lunedì 30 maggio 2011

Barbari con le bandiere rosse invadono l'Italia


La porta dell'est è stata sfondata: barbari (questa volta con bandiere rosse) sono entrati in Italia attraverso la terra che oggi si chiama Friuli Venezia Giulia. Così come fecero secoli fa gli Unni e gli Ungari, oggi orde di barbari rossi sono entrati in Padania attraverso Trieste. Dopo aver devastato Piazza Unità, hanno puntato su Milano dilagando attraverso la pianura padana. Giunti affaticati ma vittoriosi nella metropoli lombarda, si son tolti la soddisfazione di abbeverare i propri cavalli in Piazza Duomo per poi spronarli oltre l'Appennino. Magnis itineribus son giunti a Napoli, dove hanno sbaragliato l'esercito intento a eliminare montagne di spazzatura in Piazza Plebiscito. Si son imbarcati quindi alla volta di Cagliari dove si son accampati, stanchi ma felici, sulla spiaggia del Poetto.

domenica 29 maggio 2011

Ciao NonSoloLibri e grazie

Foto di gruppo davanti a NonSoloLibri

Festa di chiusura sabato 28 maggio per NonSoloLibri, la fumetteria che per 25 anni ha alimentato e realizzato i desideri fumettistici degli appassionati di Trieste e non solo. I signori Dario e Mariuccia Fontana sono stati circondati dall'affetto dei loro clienti contagiati a loro volta, come al solito, dall'allegria dei padroni di casa. Per noi aficionados di lungo corso che frequentiamo da tanti anni NonSoloLibri si chiude una fase: quella contraddistinta dalla presenza a Trieste di un luogo che è stato molto di più che un semplice negozio di fumetti. La competenza, ma soprattutto la simpatia e l'umanità dei signori Fontana non sarà rimpiazzabile da nessuno. NonSoloLibri è stato un posto dove trovarsi a parlare di fumetti con altri appassionati e con autori: un luogo dove eri sicuro di trovare, insieme all'albo che cercavi disperatamente, facce amiche e accoglienti, una risata e un calice di vino da bere insieme nel vicino baretto.

Dario Fontana
I signori Fontana hanno visto letteralmente crescere molti dei loro clienti, diventati adulti da ragazzini che erano. Come un personaggio di fumetti ci accompagna con la lettura delle sue avventure lungo le tappe della nostra vita, così hanno fatto Dario e Mariuccia ascoltando le nostre storie. Tra un fumetto di Eisner e uno di Tezuka abbiamo raccontato loro quello che ci stava capitando nella nostra vita, ricevendo sempre calore e partecipazione. D'altra parte anche noi clienti ci siamo molto affezionati a loro lungo tutti questi anni. Oggi è stato un piacere vederli festeggiare la conclusione della loro attività circondati dai loro figli e dai loro nipoti, ai quali d'ora in poi avranno più tempo da dedicare.

L'ingresso di NonSoloLibri
Personalmente, a parte l'affetto che nutro per loro, devo molto delle mie conoscenze e passioni fumettistiche ai discorsi intrattenuti con Dario, ai suoi suggerimenti, alle scoperte inaspettate di piccoli "tesori" che ho fatto andando a cercare sugli scaffali del negozio o dello sterminato magazzino.
Ma forse il merito più grande di NonSoloLibri è stato quello di contribuire a mantenere vivo il fanciullo che c'è dentro ognuno di noi, quella parte dell'uomo che è felice e si emoziona anche solo leggendo una storia, in questo caso disegnata con le nuvolette.

Il sottoscritto con Mariuccia e Dario Fontana

mercoledì 25 maggio 2011

Nathan Never: a volte ritorna

Sono stato anche io un Nathanneveriano: dalla sua nascita avvenuta nel giugno 1991, l'ho seguito per nove anni esatti, fino al maggio 2000. Da "Agente speciale Alfa" a "Dalle ceneri" ho seguito le avventure di questo personaggio nato dalla felice alchimia prodotta dalla banda dei sardi: Medda, Serra e Vigna. Pur non essendo un appassionato di fatascienza, mi innamorai delle vicende dell'agente Alfa, perché trovavo che il personaggio venisse analizzato nella sua profondità di uomo, al di là delle sue avventure di "eroe" (che comunque apprezzavo molto).



Ricordo ancor oggi bellissime storie, come "La zona proibita" (dove troneggiava l'imponenete figura di Arstotele Skotos), "Gli occhi di uno sconosciuto" (un'indagine gialla sulla solitudine), "Demoni" (il demone e l'angelo dentro ciascuno di noi), "Vampyrus" (una storia sul vampirismo trattato in modo originale), "Cuore di tenebra" (uno dei più belli, il titolo è già evocativo della storia...), "Io, robot" (temi asimoviani, diritti dei robot, ora mi fa tanto pensare al recente Pluto di Naoki Urasawa), "Il canto della balena" (storia ecologista con l'esordio del bravo disegnatore triestino Mario Alberti: una splendida rivoluzione nella rappresentazione grafica di Nathan) e il secondo gigante "Odissea nel futuro" (i tecnodroidi, il Nautilus e il Nemo/Nathan del futuro, sempre per le matite di Alberti).



