sabato 24 aprile 2010

25 aprile


In occasione del 25 aprile voglio segnalare un nuovo fumetto di Roberto Baldazzini, dedicato alla Resistenza e alla Liberazione dell'Italia dai nazifascisti. Si intitola "Il mio nome è Alfredo" ed è il primo volume di un progetto più ampio dedicato a questa pagina così importante della nostra storia, che avrà il titolo di “Le quattro stagioni della Resistenza”.
Per il momento è aperta una mostra a Fanano, in provincia di Modena, con esposte le tavole del fumetto ambientato nei monti del piccolo comune emiliano. Anche le storie partigiane future saranno ambientate nella provincia di Modena, dove lo stesso autore vive.

Spero di trovare e leggere presto questo racconto. Nell'attesa son contento di vedere che il medium fumetto affronta con opere nuove un tema che mi interessa molto, che purtroppo però è sempre più spesso soggetto ad azioni di revisionismo, tese a ridurne il valore civile, morale e storico. Consiglio sempre in questi casi, a chi avesse qualche dubbio revisionista, la lettura del romanzo forse più bello e antiretorico scritto sulla Resistenza: Il partigiano Johnny di Bebbe Fenoglio.

domenica 11 aprile 2010

La Resistenza e i fumetti


E' da un po' che mi domando come mai i fumetti in cui io mi sia imbattuto, o di cui abbia letto in internet su vari siti e blog, non abbiano mai avuto la Resistenza come sfondo e i partigiani come protagonisti. Sicuramente io non conosco tutto l'universo fumettistico italiano ma possibile che in tanti anni, anche solo per caso, non mi sia mai capitato fra le mani una striscia dedicata a questo tema? E sì che la nostra letteratura ha prodotto opere bellissime sulla Resistenza, e i fumetti proprio niente? Mi stavo un po' disperando e anche arrabbiando quando, sarà che il 25 aprile si sta avvicinando, ho trovato un post sul blog di Luca Boschi che mi ha tirato su il morale e ha colmato la mia ignoranza a riguardo.

L'immagine sopra si riferisce al volume "Per la libertà" dedicato al legame fumetto - Resistenza, di cui si è parlato in un convegno tenuto a Torino il 15 aprile. La sempre aggiornatissima agenzia del fumetto afnews ne dà notizia qui e qui.

venerdì 2 aprile 2010

Medio Evo

A quei tempi si chiamava Inquisizione, adesso Congregazione per la dottrina della fede. E' stata diretta per molti anni da Joseph Ratzinger, l'attuale papa. Dal 2001 Giovanni Paolo II affidò alla Congregazione una brutta gatta da pelare: le indagini su stupri e molestie sessuali perpetrati da sacerdoti e uomini di chiesa a bambini e adolescenti. Obiettivo: portare tutto alla luce del sole e recitare il mea culpa? No, scherziamo! Il vero obiettivo era: insabbiare. Convincere le vittime e i loro parenti a non denunciare, spostare gli autori dei crimini in altre parrocchie, difendere il buon nome della Chiesa.



Diamo un po' di numeri (fonte La Vie): dal 2001 ad oggi le denunce raccolte dall'organismo della curia romana sono state 3000. Nel 20 per cento dei casi ai preti denunciati è stato tolto l'abito sacerdotale. Nel 60 per cento dei casi non è stato celebrato nessun processo canonico. Pochissimi casi, i più gravi ed eclatanti, sono stati denunciati alla giustizia ordinaria.

Nel maggio 2001 Ratzinger mandò una lettera confidenziale a tutti i vescovi, ricordando loro che le indagini sulle accuse di stupro andavano condotte "nella massima segretezza...sotto il vincolo del silenzio perpetuo...e ciascuno...deve mantenere il più rigoroso segreto, che è comunemente considerato un segreto del Sant'Uffizio...pena la scomunica". L'idea di base è che il potere temporale della chiesa è indipendente da quello dello stato in cui sono stati commessi i crimini, non gli deve nulla. E' un'idea medievale.

Commenti? No! Bastano le parole di Don Zauker:


Buona Pasqua a tutti....
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