sabato 31 marzo 2012

I Gnognosaurs in mostra



I GNOGNOSAURS AL 

VISIONARIO!

INAUGURA MARTEDÌ 3 APRILE ALLE ORE 18.00 LA MOSTRA DI ANDREA “DREE” VENIER “GNONOWOOD: IL JURASSIC AL JERE DUT UN UN CINE” - INGRESSO LIBERO -


[UDINE 30 marzo 2012]


Il occasione delle celebrazioni del 3 aprile, Festa del Friuli, il CAV – Centro per le Arti Visive con il C.E.C. – Centro Espressioni Cinematografiche di Udine in collaborazione e con il finanziamento dell’Arlef – Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane,  inaugurano martedì alle ore 18.00 al Visionario di Via Asquini la mostra Gnognowood: il jurassic al jere dun un cine dell’artista, grafico, illustratore e giornalista friulano Andrea “Dree” Venier. Protagonisti saranno i Gnognosaurs, simpatici dinosauri tonti che parlano in friulano, proposti da Venier nella collana a fumetti che porta il loro nome. L’evento è a ingresso libero e si svolgerà alla presenza dell’autore, che sarà a disposizione per rilasciare delle dediche, e del direttore dell’ARLEF William Cisilino.

Il titolo della mostra al Visionario è quello dell’ultimo libro dei Gnognosaurs, Gnognowood, dove un gruppo di dinosauri anima tante e divertenti avventure cinematografiche. Come Venier racconta nei suoi fumetti, infatti, il cinema non è stato inventato nell’800 dai fratelli Lumiére in Francia, bensì milioni di anni prima, durante il periodo Giurassico, proprio dai Gnonosaurs. Ecco allora che in mostra si potranno vedere, nel formato originale 70 per 100, i poster dei paleo-kolossal più famosi, che hanno anticipato l’industria moderna del cinema: capolavori come “Forrest Gnogno”, che verrà imitato milioni di anni più tardi con “Forrest Gump”, oppure “Il bon, il brut e il gnogno” o “The Gnognos brothers” (ricordiamo che alcuni di questi sono già stati esposti al Visionario durante la Mostre dal Cinea 2011).

Il coloratissimo allestimento curato da Piera Nodari per Ateneo delle Idee sarà arricchito da una selezione di tavole originali del fumetto Gnognowood e da sagome cartonate dei dinosauri.  Saranno inoltre proiettati booktrailer, animazioni sperimentali e interviste.

La mostra Gnognowood: il jurassic al jere dun un cine rimarrà aperta fino a domenica 15 aprile e sarà visitabile tutti i giorni negli orari delle proiezioni cinematografiche, a ingresso libero.

LA MOSTRE “GNOGNOWOOD: IL JURASSIC AL JERE DUT UN CINE” DI ANDREA “DREE” VENIER E SARÀ INAUGURADE MARTARS AI 3 DI AVRÎL AES 6 DI SERE  - JENTRADE LIBARE

                                                                                                 [Udin ai 30 di Març 2012]

Udin - In ocasion des celebrazions dai 3 di Avrîl, Fieste dal Friûl, il CAV – Centro per le Arti Visive dutun cul CEC – Centro Espressioni Cinematografiche di Udin, in colaborazion e cul finanziament de ARLeF (Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane), al inaugurarà ae 6 di sere li dal Visionario di Udin in vie Asquini, la mostre “Gnognowood: il Jurassic al jere dut un cine!” dal artist Andrea “Dree” Venier. Protagoniscj di cheste aventure a saran i Gnognosaurs, simpatics dinosaurs gnognos che a fevelin par furlan, metûts adun di Venier inte serie di fumets “I Gnognosaurs”. La mostre si fasarà cun jentrade libare e la inaugurazion si davuelzarà cu la presince dal autôr, che al sarà li ancje pes dedichis, e dal diretôr de ARLeF William Cisilino.

