domenica 26 luglio 2015

"Tempesta su Galveston", o di come si scrive Tex Willer


Pasquale Ruju non delude mai: arruolato da qualche anno tra le fila degli sceneggiatori di Tex, ha saputo interpretare il difficile personaggio con uno stile personale, rimanendo fedele ai canoni di Gian Luigi Bonelli. Non è stato da meno anche quando ha creato ex novo Demian e Cassidy, le due miniserie noir che la Sergio Bonelli Editore può certamente annoverare fra quelle meglio riuscite. Quest'estate l'autore sardo si cimenta ancora, dopo l'albo dell'anno scorso, con il soggetto e la sceneggiatura dello Speciale Tex, il famoso Texone, collana giunta ormai al numero trenta. La prova è pienamente superata con l'avventura intitolata Tempesta su Galveston, grazie anche ai disegni di Massimo Rotundo che esordisce sulle pagine del Ranger di carta più famoso del mondo proprio con questo albo. E a Rotundo si possono fare ben pochi appunti. L'artista romano è davvero molto bravo nel rappresentare tanto le scene corali e i paesaggi quanto le espressioni dei protagonisti. C'è molto dinamismo nel tratto, i personaggi sono tutti ben caratterizzati e un plauso particolare gli va tributato per il lavoro svolto nelle tavole finali, quando raffigura al meglio prima la minaccia dell'uragano che incombe all'orizzonte e poi lo scatenarsi degli elementi naturali sulla città di Galveston e sui possedimenti del malvagio colonnello Woodlord. Le due tavole raffiguranti il duello fra Tex e il meticcio Diego Garras sotto la pioggia scrosciante ricordano per drammaticità e pathos contese storiche e ormai epiche che Aquila della Notte ha affrontato nel corso della sua lunga vita editoriale. L'unica pecca da ascrivere a Rotundo è che in alcune vignette il volto di Tex è un po' impreciso e insicuro, ma si tratta davvero di dettagli trascurabili.


Ma torniamo alla storia che presenta tutti gli elementi per poterla ascrivere fra le classiche avventure del Ranger. Troviamo il ricco proprietario terriero, il colonnello Woodlord, in combutta con Alysius Trent, il giudice corrotto, che prendono di mira Eleanor Hood, l'affascinante proprietaria del saloon di Galveston, una donna cresciuta da sola in un mondo di uomini. Stimiamo Harry Crawford, l'onesto sceriffo della città texana e disprezziamo la banda di tagliagole meticci, capeggiata dai fratelli Garras, al soldo del colonnello. Trepidiamo per Elias Masters, il giovane nero condannato per rissa da Trent a scontare la pena presso le piantagioni di cotone del colonnello, che si atteggia, da classico confederato revanscista, a padrone schiavista di altri tempi. Importanti anche i ruoli di Clementine, la giovane domestica nera innamorata di Woodlord, di Amelia, la madre di Elias, e di Manny Rollins, giovane rapinatore di banche che si riscatta nel finale. Trama e personaggi sono funzionali a far emergere le caratteristiche classiche di Tex, ovvero invincibilità, intolleranza verso i prepotenti e capacità di distinguere il bene dal male con un solo sguardo.
L'imbattibilità di Tex è emblematicamente raffigurata dall'epico duello sotto la pioggia fra lo stesso Ranger e Diego Garras, ma sono numerose le occasioni che si presentano a Tex lungo la storia per dimostrare la propria invincibilità quasi super-eroistica. Gian Luigi Bonelli aveva poi conferito a Tex un tratto del suo carattere, ovvero quel sano anarchismo di chi non esita a ribellarsi di fronte al ricco prepotente e, soprattutto, al corrotto rappresentante della legge. Favolosa la sequenza di vignette in cui Tex straccia il codice delle leggi nell'ufficio del giudice Trent. Infine l'infallibilità del Ranger nel sapere leggere dentro l'animo delle persone è dimostrata dalla sottotrama di cui è protagonista il giovane Manny. Unico superstite della sanguinosa banda di rapinatori sgominata da Tex e Carson all'inizio dell'albo, appare subito agli occhi del ranger come un ragazzo attirato da cattive compagnie. L'alluvione darà l'occasione al giovane di dimostrare a Tex che il suo istinto ci aveva azzeccato, convincendo anche lo sceriffo a concedergli una seconda possibilità di vita.


In conclusione Tempesta su Galveston è un Texone molto buono perché, come detto, ci presenta un Tex fedele ai suoi canoni, ma senza le esagerazioni o gli stereotipi in cui è facile cadere quando si maneggia un personaggio così ricco di storia. D'altra parte, da un Texone ci si aspetterebbe un guizzo, quel qualcosa in più che non si trova nelle avventure della serie mensile. Ma apprezziamo quello che abbiamo: avercene di storie così ben scritte e altrettanto bene disegnate!

3 commenti:

  1. Sarò controcorrente, ma a me il Tex di Rotundo non è piaciuto per niente. Il suo stile non mi entusiasma e avergli concesso uno speciale mi è sembrato eccessivo.

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    1. Il suo Tex è particolare, può non piacere, almeno non alla prima lettura. Rileggendolo hai avuto la stessa sensazione o ti è piaciuto di più?

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    2. scusa se ti rispondo con tanto ritardo ma tra lavoro e famiglia non è che abbia tantissimo tempo.....tanto meno di rileggere un fumetto per due volte. Di Rotundo non mi piace il modo di disegnare le armi, il suo modo di interpretare il volto di Tex: nel complesso il suo stile è poco western, troppo pulito e asettico. Ovviamente è una valutazione soggettiva ma secondo me i prossimi Texoni saranno sicuramente di livello superiore: Zuccheri, Breccia, Andreucci, Villa (forse) credo che non possano paragonarsi a Rotundo.

      Un saluto.

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