare dietro di sè una sanguinosa scia di cadaveri, il giudice dal buffo aspetto che condanna Tarcisio alla pena capitale, gli affiliati a Sciarada, la setta segreta cui appartiene lo stesso Mercurio, gli innocenti compagni di cella di Tarcisio.

La definerei quindi una storia corale, composta di molte voci (o pensieri), ricca di spunti promettenti, in cui la voce di fondo è comunque la Città Eterna, vera protagonista con le sue piazze e le sue strade attraverso le quali Mercurio si lascia condurre dal proprio istinto e dalla propria curiosità. Ogni angolo può riservare una sorpresa, alla luce del giorno o a quella della notte battezzata dalla cannonata del coprifuoco. Merito anche dei disegni di Matteo Mosca e dei colori di Francesca Piscitelli, che definiscono molto bene, con un tratto classico adatto all'ambientazione storica, tanto i volti e le movenze dei personaggi quanto e soprattutto lo sfondo urbano. La ciliegina sulla torta è rappresentata dalla copertina disegnata da Manuele Fior.

Mercurio Loi promette molto bene: Billotta non imbastisce un racconto dove i fatti della Storia soverchiano i personaggi ma l'affascinante ambientazione storica è lo sfondo sul quale si muovono i protagonisti e le loro storie e drammi personali. La collana sarà un'occasione, quindi, per parlarci di temi sui quali l'uomo si dibatte da sempre, come il Male di cui l'episodio d'esordio ci offre già un sinistro aspetto.

sabato 20 maggio 2017

Il canto di Mario Alberti per Nathan Never



Quando, più di ventitré anni fa, lessi Il canto della balena, mi resi conto di avere per le mani un albo che avrebbe fatto la storia di Nathan Never. Tutt'oggi, infatti, il numero 31 della serie regolare, uscito nel dicembre del 1993, è ricordato come uno degli albi imprescindibili. Per quale motivo? È presto detto: si trattò di un'avventura in cui storia e disegni sono perfettamente in armonia. Antonio Serra e Mario Alberti confezionarono un piccolo gioiello. Diciamo la verità: il soggetto era molto interessante, il tema ecologista ottimamente sviluppato e l'ambientazione suggestiva ma il plus furono i disegni. Mario Alberti, allora esordiente in Bonelli, si presentò col botto: un Nathan simile non si era mai visto. E sì che la collana di fantascienza Bonelli disponeva di ottimi disegnatori: basti pensare a Stefano Casini, Roberto De Angelis e Claudio Castellini. Eppure Mario diede qualcosa in più all'interpretazione dell'Agente Alfa: un tratto veloce, sporco che ben si adattava alle caratteristiche del personaggio e della storia. La conferma del felice connubio fra Serra e Alberti avvenne tre anni dopo con Odissea nel futuro, il secondo Nathan Never Gigante, uno dei più riusciti della collana annuale.



Più di vent'anni son trascorsi da allora e Alberti si è fatto conoscere e onorare Oltralpe e al di là dell'Oceano Atlantico. Oggi si festeggia il suo ritorno su Nathan Never con una storia a colori, sceneggiata da Alberto Ostini su un soggetto che porta la firma di entrambi gli autori. Il canto di Gaia è il modo migliore per terminare i festeggiamenti del venticinquennale della nascita della collana ideata da Michele Medda, Antonio Serra e Bebi Vigna. Una storia in cui di nuovo troviamo il tema ecologista, in cui c'è la parte di investigazione e, ovviamente, un forte impianto fantascientifico ma il lato che viene più approfondito è quello psicologico e umano dei protagonisti.
Gaia Shure è una giovane scienziata che studia il rapporto fra il suono e la vita, il legame fra onde sonore e biologia, in un remoto laboratorio isolato fra i ghiacci del nord. Nathan vi svolge una delicata missione sotto copertura per chiarire i motivi della morte di un tecnico. Ostini sviluppa molto bene il rapporto che si crea tra l'Agente Alfa e Gaia, approfondendo anche i sentimenti  che la giovane nutre nei confronti del padre scienziato, scomparso quando lei era ancora in fasce, e di cui continua le ricerche. Un rapporto complesso, di cui Nathan diventa l'acuto osservatore, portando in superficie i nodi e le ombre. A questo tema si lega anche la controversa questione della corretta applicazione delle ricerche scientifiche e degli interrogativi morali che uno scienziato deve porsi. Temi molto importanti che tuttavia non appesantiscono la lettura dell'albo, anzi lo rendono più interessante, dimostrando ancora una volta come un fumetto d'avventura, in cui non mancano scene di pura azione, inseguimenti e sparatorie, possa affrontare e sviluppare senza retorica qualsiasi argomento.
La storia però non sarebbe così godibile se non ci fossero i disegni di Alberti, magistrale tanto nelle scene di più ampio respiro all'interno della base e all'esterno durante la bufera di neve, quanto, e soprattutto, nel rappresentare le varie sfumature psicologiche sui volti di Nathan e Gaia. È questa la parte più bella di tutta la storia: il rapporto fra i due, disegnato nel loro evolversi fino al drammatico finale. Di forte impatto narrativo le otto tavole mute in cui si svolge l'epilogo, con una sequenza molto trascinante dove due scene distinte vengono rappresentate in montaggio alternato con delle vignette in progressiva rotazione.