Il titul de mostre dal Visionario e je chê dal ultin libri sui Gnognosaurs, li che chescj personaçs a jentrin intal mont dal cine. Cun di fat il cine, daûr di ce che al dîs Venier, nol è stât inventât dai fradis Lumière intal Votcent in France, ma milions di agns prime, intal Jurassic, propit dai Gnognosaurs. Cussì o podarìn viodi in mostre, intal formât origjinâl 70 x 100 cm, i posters dai “paleo-kolossals” plui famôs che a àn anticipât la industrie moderne dal cine. Lavôrs di mestri tant che “Forrest Gnogno”, che al sarà imitât milions di agns dopo cul remake “Forrest Gump”, “Il bon, il brut, il gnogno” o “The Gnognos brothers” (o ricuardìn che cualchidun di chescj posters a jerin za stâts esponûts li dal Visionario intant de Mostre dal Cine intal Dicembar dal 2011).

Il vivarôs alestiment inmaneât di Piera Nodari par Ateneo delle Idee, al sarà inricjît cuntune selezion di taulis origjinâls dal fumet “Gnognowood” e cun sagumis cartonadis che a rapresentin i personaçs dal fumet stes. A saran proietâts ancje “booktrailers” (presentazions filmadis dal libri) dai Gnognosaurs, animazions sperimentâls e intervistis.

La mostre e restarà vierte fin a Domenie ai 15 di Avrîl e si podarà visitâ ducj i dîs intai oraris des proiezions. La jentrade e je sore nuie.

martedì 27 marzo 2012

Intervista a Giancarlo Alessandrini

"In principio ci fu Hugo Pratt. Quand'ero bambino  aspettavo con ansia tutte le settimane l'uscita del Corriere dei Piccoli  ed ero perdutamente innamorato dei suoi soldatini da ritagliare. Sono sicuro che nella soffitta di mio padre ( che non butta niente ) ce ne siano ancora! A Pratt devo la decisione di fare questo lavoro. Ai tempi non esistevano le scuole di fumetto ed io imparai copiando le sue tavole: ci lavoravo dopo cena, rubando ore al sonno e agli amici tanta era la passione, perché di giorno c'era la scuola e più tardi un lavoro come illustratore presso una casa editrice di Jesi che mi prendeva tutto il giorno. Ammiravo moltissimo anche Gino D'Antonio (Storia del West), vennero poi gli americani (Robbins e Toth) e per ultimi ma non ultimi i francesi con Moebius sopra tutti. Mentre disegno tengo sempre sott'occhio le loro tavole a mo' di stimolo e ispirazione."

Per festeggiare i 30 anni di Martin Mystère ho intervistato Giancarlo Alessandrini, che ripercorre qui, su Fucine Mute, le tappe più importanti della sua quarantennale carriera, dal Corriere dei Ragazzi a Ken Parker, da L'Uomo di Mosca a Outremer fino al recente Quintett.
Lo ringrazio per la disponibilità e la simpatia che mi ha dimostrato.


domenica 25 marzo 2012

L'imbuto rovesciato di Shanghai Devil

Disegno di Corrado Mastantuono 
"...Il mondo cinese è molto complesso da raccontare. Dovevo scegliere per forza una narrazione per gradi, cioè accompagnare il lettore, senza frettolosità, in un mondo estraneo anche al protagonista Ugo Pastore, che ne va alla scoperta piano piano.Riguardo al ritmo, ero consapevole di fare una scelta rischiosa. Oggi si tende a sparare subito tutte le cartucce, con un gran dispiegamento di azione e di effetti speciali, però il risultato è che troppe storie finiscono ad imbuto. Così ho preferito rovesciare l'imbuto: la storia si allarga e diventa sempre più dinamica e spettacolare man mano che si procede verso il finale."
E' questa una delle risposte contenute nell'intervista che Gianfranco Manfredi ha rilasciato a Laura Scarpa, pubblicata sul numero 81 della rivista Scuola di fumetto. Il tema dell'interessante conversazione era ovviamente Shanghai Devil, la miniserie Bonelli giunta ormai ad un terzo della sua vita editoriale, di cui lo scrittore marchigiano è l'autore. L'albo di marzo, il sesto, intitolato Hotel Europe, ha messo ulteriore carne al fuoco di una storia che si sta dipanando in modo avvincente lungo quel collaudato sentiero narrativo che è un abile mix di Avventura e Storia. L'imbuto, come dice Manfredi, si sta allargando, anche se Ugo, in verità, ha già vissuto diverse vicende, ha viaggiato da Shanghai a Pechino, e poi nella profonda campagna cinese per arrivare infine a Tientsin, ha incontrato molti personaggi, tra cui l'Imperatore e le straordinarie donne guerriere chiamate Lanterne Blu (nel bellissimo albo di febbraio). Non è stato con le mani in mano, anzi, si è ficcato nei guai quasi sempre.