Poi, piano piano, la qualità conobbe un calo inevitabile e, dopo la distruzione dell'Agenzia Alfa, smisi di acquistarlo. Ora però, sedotto dal battage pubblicitario perorante l'inizio della saga della Guerra dei mondi (mi son sempre piaciute le saghe....), mi son fatto "abbindolare", e ho acquistato i due ultimi numeri: "I Pretoriani" e "Il tempio delle Telepati".


Se ho ritrovato il novello (per me) Salomon Darver a capo della rifondata Agenzia Alfa, quante altre cose son cambiate invece!!! C'è stata una guerra tra la Terra e la Confederazione delle stazioni orbitanti (un'altra saga che però mi son perso: qui la pubblicità non è stata così efficace o io son stato molto più distratto), e la stazione orbitante Urania è caduta sulla Terra, proprio su parte della città in cui vive Nathan. Devo dire che questi due albi introduttivi mi sono piaciuti: gettano le basi politico/economiche della imminente guerra fra la Terra e Marte in modo chiaro e interessante (con molti spunti all'attualità....). I Pretoriani e le Telepati sono dei personaggi nuovi per me, veramente intriganti.


Cos'altro dire? Dopo Zagor, l'effetto pecorella smarrita ha colpito ancora? Staremo a vedere....

lunedì 23 maggio 2011

Guareschi e Laureni: segni dai lager


In una assolata e calda domenica di piena primavera, ho accompagnato i miei amici alla Risiera di San Sabba, l'unico campo di sterminio nazi-fascista presente sul suolo italiano. Mi avevano chiesto, i miei amici che non sono di Trieste, di vedere qualcosa che non fosse la ormai conosciuta Piazza Unità o il noto Castello di Miramare. Li ho accontentati, conducendoli in una meta tipica di scolaresche in gita, ma assai poco frequentata dai classici turisti. Ci siamo dimenticati del sole, del caldo: ci ha letteralmente avvolto un'atmosfera di morte e di dolore.


Abbiamo tutti sentito un peso sul petto, mentre guardavamo increduli le infime celle, la camera della morte, l'area in cui era collocato il forno crematorio, distrutto dai tedeschi in fuga con la vana speranza di non lasciare tracce. La vecchia pileria di riso adibita a campo prima di prigionia e transito per Auschwitz e poi di sterminio di prigionieri politici ed ebrei, di nazionalità italiana, slovena e croata, ti colpisce forte, allo stomaco e alla coscienza. C'è anche un piccolo museo annesso che, in questo periodo e fino al 2 giugno, ospita una mostra organizzata dal comune di Trieste dal titolo: "Guareschi e Laureni: segni dal lager. Testimonianze di due internati militari". Si tratta di una raccolta di disegni di Nereo Laureni e di scritti di Giovannino Guareschi, due ufficiali che condivisero la sorte di circa 650.000 militari italiani che vennero condotti in campi di prigionia e lavoro in Germania, con l'etichetta di Internati Militari Italiani. Il triestino Laureni e il parmigiano Guareschi rifiutarono, come la maggior parte dei soldati dell'esercito italiano, l'offerta dei tedeschi di aderire alla Repubblica di Salò. Rigettarono la possibilità di evitare una vita di stenti, fame, freddo, malattie e morte per conservare intatta la propria dignità di uomini. In quanto ufficiali, non furono costretti al lavoro, a differenza dei sottoufficiali e dei soldati semplici. Per cercare comunque di rimanere vivi non solo nel fisico, ma anche nell'animo, organizzarono attività culturali di ogni tipo, mostre d'arte, costruirono oggetti di utilità fino anche a dei rozzi ma funzionanti apparecchi radio, con cui captavano le frequenze libere di Radio Londra o Radio Bari. Tutti però si dimenticarono di loro, della loro Resistenza, mai ascoltarono da quegli strumenti una parola espressa in loro ricordo e tantomeno in loro onore.

Nereo Laureni fu catturato dopo soli 2 giorni di servizio come ufficiale e tradotto, come tutti i prigionieri, con un misero carro bestiame in Polonia. Rimase vivo disegnando la vita nel lager, la vita fatta degli oggetti di ogni giorno, precisi nel loro realismo. A volte ritraeva una persona, un prigioniero o una guardia, ma sembravano anch'essi una natura morta. Tornato a Trieste, mise in una scatola i suoi circa 150 disegni e ricominciò a vivere, a realizzare i suoi progetti di famiglia e di lavoro. La scatola restò quasi sempre chiusa e venne aperta completamente dal figlio Umberto solo in occasione di questa mostra.