Cosa si può chiedere di più ad un albo a fumetti, al cui buon esito contribuiscono anche la colorazione di Romina Denti e il lettering di Luca Corda? Una copertina che comunica una grande tensione emotiva. Merito di Sergio Giardo che rappresenta un drammatico urlo di Nathan e i suoi effetti. Per l'occasione è disponibile anche l'albo con la copertina variant, opera dello stesso Mario Alberti, che riproduce una parte del poster contenuto all'interno.

martedì 16 maggio 2017

"Palmanova The Game Fortress": il comunicato ufficiale dell'area fumetto


Palmanova The Game Fortress | 30 giugno-02 luglio 2017

COMUNICATO AREA FUMETTO

L’area fumetto del Festival “Palmanova The Game Fortress” intende essere spazio dedicato alla comprensione del linguaggio del fumetto nelle sue molteplici forme e rappresentazioni.

La sezione dedicata è immaginata come evento culturale di riflessione sulle potezionalità del fumetto quale forma di scrittura dalle peculiarità assolutamente proprie ed indipendenti, ma allo stesso tempo quale strumento importante all’interno dei processi di valorizzazione di luoghi o di comunicazione di specifiche proposte imprenditoriali.

The Game Fortress” non sarà dunque solo sede di un evento di genere, ma occasione di incontro tra operatori del settore e tra questi ultimi e l’imprenditorialità non solo locale, alfine di permettere la maturazione di strategie comuni di valorizzazione di un’area geografica e culturale specifica di cui Palmanova risulta essere centro storicamente riconosciuto.

I temi principali per il 2017 saranno due:
- “La centralità della scrittura per l’arte sequenziale”;
- “L’utilizzo del fumetto e dell’illustrazione come strumenti di marketing”.

Per affrontarli “The Game Fortress” ha deciso di invitare a Palmanova alcuni dei principali protagonisti del fumetto d’autore italiano e internazionale, assieme ad alcuni giovani emergenti, già segnalatisi all’attenzione della critica nazionale.
Gli autori ospiti si sono contraddistinti scrivendo, sceneggiando e disegnando le proprie storie, riuscendo continuamente a garantire un significato particolare alle vicende narrate, sperimentando linguaggi o rileggendo la tradizione della cultura dell’arte sequenziale; superando spesso i confini del tutto immaginari tra fumetto d’autore e popolare.

Gli ospiti già confermati del festival sono: Gianfranco Manfredi, Daniele Brolli, Luca Enoch, Giuseppe Palumbo, Lorenzo Pastrovicchio, Carlo Ambrosini, Lele Vianello, Davide Fabbri, Matteo Alemanno, Bepi Vigna, Mario Alberti, Casty, Luca Malisan, Paolo Francescutto, Fabio Babich, Pasquale Frisenda, Matteo De Longis, Daniel Cuello, Federica Salfo.
Altri se ne stanno aggiungendo.

Gli autori saranno presenti per parlare in pubblico del proprio percorso professionale durante alcuni panel a tema, dove più voci saranno messe a confronto.
Alcuni ospiti si sono anche resi disponibili per dei workshop destinati ai giovani e al pubblico presente. A breve verranno chiarite le modalità di iscrizione.
Saranno inoltre garantite, per la gioia dei fan, delle sessioni di dediche, durante le quali il pubblico presente potrà richiede autografi o ricevere una dedica disegnata personalizzata sui volumi acquistati. Le modalità saranno comunicate a breve.

A coronare queste presenze autorevoli verrà allestita in collaborazione con il Treviso Comics Book Festival un’area dedicata alle autoproduzioni, dove si potranno visionare i lavori dei giovani autori, che presenteranno anche pubblicamente le proprie attività durante le giornate del Festival e gestiranno una sezione incontri per ilo pubblico.