Disegno di Corrado Mastantuono
"..nel personaggio di Ugo ho voluto raffigurare un personaggio molto contemporaneo: quello del volontario che, per motivi di conoscenza e di giustizia, entra in contatto con realtà diverse e situazioni di estremo pericolo....Continuiamo a sognare che gli eroi vengano da un misterioso Altrove a salvarci, invece di darci da fare nel nostro piccolo e con i nostri umilissimi limiti. Abbiamo davvero tanto bisogno di maschere? Non è arrivato il momento di togliercele? Ugo, nel corso della storia, si chiederà anche questo."
In effetti una caratteristica del protagonista è proprio la sua umanità, il suo non voler essere un eroe, la sua generosità nel cercare di aiutare chi ne ha bisogno. E' molto contemporaneo in questo aspetto, e atipico per un rampollo di buona famiglia di quel periodo storico che non ha problemi economici e si mette continuamente nei guai per un suo sincero e profondo senso di giustizia.
"..con Ugo ho anche cercato di far vedere che spesso come persone comuni siamo migliori di quanto non riteniamo di essere, per cui, alla fine, della maschera "eroica" potremmo anche farne a meno."
E in effetti Ugo viene anche smascherato nel senso letterale del termine, come a dire che la maschera che si era portato dall'Africa e dietro la quale si nascondeva per portare a termine le sue imprese raddrizza-torti, non è poi così indispensabile.

Disegno di Corrado Mastantuono 
La storia ambientata a Tientsin, e ben disegnata da Darko Perovic, vede una fitta rete di insospettabili spie tramare pro e contro i famigerati Boxer e Ugo, al solito, ne rimane coinvolto. Leggendo l'albo mi son tornate alla memoria le belle avventure di carattere spionistico vissute da Magico Vento e Poe nelle cittadine dell'est nordamericano: Gianfranco Manfredi è maestro nel tessere trame in cui sotterfugi e false verità ingannano il lettore, oltre che il protagonista.
Cosa dovremmo aspettarci quindi da questo imbuto narrativo che si allarga sempre di più? Cosa cambierà ancora nella vita di Ugo? Ce lo dice lo stesso Manfredi:
"Cambierà più di quanto lui stesso non sospetti. Alla fine di "Volto Nascosto", Ugo era molto provato dalle esperienze vissute, però era anche diventato ricco e indipendente. Poteva restarsene a Roma a farsi i fatti propri, invece parte verso l'ignoto e senza sapere cosa lo aspetta. Questa per me è l'avventura. Il finale poi... ha sorpreso anche me. Non avevo mai scritto un finale così"
Ma le sorprese non finiscono qui. In una risposta Manfredi afferma di non pensare ad una terza serie con Ugo come protagonista, bensì ad un personaggio diverso le cui avventure hanno luogo nell'Africa subequatoriale nell'epoca post-Livingstone. E la curiosità sale....