Giovannino Guareschi era più vecchio di Nereo Laureni: già scrittore e giornalista affermato, era stato richiamato al servizio militare nel 1943 e poi catturato dopo l'Armistizio. Nel lager animava gli interminabili giorni con le sue conversazioni, brevi racconti a tema, in genere sulla prigionia, che venivano letti nelle baracche e che furono poi raccolti dopo la guerra nel "Diario clandestino 1943-1945". Diresse e curò il "Bertoldo", un giornale orale del lager, ma strutturato come se fosse stampato. Scrisse anche dei racconti e diede sfogo alla sua vecchia passione del disegno, spesso di taglio umoristico.
Le immagini dei disegni della mostra che riporto di seguito sono di proprietà della famiglia Laureni. I brani di Giovanni Guareschi sono tratti dai suoi libri "Diario clandestino 1943-1945" e "Il grande diario. Giovannino Guareschi cronista del lager, 1943-1945" editi entrambi da Rizzoli. Disegni e scritti rivelano la dignità intatta dei loro autori.











domenica 15 maggio 2011

"Mammuth", o della scoperta anarchica della felicità


Un viaggio anarchico e anti-borghese nella Francia nascosta, diversa e ai margini. In sella alla sua mastodontica moto (una vecchia Munch Mammuth del '72), lo "stupido" Serge Pilardosse - Gerard Depardieu, dal fisico debordante come un elefante fuori tempo e fuori posto, riscopre la bellezza della vita e l'importanza del suo amore per la grassa moglie. Artefici del cambiamento sono la nipote ritardata e sensibile, e il dialogo interiore con la sua fidanzata di un tempo, morta in un incidente stradale avvenuto propio con la Mammuth. Lo scopo iniziale del viaggio (rintracciare dei documenti per la pensione) viene presto dimenticato. La nuova (ri)scoperta di Serge si riassume nella sua poesia finale:

Un giorno un uccellino mi ha sussurrato
che per tutta la vita ho solamente lavorato,
tutta la vita a contare le ore,
tutta la vita a versare sudore.
Quel che in inverno riuscivo a guadagnare
lo spendevo in estate per viaggiare.
Anno dopo anno, sempre mal gestite,
sono queste le ferie retribuite.
Ho lavorato come un dannato
per dimenticare tutto il passato,
ho lavorato e mai ascoltato il mio cuore
solamente per conservare il mio amore.
Ora finalmente vi faccio una confessione:
per me il lavoro è stato un’ossessione
ma grazie alle mie muse
so che ormai il mio solo lavoro
sarà difendere l’amore
come il mio unico tesoro
.”

lunedì 9 maggio 2011

L'avevo appena conosciuto

Se n'è andato che l'avevo appena conosciuto. Prima dell'anno scorso non avevo mai letto nulla di lui. E' stato merito della rivista Animals ma sopratutto di Luca Lorenzon, grande conoscitore del fumetto argentino, che sta pubblicando a puntate sul suo blog una lunghissima intervista a Trillo, se poi ho iniziato la sua conoscenza leggendo L'eredità del colonello.
Il caso ha voluto che proprio oggi il corriere mi abbia consegnato Le scappatelle del signor López.....
Come dice Luca, non ci sono parole...

sabato 7 maggio 2011

L'atteso ritorno di Carlotto


Atteso da me sicuramente.... e da tutti i suoi appassionati lettori, che lo seguono lungo i suoi romanzi noir dotati di una immediatezza e di un realismo unici... Massimo Carlotto torna con un nuovo romanzo, a dieci anni da Arrivederci amore ciao, di nuovo troviamo il suo protagonista: l'agghiacciante Giorgio Pellegrini. Per l'occasione il sito web si rinnova: in realtà è stato sempre molto di più di un semplice sito di divulgazione e pubblicità dell'opera di Carlotto, perché ha saputo creare attorno a sè una comunità viva e partecipata di lettori.
Ritorna poi la collaborazione con Igort per la splendida copertina del nuovo romanzo "Alla fine di un giorno noioso", dopo l'intenso fumetto di 4 anni fa "Dimmi che non vuoi morire", con una grande storia dell'Alligatore e l'emozione di vederlo con un volto, dopo averlo tanto immaginato leggendo le sue storie.
L'11 maggio alle 22 su spaziomercury Massimo Carlotto e Luca Crovi presenteranno in diretta streaming la nuova opera dell'autore padovano. Per i triestini, Carlotto sarà presente in città al Teatro a fianco di Santa Maria Maggiore (via del Collegio) venerdì 13 maggio alle 18.30, introdotto da Veit Heinichen: un appuntamento da non mancare per gli appassionati giuliani di noir. 
Per quelli che ancora non conoscono Carlotto, consiglio il suo primo libro: Il fuggiasco, una ricostruzione pacata e senza recrminazioni dell'incredibile e terribile vicenda che lo portò, vittima di un errore giudiziario, vicino alla morte.

Sergio Bonelli, l'innovatore

Se qualcuno ancora pensa che la Sergio Bonelli Editore sia una casa editrice che non sa innovarsi, pur rispettando le proprie tradizioni, seguendo nuove piste nel fumetto, lo invito a scacciare i propri dubbi leggendo qui e qui. Io, comunque, non ne ho mai avuti.....

venerdì 6 maggio 2011

Sciopero generale

Una bella giornata di democrazia a Trieste. Tanta gente che condivide l'idea di un'Italia diversa e migliore e che lo esprime in modo civile.


Naturalmente anche noi della Fiom in piazza: la freccia sull'asfalto indica la direzione giusta da seguire (punto di vista del soggetto fotografato.. :-))
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