La sezione fumetto di “The Game Fortress” propone inoltre un’idea di certo innovativa per conoscere a fondo le aspettative, i progetti e gli obiettivi che si pongono a margine di ogni esperienza editoriale. Ogni anno sarà ospite del festival una casa editrice per parlare delle prorie strategie editoriali e di marketing, e l’invito per il 2017 è stato rivolto alla casa editrice BAO Publishing di Milano.
BAO è una delle realtà imprenditoriali più importanti degli ultimi anni, capace di scuotere il mercato italiano di settore con una proposta comunicativa innovativa, in equilibrio tra continua trasmissione delle proprie passioni e ricerca di marketing. 
Anche per garantire ai giovani autori regionali, ma non solo, un momento importante, utile per la propria carriera nel mondo del fumetto, i responsabili della casa editrice BAO Publishing incontreranno i giovani autori dedicando a loro una Portfolio Review. La partenza delle preiscrizioni è prevista a breve.

Saranno presenti a Palmanova inoltre due importanti scuole del fumetto nazionali: la Scuola del Fumetto di Milano e il Centro Internazionale del Fumetto di Cagliari.
Le due strutture, attive ormai da anni nel campo dell’educazione alle tecniche e ai linguaggi del fumetto, si renderanno disponibili per organizzare dei workshop destinati al pubblico appassionato, ma anche solo curioso di sapere di più di come nasce e si costruisce un fumetto.

Sarà contemporaneamente allestita un’importante mostra mercato di settore, dedicata ai collezionisti e agli appassionati.

Il programma definitivo è in corso di definizione.

Per informazioni e altro sugli ospiti presenti, sui workshop e sul programma si prega di consultare:

Per contatti
NOVALUDICA, Borgo Aquileia, 13 – 33057 Palmanova (UD)
+39 373-7513454




lunedì 17 aprile 2017

Ikigami o della tirannia della morte


Come si può far apprezzare il senso della vita per legge? Lo spiega Ikigami, manga scritto e disegnato da Motoro Mase, autore anche del pregevole demokratia. Dieci volumi raccontano la storia di venti ragazzi fra i diciotto e i ventiquattro anni, cui il protagonista Kenko Fujimoto consegna appunto l'ikigami, l'annuncio di morte: solo ventiquattro ore separano il destinatario dell'ikigami dalla sua dipartita da questo mondo. Fujimoto, trait d'union di queste storie personali, è un pavido impiegato statale cui tocca il compito di applicare l'ultimo atto della legge di Prosperità nazionale, l'impietosa norma che stabilisce che un giovane a caso su mille, di età compresa fra i diciotto e i ventiquattro anni, debba morire in un giorno prestabilito, ma a lui ignoto fino a ventiquattro ore prima. Il meccanismo attraverso cui si realizza il decesso è l'esplosione di una nanocapsula inoculata nell'organismo della vittima nel momento della vaccinazione eseguita il primo giorno di scuola, all'età di sei anni. Un complicato protocollo fa sì che l'informazione del predestinato venga tenuta segreta fino al giorno precedente alla morte.




Lo scopo ufficiale della legge è suscitare nei giovani l'amore per la vita attraverso il timore della morte. Motoro Mase è molto bravo a presentarci come ciascuno degli sfortunati ragazzi si prepari alla sua dipartita: alcuni reagiscono violentemente commettendo crimini e vendicandosi di coloro da cui hanno subito dei torti. Altri decidono di redimere la propria vita realizzando qualcosa di buono nelle poche ore di vita ancora a disposizione. In tutti i casi l'autore dipinge sapientemente sui volti dei protagonisti un caleidoscopio di emozioni che colpiscono il lettore nel profondo. Parallelamente alle vicende dei giovani destinati al decesso, si dipana la storia di Fujimoto e dei suoi crescenti dubbi sull'efficacia della legge di cui egli è ultimo messaggero. Mase realizza una feroce critica del sistema che condiziona la mente e la libertà dei suoi cittadini, forzandoli a subire in silenzio una legge così iniqua. Solo pochi coraggiosi vi si oppongono, perseguitati da una spietata polizia segreta. Va detto che lo stato dittatoriale in cui Fujimoto vive non è dichiaratamente il Giappone, ma un'ipotetica nazione dell'estremo oriente, vicina del paese del Sol Levante.





Lo stesso Fujimoto, spaventato dal clima di terrore in cui agisce, denuncia vigliaccamente la collega psicologa, nonostante ne sia segretamente innamorato, condannandola alla detenzione in centri segreti di riabilitazione forzata. Anche Fujimoto subirà la stessa sorte ma la conclusione della storia lo vedrà coraggioso protagonista di una ribellione, rivelando nello stesso tempo la reale origine, la meschina falsità e l'occulto interesse della legge di Prosperità nazionale.