giovedì 22 marzo 2012

Corsi e ricorsi della crisi

Si sa che in tempi di crisi i governi approvano misure severe, se non drastiche, per cercare di far fronte all'emergenza, per uscirne al più presto, chiedendo dei sacrifici ai cittadini. Si sa anche però che i governi ne approfittano e, fra le misure spacciate per necessarie, infilano delle riforme (o sarebbe meglio definirle delle regressioni dei diritti) che in tempi normali difficilmente si potrebbero far passare. E' il caso di Mario Monti e della riforma del mercato del lavoro di cui tanto si parla in questi giorni. Ormai abbiamo capito come il super-tecnico banchiere, voluto dall'Europa e da Napolitano, e la sua commovente ministra Elsa Fornero abbiano intenzione di demolire l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Perché di demolizione si tratta. Stabilire che, in caso di licenziamento per motivi economici, il giudice, una volta accertata l'infondatezza della ragione economica, non possa reintegrare nel posto di lavoro colui che vi è stato allontanato, prefigura scenari facilmente intuibili. Molte aziende potrebbero approfittare di questa norma accampando false motivazioni economiche per licenziare delle persone (sì, i lavoratori sono delle persone..) sapendo che alla peggio dovranno loro solo un indennizzo monetario, e non certo più il posto di lavoro.
Ma Mario Monti è solo l'ultimo di una lunga scuola di premier che si sono comportati in questo modo. Mi viene in mente Edouard Daladier, per ben tre volte primo ministro francese negli Anni Trenta. Allora la crisi era ben peggiore e di tutt'altra natura rispetto a oggi. C'era un certo Adolf Hitler che faceva venire i sudori freddi a tutte le cancellerie europee. Il nostro Daladier, tuttavia, prese a pretesto la grave crisi politica del 1938 per ripristinare la settimana lavorativa di 48 ore. Affermò che non si poteva oziare lavorando solo 40 ore settimanali mentre le acciaierie di Hitler giravano al massimo per rendere sempre più potente la macchina bellica teutonica. Si doveva farvi fronte spremendo le energie fisiche nelle fonderie francesi per costruire un numero esorbitante di moderni cannoni. Con i risultati che tutti poi videro nel 1940....
Daladier e Blum nel 1936
In ogni caso, et voilà: il gioco è fatto! C'è la crisi e io, primo ministro, ti schiaffo una riforma che, guarda caso, anche qui decreta una regressione dei diritti dei lavoratori. Di regressione si tratta perché il governo precedente, quello del celebre Fronte Popolare diretto da Leon Blum, aveva appena portato la settimana lavorativa da 48 a 40 ore.... Da un governo di destra come quello di Daladier ti aspetti comunque una misura del genere. Certo! A meno che.... quel Daladier lì non avesse appena cambiato casacca. E sì. Se si va a sfogliare la composizione del governo di Leon Blum (di sinistra) si trova un certo Edouard Daladier come vicepresidente del consiglio e ministro della Difesa. Voltagabbana? Trasformista? Fate voi.
E qui mi sovviene un'ulteriore similitudine con l'oggi. Fra i sostenitori del governo Monti (perfetto liberista di destra) non c'è forse quel Partito Democratico (di sinistra??) erede di quel Partito Comunista Italiano che fu uno dei maggiori sostenitori dello Statuto dei Lavoratori (articolo 18 compreso)? Bersani, Veltroni e D'Alema se ne son dimenticati? O la loro cultura politica formatasi lungo gli Anni Settanta, come dice Nanni Moretti, a guardare Happy days ha qualche grave lacuna? Vedremo come si comporteranno in Parlamento...
Chamberlain, Daladier, Hitler, Mussolini e Ciano a Monaco nel 1938
Tornando a quel simpatico di Daladier gli "aneddoti" che lo riguardano non finiscono qui (ma per fortuna le similitudini col presente sì). Lui e il suo omologo inglese Neville Chamberlain si resero infatti protagonisti di uno dei più vergognosi tradimenti che la storia recente ricordi. Provate a pronunciare i loro nomi di fronte ad un cittadino ceco o ad uno slovacco dotati di un minimo di memoria storica e vedrete sicuramente il loro volto rabbuiarsi. Minima reazione d'altronde, se paragonata all'affronto che i due uomini di stato recarono durante gli accordi di Monaco del 1938 all'allora stato cecoslovacco. In soldoni, da garanti dell'integrità territoriale della repubblica slava, Francia ed Inghilterra divennero responsabili del suo smembramento, in favore delle brame di conquista hitleriane. Prima i Sudeti e poi il Protettorato di Boemia e Moravia e lo stato satellite slovacco furono i territori di cui la Germania nazista si impossessò soltanto mostrando i muscoli alla timorosa coppia Daladier-Chamberlain. E pensare che l'inglese, una volta tornato in patria, si vantò pure della sua stolta e ignominiosa impresa. Winston Churchill fu, al solito, quello che fotografò al meglio la situazione presente e futura in un celebre discorso alla Camera dei Comuni, nel quale affermò la sua lapidaria sentenza:
"Potevate scegliere fra il disonore e la guerra. Avete scelto il disonore e avrete la guerra"