sabato 15 aprile 2017

Antonio de Curtis: 15 febbraio 1898 - 15 aprile 1967


Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo omaggiarono l'arte di Totò in Diritto e rovescio, una delle storie più intense di Ken Parker. Per l'autore genovese l'attore napoletano rappresentava un "modello di immedesimazione totale nel personaggio", come afferma in quest'intervista.
Io lo voglio ricordare con la celebre scena tratta da I due colonelli, film del 1962 diretto da Steno: il mioTotò preferito.


martedì 11 aprile 2017

Primo Levi: 31 luglio 1919 - 11 aprile 1987



Ancora oggi è nitida nella mia mente l'immagine che mi ritrae attonito mentre, seduto a tavola all'ora di pranzo, ascolto la notizia del suicidio di Primo Levi annunciata dal telegiornale. Dalla sconfinata eredità culturale che ci ha lasciato, estraggo questo frammento di un'intervista concessa a Radio Due il 4 ottobre 1982, per ricordare, a distanza di trenta anni dalla sua morte, come il mestiere di chimico e quello di scrittore fossero indissolubilmente intrecciati.

"La chimica esteriormente mi ha fornito i mezzi per vivere; interiormente credo che mi abbia insegnato anche a scrivere in un certo modo. Ho spesso pensato che il mio modello letterario non è né Petrarca né Goethe, ma è il rapportino di fine settimana, quello che si fa in fabbrica o in laboratorio, e che deve essere chiaro e conciso, e concedere poco a quello che si chiama "il bello scrivere". Non so bene se questo mio programma e progetto si ripercuota in quello che scrivo, ma la mia intenzione è questa. Io sento il mestiere di scrivere come un servizio pubblico che deve funzionare: il lettore deve capire quello che io scrivo, non dico tutti i lettori, perché c'è il lettore quasi analfabeta, ma la maggior parte dei lettori, anche se non sono molto preparati, devono ricevere la mia comunicazione, non dico messaggio, che è una parola troppo aulica, ma la mia comunicazione. Deve essere un telefono che funziona il libro scritto; e penso che la chimica mi abbia insegnato queste due doti della chiarezza e della concisione."

giovedì 16 marzo 2017

Svelato il manifesto di "Palmanova The Game Fortress"


Romeo Toffanetti è l'autore del manifesto ufficiale della seconda edizione del festival dedicato alla creatività, al gioco e alla narrazione, denominato Palmanova The Game Fortress, organizzato dall'associazione NovaLudica. La manifestazione avrà un ampio spazio dedicato al fumetto e si terrà nell'affascinante città stellata di Palmanova (UD) dal 30 giugno al 2 luglio 2017. La prima edizione del 2015 ebbe un ampio successo di pubblico e le premesse per ottenere risultati ancora migliori ci sono tutte. Basta avere un po' di pazienza e consultare nei prossimi giorni il sito dell'associazione per conoscere quali saranno gli ospiti, i concerti, gli spettacoli e le mostre che faranno di Palmanova il centro del divertimento del Nord Est. 

lunedì 13 marzo 2017

Da Corto a Topo (Maltese)


Chi ha amato Una ballata del mare salato di Hugo Pratt non può lasciarsi sfuggire l'omaggio che Topolino gli ha dedicato a cinquanta anni dalla sua prima apparizione sulle pagine della rivista Stg. Kirk. Sul numero 3198, tuttora in edicola, del settimanale edito dalla Panini Comics si può leggere la seconda parte di Topo Maltese e una ballata del topo salato, la storia sceneggiata da Bruno Enna per i pennelli di Giorgio Cavazzano. Sono cinquanta anche gli anni che separano l'artista veneziano dalla sua prima esperienza di disegnatore per la Disneynon poteva esserci modo migliore per festeggiare questa importante ricorrenza. La coppia di autori restituisce in toto l'atmosfera della ballata originale di Pratt, accentuando ovviamente la parte umoristica presente nell'opera originale (vedi il dialetto veneziano parlato dai cannibali). Enna è rimasto molto fedele al fumetto prattiano, riproponendo spesso le inquandrature originali ritenute imprescindibili (a partire dala tavola inziale).



Lo scrittore sardo ha anche azzeccato le trasposizioni dei personaggi a cominciare dal protagonista, TopolinoTopo Maltese, avventuroso, scaltro e romantico come Corto, per passare a Gambadilegno - Gambadirasputin, il cui rapporto con Topolino ricorda molto quello di amore e odio fra Corto e Rasputin. Il migliore, secondo me, resta però Pippo - Pippotarao, ritratto in intimo, genuino e fanciullesco contatto con la natura, al punto che Enna gli conferisce la capacità di parlare con gli animali (il pescecane-guida prattiano Mao diventato Bau-Miao o la piovra gigantesca con problemi di ipertensione). Enna ha privolegiato le assonanze caratteriali fra i personaggi della ballata prattiana e quelli disneyani, rispetto alle similitudini fisiche: Topolino è basso di statura e quindi non si può apprezzare appieno la vestibilità della giacca e dei pantaloni di Corto (è forse questo l'unico piccolo difetto dell'intera storia) e Gambadilegno ha una stazza più ingombrante dell'ossuto Rasputin.