Speriamo che Bersani non scelga il disonore....

sabato 17 marzo 2012

Animali senza diritti

Oggi a Trieste si è svolta una partecipata manifestazione per protestare contro la ristrutturazione e l'ampliamento dello stabulario dell'Università cittadina. Cos'è uno stabulario? Non lo sapevo fino a qualche giorno fa: è un luogo dove si eseguono esperimenti su animali, vivi. Vivisezione quindi.
Ho partecipato convinto al corteo che si è snodato per le vie centrali di Trieste per esprimere la mia netta indignazione nei confronti di un'istituzione così crudele, e inutile, e sulla quale c'è una diffusa ignoranza.
Ma la crudeltà è l'aspetto peggiore. E l'ignoranza della gente che pensa che la vivisezione sia utile.
"la vivisezione si fa per la ricerca sulle malattie!"
 ti obiettano quelli che pensano di sapere... Prima palla: la maggior parte degli esperimenti su animali sono condotti per prodotti cosmetici...

"sì, ma gli esperimenti fatti per studiare e sconfiggere le malattie dell'uomo sono necessari"
continuano ad obiettarti... Seconda palla: un numero crescente di scienziati e ricercatori afferma invano che i test sugli animali sono inutili, fuorvianti e quindi pericolosi, perché inducono a legalizzare medicinali che poi si rivelano pericolosi per l'uomo. E' già successo moltissime volte nel passato, ma i mezzi di comunicazione di massa preferiscono parlare d'altro. Siamo di fronte quindi ad un grosso errore scientifico.

Ma il motivo per cui dovremmo tutti dire a no alla vivisezione è il seguente: in questi giorni è in corso di recepimento dal nostro Parlamento la Direttiva 2010/63/UE sulla vivisezione. Tale direttiva rende possibile:

  • riutilizzare più volte lo stesso animale, anche in procedure che gli provocano intenso dolore, angoscia e sofferenza (articolo 16)
  • praticare l'apertura del torace e altri interventi ad animali inermi senza far uso di analgesici o anestesia (articolo 14, allegato VIII)
  • sperimentare su cani e gatti randagi (articolo 11)
  • tenere in isolamento totale per lunghi periodi animali socievoli come i cani e i primati (allegato VIII)
  • costringere gli animali al nuoto forzato o altri esercizi fino al sopraggiungere della morte  (allegato VIII)
  • somministrare scosse elettriche fino a indurre l'impotenza  (allegato VIII)
  • sperimentare per la ricerca di base sui primati non umani (che vengono catturati nel loro ambiente naturale e venduti ai laboratori di tutto il mondo nel numero di 100.000 all'anno) a totale discrezione dei ricercatori (articoli 5,8,55)
A me tutto questo ricorda gli esperimenti di Mengele nei lager nazisti.....

Qui e qui c'è un po' di documentazione...

La striscia in alto è di Patrick McDonnell, l'autore di Mutts. Fautore dei diritti degli animali, McDonnel ha creato una serie speciale dei Mutts, "Shelter Stories" (storie del rifugio), per diffondere la consapevolezza sulla situazione difficile degli animali nei canili e per promuovere l'adozione degli animali domestici. Nel 2002 ha concesso alla LAV l'onore di pubblicare le strisce all'interno di un albo speciale della rivista Piccole impronte. Il sottotitolo dell'albo è: "I fumetti dalla parte degli animali"


martedì 13 marzo 2012

Sweet Salgari di Paolo Bacilieri

"...Perché Salgari infatti fu il primo nel nostro paese a dedicarsi con impegno totale alla letteratura di Avventura, dando vita ad una sterminata schiera di personaggi e storie affascinanti. Ma, a dispetto di tanta prolificità e successo presso il pubblico, per lo più giovane, di fine Ottocento e inizio Novecento, i nobili nomi della letteratura ufficiale lo confinarono sempre ai margini, in un limbo senza dignità artistica. C’è una stretta analogia tra questa distanza forzosa e ingiusta fra letteratura nobile e la “fiction” e quella che oggi tanti pongono tra arte e fumetto, considerando il secondo alla stregua di mero banale intrattenimento. Opere come Sweet Salgari sono la dimostrazione concreta che quella distanza non esiste...."
È questo uno stralcio delle mie impressioni che trovate per intero qui, su Fucine Mute, sul fumetto Sweet Salgari di Paolo Bacilieri.