Ai pochi che non avessero ancora assaporato le esotiche atmosfere dei mari del sud narrate da Hugo Pratt, Topo Maltese e una ballata del topo salato stuzzicherà sicuramente l'appetito. I molti lettori che invece già conoscono la ballata originale, si divertiranno un mondo con questa  spiritosa e fedele parodia-omaggio a un'opera ed a un personaggio entrati nella storia del fumetto mondiale.

mercoledì 8 marzo 2017

Historica 53: Morte allo zar


Quest'anno ricorre il centenario della Rivoluzione d'Ottobre e immagino già il fiorire di pubblicazioni che ricorderanno l'evento più importante del Novecento. Historica, la pregevole collana a fumetti, edita da Mondadori, che racconta i grandi eventi storici e i suoi protagonisti attraverso dei lussuosi volumi cartonati a colori, ci offre nel numero 53 un antefatto importante all'Ottobre: l'assassinio del Governatore generale di Mosca Sergej Aleksandrovič Romanov, zio dello Zar Nicola II. In regia ritroviamo l'affiatata coppia costituita da Fabien Nury e Thierry Robin, rispettivamente sceneggiatore e disegnatore dell'apprezzatissimo La morte di Stalin.
Il presente volume è un dittico di storie, una speculare dell'altra, dove il protagonista della prima è sullo sfondo della seconda e viceversa. Il Governatore, titolo del primo capitolo, ci propone la vicenda di un morto che cammina, un uomo che ha segnato la sua condanna a morte il 17 settembre 1904, giorno in cui ha causato, inavvertitamente (come sembra suggerirci Nury) o volontariamente (come invece sostengono alcuni storici), una strage di uomini, donne e bambini disperati ed affamati che stavano protestando in massa sotto il suo Palazzo. Da allora, Sergej vaga senza requie fra una famiglia che lo ignora, collaboratori e ospiti che pensano già al suo successore, in attesa dell'inevitabile attentato fatale, avvenuto il 17 febbraio 1905. Nury ci restituisce una personalità complessa e psicologicamente debole, incapace di reagire al proprio destino e inadatta al ruolo che le è toccato in sorte. I disegni grotteschi di Robin esaltano questa condizione di penosa e pesante attesa, amplificando le emozioni sui volti ora beffardi, ora tragici. La narrazione ha un incedere incalzante e la costruzione della tavola offre spunti interessanti, soprattutto nelle scene di massa.




























Altrettanto avvincente risulta essere il secondo capitolo del volume, intitolato Il Terrorista. Nury capovolge il punto di vista della narrazione mettendo in scena l'ambiente dei nemici dell'istituzione zarista, una cellula di socialisti rivoluzionari capeggiati dalla figura leggendaria di Georgi. Il suo diario è l'Io narrante: una mente fredda, calcolatrice e cinica, dedita scientificamente al suo scopo finale, l'assassinio del Governatore generale. Non ci sono ostacoli che possono fermare Georgi, né complici troppo deboli, né spie affascinanti della polizia segreta zarista. Georgi si staglia come un eroe sanguinario, schiavo della causa rivoluzionaria, pronto a sacrificare tutto in nome di essa. Ancor più del primo capitolo, la narrazione è qui tambureggiante e quasi da spy-thriller. Georgi è inafferabile e, dopo due tentativi falliti dai componenti della sua cellula, finalmente riesce nel suo intento di eliminare il Governatore. La conclusione della sua vicenda umana si chiude circolarmente, realizzando ciò che l'incipit aveva solo evocato. All'eroe in esilio a Ginevra non viene più commissionata alcuna missione, vuoi per non mettere in pericolo un simbolo intoccabile dell'imminente rivoluzione, vuoi per mancanza di fiducia verso un uomo così scaltro e indipendente. Inevitabile è quindi la noia e, per un uomo che vive nell'azione, la logica e tragica fine

venerdì 3 marzo 2017

demokratia o dei rischi della democrazia diretta



Democrazia è un etimo derivante dal greco antico: démos (popolo) e kratos (potere), quindi potere del popolo. Dalla Atene di Pericle ai giorni nostri questa parola è stata declinata nella realtà in tante forme, più o meno fedeli all'etimo originale. Motoro Mase ne propone una versione particolare, oggi molto in voga: la democrazia diretta. Demokratia è un manga edito in Italia da Planet Manga in cinque volumi, dei quali ho letto il primo. Racconta una storia molto affascinante, in cui i protagonisti sono due giovani studenti di ingegneria, Iguma e Maezawa, e un androide, Mei, al quale la coppia ha dato, si può dire, la vita. Il primo è esperto di robotica, il secondo ha ideato un software rivoluzionario, chiamato demokratia, basato su un algoritmo che consente ad un gruppo di persone di prendere una decisione a maggioranza in modo più efficiente. La maggior efficienza è garantita dal fatto che le persone possono decidere a maggiornaza un'opzione fra cinque possibili, delle quali le prime tre sono quelle derivate dalla scelte più comuni presentate dal gruppo stesso. Le ultime due, però, e qui sta l'uovo di Colombo, sono l'esatto contrario, ovvero le due proposte uniche che provengono da due sole persone del gruppo e, in particolare, le prime che le hanno immesse. In questo modo, fra le opzioni, possono comparire anche quegli eventuali lampi di genio che vengono in mente solo ad una persona. Maezawa ha creato questo algoritmo di voto molto originale ma è Iguma che ha l'idea di applicarlo ad un software da installare in un robot, controllato da un vasto numero di utenti collegati in rete che decidono insieme il suo comportamento. L'ambizione di Iguma è di creare così l'essere umano ideale, definitivo in quanto summa della saggezza del genere umano.



La storia si dipana in modo molto accattivante. Seguiamo i primi passi di Mei nel laboratorio, le prime parole, la scelta del proprio nome e le prime sortite nel mondo esterno. Tutte azioni decise in rete dagli utenti, e monitorate dai due creatori che seguono Mei ovunque vada. La trama si intreccia ovviamente con le storie di alcuni utenti, sconosciuti nella vita reale, ma che si conoscono attraverso i loro avatar nel mondo virtuale creato dal software che controlla Mei. E cominciano a nascere i primi dilemmi di carattere morale, quando Mei, dalle sembianze di una bella ragazza, incrocia la propria strada con un giovane in crisi di lavoro e sul pericoloso crinale di una devastante crisi di nervi. Qui il gioco si fa interessante perché diventa qualcosa di molto più complesso e profondo. La democrazia diretta si esprime a maggioranza sempre scegliendo l'opzione migliore? La più giusta? Quella più eticamente valida? Domande senza tempo che risuonano nel nostro intelletto dai tempi dei filosofi presocratici, se non prima, senza però mai raggiungere una risposta certa e definitiva. Forse demokratia può fornire queste risposte? Lo saprò leggendo i volumi successivi. 

domenica 26 febbraio 2017

Miyazaki non molla


La notizia era nell'aria da un po' di tempo. Qualche giorno fa Toshio Suzuki, produttore dello Studio Ghibli, la ha confermata. Hayao Miyazaki è al lavoro nella stesura degli storyboard di un nuovo lungometraggio. Al suo ritiro, annunciato nel 2013, non avevo voluto credere. Non potevo accettare l'idea che l'autore di capolavori come Si alza il vento, La città incantata o La Principessa Mononoke avesse deciso di lasciare la propria matita lontana da un foglio di carta. A dir la verità Miyazaki aveva iniziato a lavorare su un cortometraggio da far proiettare all'interno del Museo del suo Studio Ghibli, una vecchia idea sorta ai tempi de La Principessa Mononoke e poi messa da parte. Ma è stata proprio questa storia, Boro il bruco, a dimostrarsi troppo importante per essere concentrata all'interno di un corto. Ed ecco quindi la decisione di farne un lungometraggio che verrà probabilmente proiettato nei cinema nel corso del 2019.
Il Regno dei Sogni e della Follia non si ferma.



sabato 25 febbraio 2017

"Gli Sterminatori" o del Tex di Gian Luigi Bonelli e Galep


Gli sterminatori, il quinto albo della collana dei Romanzi a fumetti di Tex, è un tributo al suo creatore grafico, Aurelio Galeppini, in arte Galep, a cent'anni dalla sua nascita. La Sergio Bonelli Editore dedica ad uno dei suoi autori imprescindibili un volume elegante e rifinito, così come lo sono stati i quattro albi che lo hanno preceduto in questa serie: formato alla francese, cartonato, a colori su carta di pregio. La differenza la fanno però gli autori della storia, ovvero i due creatori di quel personaggio che ha fatto la fortuna della casa editrice milanese. Gian Luigi Bonelli aveva scritto questa storia per i disegni di Galep quasi cinquant'anni fa e il suo editore, il figlio Sergio, la aveva dapprima destinata ad una nuova collana che non vide mai la luce. L'idea iniziale era quella di pubblicare le cinquantuno tavole di cui si compone l'avventura, in un formato alla francese, ma i tempi non erano ancora maturi per una simile soluzione editoriale. Così venne dirottata sulla serie regolare e i lettori la poterono apprezzare sul numero 134, uscito a dicembre del 1971. Oggi la ritroviamo nel formato che più le si addice e per il quale era stata concepita, impreziosita dalla raffinata colorazione di Oscar Celestini.