sabato 10 marzo 2012

Gir e Moebius

Sono i due pseudonimi di Jean Giraud, i due volti di uno stesso artista: Gir esplora i territori del fumetto western  classico e hollywoodiano rispettando i codici del fumetto tradizionale, Moebius si aggira in universi onirici e fantascientifici, trasgredendo le convenzioni del racconto. Da poche ore siamo orfani di questo grande autore francese di fumetti, amato in tutto il mondo. Ogni appassionato ricorderà di lui un'opera o un personaggio particolare. Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo potrà ricordare anche le sue qualità di uomo e artista. Giancarlo Alessandrini, il creatore grafico di Martin Mystere, ha avuto questa fortuna e oggi ha scritto su facebook che
"per me non se ne è andato anche perchè è sempre stato qui vicino a me sul mio tavolo da disegno come punto di riferimento e ci rimarrà sempre"

Io, che di Jean Giraud, ammiro soprattutto il volto di Gir, posso dire che rimarrà per sempre in primo piano sulla mia libreria insieme alla collezione del tenente Blueberry. Insieme ai vari Bonelli, il tenente indisciplinato e ribelle dell'esercito americano è uno dei personaggi western che più amo. Gir lo battezzò nel 1962 insieme all'autore dei testi Jean-Michel Charlier e lo portò avanti, anche dopo la morte di quest'ultimo, fino al 2007. Penso che sia il character che abbia accompagnato la vita artistica di Giraud per più tempo, e lo si può apprezzare anche dall'evoluzione del tratto: da un po' naif e incerto del primo numero Fort Navajo alla perfetta linea chiara degli ultimi episodi. Di Blueberry ho sempre apprezzato l'aspetto un po' crepuscolare, al limite della tristezza, che si annidava nell'animo di questo tenente che sprigionava anche una forte energia, quasi animalesca.


So long Gir!


mercoledì 7 marzo 2012

Listen to Wrecking Ball!


È uscito ieri! Non l'ho ancora acquistato ma si può ascoltare online sul sito del Boss: qui! Immagino solo ancora per qualche giorno o ora! Andate e ascoltate questa bomba!! E poi c'è anche Land of Hope and Dreams!! Con un sax...

sabato 3 marzo 2012

L'amico della tigre


Intenso e commovente. E' l'unico commento che mi sento di fare dopo una prima lettura del tanto atteso Sweet Salgari di Paolo Bacilieri. Poi verranno tutte le analisi sul testo e i disegni, a mente fredda.... ma per il momento c'è questo...
Peccato non poter essere oggi o domani a Bologna a BilBOlBul per complimentarsi di persona con l'autore.

venerdì 2 marzo 2012

La Gnognointervista a Dree Venier

I Gnognosaurs sono un successo che viene da lontano: Andrea "Dree" Venier mi racconta, in questa intervista pubblicata su Fucine Mute, la genesi dei simpatici e un po' tonti dinosauri a fumetti che si esprimono in lingua friulana. La chiacchierata ripercorre diverse tappe della carriera di Dree: dagli altri fumetti creati dalla sua fervida fantasia al blog Il furlanist, dalle opere multimediali alla direzione di uno storico mensile friulano.
Quale è stato il comune denominatore ad ogni impresa che ha affrontato? L'impegno nel realizzare un buon lavoro, come egli stesso afferma:

"Io quando faccio un lavoro non mi chiedo come sia meglio diffondere la lingua friulana, ma voglio fare un bel lavoro in assoluto. Il fatto che sia in friulano è perché io lo adopero naturalmente come qualsiasi altra lingua."

Tutti i gnognofan ringraziano. Mandi Dree!!
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