La domanda che alcuni potrebbero porsi è quale sia il senso, al di là dell'omaggio a Galep, dell'aver inserito nei Romanzi a fumetti di Tex un'avventura già edita e, per lo più, fuori dalla regola che ha visto fino ad oggi pubblicate nella collana delle storie che raccontano la giovinezza e quindi la formazione del mito e della leggenda di Tex Willer. La costruzione leggermente più dinamica della tavola e qualche incastro fra le vignette non può essere l'unica risposta. Più osservo la copertina e mi soffermo sullo sguardo fiero di Tex e più mi convinco che questo albo e la sua storia, la sua sceneggiatura e i suoi disegni, rappresentino l'essenza di Tex. Nella classicità della trama c'è il nucleo di Tex: un corrotto agente indiano viola impunemente la legge consentendo ad un arrogante uomo d'affari di perpetrare una strage di bisonti nella riserva degli Utes. Le pelli degli animali sono l'unico interesse del mercante e dei suoi cacciatori, che lasciano imputridire la carne sotto il sole cocente dello Utah. Questo crimine compiuto contro gli indiani da parte di prepotenti che abusano della loro autorità non può lasciare indifferente Tex che interviene dapprima come abile stratega per bloccare la caccia, evitando inutili spargimenti di sangue e inevitabili ritorsioni nei confronti degli Utes, e poi sostituendosi alla legge, anzi esprimendola attraverso i propri cazzotti, quando si trova davanti l'agente indiano e il mercante. In quei lunghi istanti Tex incarna la legge, emette la sentenza e applica immediatamente la pena a suon di cazzotti, intimando ai due criminali di sparire da quei luoghi per evitare di finire sotto un metro di terra fresca. Questo è Tex. E solo Gian Luigi Bonelli lo sa far recitare in questo modo inimitabile, anche perché Tex e Gian Luigi sono in fonso la stessa persona. E solo Galep sa conferire al volto di Tex quell'espressione giusta e implacabile che non lascia scampo ai fuorilegge, che rassicura chi subisce un torto e che avvince i lettori.
Nei Romanzi a fumetti di Tex, la collana texiana più sperimentale, questa classica avventura rappresenta un faro che illumina i quattro albi che l'hanno preceduta e tutti quelli che la seguiranno, attraverso l'espressione chiara e genuina dei canoni con i quali si scrive e si disegna una storia di Tex Willer.

lunedì 20 febbraio 2017

"Lo scettro di Ottokar" o della volta in cui Tintin fermò Hitler


Ho approfittato dell'interessante iniziativa con la quale La Gazzetta dello Sport sta proponendo settimanalmente in edicola le avventure di Tintin, per affrontare la lettura del personaggio a fumetti che avevo incrociato solo nella mia infanzia, attraverso la sua riduzione in cartoni animati trasmessa dalla RAI negli anni 70 all'interno di Supergulp! Fumetti in TV. Ciascuno dei ventiquattro eleganti volumi cartonati, di cui si compone la nuova collana cronologica delle vicende di Tintin, è curato in collaborazione con Rizzoli Lizard ed è preceduto da un ricchissimo apparato redazionale, finora inedito in Italia. Ne fanno parte diverse rubriche che illustrano il periodo storico nel quale Hergé scrisse la storia, le fonti dell'opera, l'analisi dei dettagli, i segreti della creazione, i personaggi, protagonisti e comparse, e le prime pagine del Petit Vingtième, ovvero il supplemento per ragazzi del quotidiano belga Le Vingtième Siècle, su cui vennero pubblicate a puntate le prime otto avventure di Tintin.



Lo scettro di Ottokar è l'ottava avventura che vede protagonista il giovane reporter, l'ultima ad essere pubblicata, fra l'agosto 1938 e l'agosto 1939, prima che la Germania invada il Belgio nel maggio 1940. L'atmosfera pesante che incombe in Europa in quegli anni rappresenta lo spunto da cui Hergé parte per creare questa vicenda molto stimolante, che vede Tintin scongiurare l'invasione dell'immaginario regno balcanico della Sildavia da parte della vicina Borduria. Una finzione perfettamente riuscita a partire da una tragica realtà. Il 1938, infatti, è l'anno in cui Hitler annette in marzo l'Austria e in settembre i Sudeti. Ancora, nel marzo 1939, le inarrestabili truppe tedesche entrano a Praga, mentre l'Europa occidentale, Francia e Inghilterra, stanno a guardare impotenti. Questi fatti storici sono la base della vicenda scritta da Hergé, che trasporta gli eventi in un pittoresco regno che potremmo collocare geograficamente all'interno della Bosnia Erzegovina, o comunqe in quei Balcani che, all'occhio dei lettori occidentali, rappresentavano un nido di cospiratori, sobillatori e bombaroli.



La precisione dei dettagli fa sì che gli abitanti della Sildavia siano ritratti in modo molto definito, con abiti disegnati accuratamente, così come le divise dei militari o quella solenne del re, o gli esterni delle case o l'interno del palazzo reale. Il re, Muskar XII, raffigurato come un uomo semplice e buono, rappresenta l'unità del suo paese, e la sua legittimità si basa sul possesso dello scettro reale, appartenuto al suo antico antenato Ottokar IV. Sul trafugamento dello scettro da parte di traditori slidavi, capeggiati da Müsstler, alla guida del movimento politico slidavo sospettato di complicità con la Borduria, si fonda il nucleo della trama ideata da Hergé. Le analogie con quanto avviene realmente in Austria e nei Sudeti negli stessi mesi sono chiare e volute. La tragica differenza è che i personaggi storici corrispondenti all'immaginario Müsstler (nome che nasce dalla fusione di Mussolini e Hitler), ovvero gli uomini politici Seyss-Inquart in Austria e Henlein nei Sudeti, riescono nell'impresa di far annettere i rispettivi territori al potente vicino germanico. Complice indispensabile, ovviamente, è la violenta e implacabile determinazione di Hitler, decisamente più spietato e scaltro delle maldestre autorità della Borduria.



Il lieto fine della storia di Tintin, che risolve brillantemente il caso, accade purtroppo solo nella finzione perché la realtà subisce invece il tragico epilogo che tutti noi ben conosciamo. Dopo l'Austria, i Sudeti e la Cecoslovacchia, a settembre del 1939, nemmeno un mese dopo la fine della pubblicazione de Lo scettro di Ottokar, le truppe tedesche invadono la Polonia e l'Europa e poi il mondo intero cadono in un baratro di orrore di cui forse nessuno, all'epoca, avrebbe immaginato l'entità.

sabato 18 febbraio 2017

Giacomo Pueroni (6 gennaio 1964 - 18 febbraio 2017)

























Quando se ne va per sempre una persona che hai conosciuto e stimato, ripensi inevitabilmente ai momenti che hai trascorso con lui. Fra le tante occasioni, io ricordo Giacomo Pueroni ospite dell'incontro Audace Bonelli a Trieste, un fiume di parole e di passione per la sua professione di disegnatore di fumetti. Il successo di Jonathan Steele e di Nathan Never è figlio anche del suo lavoro.
Ciao Jack, ti ricorderò sempre con affetto.

martedì 14 febbraio 2017

Le riviste di fumetto d'autore anni 80: fu vera gloria?


A Luca Lorenzon l'ardua risposta. Ci vediamo giovedì 16 febbraio, sempre presso la Sala Consiliare del Comune di Mariano del Friuli con il terzo ed ultimo appuntamento del ciclo di incontri che la Biblioteca Comunale ha dedicato al fumetto. Dopo il western e il manga, sarà di scena un modello editoriale che conobbe una breve ma intensa stagione nel panorama fumettistico italiano: le riviste d'autore.

sabato 11 febbraio 2017

Jiro Taniguchi è lassù, oltre la vetta degli dei


Oggi il mondo del fumetto internazionale piange uno dei suoi massimi maestri. Si è spento all'eta di 69 anni Jiro Taniguchi, autore di opere indimenticabili come La vetta degli dei, L'uomo che cammina, Furari, Ai tempi di papà e molte altre.



Quanti messaggi ci lascia la sensibilità unica e delicata di Taniguchi nei suoi manga? Tantissimi, bisogna leggere le sue storie per apprezzarli. Ne ho scelto uno da Furari che ho sempre trovato risonante dentro di me:
Camminare è il movimento più importante per l’essere umano. Siamo liberi di decidere il ritmo dei nostri passi, e di percepire tutto ciò che vediamo nella sua più intima verità.

martedì 7 febbraio 2017

Manga: il fumetto del Sol Levante


Giovedì 9 febbraio Stella Marega ripercorrerà le tappe storiche, stilistiche e di costume che hanno reso il manga quella forma d'arte attraverso la quale i lettori di tutto il mondo conoscono il Giappone. L'occasione è data da Manga: il fumetto del Sol Levante, secondo dei tre appuntamenti che la Biblioteca del Comune di Mariano del Friuli dedica al fumetto.
Ci vediamo alle 20:30 presso la Sala Consiliare. A questo link tutti i dettagli.

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